Donne e politiche del lavoro: provvedimenti legislativi e iniziative per il futuro

 

In Italia la diminuzione dell’occupazione ha penalizzato soprattutto quella delle donne più giovani, ma anche di quelle con un livello di istruzione più elevato. Inoltre, le over 50, che hanno perso il lavoro non sono state più riassorbite dal mercato formale. Nella situazione attuale è stata riscontrata un’elevata discontinuità occupazionale delle donne e la presenza sempre più consistente del lavoro precario. Quest’ultimo “fenomeno” in Italia è raddoppiato rispetto agli altri paesi europei così come il problema del part-time involontario, molto richiesto dalle imprese. Nel 2012 il Governo Monti ha varato numerose riforme che hanno inciso e incideranno sulla vita delle donne e degli uomini italiani. Nel secondo appuntamento degli “Stati generali sul lavoro delle donne in Italia”, organizzato dalla Consulta per le Pari Opportunità di genere il 10 – 11 aprile, si è discusso sugli effetti e l’impatto che tali riforme hanno avuto, e prevedibilmente potrebbero avere in futuro sulla vita e il lavoro delle donne.


Gli effetti ovviamente non saranno evidenti in tempi immediati, ma alcuni di questi come ad esempio quello relativo alla condizione di vita delle donne può essere analizzato nei suoi risultati nel presente per comprendere i cambiamenti ottenuti.

Quali sono state le proposte legislative in Italia per favorire l’accesso delle donne nel mondo del lavoro?

Tra le principali iniziative legislativi attuate in Italia dall’ultimo governo in carica aventi come finalità quella di integrare le donne nel mondo del lavoro abbiamo le seguenti:

1. Assegnazione di voucher di conciliazione rivolti a donne uscite al mercato del lavoro;

2. Incentivi alle imprese per l’assunzione di donne in età adulta , ma anche progetti per favorire l’autoimprenditorialità .

3.Congedo obbligatorio per i padri e il voucher Inps con cui le lavoratrici madri hanno diritto a trecento euro mensili per la durata di sei mesi per servizi di baby-sitting ( decreto legge firmato dal ministro Fornero e dal ministro dell’economia Vittorio Grilli il 22 dicembre 2012, in via sperimentale per gli anni 2013-2015).

4. Legge 92 del 2012 che ha rafforzato le tutele del lavoratore in un contratto di lavoro part-time. Le donne italiane, infatti, sono quelle maggiormente costrette ad accettare al part-time involontario per non perdere il lavoro, soprattutto in quei casi in cui non è possibile avere dal datore di lavoro un contratto di assunzione full-time.

5. Legge sulle “quote rosa” previste nei consigli di amministrazione delle società quotate in Borsa. In base a questa legge tali società dovranno essere composte, per almeno un quinto dalle donne.

Nonostante i provvedimenti a favore delle donne, questi non sono ancora sufficienti a superare il problema, infatti, sono state molte le donne che durante la crisi sono state vittime di discriminazione, sono state licenziate prima dei loro colleghi uomini e hanno dovuto accettare pesanti riduzioni di salario. In sintesi le donne rappresentano le categorie di lavoratori più deboli, infatti sono le prime a subire gli effetti della crisi e quelle che ne pagano più fortemente le conseguenze.

Quali sono le iniziative per il futuro per migliorare le condizioni delle donne nel mondo del lavoro?

La Commissione Europea nella strategia per la parità tra donne e uomini 2010-2015 ha stabilito per i prossimi anni alcuni obiettivi fondamentali come quello di abbattere le disparità retributive attraverso le seguenti iniziative: esplorare con le parti sociali le possibilità di migliorare la trasparenza delle retribuzioni; sostenere le iniziative per la parità retributiva sul posto di lavoro come marchi, attestati e premi; istituire una giornata europea della parità retributiva; incoraggiare le donne a scegliere professioni “non tradizionali” e innovativi.

Un’ altra azione sarà volta ha combattere la sottorappresentazione delle donne nei processi decisionali, sia nei parlamenti e governi nazionali sia nei consigli di direzione di grandi imprese. Esse, infatti, rappresentano la metà della forza lavoro e più della metà dei nuovi diplomati universitari dell’Unione Europea.

Altre iniziative comprenderanno un piano d’azione sulla parità di trattamento e sull’emancipazione femminile nell’ambito della cooperazione allo sviluppo 2010-2015 (per approfondire consultare http://europa.eu/legislation_summaries/employment_and_social_policy/equality_between_men_and_women/em0037_it.htm)

Ricordiamo, inoltre, che gli ultimi dati pubblicati dall’ILO hanno evidenziato che proprio le politiche di austerità hanno determinato come conseguenza l’aumento delle diseguaglianze. Da ciò emerge la necessità che le lotte alle diseguaglianze debbano essere poste ai primi posti delle politiche del lavoro dai responsabili della politica e dell’economia di tutti gli Stati membri. Senza un piano d’azione responsabile per appianare le differenze tra diversi lavoratori in particolare nel rapporto di genere uomo-donna non sarà possibile superare le problematiche dell’attuale crisi ed evitare l’esclusione sociale.

 

Qual è la vostra opinione relativa ai provvedimenti attuati in Italia per favorire le donne nel mercato del lavoro? Secondo voi tali provvedimenti hanno prodotto effetti positivi e hanno cambiato la situazione delle donne?Cosa proponete?  



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