Donne dirigenti: assunte nella crisi e licenziate dopo

Donne dirigenti, ci sono e sono molto preparate, ma nei momenti "buoni" vengono spesso licenziate. Cerchiamo di capire perchè

donne dirigenti

Nonostante vengano assunte per condurre le aziende nei momenti di crisi, sono poi licenziate non appena si placa la tempesta. Ecco cos’è “l’effetto redentore” delle donne dirigenti.


Dopo essersi scontrate con il soffitto di vetro, ora le donne dirigenti a capo di aziende in crisi devono far i conti con la scogliera di cristallo e un apparentemente lusinghiero “effetto redentore”, che però non sembra far altro che aggiungere al danno la beffa. Molte donne, sedute alla scrivania del proprio ufficio e alzando gli occhi al cielo, avranno più volte cercato di intravedere quel famigerato soffitto di vetro: tanto trasparente quanto infrangibile e spesso, fatto di ostacoli, pregiudizi e sottili discriminazioni in grado di precludere l’avanzamento di carriera e il raggiungimento della posizione di comando. Ora, in periodo di crisi il paradosso vuole che siano proprio le donne ad essere le più gettonate e richieste per prendere il comando dell’azienda in crisi, in testa alla nave che affonda e nell’accorato tentativo di farla uscire indenne dal mare tempestoso e pericoloso della bufera economica.

Che finalmente il soffitto di vetro sia stato infranto e il sospirato successo raggiunto? A quanto pare proprio no, perché l’ostacolo su cui arenarsi ora si chiama scogliera di cristallo. Il fenomeno del glass cliff era stato già esaminato una decina di anni fa dai professori universitari Michelle Ryan e Alex Haslam, che avevano evidenziato come le donne dirigenti non solo facciano più fatica e sacrifici per arrivare al vertice ma che una volta al comando la loro situazione sia molto più instabile e “sospesa” (e il posto molto più facile da perdere) rispetto ai manager uomini di pari livello. Questo perché, a parità di mansioni e responsabilità, un errore commesso da una donna dirigente “pesa” molto di più rispetto a quello identico del collega uomo. Gli stereotipi e i pregiudizi a carico del genere femminile fanno sì che le donne perdano più facilmente l’autorevolezza legata al proprio ruolo e appaiano subito meno competenti e più vulnerabili rispetto agli uomini.

Un recente studio della Utah State University, pubblicato sul Strategic Management Journal dello scorso luglio, ha messo in evidenza una novità: molte aziende per fronteggiare la crisi ricorrono di proposito a manager di sesso femminile per guidare la società in difficoltà, salvo poi licenziarle e farle sostituire da dirigenti uomini. E questo nella piena consapevolezza e accettazione da parte delle donne. Ma quali sono le cause di questo fenomeno?

Secondo i due professori universitari che hanno condotto la ricerca, Ali Cook e Christy Glass, le aziende in crisi prediligono le donne al comando in quanto riconoscono loro maggiore resistenza allo stress e una più elevata capacità di reazione in situazioni di tensione e agitazione. L’atteggiamento delle donne è più empatico e trasmette ai dipendenti più il messaggio di una squadra che è sulla stessa barca e deve superare il momento negativo che non di un gruppo di persone che deve eseguire degli ordini (non discutibili) da parte di un boss. Le donne dal canto loro accettano l’incarico (cosa che i manager uomini si rifiutano di fare) pur sapendo di non avere chance di riuscita e solo perché pensano che comunque questo rappresenti l’unica possibilità per loro di far carriera: opportunità che in tempi “normali” non potrebbero mai conquistare, se non dopo anni di lunghi e pesanti sacrifici. È quello che questi ricercatori hanno battezzato “effetto redentore”. Seppur temporaneo e apparentemente lusinghiero permette alle donne di ricoprire un ruolo importante e dimostrare le proprie capacità, pur essendo sostituite in poco tempo dagli uomini e a maggior ragione se non riescono a raggiungere i risultati sperati e salvare l’azienda dal naufragio.



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