Divorzio breve: come funziona passo per passo

Divorzio breve: tipologie, eccezioni, costi introdotti dalla riforma

Secondo gli ultimi dati ISTAT risalenti al 2015, l’introduzione del divorzio breve ha fatto registrare un consistente aumento del numero di divorzi, arrivati a 82.469 (+57% rispetto all’anno precedente). Meno accentuato invece l’aumento delle separazioni, pari a 91.706 (+2,7% rispetto al 2014). La durata media del matrimonio quando si avviano le pratiche è di circa 17 anni.


L’età media dei due coniugi è di 48 anni per lui e 45 anni per lei. Ma come funziona il divorzio breve? Vediamolo di seguito, insieme ai costi che comporta.

Istituzione del divorzio breve

Il divorzio breve è stato introdotto in Italia dalla legge n. 55 del 6 maggio 2015. Ha modificato in maniera consistente la norma su questo strumento giuridico, introdotto in Italia tramite referendum nel 1974 (una grande novità se contestualizzata all’epoca, confrontabile oggi ad esempio alle Unioni civili). La più importante novità introdotta riguarda la velocità dei tempi per ottenere il divorzio: ridotti a soli sei mesi. A cambiare sono infatti sia la separazione consensuale, sia la separazione giudiziaria, che lo scioglimento della comunione. Comunque, ci sono anche delle eccezioni. Che vedremo meglio di seguito.

Divorzio breve: distinzione tra separazione consensuale e giudiziale

Occorre innanzitutto dividere il divorzio breve in due tipi, a seconda della tipologia di separazione:

  • separazione consensuale: la tempistica per ottenere il divorzio scende da tre anni a sei mesi, a prescindere dalla presenza di figli. Anche quando la separazione era inizialmente contenziosa. Per capire la tempistica, bisogna calcolare dalla comparsa dei coniugi davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale;
  • separazione giudiziale: in questo caso, invece, i tempi scendono da tre anni a dodici mesi. Anche qui, per calcolare la tempistica, bisogna partire dal momento in cui i due coniugi sono comparsi davanti al presidente del tribunale nella procedura di separazione personale.

Divorzio breve: l’alternativa dell’accordo di negoziazione assistita

Una terza opzione è l’accordo di negoziazione assistita, che deve essere raggiunta con l’assistenza di due avvocati, ciascuno per coniuge. L’intesa potrà riguardare sia la separazione che il divorzio, o la modifica delle condizioni. L’accordo, essendo un titolo esecutivo, deve essere trasmesso al PM che, in caso di assenza di figli, attuerà solo un controllo formale. In presenza di figli, il PM si occuperà di verificare se l’accordo tutela i minori.

Non tutto però può scorrere liscio. Se il PM dà esito negativo, l’accordo viene inviato entro cinque giorni al presidente del Tribunale. Gli avvocati delle parti devono poi trasmettere l’atto all’ufficiale di stato civile del Comune entro 10 giorni. Infine, l’accordo potrà essere sottoscritto dopo 6 mesi dall’accordo di separazione.

La grande novità del divorzio breve: non necessita di avvocato

Un’importante novità riguardante il divorzio breve è che non necessita della presenza di un avvocato. Basta anche la sola presenza davanti al Sindaco, come quando ci si sposa con rito civile. Attenzione però. Tale opzione è preclusa se la coppia ha figli minori o maggiorenni che hanno bisogno di tutela. O nel caso in cui bisogna praticare un trasferimento di beni patrimoniali.

Cosa cambia riguardo lo scioglimento della comunione

Le precedenti disposizioni sul divorzio prevedevano che la separazione personale potesse essere considerata uno dei motivi che comportano lo scioglimento della comunione, la cui effettiva applicazione si verificava solo al momento del passaggio in giudicato della sentenza di separazione.

Con il divorzio breve viene introdotto anche un nuovo comma, che stabilisce l’anticipazione dello scioglimento della comunione legale al momento in cui, nella separazione giudiziale, il presidente del tribunale autorizza i coniugi a vivere separati. Cosa cambia quindi? Che lo scioglimento della comunione parte in fase di udienza di comparizione.

Con la separazione consensuale, lo scioglimento alla data di sottoscrizione del relativo verbale di separazione. Se le due parti si trovano con beni in comune, l’ordinanza che li autorizza a vivere separati deve essere comunicata all’ufficio di stato civile che annota lo scioglimento della comunione sull’atto di matrimonio.

I nuovi tempi occorrenti per la richiesta di divorzio e per lo scioglimento della comunione valgono anche per i procedimenti già in corso alla data della sua entrata in vigore. Anche nel caso in cui sia pendente a tale data il procedimento di separazione personale che ne costituisce il presupposto.

Insieme a Divorzio ridotti anche i tempi per risposarsi con rito religioso

Sebbene non sia un effetto diretto del Divorzio breve, dal 2015 la Chiesa Cattolica ha ridotto i tempi per l’annullamento del matrimonio religioso. Riformando il Codice del diritto canonico e quindi consentendo ai divorziati di risposarsi più velocemente anche con rito civile. L’importante è che le cause di nullità del matrimonio siano evidenti. Dovranno essere i vescovi di competenza territoriale a decidere l’annullamento entro 30 giorni.

Le motivazioni dovranno essere evidenti. Si pensi al reiterato tradimento del coniuge, alla mancata consumazione del matrimonio, evidente mancanza di fede di uno dei coniugi. Qualora il vescovo non riscontri delle cause evidenti potrà rimandare la decisione sull’annullamento al procedimento ordinario.

Un matrimonio dichiarato nullo dalla Sacra rota è un matrimonio mai esistito.

Quanto costa un divorzio breve

I costi del divorzio breve possono variare molto. Per i casi che necessitano della presenza di un avvocato, si va dai 1500 ai 5000 euro, a seconda della complessità della procedura e della città in cui si vive. Infatti, secondo le statistiche, dove si paga di più è ovviamente dove il costo della vita è più alto: Milano, Roma, Torino o Genova. Invece, laddove costa di meno è in città come Napoli, Bari, Palermo, Catania o Cagliari. Poi ci sono da considerare le spese di cancelleria, che nei casi più complessi possono arrivare anche a 5 mila euro (si pensi al divorzio giudiziale con presenza di figli e patrimoni da suddividere).

Molto meglio va a chi può divorziare senza l’assistenza di un avvocato, caso in cui dovrà pagare solamente una somma al Comune. In genere di 16 euro. Questa, insieme, alla velocizzazione dei tempi, è la vera rivoluzione del divorzio breve.



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