Diventare sviluppatore di videogiochi: la via maestra è quella indipendente

Nuove strade per diventare sviluppatori di videogiochi o game designer. Non più grandi studi ma produzioni in solitaria. Ecco il nuovo trend.

Secondo gli ultimi dati pubblicati da Indeed Usa, il mercato del lavoro che fa capo ai videogiochi sta subendo profonde trasformazioni da almeno tre anni. Nonostante infatti sia fortemente aumentato il giro d’affari di settore a livello mondiale e le previsioni per il periodo da qui al 2019 non facciano altro che confermare il trend, si sono ridotti, ed anche in percentuale molto rilevante, i posti di lavoro disponibili nel campo. Dal 2014 infatti, la riduzione è stata del 65%. Una cifra gigantesca. A fronte di questa spaventosa riduzione di opportunità, è invece aumentata la ricerca di lavoro di chi vuole diventare sviluppatore di videogiochi o game designer. In pratica ci sono molte più persone che devono contendersi molti meno posti rispetto a tre anni fa.


diventare sviluppatore di videogiochiIndagando i motivi di una così radicale metamorfosi, si è scoperto che questi sono, come effettivamente era facile prevedere, strettamente legati ai cambiamenti della società, che a loro volta sono connessi ai grandi passi in avanti delle tecnologie. Se una volta i mega studi produttori di videogiochi lanciavano sul mercato pressoché qualsiasi tipo di prodotto, da quelli di qualità più alta a quelli (molto più numerosi)  meno raffinati, a causa della chiusura dei cordoni della borsa dei grandi committenti che hanno smesso o quasi di finanziare quest’ultimo tipo di prodotti, molti studi che impiegavano un gran numero di sviluppatori e designer hanno dovuto chiudere, o comunque ridurre di molto i loro obiettivi.

Tutto questo è accaduto anche e soprattutto perché si era venuta a creare una situazione per la quale il numero di videogiochi prodotti era di gran lunga superiore alla possibilità di usufruirne della platea interessata. Inoltre, dato che la qualità dei videogiochi si alza costantemente, per mantenere questi standard (e raggiungerne di nuovi) i grandi marchi e gli studi a cui vengono commissionati i lavori si affidano ormai quasi esclusivamente a sviluppatori e designer con anni e anni di esperienza.

Si è insomma formata una forte barriera all’entrata che fino a pochi anni fa non c’era. Diventare sviluppatore di videogiochi o game designer è quindi ormai da considerarsi off limits? Non proprio. La drastica caduta di opportunità “tradizionali” nel settore ha infatti anche creato nuove possibilità. Come tutte le volte che si forma una barriera c’è qualcuno che, per voglia o per necessità, prova ad aggirarla e creare un nuovo trend. In questo senso molti sviluppatori hanno imboccato la via indipendente, associandosi e formando piccoli ma straordinari team di lavoro, oppure producendo in solitaria e mettendo sul mercato soprattutto videogiochi per smartphone (tramite app). Ovviamente, in questo senso, aspettarsi grandissimi guadagni appare essere se non proprio un’utopia, quasi. Il classico “uno su mille ce la fa” insomma. Ma se tralasciamo il fatto di voler diventare milionari, e consideriamo invece quello di poter fare il proprio mestiere e raggiungere una certa indipendenza economica, è indubbio che il cambiamento del mercato del lavoro dei videogiochi ha certamente chiuso delle strade, ma ne ha anche aperte delle altre decisamente interessanti.




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