Diventare psicologo: università e carriera. Intervista esclusiva

Sostegno, aiuto, riabilitazione. Se anche tu ami aiutare e ascoltare gli altri ecco una professione davvero interessante: lo psicologo. Ma qual è il percorso per iniziare questa professione?


Università

Dopo aver frequentato una scuola superiore, chi vuole diventare psicologo deve iscriversi alla facoltà di psicologia. La miglior università, secondo la classifica del Censis, è Bologna, seguita da Milano Bicocca, Padova e Torino.

L’ammissione ai Corsi di Laurea di 1° livello per quanto riguarda l’Università di Milano-Bicocca avviene mediante una prova di selezione. L’ammissione ai Corsi di Laurea specialistica, dopo la laurea di 1° livello, avviene mediante una valutazione del curriculum.

I primi anni di studio sono uguali per tutti e si studiano materie come psicologia generale, pedagogia, sociologia e neuroscienze. Nel biennio successivo lo studente sceglierà di approfondire un indirizzo tra psicologia clinica, sociale, del lavoro,ecc.

Durante i cinque anni di università sono previsti dei tirocini in collaborazione con strutture pubbliche o private. Per poter accedere all’Esame di Stato, tutti i laureandi o laureati devono svolgere un tirocinio annuale presso strutture ritenute idonee dall’Autorità Accademica, d’intesa con il competente Ordine degli Psicologi.

L’ultima tappa quindi è l’Esame di Stato che consente di iscriversi all’Ordine degli psicologi ed affacciarsi così al mondo del lavoro.

Esame di Stato

Gli Esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio delle professioni si svolgono due volte all’anno.

Ci sono due livelli distinti di esami di stato, a cui corrispondono due distinte sezioni negli Albi:
Esame Sezione A: cui si accede con titolo di laurea specialistica (biennale o a ciclo unico);
Esame Sezione B: cui si accede con titolo di laurea di 1° livello o con diploma universitario triennale.

L’esame di stato per la tipologia A è articolato nelle seguenti prove:


a) una prima prova scritta sui seguenti argomenti: aspetti teorici e applicativi avanzati della psicologia; progettazione di interventi complessi su casi individuali, in ambito sociale o di grandi organizzazioni, con riferimento alle problematiche della valutazione e dello sviluppo delle potenzialità personali;

b) una seconda prova scritta sui seguenti argomenti: progettazione di interventi complessi con riferimento alle problematiche della valutazione dello sviluppo delle potenzialità dei gruppi, della prevenzione del disagio psicologico, dell’assistenza e del sostegno psicologico, della riabilitazione e della promozione della salute psicologica;

c)una prova scritta applicativa, concernente la discussione di un caso relativo ad un progetto di intervento su individui ovvero in strutture complesse;

d) una prova orale sugli argomenti della prova scritta e su questioni teorico-pratiche relative all’attività svolta durante il tirocinio professionale, nonché su aspetti di legislazione e deontologia professionale.

Il tipo B si svolge con:

a)una prova scritta vertente sulla conoscenza di base delle discipline psicologiche e dei metodi di indagine e di intervento;
b) una seconda prova scritta vertente su discipline e metodi caratterizzanti il settore;
c) una prova pratica in tema di definizione e articolazione dello specifico intervento professionale all’interno di un progetto proposto dalla commissione;
d) una prova orale consistente nella discussione delle prove scritte e della prova pratica, e nella esposizione dell’attività svolta durante il praticantato, nonché su aspetti di legislazione e deontologia professionale.

La Scuola di Specializzazione

Ma lo studio non finisce qui. Dopo l’Esame di Stato, lo psicologo può iscriversi ad una Scuola di Specializzazione, che rappresenta un percorso che ha l’obiettivo di fornire conoscenze e abilità per lo svolgimento di funzioni altamente qualificate come lo psicologo clinico e della salute.

Presso il Dipartimento di Psicologia di Bologna sono attive la Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica e la Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute.

La durata della Scuola di Specializzazione in Psicologia Clinica è di quattro anni. Il numero degli iscritti è di 10 per ciascun anno di corso. Possono essere ammessi alla Scuola i laureati in Medicina e Chirurgia e Psicologia, in possesso dell’abilitazione all’esercizio della professione. L’ammissione alla Scuola viene effettuata mediante concorso per titoli ed esami.

La Scuola di Specializzazione in Psicologia della Salute ha durata di 5 anni. Il numero di iscritti è di 15 per ciascun anno di corso, per un totale massimo di 75 specializzandi per l’intero corso degli studi.

A Milano è possibile seguire la specializzazione in psicoterapia presso il Centro Berne. Il corso è selettivo. Il passaggio da un anno all’altro è subordinato alla valutazione dei docenti per una durata complessiva di 4 anni. Parti integranti sono il tirocinio, la psicoterapia personale e la metodologia dell’insegnamento. L’ammissione alla scuola è subordinata a due colloqui con due docenti della scuola.

Lo Psicologo Clinico

Lo psicologo clinico è uno psicologo che ha frequentato il corso quadriennale post universitario in Psicologia Clinica, conseguendo il titolo di specialista. Opera principalmente nelle strutture sanitarie pubbliche e/o private, ma anche privatamente a tempo pieno come libero professionista. Lo psicologo clinico è specialista nella psicodiagnosi, nella somministrazione dei tests, nel counseling, nell’orientamento e nell’organizzazione situazionale, sia nella normalità che nella patologia. Lo strumento principale usato dagli psicologi clinici è il colloquio.

Lo Psicoterapeuta

Lo psicoterapeuta è una figura differente. Il suo lavoro consiste nel fornire un aiuto per risolvere problemi psicologici e disturbi mentali, favorire un cambiamento a livello psicologico e comportamentale. Oltre alla laurea in psicologia, o in medicina, e all’iscrizione all’Ordine degli Psicologi, ha una specializzazione post universitaria di almeno quattro anni ed ha sperimentato obbligatoriamente la posizione di paziente in terapia, sottoponendosi ad una propria analisi personale. Dal terzo anno di specializzazione, il professionista è abilitato alla psicoterapia in supervisione, ma per poter esercitare la propria professionalità al termine della specializzazione dovrà essere iscritto nell’Elenco degli Psicoterapeuti del proprio Ordine regionale di appartenenza.

Lo Psicologo del Lavoro

Il percorso dello psicologo del lavoro è molto simile a quello dello psicologo clinico, ma deve conoscere bene il funzionamento delle imprese. Deve avere competenze specifiche sulla selezione, la valutazione e lo sviluppo del personale con buone doti comunicative.

Intervista ad un Psicologo in carriera

Siamo andati a fare qualche domanda al dottor Sandro Anfuso, psicologo e psicoterapeuta.

Come sei diventato psicologo? Quali sono stati i tuoi studi?

Ho studiato all’Università degli Studi di Padova, Facoltà di Psicologia, Corso di Laurea in Psicologia ad indirizzo Lavoro e Organizzazioni. Successivamente ho fatto un anno di Tirocinio presso la Clinica del Lavoro di Milano e ho superato l’Esame di Stato per entrare nell’Albo degli Psicologi. Ho poi frequentato un Master in Human Resources Management (Un anno, presso HKE S.r.l., Milano) e successivamente la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia ad Indirizzo Analitico Transazionale (4 anni, presso il Centro Berne di Milano). Attualmente sto frequentando la Scuola di Specializzazione in Psicoterapia Analitico Bioenergetica per già terapeuti (3 anni, presso la S.I.A.B., Roma) e il Master in Sessuologia Clinica (18 mesi, presso l’ITAT, Torino) e il Master in Terapia di Gruppo (6 mesi, presso il Centro Berne, Milano).

In che cosa consiste effettivamente il tuo lavoro?

Principalmente lavoro come Psicoterapeuta. Ricevo i miei pazienti presso uno studio privato (Centro Berne, Milano). Si tratta di pazienti adulti, con difficoltà di tipo diverso e percorsi di recupero del benessere diversi, individuali e di gruppo, che partono da difficoltà di tipo relazionale, affettivo, di origine esistenziale o traumatica. Mi occupo inoltre di Formazione in una Scuola di Counseling di orientamento umanistico esistenziale a Milano. Altre mie attività riguardano la Progettazione Formativa, la Formazione in aula e il Coaching in ambito aziendale.

Mantengo pertanto aperti diversi fronti, sia in ambito psicologia del lavoro, sia in ambito formativo, sia in ambito clinico.

Quali sono le difficoltà lavorative che hai riscontrato?

Attualmente nessuna, fortunatamente, dal punto di vista dei clienti. Ho dedicato diversi anni alla costruzione di una rete di rapporti lavorativi, nei diversi ambiti, che continuo a curare con grande attenzione e che mi aiutano a sviluppare e migliorare i miei servizi, a farmi trovare da chi cerca un aiuto professionale e stimolare la mia formazione continua, personale e professionale.

Ci sono possibilità di crescita in questa professione?

Dopo diversi anni passati nel mondo delle aziende, sia come consulente che come dipendente, sia come organizzatore di servizi che come erogatore di interventi, ho scelto di lavorare esclusivamente come libero professionista. Una scelta che mi dà la libertà di spaziare e di variare. E’ questa la vera crescita per me oggi: poter continuare a lavorare con le persone e con i gruppi, migliorando qualitativamente, offrendo loro un aiuto concreto per i loro bisogni.

Qual è il futuro professionale?

Per il futuro ho tante idee e ci sono tante possibilità. Un po’ dipenderà dal mercato e dalle sue richieste, un po’ dalla mia volontà di continuare a mettermi in gioco e spaziare in diversi campi e offrire servizi in modi sia tradizionali che nuovi. Attualmente lavoro in un Centro dove collaborano professionisti con solida formazione, altissima qualità professionale, tante idee, entusiasmo e voglia di prendersi cura delle persone e delle relazioni. Un fine e delle qualità e modalità che condivido e che mi soddisfano.

In futuro vedo a medio termine entrare a far parte di chi costituisce la base solida di questo Centro (entrando in società) oppure la formazione di un Centro analogo in cui portare la mia passione, le mie idee, la mia professionalità unita a quella di colleghi che hanno voglia di investire e di lasciare una nuova, positiva traccia nel benessere psicologico degli individui.

Che consigli vuoi dare a chi vuole lavorare in questo campo?

Così in genere ne scelgo 3:

1) fare rete, collaborare, scambiare informazioni ed esperienze

2) studiare, incontrare persone e saperi diversi nel nostro ambito, approfondire e mettere tutto in sana discussione

3) far sapere di sé, rendersi disponibili a incontrare la domanda, offrire chiari servizi, avere un orientamento al cliente.

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