Diventare formatore: cosa fa, requisiti, formazione e opportunità

Diventare formatore: lavoro, percorso di studi e opportunità di inserimento nel settore. Chi è e cosa fa un formatore accreditato e qual è la differenza tra formatore aziendale e formatore scolastico.

Il mondo del lavoro è oggi in continuo mutamento. Stare dietro ai vari cambiamenti sociali, economici e digitali, difatti, non sempre può risultare facile per un imprenditore e/o un lavoratore. Tenersi al passo con i tempi, però, è indispensabile a volte. In questi casi, allora, entra in gioco il formatore aziendale che, a più livelli e a più riprese, presta la sua consulenza ad una o più realtà economiche che, dei suoi consigli, hanno bisogno per: migliorare la propria strategia, accrescere il proprio potere economico, evitare di diventare obsoleti e incapaci di far fronte alle richieste del mercato.


 

Formatore aziendale: descrizione della professione

La professione del formatore aziendale, in linea di massima, può essere paragonata a quella dell’insegnante. A differenza di un professore, però, il formatore si occupa della formazione di un gruppo di soggetti (lavoratori, imprenditori o liberi professionisti) che a lui si rivolgono spesso liberamente, e non per assolvere un obbligo scolastico. Il formatore aziendale può impartire lezioni e tenere corsi di formazione su varie materie anche se, in linea di massima, ogni argomento ha uno scopo preciso: quello di migliorare la gestione dell’impresa.

Fatta questa premessa, dunque, è facile capire perché è il formatore digitale una delle figure più richieste del momento. L’innovazione tecnologica, così come i nuovi modi di comunicare, sono diventati il punto focale di ogni buona strategia di marketing. Chi non capisce questo, oggi, difficilmente rimane competitivo sul mercato. Un’azienda che vuole sopravvivere e che è intenzionata a raggiungere traguardi sempre maggiori, sia da un punto di vista commerciale che economico, deve avere ben chiare le dinamiche della comunicazione digitale. Se non le ha e nel suo team non c’è nessuno che possa occuparsi di questo, allora rivolgersi ad un formatore digitale diventa praticamente fondamentale per la sua sopravvivenza.

Un professionista serio, con un piano di azione preciso e ben delineato, si occuperà di istruire i collaboratori aziendali facendoli familiarizzare con la materia, rendendoli così dei veri e propri esperti nell’applicare strategie e best practice di comunicazione digitale. In questo modo ottenere buoni risultati di engagement e conversioni all’azienda diventerà un obiettivo facilmente perseguibile oltre che concretamente realizzabile. Tutte queste, per capire meglio di cosa stiamo parlando, sono pratiche ampiamente diffuse nel marketing digitale, che puntano a fidelizzare con la clientela di riferimento e a costruire un rapporto solido con l’utenza di riferimento. Non si tratta di mera pubblicità perché queste azioni, di fatto, puntano tutte a realizzare una rete solida di relazioni, cercando di far diventare l’azienda un vero e proprio punto di riferimento all’interno del settore nel quale opera.

Diventare formatore aziendale: la formazione

Per occuparsi di preparazione digitale (o di qualsiasi altra materia e/o argomento), ogni formatore aziendale che si rispetti deve prima di tutto sapere come trattare l’argomento e avere chiari quelli che sono i processi di insegnamento e apprendimento all’interno di una classe. Ad oggi, però, è importante ribadire che non esiste un percorso di studi in comunicazione digitale uguale per tutti. Non c’è una scuola o un corso di laurea universitario preciso che bisogna frequentare per fare questo lavoro. Certo è che, in ogni caso, partire da una buona preparazione personale e avere dalla propria un bagaglio di conoscenze consone e vicine agli argomenti che si andranno a trattare, fin da subito, farà la differenza. Quella del formatore aziendale, è una libera professione che, al contrario di molte altre, non richiede l’iscrizione a nessun Albo o Ordine provinciale/regionale o nazionale per poter essere esercitata. In Italia, tuttavia, vi sono delle associazioni di professionisti e imprese in grado di certificare e attestare le competenze dei propri iscritti.

Fare parte di un’associazione formatori professionisti, anche se non è obbligatorio, riconosce diversi vantaggi a chi è intenzionato a lavorare nel settore. Prima di tutto l’iscrizione in sé, nella maggior parte del casi, comporta tutta una serie di appoggi e sostegni per i facenti parte dell’associazione. Questi ultimi, per esempio, avranno modo di mantenersi aggiornati grazie ai numerosi corsi di aggiornamento e i seminari spesso tenuti dagli enti in questione. Questo, indirettamente, permetterà loro di spendersi sul mercato molto più facilmente. Al di là dei contatti e delle conoscenze che un’associazione spesso garantisce, i clienti che si rivolgeranno ad un formatore qualificatolo, inoltre, lo faranno sapendo di avere maggiori garanzie di qualità. Per questo motivo, nel dubbio, è più facile che venga scelto un formatore registrato ad un’associazione formatori professionisti rispetto a un altro che non lo è.

Queste associazioni, in fine, sono diventate negli anni il punto di riferimento degli aspiranti formatori. Le stesse, infatti, spesso promuovono corsi per diventare formatori o, in alternativa, orientano e indirizzano i futuri formatori verso i master in formazione più validi. Discorso diverso, invece, va fatto a chi si sta chiedendo come diventare formatore nelle scuole. Le realtà all’interno delle quali si andrà a lavorare, in questo caso, sono ben diversi e spesso molto più delicati e complessi rispetto ad un qualsiasi contesto aziendale. Un formatore professionista che lavora con le scuole deve sicuramente avere le stesse abilità comunicative di  chi lavora con le imprese ma, ovviamente, deve anche aver ben chiare le varie dinamiche che contraddistinguono i rapporti tra alunni – insegnanti, insegnanti – genitori e alunni – genitori.

Come diventare formatore accreditato

Un formatore qualificato che intende lavorare con determinati Enti pubblici, come scuole e/o istituti didattici, deve ottenere adeguato riconoscimento. Questo, concretamente, avviene diventando un formatore accreditato.  Diventare formatore accreditato, inoltre, apre diverse porte anche nel mondo del lavoro digitale. Chi ha dalla sua titoli e qualifiche che attestino la sua preparazione, per lo stesso ragionamento fatto sopra, riuscirà a spendersi meglio tra i vari e potenziali clienti. Corsi per diventare formatore, però, ce ne sono tanti e ne vengono organizzati di ogni tipo (sia in Italia che all’estero). Chi è veramente interessato a diventare formatore freelance, allora, dovrà prima di tutto rivolgersi ad una scuola per formatori seria ed affidabile. La sua carriera, infatti, dipenderà dal modo in cui riuscirà a proporsi al pubblico e dalle abilità da lui sviluppate come professionista autonomo. Per quanto certe capacità possano essere innate, dunque, vi sono delle conoscenze e delle competenze che devono essere assimilate e perfezionate con un apposito percorso di formazione. Solo dopo aver fatto propri determinati argomenti e dopo aver sviluppato un approccio didattico preciso e strutturato un formatore  potrà essere considerato un professionista del suo settore. A questi livelli, ovviamente, non si arriva iscrivendosi ad una scuola di formatori qualsiasi. Un istituto serio, difatti, deve sempre assicurare un tot di ore di formazione ai propri iscritti e una certa qualità (sia nell’insegnamento che nei contenuti). Ritornando, per esempio, alle scuole di formazione digitale. Queste, per essere considerate valide, oltre che apposita certificazione (utile per ottenere l’accreditamento), dovranno garantire un’adeguata preparazione su quelli che sono considerati gli argomenti basilari del digital marketing. Generalmente, infatti, ogni corso di questo tipo è suddiviso in moduli formativi che permettano ai futuri formatori digitali di sviluppare le proprie conoscenze in:

  • Web Marketing, per capire quali sono le regole basi per rendere efficace la pubblicità online e arrivare dritti ai consumatori finali del prodotto o del servizio che si vuole vendere;
  • E-Commerce, per studiare tutti quelli che sono i processi di transizione sul web che permettono lo scambio di beni e servizi tra venditori e acquirenti;
  • Social Media, per comprendere le potenzialità economiche e promozionali dei social network e dei vari canali di comunicazione online, sfruttando a proprio vantaggio questi spazi;
  • Strategie digitali, per imparare a definire e a gestire una strategia di azione online che sia efficiente e che riesca ad assicurare benefici economici (e non solo) all’azienda che l’ha attuata.

Quanto guadagna un formatore aziendale

Non esiste, ad oggi, una remunerazione fissa o un tariffario unico per la figura del formatore. Trattandosi di una libera professione, infatti, è spesso il singolo a imporre i suoi prezzi quando viene contattato da un potenziale cliente (e questo discorso vale sia per lo stipendio formatore nelle aziende che per lo stipendio formatore nelle scuole). In sede di definizione del contratto di collaborazione, inoltre, è possibile che la cifra pattuita venga poi ridefinita per andare incontro ai soggetti coinvolti. Lavorare nella formazione aziendale o fare il docente di formazione nelle scuole vuol dire essenzialmente occuparsi di:

  • organizzare corsi per aziende (piccole, medie e di grandi dimensioni);
  • organizzare corsi per privati e soggetti terzi che al formatore si rivolgono per migliorare le proprie competenze (come insegnanti, alunni e in generale il personale amministrativo e scolastico tenuto all’aggiornamento costante).

Nello stabilire la propria retribuzione, quindi, un formatore dovrà tenere conto del tempo che dovrà impiegare per definire il corso, delle ore di lezione e di tutte le energie e le risorse economiche che impiegherà nel portare a termine il progetto. La cifra pattuita, in pratica, dovrà essere tale da ripagare tutto il suo impegno (materiale, economico, fisico etc.). Oggi, comunque, lo stipendio medio di un formatore si aggira intorno ai 25 mila euro ma può anche essere maggiore, arrivando ad assicurare fino  47 mila euro annui ai formatori più avviati. È chiaro che chi inizia a muovere i primi passi nel settore, in linea di massima, tenderà a proporsi offrendo ai clienti prezzi più competitivi. Quello che bisogna sempre ricordare, comunque, è che svendersi non è mai una buona idea e, alla lunga, potrebbe addirittura nuocere l’immagine del professionista.

Lavorare come formatore: opportunità

Per iniziare a lavorare come formatore, se non si hanno le giuste conoscenze, è fondamentale crearsi fin da subito la giusta rete di agganci. Spendere bene il proprio nome, difatti, è il primo passo verso il successo in questo settore. Se questo risulta difficile, soprattutto agli inizi, la strada da seguire sarà quella di rivolgersi in prima persona alle aziende e alle fondazioni che si occupano di formazione e che forniscono questo servizio alle imprese. Basterà fare una rapida ricerca sul web per rendersi conto di come gli annunci, oggi, si dividano in:

  • offerte di lavoro di aziende private, in cerca di liberi professionisti qualificati in grado di organizzare e tenere all’interno dell’impresa corsi rivolti al personale e/o ai dirigenti;
  • offerte di lavoro di scuole di formazione, che spesso cercano figure professionali da inserire nel proprio organico che si occupino della gestione dei corsi che le stesse andranno poi a proporre alle aziende clienti.

Le possibilità di inserimento, come è facile intuire, sono tante.

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