Diventare dog sitter professionista, i consigli dell’istruttore Federico Fiori

Occuparsi dei cani in qualità di dog sitter professionista. In questa pagina scopriamo come fare e leggiamo i consigli di un istruttore cinofilo

Il dog sitter è ancora oggi considerato come una sorta di “lavoro – non lavoro”. Una di quelle professioni per le quali non è necessaria, ai fini del suo svolgimento, una corretta preparazione e professionalità acquisita con studio, formazione e pratica costante.


dog sitter

L’istruttore cinofilo Federico Fiori al lavoro

Dog sitter: una professione da riconoscere

Non è raro imbattersi in alcuni dog sitter che spesso intraprendono questa strada lavorativa come se fosse al pari di un hobby occasionale, spesso spinti dalla facile equazione “Amo i cani, allora posso fare con facilità il dog sitter”. Non manca poi chi decide di prendersi cura di più cani contemporaneamente non offrendo in questo caso sia alcuna garanzia di responsabilità sul singolo cane che di tipo assicurativa.

Si tratta quindi per molti di un lavoro spesso ancora percepito come “secondario”, per il quale si crede basti solo nutrire una forte passione per i cani e avere un po’ di tempo libero a disposizione. Oggi grazie anche alla divulgazione messa in atto da molti professionisti, si sta però piano piano assistendo a un percorso di sensibilizzazione nei confronti di chi vuole davvero costruirsi una expertise in questo settore, sostenendo l’importanza di percorsi di formazione ad hoc necessari per intraprendere questa professione.

Che la formazione sia quindi la chiave di volta per diventare un dog sitter professionista ne è convinto Federico Fiori, istruttore cinofilo professionista e fondatore dell’azienda Il cane istruito, che con la sua attività si è posto l’ambizioso obiettivo di diffondere la cultura cinofila in Italia. Attraverso la sua realtà aziendale Federico porta avanti un messaggio importante, quello per il quale sia imprescindibile lo studio e la pratica costante per potersi davvero definire dog sitter professionista.

Lo studio della psicologia e dell’apprendimento canino

Tra i passi reputati necessari ci sono prima di tutto lo studio della psicologia, della comunicazione e dell’apprendimento canino. Fondamentali per comprendere le necessità particolari di ogni cane che ci si troverà a gestire e prendersi al meglio cura di lui. La passione è sicuramente la base per poter svolgere al meglio questo lavoro, data la forte dose di empatia richiesta, ma deve essere messa a servizio dello studio contribuendo ad affinare le competenze necessarie per diventare un professionista.

Imparare a gestire numeri ridotti di cani

Si tratta quindi di un lavoro che può essere svolto in modalità full time, necessariamente organizzato in ogni suo dettaglio e che punta a una costante crescita sia per il numero di clienti con i quali ci si relaziona che per la formazione continua richiesta negli anni. Impossibile inoltre pensare di lavorare, come molti fanno a livello amatoriale, contemporaneamente con gruppi numerosi di cani. Si deve sempre gestire un numero ridotto al fine di garantire la massima qualità del servizio. Ogni scelta di gestione infatti deve essere pensata per il bene di ogni cane, ognuna delle quali deve essere sempre facilmente personalizzabile al fine di adattarsi alle esigenze dei singoli.

L’importanza di essere seguito da un tutor

Per diventare quindi dog sitter professionista è necessario approcciarsi a un percorso di formazione capace di coniugare lo studio con la pratica costante. Per Federico Fiori poi ogni studente deve essere sempre seguito da un tutor, un professionista del settore capace di accompagnare lo studente nel suo percorso di apprendimento e aiutarlo poi successivamente nell’inserimento del mondo del lavoro.

Lo studio della comunicazione

Non manca poi l’apprendimento dei rudimenti legati al mondo della comunicazione intesa come la capacità di raccontare al meglio il proprio lavoro ai clienti o potenziali tali, al fine di spiegare non solo in cosa consiste il lavoro di un dog sitter professionista quanto di saper spiegare le competenze che vengono messe al servizio del cliente. Un lavoro di comunicazione che si articola anche nella capacità di saper ascoltare i pareri della propria clientela al fine di potersi migliorare sempre più e capire come intervenire al meglio nel proprio lavoro con il singolo cane.

Il confronto con i colleghi e con veterinari e allevatori

Tale capacità di confrontarsi con l’altro si esplica anche nel rapporto con gli altri professionisti. È importante infatti sapersi confrontare con colleghi o altre figure professionali del settore e saper integrare il proprio lavoro con il cane con quello degli altri educatori cinofili così come con quello dei veterinari, allevatori, toelettatori, ecc. ecc.

L’obiettivo finale di un simile percorso di formazione è, tra gli altri, quello di riuscire a sviluppare un proprio metodo di lavoro che aiuti il dog sitter professionista ad interfacciarsi al meglio con ogni singolo cane, cogliere tutte le sue informazioni e sviluppare programmi personalizzati ad hoc. Così come riuscire a dare sempre in modo chiaro le giuste informazioni e indicazioni al proprietario che si affida ai suoi servizi.

Chi si approccia al settore cinofilo deve farlo con serietà e professionalità ma soprattutto deve sempre ricordarsi che ogni cane è prima di tutto un individuo, bisogna perciò sempre partire da lui e dalle sue esigenze – spiega Federico Fiori –  Non devono essere i cani a doversi adattare ai servizi offerti, ma i servizi a doversi adattare ai cani”.



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