Diventare conciliatore e mediatore civile: regole e percorsi

La figura del conciliatore civile sarà una delle professioni del futuro, a seguito della riforma apportata con il decreto legislativo n. 28 del marzo 2010.

Secondo il decreto Ministeriale n. 180 del 18 ottobre 2010, il mediatore ha l’incarico di dirimere le controversie scaturite tra due parti, senza però terminare la causa in Tribunale. Sebbene il decreto sulla “media-conciliazione” abbia sollevato diversi dissensi negli operanti del settore, tuttavia questa normativa è divenuta obbligatoria. Con la nuova legge, le parti sono obbligate a cercare un accordo stragiudiziale per tutte le controversie commerciali e civili.

La diffusione della giustizia alternativa avvicina l’Italia agli altri Paesi Europei e risponde a una richiesta precisa della Commissione Europea.

Inizialmente le associazioni dei consumatori erano scettiche, ma dopo la pubblicazione del Regolamento attuativo, le cose sono cambiate. Le richieste delle associazioni dei consumatori sono state inserite nell’articolo 7 del Decreto attuativo che consente di utilizzare gli esiti delle conciliazioni paritetiche anche nel corso di un procedimento di mediazione. Con l’articolo 7 si è ipotizzata una possibilità di raccordo tra le conciliazioni paritetiche e il procedimento di mediazione.

Non si è ancora capito come questo sarà messo in pratica, ma le associazioni dei consumatori continueranno a fare conciliazioni paritetiche e continuano a pensare che queste siano uno strumento molto efficace per la risoluzione extragiudiziale delle controversie.

La protesta in questi giorni ha riguardato il mondo degli avvocati: il punto dolente riguarderebbe la formazione dei mediatori, in cui sarebbero sufficienti una laurea triennale di qualsiasi tipo e un corso di 50 ore. Gli avvocati denunciano anche il business dei corsi di formazione che negli ultimi tempi si sono moltiplicati. I commercialisti, al contrario, esprimono giudizi favorevoli perché secondo il loro parere, la riforma offrirebbe nuove opportunità di lavoro ai giovani.

Intanto l’OUA ha presentato al Tar del Lazio una richiesta di sospensiva del Decreto, sollevando questioni di legittimità costituzionale in merito agli articoli 5 e 16. La pronuncia del Tar è attesa per la fine di marzo.

Il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, ha sottolineato l’importanza del nuovo istituto che, secondo il Ministero, servirà a smaltire oltre 600 mila processi l’anno.

Il conciliatore avrebbe la funzione secondo il nuovo decreto per trovare una soluzione a piccole vertenze, di un piccolo valore economico, le quali sarebbero sconvenienti da portare in tribunale a causa dei tempi e dei costi tipici delle cause civili.

Quali sono i requisiti per accedere alla nuova professione?

1. Secondo l’art. 4 D.M. 180/2010, i mediatori civili devono possedere un titolo di studio non inferiore al diploma di laurea universitaria triennale oppure, in alternativa, devono essere iscritti a un ordine o collegio professionale. Per fare il mediatore civile è sufficiente avere una laurea triennale più un corso di formazione della durata di 50 ore. Si può fare il conciliatore anche senza possedere una laurea, ma in questo caso è indispensabile essere iscritti ad un albo professionale( ad esempio un ragioniere iscritto all’albo). La laurea richiesta non è solo quella in discipline giuridico o economiche, ma può essere in qualsiasi ambito del sapere. Ad esempio, può diventare mediatore un laureato in filosofia, biologia, pedagogia, psicologia, medicina,fisica ecc. Questa professione può svolta inoltre da un professionista iscritto in albi professionali giuridici o economici da più di 15 anni; oppure da un laureato o professionista giuridico economico iscritto in albo da meno di 15 anni. In quest’ultimo caso però è necessario che l’interessato segua il corso di formazione per conciliatori.

2. Essere in possesso di una specifica formazione e di uno specifico aggiornamento almeno biennale, acquisiti presso gli enti di formazione in base all’articolo 18 dello stesso decreto.

3. Possedere i seguenti requisiti di onorabilità:

– non avere riportato condanne definitive per delitti non colposi o a pena detentiva non sospesa;

– non essere incorso nell’interdizione perpetua o temporanea dai pubblici uffici;

– non essere stato sottoposto a misure di prevenzione o di sicurezza;

– non avere riportato sanzioni disciplinari diverse dall’avvertimento.

4. I conciliatori o mediatori esperti in materia internazionale devono inoltre possedere una documentazione idonea a comprovante le conoscenze linguistiche.

Quali competenze sono necessarie per svolgere al meglio la “mediazione civile”?

Fondamentale è saper comunicare, relazionandosi in modo efficace con le parti cercando di sviluppare capacità di ascolto e empatia.

La mediazione presuppone come elemento principale la capacità di prendere tempo per riflettere senza avere fretta di arrivare a una soluzione. E’ importante ascoltare le parti e comprendere i loro tempi per raggiungere un accordo e riflettere sulle diverse strade percorribili. E’indispensabile saper valorizzare le parti con l’ascolto: esprimendo il proprio punto di vista, proponendolo senza imporlo, allo stesso tempo ascoltando le motivazioni degli altri, imparando a gestire il dissenso tra le stesse.

Uno dei problemi posti da chi non è favorevole nei confronti della nuova normativa riguarderebbe che l’accesso alla professione di conciliatore sia destinata a chiunque abbia un una qualsiasi tipo di laurea. Questo elemento, secondo alcuni operatori del settore potrebbe in qualche modo creare della difficoltà soprattutto per chi non abbia un’approfondita conoscenza di alcuni aspetti giuridici.

In ogni caso è una professione che si perfeziona con l’esperienza poiché nessun caso sarà uguale a uno precedente e nessuna persona con cui si avrà a che fare, la penserà nel medesimo modo, per cui ogni soluzione sarà da valutare tenendo conto di ogni situazione.

Come diventare conciliatore o mediatore civile?

Per chi è già conciliatore professionista a seguito della frequenza di un corso di formazione di almeno 40 ore secondo i parametri di cui al D. M. 222/2004 e d. Dirigenziale del 27 luglio 2006, potrà gestire le mediazioni civili sin da subito, a patto che entro sei mesi dall’entrata in vigore del Decreto si adegui ed integri la sua preparazione che dovrà essere almeno di n. 50 ore totali.

Per chi ha intenzione di diventare conciliatore, la normativa prevede com’è stato detto in precedenza che i mediatori civili dovranno possedere un titolo di studio non inferiore al diploma di laurea universitario triennale o in alternativa, essere iscritti a un ordine o collegio professionale.

In entrambi i casi è necessario svolgere un corso di formazione di 50 ore.

Collegandosi al sito ufficiale del Ministero della Giustizia si potranno consultare gli elenchi degli enti accreditati in cui poter svolgere il corso. I corsi prevedono una frequenza obbligatoria e al termine di questi ultimi sarà necessario superare un test per ricevere l’attestato che certifichi il titolo di conciliatore professionista.

Si tratta di corsi a pagamento per cui è necessario stare attenti diffidando di enti di sola formazione che promettono iscrizione a organismi di conciliazione non facente parte delle loro organizzazioni. E’ importante richiedere una copia dell’accordo intervenuto tra le parti leggendo attentamente il regolamento dell’organismo.

Inoltre, è necessario accertarsi che l’ente formativo abbia un minimo di cinque formatori e almeno uno che sia responsabile scientifico di dichiarata fama ed esperienza in materia di mediazione, conciliazione o risoluzione alternativa delle controversie, che attesti la completezza del percorso formativo e di aggiornamento biennale sia dei conciliatori e sia dei formatori.

Frequentare un corso di poche ore con un ente senza le garanzie di cui sopra indicate, si potrebbe incorrere nel rischio di non vedere riconosciuto l’attestato conseguito. Aver fatto il corso senza la possibilità successiva di essere iscritto a un organismo di conciliazione è come non averlo fatto.

Per esercitare la professione di conciliatore bisogna iscriversi all’albo di un ente di conciliazione, per essere così designato a risolvere controversie mediante il procedimento di conciliazione. Gli enti che costituiscono organismi di conciliazione sono diversi, ma i più diffusi sono le banche, associazioni di consumatori, Camere di Commercio, imprese di Telecomunicazione.

Per iscriversi all’albo bisognerà consegnare l’attestato e il proprio curriculum vitae, pagando un importo per l’iscrizione. Soltanto una volta ricevuta l’accettazione si potrà esercitare.

Per quanto riguarda l’apertura della partita IVA essa è richiesta se si eserciterà in maniera continuata, al contrario se si eserciterà in maniera occasionale o subordinata non sarà necessaria.

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COMMENTS

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  • Elena 3 anni

    Buona sera a tutti, ho letto l’articolo e l’ho trovato estremamente interessante. Il sito del ministero della Giustizia non mi è sembrato molto chiaro a proposito, qualcuno potrebbe indicarmi qualche ente formatore accreditato o in alternativa potrebbe darmi delle delucidazioni in più?
    ovviamente possiedo i requisiti per diventare mediatore. Grazie a tutti

  • Franny 3 anni

    Vedo che non capisci niente neanche di italiano, visto che scrivi «un’invasione» senz’apostrofo. Hanno competenze giuridiche non solo i laureati in Giurisprudenza e materie strettamente connesse (Scienze giuridiche, Servizi giuridici et similia), ma anche in Economia e Scienze politiche… Sai che moltissimi professori universitari di materie giuridiche sono laureati in Scienze politiche?

  • Mariachiara. 5 anni

    Onestamente e, senza voler fare alcuna polemica,mi chiedo come un laureato in facoltà diverse da quella di Giurisprudenza possa fare il mediatore. Immagino che le materie insegnate in questo corso siano quelle di diritto civile, commerciale, procedura civile ed altre affini o, almeno così mi auguro, allora mi chiedo: un laureato in medicina o in psicologia cosa ne può capire di materie giuridiche? Io sono una laureata in giurisprudenza e di psicologia o, di medicina e di tante altre materie, diverse da quelle che ho studiato, non ne capisco nulla. E, poi, ammettendo anche che questo corso sia comprensibile anche ai non addetti ai lavori, faccio fatica a pensare che con solo 50 ore, uno possa acquisire tutte le conoscenze necessarie, insomma, si tratta di dirimere delle controversie che, seppur non siano di un grande valore economico, necessitano comunque di una qualche professionalità. Neanch’ io, con una laurea in questa materia, mi sentirei sicura dopo solo 50 ore. Sotto questo punto di vista non mi sento di criticare la scelta degli avvocati e di tutta L’OUA di protestare contro questo decreto, seppur ritenga che questi ultimi, come anche Notai, Medici e farmacisti siano delle vere caste che hanno tutto l’interesse a mantenere il loro status e che, spesso e volentieri, non accettano un invasione nei loro interessi. Mi sembra un altro di quei provvedimenti fatto coi piedi e lo dico con rammarico visto che per po’ avevo pure io deciso di intraprendere questa strada, ma ora non ne sono più convinta.

    • annalisa 4 anni

      La mediazione non mira alla perfetta applucazione della legge cosa che richiederebbe le conoscenze da te citate. La mediazione mira al risanamento o per lo meno alla gestione del conflitto attraverso il dialogo passando per la reciproca volontà di arrivare a una pacifica conclusione che tenga conto e rispetti l’esigenze di entrambe le parti. Per fare ciò dare ragione a una piuttosto che all’altra è solo deleterio. Ricostruire la comunicazione è fondamentale.

  • Donatella 6 anni

    Tra pochi mesi conseguirò la laurea in Scienze dell’educazione.Dopo vorrei conseguire il titolo di mediatore. Una volta conseguito il titolo tramite frequenza al corso ed essersi iscritti all’albo di un ente di conciliazione, praticamente come avviene il lavoro? In pratica come si “trovano i clienti”? Il altri termini il mediatore è una sorta di libero professionista come un avvocato o un commercialista? Forse la domanda potrebbe sembrare banale ma prima di intraprendere un percorso vorrei capire bene i meccanismi, considerato il momento di crisi che il mondo del lavoro attraversa. Graziel. Donatella.

  • Novellaal 0266 6 anni

    ho terminato il corso da mediatore nel giugno del 2011 ora sono in grave difficolta’ per cio’ che riguarda la partecipazione come tirocinante alle 20 medizioni perche’ nella mia regione le mediazioni sono pochissime e quasi tutte sono gestite dall’ordine degli avvocati e non dalle camere di commercio qualcuno mi sa dare qualche consiglio? Oppure devo pensare di aver partecipato ad una formazione perfettamente inutile e senza alcuno sbocco lavotativo? Grazie alessandra Novella 

    • Oriana Fasano 5 anni

      ciao Novella..in quale regione vivi esattamente?

  • CARLOTTINA 6 anni

    UN AGENTE DI AFFARI IN MEDIAZIONE  PUO DIVENTARE MEDIATORE CIVILE SENZA LA LAUREA TRIENNALE?

  • Kelqueiroz 6 anni

    Ciao a tutti,

    Sono straniera (brasiliana) laureata in economia e commercio
    però in Brasile

    Vorrei sapere se essendo laureata all’estero posso fare
    questo corso per diventare mediatore civile?

    Cordiali Saluti.