Diventare bodyguard: ecco come lavora la guardia del corpo

Che si tratti di scortare la pop star del momento o il magistrato minacciato dalla mafia, ogni guardia del corpo che si rispetti deve dimostrare la propria professionalità sul campo. Come? Scopriamolo insieme

Laddove stanno i vip e le persone che – per vari motivi – rischiano di essere aggredite o avvicinate da soggetti molesti, stanno solitamente anche le loro guardie del corpo. Da alcuni considerati “angeli custodi”, da altri “gorilla” senza cervello; sulla figura dei bodyguard gravano spesso pregiudizi legati alla scarsa informazione. Cerchiamo allora di capire cosa fanno esattamente. E di scoprire quali sono i requisiti necessari per svolgere una professione che – in qualunque modo la pensiate – prevede un alto tasso di pericolosità. Tenendo a mente che guardia del corpo non ci si può improvvisare. Come per tutti gli altri mestieri, a fare la differenza sarà la professionalità dimostrata sul campo che, mai come in questo caso, può diventare questione di vita o di morte.


Chi è e cosa fa il bodyguard

Il bodyguard è lo specialista della sicurezza che lavora con vip, politici, personaggi noti (e meno noti) che deve proteggere da situazioni di pericolo o, più semplicemente, dall’invadenza dei fan. Le possibilità sono tante perché ad un bodyguard può capitare di scortare la pop star del momento, un parlamentare, un magistrato antimafia o un imprenditore (sconosciuto ai più) che rischia la vita, per via degli affari avviati in luoghi sensibili del mondo. Ma non solo: alla stessa guardia del corpo può essere chiesto di collaborare con le forze dell’ordine e di effettuare servizi di sicurezza negli aeroporti, nelle stazioni ferroviarie e nei porti. O durante manifestazioni ed eventi pubblici che necessitano di un monitoraggio particolare.

bodyguard

La figura del bodyguard non gode ancora di riconoscimenti normativi specifici. A dare indicazioni, in questo senso, è il “Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza” del 1931, che dedica l’intero Titolo IV alle “Guardie particolari, agli istituti di vigilanza e all’investigazione privata”. Nel testo viene specificamente spiegato che la “guardia particolare” è addetta “alla vigilanza o custodia di proprietà mobiliari o immobiliari”. E che, per esercitare la professione, è necessario ottenere una licenza da parte del prefetto.

Il rilascio della licenza è subordinato al versamento di una cauzione presso la Cassa Depositi e Prestiti, che viene richiesta a garanzia del rispetto dei vari obblighi a cui occorre attenersi. In caso di inosservanza, infatti, il prefetto può disporre che l’intera cauzione (o una parte di essa) venga devoluta all’Erario dello Stato. Quanto ai requisiti previsti dal “Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza”: le aspiranti “guardie particolari” devono essere cittadini italiani o di uno Stato membro dell’Ue, aver compiuto 18 anni, non aver riportato condanne per delitto e avere un’ottima condotta politica e morale. “Costituisce requisito minimo – si legge ancora nel testo – l’avere prestato servizio per almeno un anno, senza demerito, quale volontario di truppa delle Forze armate”.

Requisiti e formazione del bodyguard

Fin qui le indicazioni fornite da un testo abbastanza datato. Ma allargando un po’ il discorso, possiamo serenamente affermare che chi pensa di accostarsi a una professione così delicata deve dimostrare di avere ben altri requisiti. Quali? Partiamo col dire che i bodyguard devono godere di una salute psico-fisica di ferro: essere prestanti non basta, per svolgere questo mestiere, occorre essere “resistenti” allo stress, sapersi adattare a situazioni di rischio e di pericolo, avere uno spiccato auto-controllo e disporre di capacità relazionali e negoziali particolarmente sviluppate. Ma non solo: le guardie del corpo (che, come già detto, si trovano spesso a scortare personaggi “a rischio”), devono sapere che la loro professione può portarli a viaggiare parecchio. E devono, dunque, mettere in conto che il tempo da dedicare agli affetti o agli interessi privati potrebbe essere poco e discontinuo.

Burocrazia per diventare Guardia del Corpo

E veniamo alla formazione: come già detto, occorre un addestramento specifico che può essere fornito da una scuola o un’accademia. Le strutture sono tante, ma il consiglio è quello di documentarsi per bene sui programmi formativi e sulla qualità dei docenti che possono fare la differenza. Cosa si studia? Si va dalle indicazioni che riguardano i comportamenti e la condotta che i bodyguard devono tenere in pubblico a quelle che riguardano la guida veloce e protettiva.

Dalle tecniche di bonifica ambientale (individuazione di microspie e di ordigni esplosivi) alle tecniche di combattimento ravvicinato. Ma non solo: chi si forma per diventare guardia del corpo deve anche saperne di primo soccorso, di armi e balistica e di tecniche di investigazione; avere nozioni di antincendio e saper pianificare la sicurezza nelle varie location. I percorsi formativi includono, inoltre, (di norma) anche corsi di psicologia generale (come già detto, parliamo di un mestiere particolarmente rischioso e stressante, che non può essere svolto da tutti) e si intrattengono sulle tecniche di comunicazione. Dimenticate le “montagne di muscoli” senza cervello; chi vuole sfangarla in questo settore, deve dare prova di grande intelligenza e di abilità mentale. A conclusione del corso, si può conseguire un certificato come Operatore di Scorte e di Tutela e/o di Primo Soccorso e/o di Maneggio delle Armi (rilasciato dal Tiro a Segno Nazionale) che abilitano alla professione.

Quanto guadagna un bodyguard

Bisogna innanzitutto spiegare che le guardie del corpo possono lavorare per conto di un’agenzia specializzata o in proprio. I primi incarichi non sono solitamente entusiasmanti: di norma, si parte come “buttafuori” nei locali o come addetto alla custodia e alla sorveglianza di alcuni oggetti. Ma l’esperienza maturata sul campo e il passaparola dei clienti soddisfatti possono procurare guadagni interessanti. Stando a quanto riferito dagli “addetti ai lavori”, chi opera alle dipendenze di un’agenzia può arrivare a guadagnare 30 mila euro all’anno, mentre chi lavora autonomamente può portare a casa una paga di circa 2 mila euro al mese. Quanto al servizio di scorta: stando (sempre) a quanto riferito dai “beninformati”, accompagnare e proteggere un vip può procurare un compenso giornaliero che va dai 300 ai 500 euro; mentre occuparsi della sicurezza di un politico o di un imprenditore può farne guadagnare dai 500 ai 700 al giorno. Ma si tratta di cifre indicative, che variano al variare delle situazioni: quanto più il lavoro si fa duro e rischioso, tanto più i bodyguard possono ambire a incassare compensi rotondi.



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