Diventare Architetto: intervista a Efisia Cipolloni

Quante volte avete sentito dire: Ho chiesto al mio architetto come sistemare casa…


Oppure avete camminato con il naso per aria per vedere le bellezze dell’architettura che ci circonda?

Siamo andati a pranzo con un architetto Efisia Cipolloni e tra una foglia di insalata e l’altra ne è uscita un’intervista interessante e fuori dagli schemi perché anche apparecchiare una tavola è un lavoro da architetto!

Com’è nata la tua passione per l’architettura?

La mia passione per l’architettura è nata fin dalla tenera età, quando giocavo con i Lego e le costruzioni in generale. Volevo capire come gestire gli spazi. L’architetto è un gestore di spazi, è un demiurgo della società. Lo spazio ha una sua anima. Poi ho studiato al liceo artistico sperimentale e da lì ho proseguito al Politecnico. La mia tesi è stata sull’architettura australiana con il professor Guido Nardi come mio relatore, che mi ha dato la possibilità di amare l’architettura. Ma chi mi ha realmente educata all’architettura è stato il professor Mario Antonio Arnaboldi, che mi ha regalato il libo “Le città invisibili” , di Italo Calvino, dedicandolo ad un futuro architetto.

L’architettura non ha solo la parte poietica, ma anche quella poetica. Può essere anche un parco o certi dipinti del ‘500-‘600 con architetture dipinte con la sensibilità dei materiali. Bisogna essere dei generatori di passioni. Bisogna essere innovativi, quindi cercare di andare oltre, di valorizzare le proprie risorse cercando di dare una svolta alle persone. Dobbiamo scolarizzare la gente a vivere gli spazi. Manca proprio questo, il valorizzare. Non bisogna imporre il proprio gusto, bisogna capire cosa vuole il cliente. L’architetto è una guida, lavora come uno psicologo. Anche per quanto riguarda il bagno, ,per esempio, bisogna riprendere il concetto di stanza da bagno, utilizzando come materiali dei marmi di Carrara. Bisogna fare una ricerca dei materiali da utilizzare. Si va dall’architetto per imparare a gestire il proprio spazio. Il monolocale per esempio è un depauperare l’essere umano. Bisogna sempre fare un percorso anche in una casa piccola. Altra cosa importante è il linguaggio. L’italiano è una lingua molto precisa. La punteggiatura esiste anche in architettura e sono gli spazi e gli interspazi. Tutti dipende dall’interpretazione. Bisogna quindi trovare il proprio stile, spendere una volta bene e poi rinnovare.

Che difficoltà si incontrano in questo mestiere?

La cosa più difficile sta nel trovarsi i clienti, riuscire a fare in modo di creare un dialogo costruttivo e trasparente col cliente crescere insieme, fare team. Difficile poi è far quadrare i bilanci. Bisognerebbe riuscire a fare un progetto importante con pochi soldi.

Che cosa deve avere un buon architetto?

La prima cosa che deve fare uno studente di architettura è capire se è effettivamente quello che vuole fare nella vita. Poi fare ricerca, leggere, esplorare anche campi diversi. Andare a guardare un film studiano le scene, le location. Ma la base rimane la ricerca, perché questo lavoro è un continuo studio. E poi la passione, tanta. Bisogna cercare di essere curiosi perché è questo che fa andare avanti. Vedere l’architettura in tutto, anche in una mostra: dov’è stata fatta, come sono state poste le opere, quindi essere multidisciplinari.

Anche apparecchiare una tavola può essere un lavoro per un architetto. L’architetto è come un direttore d’orchestra, che deve cercare l’armonia. Deve cercare di capire lo spazio e organizzarlo, questo è il ruolo più difficile.

Quali sono i master migliori?

Non basta studiare architettura. Sono molto importanti i master generici come il MIP e la SDA dell’Università Bocconi. Poi io dico sempre: viaggiate! Quindi si ai master all’estero come al Pratt Institute o al Pennsylvania State University School of APennrchitecture. O ancora a Londra e alla Columbia

Posso aggiungere una cosa? Dicono che gli architetti siano persone stravaganti…Bè, ti svelo un segreto. Sai qual è la musica che amano gli architetti? Classica ed elettronico-sperimentale.

Di seguito l’elenco dei master e scuole citate nell’intervista

 

Efisia Cipolloni è architetto presso l’ EC_Studio di Milano, collabora con la scuola di architettura del Politecnico di Milano ed è assistente personale del vicepreside dell’università.



 

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