Come diventare agente immobiliare

Una guida dettagliata su come diventare agente immobiliare e avere successo in una professione che può riservare grandi soddisfazioni

Che sia in affitto o di proprietà, la casa è il “nido” in cui tutti noi amiamo ritirarci, dopo aver battagliato per l’intera giornata. Il luogo più intimo dove poter coltivare gli affetti più sinceri e gustare i momenti più autentici. Per questo, è importante scegliere quella giusta, affidandosi alle competenze di un professionista capace di captare le nostre esigenze e di proporci la soluzione più adatta. Il lavoro dell’agente immobiliare non è così semplice come si tende a pensare. Anzi: richiede conoscenze tecniche approfondite ed attitudini particolari. Ma non scoraggiatevi: l’impegno che metterete in quello che farete verrà ricompensato da robuste gratificazioni. Vediamo allora qual è il percorso che deve intraprendere chi progetta di diventare agente immobiliare.


Chi è e cosa fa l’agente immobiliare

L’agente immobiliare è il professionista che si occupa della compravendita o degli affitti di locali di vario tipo. Nella maggior parte dei casi, ispeziona e propone appartamenti di vario taglio (dai monolocali in su), ma non è escluso che possa occuparsi anche della transazione di locali adibiti ad uffici, di capannoni aziendali o di castelli e ville di lusso da proporre solo ad una clientela selezionatissima. Quello che interessa mettere a fuoco qui è che l’agente immobiliare è, in estrema sintesi, il mediatore incaricato di oliare la trattativa tra chi vuole vendere un immobile e chi vuole acquistarlo. E che può farlo sia come dipendente di un’agenzia che come titolare.

Quali sono i requisiti che deve avere un agente immobiliare

Cominciamo con un piccolo sguardo sui requisiti dell’agente immobiliare che, per vostra fortuna, non sono particolarmente ardui, ma richiedono comunque una certa dose di costanza e di impegno. Occorre, innanzitutto, avere buone capacità di vendita: il che non vuol dire che dovrete imparare a mentire ai clienti, ma allenarvi ad enfatizzare e valorizzare i punti di forza degli immobili che proporrete loro. E non si trascuri l’importanza delle capacità relazionali: se non riuscirete ad instaurare un rapporto di empatia e di fiducia con le persone che si rivolgeranno alla vostra agenzia per acquistare, vendere o affittare un immobile; difficilmente riuscirete a concludere la trattativa. Mostratevi cortesi e pazienti con tutti (anche e soprattutto coi clienti più esigenti e polemici) ed impegnatevi a rispondere con garbo a tutte le loro domande. Siate esaustivi e cordiali e le cose procederanno per il verso giusto.

E veniamo ai requisiti relativi alla formazione. Forse non tutti sanno che, oltre ad avere un diploma di scuola superiore, chi vuole diventare agente immobiliare deve frequentare uno specifico corso di abilitazione e superare un esame organizzato dalla Camera di Commercio della provincia di residenza. E la laurea? Non è un titolo che occorre avere per esercitare la professione, ma può ovviamente aiutare. Prendete tutte le informazioni del caso perché ci sono università che hanno avviato dei corsi specifici oppure puntate su una laurea ad indirizzo economico, legale o di marketing, che potranno tornarvi senz’altro utili.

Il corso e l’esame per diventare agente immobiliare

Detto ciò, ricordiamo che uno degli elementi necessari per poter ottenere l’abilitazione all’esercizio della professione di agente immobiliare è rappresentato dalla frequentazione di un corso organizzato da un ente di formazione riconosciuto, che può durare da un minimo di 80 ad un massimo di 200 ore e che può essere seguito in aula oppure online. Il corso fornisce tutte le conoscenze teorico-pratiche che bisogna “incamerare” per affrontare l’esame di abilitazione, che consta di due prove scritte e di una orale. Nei corsi frequentati dagli aspiranti agenti immobiliari, si studiano materie come norme di estimo, norme di diritto pubblico e privato, nozioni di tecnica bancaria, principi di urbanistica e tecniche e materiali per l’edilizia. Impegnatevi seriamente perché gli argomenti da studiare non sono alla portata di tutti e richiedono una certa applicazione.

Dopo aver frequentato il corso – la cui durata dipende dall’ente che lo eroga e dalla regione in cui si svolge – potrete iscrivervi all’esame organizzato dalla Camera di Commercio del vostro territorio. E, se riuscirete a rispondere correttamente alle domande che vi verranno poste, otterrete la qualifica di agente immobiliare che ha validità su tutto il territorio nazionale. Il conseguimento del “patentino” vi autorizzerà ad iscrivervi al REA (Repertorio Economico Amministrativo) come ditta individuale o al Registro delle Imprese, nel caso in cui desideriate avviare un’agenzia tutta vostra. Si tratta di un passo importante, pensateci bene ed evitate di essere precipitosi.

Cosa succede dopo l’esame

Come intuibile, aver superato l’esame che vi abilita alla professione di agente immobiliare è solamente il primo passo da compiere. Per ottenere risultati soddisfacenti e centrare obiettivi importanti, dovrete lavorare alacremente e pianificare ogni cosa con metodo. Come si fa? Partite da uno studio scrupolosissimo del mercato di riferimento e modulate la vostra offerta sulle esigenze che registrate a livello locale. Se la vostra agenzia si trova in una zona residenziale, è quasi certo che a trainare i vostri affari sarà la compravendita di appartamenti di vario taglio. Mentre se operate in una località turistica balneare, dovrete puntare prioritariamente sugli affitti di villette che non distino tanto dai lidi e dagli stabilimenti più gettonati.

Per svolgere come si deve questa professione, occorre avere le idee sufficientemente chiare: quale clientela volete soddisfare? Su che tipo di immobili volete scommettere? Cosa potete garantire, oltre alla qualità dei locali e all’efficacia del servizio di mediazione tra chi vende (o affitta) e chi acquista? A fare la differenza potrebbero essere le competenze che riuscirete ad irrobustire col tempo e con l’esperienza o quelle che sceglierete di acquisire continuando a formarvi. Pensate, ad esempio, alla possibilità di affiancare alla vostra professione di agente immobiliare anche quella di mediatore creditizio (in grado di dare le “dritte” giuste ai clienti che fanno richiesta di prestiti, mutui ecc…) o quella di perito immobiliare o di amministratore di condominio. Più ampia e qualificata sarà la vostra offerta professionale, più i clienti tenderanno a premiarvi e preferirvi alla concorrenza.

Quanto guadagna un agente immobiliare

E veniamo alla domanda delle domande: a quanto ammonta lo stipendio di un agente immobiliare? Dipende. Muovere i primi passi in questo settore non vi riserverà grandi soddisfazioni economiche. Anzi: stando alle testimonianze raccolte sul web, il fisso mensile iniziale può andare da un minimo di 300 ad un massimo di 700 euro.  Ma ad incidere sui guadagni dell’agente immobiliare sono sopratutto le provvigioni. In pratica, più transazioni riuscirete a concludere, più guadagnerete, incassando una percentuale che può andare dal 1 al 3% del valore complessivo dell’immobile venduto. Cosa vuol dire concretamente? Che se riuscirete a chiudere un contratto di compravendita di 100 mila euro, metterete in tasca una cifra compresa tra i 1000 e  i 3000 euro. Le prospettive di guadagno sono insomma allettanti: datevi da fare e riuscirete a mettere da parte un bel gruzzoletto.

Agente immobiliare Tecnocasa

In alternativa alla possibilità di svolgere la professione di agente immobiliare in completa autonomia, potreste pensare di aderire a una delle tante reti di agenzie immobiliari presenti in Italia, magari con la formula del franchising. Tra le più famose, c’è sicuramente Tecnocasache offre garanzie ed entrate iniziali interessanti. Nelle filiali Tecnocasa, la percentuale di incasso sulle provvigioni sale, infatti, al 10%, ma dopo i primi 6 mesi di training e formazione, tutti i dipendenti devono aprire una Partita Iva, facendosi carico di tutte le spese. Si tratta comunque di un’opportunità ghiotta, che vi consentirà di muovere i primi passi in una realtà ben strutturata e riconosciuta a livello nazionale. Sfruttatela al meglio e cercate di mettere in risalto le vostro potenzialità: evitate di sottovalutarvi e mostratevi, anzi, volitivi e motivati.

Mettersi in proprio: considerazioni finali

Infine c’è sempre la possibilità di aprire una agenzia immobiliare in proprio. E’ la soluzione più ambiziosa e potenzialmente più gratificante (non solo dal punto di vista economico), ma anche quella più esposta al rischio di fallire o di farsi male. Fate tutte le valutazioni del caso e prendetevi il tempo necessario. Prima di aprire un’attività tutta vostra, vi consigliamo di fare “gavetta” presso una rete consolidata, che vi permetterà di affinare le vostre capacità di vendita e di mediazione. Non abbiate fretta di arrivare alla meta ed impegnatevi a costruire la vostra credibilità e professionalità nel giusto arco di tempo.

Il passaparola dei clienti soddisfatti potrebbe fare la vostra fortuna e spianarvi la strada ad una carriera carica di soddisfazioni. A patto che abbiate piena cognizione di quello che vi aspetta. Diventare agente immobiliare non è un gioco da ragazzi: occorre essere competenti, professionali, cordiali e pazienti con tutti. E pronti a lavorare in orari improbabili per andare incontro alle esigenze di quei clienti che riescono a liberarsi solo nei fine settimana o quando escono dall’ufficio. Disponibilità, flessibilità e una granitica motivazione non possono mancare a chi ambisce a diventare l’agente immobiliare dell’anno.

E voi che ne pensate? C’è qualche domanda o qualche condivisione che desiderate fare sul lavoro di agente immobiliare?

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