Diventare addetto stampa

Per svolgere la professione di addetto stampa non è necessario un titolo di studio specifico, ma spesso approdano a questa professione laureati in materie umanistiche. E’ obbligatoria l’iscrizione all’Albo dei Giornalisti solo in caso si voglia lavorare come addetto stampa in una pubblica amministrazione.

Per diventare un “bravo” addetto stampa è necessario possedere una capacità relazionale, predisposizione alle nuove conoscenze. Per iniziare è consigliabile un’esperienza di tirocinio presso una realtà affermata (agenzia di comunicazione, aziende, casa editrice) che vi permetterà di muovere i primi passi in questo campo.

Non mancano i corsi e i master, che però sono a pagamento, spesso con cifre esagerate. Con lo sviluppo e la diffusione d’internet, un’abile conoscenza delle logiche dei social network non può che essere utile. Infatti, su internet non mancano i siti su cui trovare informazioni su questo mestiere.

Sergio Lepri, direttore responsabile dell’Ansa dal 1961 al 1990, nel suo testo “Professione giornalista” (1990 scrive):

Il mondo della vita quotidiana è costituito da una sovrabbondanza di accadimenti. Quale di essi e che cosa può coinvolgere il cittadino lettore, soddisfare gli interessi, i bisogni, le curiosità? Il giornalismo è mediazione tra la fonte e il destinatario dell’informazione, ma ancor prima è ricerca, è scoperta, è analisi critica, è accertamento dei fili invisibili che legano ogni avvenimento al passato e al futuro”.

Per svolgere questo mestiere al meglio è indispensabile tenere a mente alcune regole fondamentali.

1. Essere sicuro di ciò che si scrive, controllando le informazioni dalla fonte ufficiale, controllare le cifre, i dati, evitare errori di grammatica e di sintassi.

2. Concentrare i comunicati stampa nel minor numero di parole, abolendo aggettivi e avverbi superflui e ogni altro tipo d’involuzione della forma.

3.Chiarezza nell’esposizione degli argomenti: scrivendo un’idea in ogni periodo, un concetto compiuto in ogni frase, sequenze lineari e ben ritmate di soggetti, verbi e complementi.

4. Scrivere pensando al lettore e cercando di visualizzarlo.

5. Creare un rapporto di scambio con uno o più giornalisti di fiducia.

6.Osservare e prendere come esempio quello che fanno gli uffici stampa che hanno più successo.

7. Smussare i possibili errori (esempio: se non c’è la notizia, se c’è ma è alla fine del testo, se l’attacco è autoreferenziale, se il tono è autocelebrativo, se il lead non ha le 5 W, la sintassi è faticosa perchè piena di gerundi e subordinate o se l’oggetto è generico…)

Ricordiamo che l’addetto stampa si occupa di fare da tramite tra il mondo che rappresenta (un’azienda, un’istituzione, un ente locale, un politico) e il variegato mondo dell’informazione.

Un ufficio stampa tradizionale si trova al centro nell’organigramma di un’impresa e colloquia solo con i giornalisti. Con la diffusione del web la sezione “comunicati stampa” di un sito è parificata a tutte le altre informazioni commerciali, finanziarie, pubblicitarie.

Un buon professionista deve redigere comunicati stampa, ideare eventi che diano risalto all’attività della propria azienda, mantenendo rapporti continuativi i con i mezzi di comunicazione. La grande realtà molto spessa si affida ad agenzie esterne specializzate, e non a singoli professionisti all’interno dell’organico.

E’ fondamentale saper gestire un ufficio stampa e per tale fine è importante sapere che questo dovrà essere costituito dai seguenti elementi:

– un archivio contenente atti e documenti che riguardano l’azienda, l’ente o l’associazione in cui opera l’ufficio stampa oppure opuscoli, manifesti, dépliant, interventi, relazioni, fotografie, libri, regolamenti e testi specialistici saggi, volumi, manuali, leggi nazionali ed estere;

– un elenco giornali e giornalisti con una raccolta in schede facilmente organizzabili e modificabili di tutti i contatti utili, delle testate giornalistiche, riviste, periodici, redazioni nazionali, locali, internazionali;

– un’emeroteca, cioè una raccolta di giornali e riviste organizzata per consentire consultazione di principali testate nazionali, le cronache locali, quotidiani economici e politici, ritagli e segnalazioni stampa di articoli interessanti;

– una fototeca, cioè un archivio fotografico consultabile per argomenti digitalizzato relativo ad altri enti, aziende, territorio, manifestazioni, iniziative, tematiche focus;

– un indirizzario, comprendente una banca dati informatica di uffici, sedi decentrate, amministratori, dirigenti, autorità civili, militari e religiose, presidenti e consiglieri di altre, senatori e deputati del territorio, istituti di credito;

Nella rassegna stampa sono messi in rilievo: la testata, la data dell’articolo, il titolo, l’autore e il testo dell’articolo.

Solitamente un comunicato stampa deve essere inviato alle agenzie entro le tredici, ai quotidiani primi delle diciotto e ai settimanali una settimana prima della pubblicazione.

Un buon addetto stampa infine deve essere una fonte d’informazione credibile e autorevole, possedere una buona capacità di estraniarsi, per cogliere l’essenza e la novità della notizia per gettare un ponte tra l’interesse del giornalista e del lettore.

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