Disoccupazione record e pensioni a rischio!

Di ieri il comunicato stampa Istat che pubblica i nuovi dati sulla disoccupazione aggiornati ad agosto 2012. Il numero è cresciuto dall’anno precedente del 30,4%. Ma vediamo i numeri reali: ad agosto erano 2.744 mila, quasi tre milioni, di disoccupati a fronte di 22.934 occupati, quasi 23 milioni.


In pratica il tasso di disoccupazione è pari al 10,7% stabile rispetto a luglio ma cresciuto di 2,3 punti percentuale nei dodici mesi. Il numero degli occupati è in calo dello 0,3% nell’ultimo anno, parliamo di 80 mila persone.

Inoltre questi numeri sono rappresentativi della popolazione italiana in termini statistici ma se andiamo a cercare un dato realistico (ndr. Leggasi più vicino alla realtà effettiva) scopriamo che durante il periodo estivo è cresciuto il numero degli inattivi, soprattutto giovani. Quindi è cresciuto il numero delle persone che non hanno cercato lavoro in questo periodo e che, si presume, ricomincino in questi mesi ad entrare nei normali meccanismi di ricerca di lavoro (es: iscrizione alle liste di disoccupazione).

Contemporaneamente la Uil segnala, in una conferenza sulla organizzazione e servizi, un all’allarme occupazione: 1 milione di italiani sono in difficoltà perché non trovano lavoro o lo perderanno entro l’anno. A vivere questo disagio occupazionale sono 500mila cassaintegrati e altrettanti 500mila in cerca di occupazione.

Di oggi, invece, la notizia che tra Inps e Inpdap, oramai fusi, c’è un disavanzo di 6 miliardi di Euro. Gli attacchi ai due istituti arrivano da ogni dove e si concentrano su: spending review, che ha ridotto i costi del personale, e evasione contributiva di molte amministrazioni pubbliche.

Smentiscono Mastrapasqua presidente dell’Inps, “lo squilibrio tra Inps e Inpdap era noto ma il sistema pensionistico è equilibrato”e Governo che ritiene infondata l’accusa di evasione dal pagamenti dei contributi.

Interviene anche Giorgio Squinzi, presidente di Confindustria, che ha chiesto un incontro con il Ministro del Lavoro, Elsa Fornero: “una revisione e verifica della riforma del lavoro: lei mi ha dato la sua disponibilità”.



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