Disoccupazione giovanile: per l’Italia 530 milioni dall’Ue

L’Italia si è impegnata a stilare un piano d’attacco per combattere la disoccupazione giovanile ed accedere così ai 530 milioni di fondi europei, disponibili a partire dal primo gennaio 2014 e tale piano starebe per essere inviato. In questi giorni, infatti, l’Italia manderà alla Commissione il documento contenente le strategie per contrastare la disoccupazione e garantire un futuro a quell’esercito di giovani in cerca di occupazione, provando così a smentire quei dati che recentemente hanno annunciato come nel 2014 la disoccupazione giovanile under 25 potrebbe in Italia sfiorare il 40% ( a fronte di un comunque rilevante 25% a livello europeo). L’impegno preso dai governanti è quello di contrastare, con tutte le forze possibili, la mancanza di lavoro, una piaga in grado ridimensionare notevolmente le possibilità per un giovane europeo di trovare lavoro, meno del 30% di coloro che erano disoccupati nel 2010, infatti, hanno trovato lavoro nel 2011.


L’iniziativa è quella approvata nel maggio 2011 e denominata Gioventù in movimento. Con essa si è puntato e ancora si punta, a migliorare i sistemi di istruzione e formazione europei, avvicinando gli studenti al mondo del lavoro e andando a contrastare quel divario che si crea fra quei giovani che hanno studiato solamente regole sui libri e le imprese che, invece, hanno bisogno di praticità e manualità e molto meno di semplici nozioni. In parole povere è necessario rendere l’istruzione e la formazione più aderenti alle esigenze dei giovani permettendo loro una maggiore mobilità nel mercato europeo del lavoro ed un maggiore sostegno.

Vi si sono poi alcuni corollari. Il primo, denominato Garanzia per i Giovani e contenuto nelle raccomandazioni del Consiglio dell’Ue dell’aprile 2013 ed è un accordo fra i vari membri dell’Ue,  i quali devono assicurare ai giovani al di sotto dei 25 anni un’offerta valida fra apprendistato o tirocinio, un’offerta in grado di essere messa in pratica entro quattro mesi dall’inizio della disoccupazione o  dalla conclusione degli studi. Il secondo, che prende il nome di  Iniziativa per l’occupazione giovanile, è un progetto stilato per l’intervento in quegli stati membri in cui i dati sulla disoccupazione giovanile sono più allarmanti. In base allo strumento messo a disposizione dall’Unione Europea, gli Stati dovranno individuare delle azioni a sostegno dell’istruzione, dell’occupazione o della formazione, rivolgendosi soprattutto ai giovani che non studiano e non lavorano e che risiedono nelle regioni dell’Unione in cui il tasso di disoccupazione superiore al 25 %, cercando di sconfiggerne la sfiducia e l’immobilismo.



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