Disabili al lavoro: le novità del Jobs Act

I lavoratori disabili potranno essere assunti anche tramite chiamata diretta e i datori beneficiare di interessanti incentivi.

Quali sono le aziende che devono assumere lavoratori disabili? Come avvengono le assunzioni? E quali benefit spettano ai datori di lavoro che fanno firmare un contratto ai portatori di handicap? Le risposte a queste domande sono contenute nell’ultimo decreto attuativo al Jobs Act che mira a semplificare le procedure che riguardano il collocamento mirato delle persone con disabilità.


Partiamo dai numeri: secondo le nuove disposizioni, tutte le aziende con più di 15 dipendenti, devono assumere almeno un disabile. Quelle con un organico compreso tra le 36 e le 50 unità, devono impiegare due disabili; mentre le più grandi (con più di 50 dipendenti) devono fare in modo che il 7% della forza lavoro sia rappresentato da lavoratori “svantaggiati”. Fanno eccezione le imprese che dimostrano di portare avanti attività con un’alta esposizione al rischio, che dovranno comunque corrispondere al Fondo per il diritto al lavoro dei disabili un contributo esonerativo di 30,64 euro al giorno per ogni lavoratore disabile non occupato. Per quanto riguarda le assunzioni, esse potranno avvenire anche tramite chiamata nominativa, in modo da agevolare e velocizzare l’incontro tra la domanda e l’offerta di lavoro. Ma il datore che dovesse faticare a trovare un candidato adatto, potrà continuare a rivolgersi alle strutture di mediazione come gli uffici di collocamento. E concludiamo con gli incentivi previsti per chi dà lavoro ai disabili. Esse possono variare dal 70% al 35% della retribuzione lorda mensile corrisposta al dipendente, a seconda della gravità dell’handicap riscontrato. Un benefit della durata di 36 mesi (3 anni) per chi assume a tempo indeterminato e di 60 mesi (5 anni) per chi accoglie nella propria azienda persone con disabilità intellettive o psichiche.



CATEGORIES
Share This

COMMENTS