Dis-Coll 2016: come funziona l’indennità di disoccupazione per i co.co.co

Le semplificazioni contenute nella Dis-Coll 2016, l'indennità di disoccupazione per i co.co.co.

La Dis-Coll 2016  è la nuova indennità di disoccupazione che viene riservata ai co.co.co., i collaboratori coordinati e continuativi. Introdotta con l’art. 15 del d.lgs. n. 22/2015 (ovvero, con la riforma Jobs Act), è stata estesa anche per l’anno 2016 con la legge di Stabilità, andando a riguardare gli eventi di disoccupazione verificatisi dal 1° gennaio 2016 al 31 dicembre 2016. Ma quali sono le novità di tale disciplina, giunta alla sua “seconda edizione”? Cominciamo con il ricordare che l’indennità è riconosciuta ai collaboratori coordinati e continuativi, anche a progetto, iscritti in via esclusiva alla Gestione Separata, non titolari di partita Iva né pensionati. Per quanto concerne la condizione di “iscrizione in via esclusiva alla Gestione Separata dell’Inps”, di cui si è appena fatto cenno, e che rappresenta specifica previsione normativa, la stessa qualifica si riconosce dal fatto che per il collaboratore è versata l’aliquota piena di contribuzione, che per l’anno 2016 è pari al 31,72%.Dis-Coll 2016


Detto ciò, sono numerose le semplificazioni della Dis-Coll 2016 rispetto alla versione precedente, a cominciare proprio da quanto si è appena detto, con l’Inps che ha precisato che la condizione di cui sopra è soddisfatta “nel caso in cui non vi sia sovrapposizione tra il rapporto da collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto, e altra attività lavorativa, quale il rapporto di lavoro subordinato”. Non solo: nel suo chiarimento l’Inps ha anche specificato che laddove il collaboratore, per un dato arco temporale, abbia avuto un contemporaneo rapporto di collaborazione e un rapporto di lavoro subordinato, la condizione descritta può comunque ritenersi soddisfatta “limitatamente al periodo in cui non vi sia sovrapposizione tra il rapporto di collaborazione e il rapporto di lavoro subordinato”. Da ciò appare chiara la volontà del legislatore di tutelare anche i lavoratori che cercano lavoro accettando varie tipologie di relazione (co.co.co., assunzione a termine, ecc.).

Una ulteriore semplificazione riguarda altresì i requisiti per aver diritto alla Dis-Coll 2016, che da tre sono stati ridotti a due. In particolare, la norma prevede che per poter attribuire i benefici occorra verificare congiuntamente:

  • lo stato di disoccupazione al momento della domanda;
  • il possesso di almeno tre mesi di contributi nel periodo che va dall’anno solare precedente e il giorno cessazione del lavoro (accredito di tre mensilità).

Sparisce, pertanto, il terzo requisito che prevedeva il possesso di almeno un mese di contributi, oppure in alternativa, l’aver avuto un rapporto di collaborazione di durata pari almeno a 1 mese che avesse dato luogo a un reddito almeno pari alla metà dell’importo che dava diritto a un mese di contributi nel corso dell’anno della disoccupazione.

Più nel dettaglio, il primo requisito considera disoccupati i lavoratori privi d’impiego che dichiarano, in forma telematica al portale nazionale delle politiche del lavoro, la propria immediata disponibilità allo svolgimento di attività lavorativa e alla partecipazione alle misure di politica attiva del lavoro concordate con il centro per l’impiego. Riguardo al secondo contributo, quello sull’accredito contributivo di tre mensilità, il periodo di “osservazione” va dal 1° gennaio 2015 alla data di cessazione della collaborazione (che deve cadere nel 2016).




CATEGORIES
Share This

COMMENTS