Diritti dei consumatori, rafforzamento della tutela dell’acquirente

Importante sentenza della Corte di giustizia UE a rafforzamento dei diritti dei consumatori in caso di acquisto di prodotto non conforme.

La Corte di giustizia dell’Unione Europea è intervenuta sul tema della responsabilità del venditore in caso di difetti del prodotto. Con la sentenza C-497/13, la Corte ha infatti rafforzato la posizione dei diritti dei consumatori, stabilendo che gli stessi non hanno l’onere di provare la causa del difetto di un prodotto, se questo si manifesta entro sei mesi, e se la contestazione avviene entro due mesi. All’interno di tali ambiti, infatti, la Corte afferma che si può ben presumere che i difetti di conformità già esistessero.


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image by Bertolo

Ma vediamo più nel dettaglio le conclusioni cui è giunta la Corte.

A rivolgersi all’istituzione è stata la Corte di appello di Arnhem, nei Paesi Bassi, presso la quale era finita la vicenda di una donna che aveva acquistato un’automobile usata da un’autorimessa la quale, tuttavia, aveva preso fuoco. L’autoveicolo a quel punto non avrebbe potuto che essere demolito e, di conseguenza, la donna ha chiesto al venditore la restituzione del valore del mezzo.

I giudici di primo grado avevano affermato che la donna aveva torto, nella considerazione che la ricorrente non aveva richiamato la direttiva cui invece si è riferita la Corte di Giustizia e, pertanto, non potendo chiarire dal ricorso se nell’acquisto la donna avesse agito come consumatore o nell’esercizio della sua attività professionale.

I giudici di appello si sono poi rivolti al tribunale del Lussemburgo. Ebbene, la Corte UE ha precisato come i giudici nazionali abbiano l’obbligo di verificare d’ufficio se penda una questione relativa al diritto dell’Unione o meno. Dunque, i giudici avrebbero dovuto accertare se l’acquisto fosse stato effettuato dal contraente come consumatore, anche se la questione non era stata esplicitamente sollevata nel procedimento nazionale,  interpretando così il diritto interno, che ha recepito la direttiva in maniera conforme al diritto comunitario.

In aggiunta, la Corte ha altresì chiarito che le direttive vigenti prevedono l’inversione dell’onere della prova a vantaggio del consumatore, qualora il difetto di un prodotto si manifesti entro 6 mesi dall’acquisto, e se la denuncia di non conformità avviene entro due mesi dalla manifestazione dell’evento.



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