Diplomati vs Laureati: chi ha più successo nel mondo del lavoro?

Dalla recente indagine elaborata dall’Istat emerge che tra coloro che hanno meno di 29 anni il tasso di disoccupazione dei laureati è più elevato rispetto a quello di chi consegue soltanto il diploma. Con l’avanzare dell’età, tuttavia, chi è in possesso di un titolo accademico recupera terreno a causa del ritardo dell’entrata sul mercato del lavoro. Analizzando in generale la percentuale di disoccupazione per titolo di studio possiamo rilevare i seguenti dati: i laureati presentano un tasso di disoccupazione intorno al 5,4%; i diplomati al 7,8%; il 10,4% per coloro che hanno conseguito la licenza di scuola media; l’ 11,6% coloro che possiedono soltanto la licenza elementare. Un dato non meno rilevante è il fatto che sempre più spesso il titolo di laurea conseguito non trova uno sbocco sul mercato del lavoro. Il superamento dell’attuale crisi pone una particolare attenzione al tema di un efficace orientamento dei giovani verso gli studi post-diploma, proprio in rapporto alla questione occupazionale. In futuro occorreranno politiche del lavoro capaci di realizzare un reale raccordo tra la scuole superiori, università e aziende.


L’obiettivo principale che istituzioni e operatori del settore devono porsi è quello di sostenere i giovani nell’intraprendere una scelta consapevole, che tenga conto degli interessi e delle aspirazioni individuali e possa al contempo favorire l’accesso ad un’occupazione soddisfacente e coerente rispetto a quanto studiato. Questa esigenza non può risolversi esclusivamente con la diffusione di materiale informativo presso le istituzioni scolastiche, ma implica un approccio concreto che tenga conto della realtà e dei bisogni dei giovani. Nonostante le numerose contraddizioni, i limiti economici e culturali che caratterizzano l’attuale mercato del lavoro, le indagini sull’occupazione confermano la laurea come uno strumento importante per lo sviluppo del Paese. Nel 2012 si è riscontrato un calo delle iscrizioni universitarie e se la situazione dovesse riconfermarsi nei prossimi anni sarà difficile pensare di mantenere standard di qualità internazionali per la formazione delle nuove generazioni. Il problema è rendere le lauree più spendibili nel mercato del lavoro, eliminando, ad esempio, corsi di laurea che non offrono alcuna possibilità occupazionale. Tra gli aspetti più mortificanti dei giovani laureati italiani vi è quello di non riuscire a trovare un lavoro stabile e, se lo trovano, è quasi sempre precario. Nell’affrontare questa drammatica e complessa situazione molti sono costretti a svolgere mansioni inferiori o diverse dalla loro formazione di base, o al contrario svolgono mansioni di grande responsabilità con contratti che prevedono una retribuzione di appena 1.000 – 1200 euro mensili. Le facoltà che garantiscono retribuzioni mensili più elevate sono quelle di Medicina e Chirurgia (oltre 1600 euro mensili); Agraria ed Ingegneria (entrambe assestate attorno ai 1450 euro mensili), ovviamente questi dati possono subire delle variazioni in base al luogo in cui si vive. Nella grottesca situazione che regola il mercato del lavoro c’è anche il paradosso in cui chi ha conseguito una laurea e una formazione eccellente è costretto a nasconderla per il timore di non essere assunto perché definito “troppo competente o preparato”. La laurea rappresenta comunque un investimento importante per la formazione personale e lavorativa, anche se questa da sola non basta e spesso occorre specializzarsi o sperimentare ambiti diversi da quelli del proprio percorso di studi. Per quanto riguarda le opportunità dei diplomati, anche in questo caso le contraddizioni non mancano: non avere una laurea da un lato può essere penalizzante, dall’altro un vantaggio specie per quelle mansioni in cui è richiesta una preparazione tecnico-pratica. Un diplomato può affermarsi nel mondo del lavoro con grande successo anche se non possiede una laurea. Molti sono i fattori che possono entrare in gioco: personalità, competenza, capacità imprenditoriale, ingegno,coraggio, determinazione e impegno nel conseguire e coltivare le proprie passioni professionali.

Molti sono gli imprenditori non laureati che hanno fatto cose eccellenti, tra questi ricordiamo Steve Jobs, Mark Zuckerberg, Bill Gates (fondatore di Microsoft), Richard Branson ( l’uomo della Virgin) l’Italiano Riccardo Illy.In altri campi troviamo altri personaggi famosi e di spessore come Eugenio Montale, Andrea Camilleri, Piero Angela ecc. Un diplomato con una formazione tecnica e commerciale può trovare più facilmente un collocamento in aziende con uno stipendio di 1000 euro mensili con delle variazioni in base al tipo di contratto (part-time, full time, ecc ) e al luogo in cui vive (nord o sud d’Italia). Molti altri, invece svolgono lavoro precario, con stipendi mensili al di sotto di 1000 euro oppure non lo trovano affatto, situazione analoga a molti laureati. Per un diplomato è indispensabile acquisire competenze specifiche per la ricerca del lavoro, come saper scrivere un curriculum vitae e saper affrontare un colloquio di selezione. La formazione post-diploma è un’importante chiave d’accesso perché permette di coniugare le competenze acquisite a scuola con quelle richieste dalle aziende. In questi casi sono consigliati corsi di qualifica riconosciuti che prevedono stage in aziende come i corsi di Istruzione e Formazione Tecnica superiore (I.F.T.S. per informazioni consultare il sito http://www.bdp.it/ifts/intro_ifts.htm) Per coloro che desiderano fare delle esperienze di studio o lavoro all’estero esistono dei programmi europei di interscambio (es. SOCRATES e LEONARDO DA VINCI) che mettono a disposizione degli studenti numerose borse di studio (consultare il sito www.programmaleonardo.net). Per quanto riguarda la ricerca di lavoro o di studio all’estero o altre iniziative si può consultare il sito www.eurocultura.it.

Testimonianze dal mondo del lavoro

Marco D,”Sono un tecnico informatico di 43 anni e non sono laureato, sono più di otto anni che lavoro in una grande azienda, quando mi candidai per questo lavoro mi chiesero la laurea, ma dopo un periodo di prova si ricredettero e ho avuto la fortuna di essere assunto con contratto a tempo indeterminato; essendo piuttosto bravo nel mio lavoro, spesso mi vengono affidati compiti che alcuni laureati non riescono a svolgere”.

Francesca S,”Ho 29 anni e sono laureata in lingue, con il mio titolo di studio non sono riuscita a trovare un lavoro stabile. Da tre anni con il mio ragazzo che è laureato in architettura e insieme ad due altri amici abbiamo deciso di aprire un’ impresa di costruzioni che sta andando più che bene … Entrambi siamo laureati e soddisfatti di aver studiato e questo ci ha aiutato moltissimo, ma se siamo riusciti a trovare un’occupazione stabile è stato grazie al coraggio di metterci in gioco sfruttando il nostro sapere”.

Stefania F., “Ho 34 anni e sono demoralizzata perché dopo una laurea in giurisprudenza con abilitazione mi ritrovo con uno stipendio di appena 600 euro al mese. Nonostante tutto, sono contenta di essermi laureata, se tornassi indietro lo rifarei di nuovo. La laurea non equivale a lavoro garantito e remunerato, l’esperienza la si fa’ lavorando ma studiare mi ha aiutata ad affrontare i problemi anche quelli del lavoro in un modo diverso sapendomi muovere con più competenza cosa che senza una laurea sarebbe stato più complesso fare”.

Angela C,”Ho 38 anni e ho un diploma magistrale, penso che la laurea serva ad avere più cultura, ma allo stesso tempo la cultura la si può acquisire anche attraverso tanta formazione, io sono stata fortunata perché da diversi anni sono insegnante elementare, e se penso che oggi per insegnare nella scuola primaria bisogna avere la laurea, penso di aver avuto una doppia fortuna, anche se sono del parere che per insegnare alle materne o alle elementari il diploma sia più che sufficiente.

Mariangela B,”Ho 28 anni , non sono laureata, ma ritengo che oggi la laurea conti poco. Il lavoro è così precario e in ogni caso devi fare tanta gavetta e accettare compromessi che non so se ne vale la pena assecondare. Mi ritengo fortunata perché dopo aver finito le superiori ho trovato un lavoro di impiegata presso un’azienda e mi sono inserita nel mondo del lavoro, ho fatto la mia esperienza, ho ricevuto delle promozioni dal punto di vista professionale ed economico e non rimpiango di non aver proseguito gli studi”.

Matteo M,”Ho 39 anni sono laureato e faccio il commercialista. Dopo il praticantato ho lavorato ancora gratis per quasi due anni nello stesso studio in attesa di essere assunto, dopo essere stato assunto percepivo appena 700 euro al mese. Ho lavorato per qualche anno nello stesso studio senza ricevere aumenti. Poi ho preso la decisione di aprire insieme a due miei amici uno studio associato, e oggi ho una grossa clientela e un bel reddito. Penso che la laurea sia un investimento che resta nel tempo e se si ha pazienza e perseveranza prima poi si raggiungono certi risultati”.

Andrea L,”Ho 44 anni, mi sono laureato da due anni in lettere e filosofia, da più di dieci ho aperto un’avviata libreria (vendita di libri per la scuola primaria, per la scuola superiore e per l’università). Il mio lavoro mi piace e mi ha dato e continua a darmi soddisfazioni. Potevo fare a meno della laurea, ma ho sempre pensato che mi avrebbe dato una marcia in più. Dopo averla conseguita mi sono reso conto di come questa mi aiuti a svolgere ancora meglio il mio mestiere, accontentando i gusti di una più vasta e colta clientela”.

E voi cosa pensate? Oggi serve ancora la laurea o dopo il diploma è meglio mettersi a cercare un lavoro? Quali sono le vostre esperienze?

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