Dipendenza dal lavoro: come riconoscerla e combatterla

Sai cogliere la differenza tra un gran lavoratore e un dipendente ossessivo? Scorri l'articolo e scoprila con noi

La cosa potrà suonare curiosa, ma a questo mondo, esistono persone che sviluppano una marcata forma di dipendenza dal lavoro. Uomini e donne come noi che fanno fatica a staccare e si intrattengono in ufficio fino a notte tarda, trascurando affetti ed interessi che potrebbero giovare loro moltissimo. Sia ben chiaro: non tutti lo fanno perché amano la loro professione, ma perché non riescono a gestirsi bene il tempo a loro disposizione che spesso dilapidano in maniera irresponsabile. Quello della dipendenza dal lavoro è un fenomeno che gli esperti hanno iniziato ad indagare con attenzione, mettendo in luce le conseguenze insidiose che ne possono derivare. Diamo un’occhiata a quanto hanno scoperto e capiamo se anche noi rischiamo di diventare dipendenti dal lavoro.


Cos’è la dipendenza dal lavoro

Ci sono mestieri che implicano un livello di responsabilità molto alto e che costringono le persone (soprattutto quelle dotate di senso del dovere) a intrattenersi nel posto di lavoro ben oltre l’orario stabilito dal contratto. Non solo: ci sono periodi dell’anno in cui il carico di lavoro si intensifica all’inverosimile e in cui il tempo che avevamo immaginato di dover dedicare alle incombenze sembra trascorrere ad una velocità incontrollabile.

La dipendenza dal lavoro è una vera e propria sindrome, che in inglese viene indicata col termine di workaholism (letteralmente “ubriacatura da lavoro”), che configura un disturbo ossessivo-compulsivo abbastanza serio; un comportamento patologico che spinge chi ne è affetto a dedicarsi eccessivamente alla propria professione ponendo in secondo piano tutto ciò che sta al di fuori di essa. Gli esperti hanno iniziato a parlarne sin dagli anni ’70 rilevando comportamenti abituali che possono suonare come campanelli di allarme. Impariamo a riconoscerli e a combatterli perché, come ogni altra forma di dipendenza, anche quella dal lavoro può causare una perdita del controllo destinata a fare danni.

A dedicare un’infografica all’argomento (che proponiamo in versione originale seguita dalla nostra personale rielaborazione) è stato il sito britannico Instant Offices che ha reperito dati elaborati da fonti accreditate per scoprire che, a lungo andare, la dipendenza dal lavoro può costare caro non solo alla salute dei dipendenti ma anche alla produttività delle aziende. Cerchiamo di capire perché.

Dipendenza dal lavoro vs Attaccamento al lavoro

Stando ai dati raccolti da Instant Offices (che fotografano la situazione britannica, ma non solo), gli amministratori delegati delle aziende dedicano mediamente 62,5 ore a settimana al loro lavoro. E c’è di più:

  • il 54% dei dipendenti intervistati ha dichiarato di controllare le email di lavoro anche quando è in vacanza;
  • il 6% ha confessato di averlo fatto mentre partecipava ad un funerale;
  • il 55% dei dipendenti americani ha ammesso di controllare abitualmente la casella di posta elettronica aziendale dopo le 23,00 di sera

Crescita del presenteismo

Il tasso di presenteismo nelle aziende del Regno Unito è passato dal 26% del 2010 all’86% del 2017 (+60%) portando con sé conseguenze non sempre positive, anche in termini economici. Per quanto non si possano negare i benefici che derivano dal contributo di lavoratori dediti e coinvolti, quando la loro abnegazione diventa ossessiva può tramutarsi in una pericolosa forma di dipendenza dal lavoro che è bene segnalare e correggere. Anche perché i dati reperiti dal sito britannico certificano perdite economiche non proprio trascurabili:

  • il presenteismo costa 150 miliardi di dollari negli USA
  • il presenteismo costa 81 miliardi di euro nel Regno Unito
  • il presenteismo costa 6,1 miliardi di dollari in Australia

Dipendenza dal lavoro: come riconoscerla

Gli esperti hanno individuato 7 domande che possono aiutarti a capire autonomamente se hai sviluppato una forma di dipendenza dal lavoro:

  1. Pensi mai a come potresti procurarti più tempo da dedicare al lavoro?
  2. Trascorri più tempo in ufficio di quanto non avevi inizialmente immaginato?
  3. Lavori per tenere a bada sentimenti come il senso di colpa, l’ansia, il senso di inettitudine o la depressione?
  4. Le persone che ti conoscono ti suggeriscono di allentare col lavoro ma tu trascuri sistematicamente i loro consigli?
  5. Diventi nervoso quando ti viene proibito di lavorare?
  6. Trascuri gli hobby o le attività che potresti svolgere nel tempo libero a causa del lavoro?
  7. Lavori così tanto che la tua salute ne risente?

Se rispondi ad almeno 4 di queste domande con “spesso” o “sempre”, hai contratto una dipendenza dal lavoro. Meglio prenderne atto ed intervenire.

Dipendenza dal lavoro: le possibili conseguenze

Quando passi più tempo in ufficio che a casa o fuori con gli amici e quando non riesci a liberarti dall’ossessione di portare a termine quello che ti è stato assegnato, i segnali sono chiari. Leggili e cambia passo perché le conseguenze potrebbero essere pesanti. Ecco le più diffuse:

  • sindrome da burnout
  • calo della produttività
  • aumento dei livelli di stress
  • affaticamento fisico e peggioramento della salute

Come ristabilire l’equilibrio

Se hai capito di aver oltrepassato il limite che discrimina un gran lavoratore da un dipendente dal lavoro, non disperarti. Quello che devi fare è prendere consapevolezza del problema ed impegnarti a superarlo prima che procuri danni seri a te e a chi ti sta vicino. Ecco come puoi intervenire:

  • Riduci le distrazioni. Il più delle volte, si perde il controllo del tempo perché ci si lascia distrarre da cose futili o persone inconcludenti . A porre un argine potrebbe essere la possibilità di organizzare il tuo lavoro in maniera flessibile, anche da remoto, in modo da utilizzare al meglio le ore che vuoi o devi dedicare alla tua professione.
  • Delega di più. Tutti siamo importanti, ma nessuno è necessario. Anche se rivesti ruoli di grande responsabilità, devi accettare il fatto che non puoi farti carico di ogni cosa. Dai fiducia alle persone che hanno dimostrato di avere le giuste competenze e affida a loro i compiti che non riesci a portare a termine entro i tempi stabiliti.
  • Promuovi il giusto equilibrio tra lavoro e vita privata. A fare la differenza non è la quantità del tempo che passi seduto alla scrivania, ma la qualità delle prestazioni. Impara a curare la tua sfera privata, il benessere che ne deriverà porterà successi anche al lavoro. Una buona soluzione potrebbe essere quella di proporre 40 ore lavorative a settimana, anche per gli amministratori delegati che, di norma, “sgobbano” molto di più.
  • Disintossicati dalla tecnologia. Prova a ridurre l’uso dei dispositivi elettronici quando non sei al lavoro, interagisci di più con le persone ed esci dalla rete virtuale che rischia di inficiare la tua capacità di socializzazione nel mondo reale.
  • Concediti delle pause. Medita, leggi un buon libro o fai una passeggiata. Riscopri il piacere di assaporare il gusto delle cose, senza l’assillo delle lancette che scorrono. Riprenderti il tuo tempo ti aiuterà a recuperare slancio ed energie.

Il lavoro non deve diventare una fonte di malessere, sforzati di dare alle cose la giusta prospettiva e non lasciarti vincere dalle ansie e dalle ossessioni. Accettare i tuoi limiti e dare valore alle persone e alle cose che ti fanno stare bene è il lavoro più bello che tu possa fare.



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