Le 10 situazioni che le donne vivono al lavoro (e gli uomini no)

Ci sono situazioni che le donne conoscono bene perché abituate a fronteggiarle ogni giorno sul posto di lavoro ma che per un uomo risultano difficili anche solo da immaginare.

Ci sono situazioni che le donne conoscono bene perché abituate a fronteggiarle ogni giorno sul posto di lavoro ma che per un uomo risultano difficili anche solo da immaginare. Essere ignorate, scambiate per la segretaria di turno o bollate come “a imminente rischio maternità”.


Ecco 10 situazioni che le donne vivono al lavoro

Ecco le dieci cose che le donne vivono al lavoro (e gli uomini no).

Essere scambiata per la segretaria

Capita spesso, nel caso di riunioni o meeting d’affari, di essere scambiata per la segretaria, soprattutto se in compagnia di soli colleghi maschi. E di ritrovarsi a gestire richieste di prendere appunti o di portare un caffè.

Una donna può essere manager ma non leader

La donna è empatica, si fa coinvolgere dal punto di vista emotivo, punta alle relazioni personali e si affeziona. L’uomo invece ha la giusta dose di assertività e di leadership per gestire in modo efficace la propria squadra, senza rischio di coinvolgimenti dal punto di vista personale.

Se una donna fa carriera, non è proprio una brava ragazza

Perché per una donna giovane e bella è possibile ottenere un posto di prestigio o un avanzamento di carriera per mille motivi, tranne che perché è brava e se lo merita.

Se una donna risponde in modo risoluto, ha la luna storta

Se una donna al lavoro risponde con un tono che non accetta repliche o esprime la propria opinione in modo fermo e risoluto, nella maggior parte dei casi il commento che segue è che ha la luna storta perché è in “quel periodo” del mese.

Niente di personale ma preferirei parlare con un uomo

Che si tratti di una conversazione al telefono, di una semplice richiesta d’informazioni o dell’organizzazione di un meeting aziendale, capita spesso che una donna si senta rivolgere la richiesta di parlare con un collega uomo invece che con lei.

Vedere ignorate le proprie idee

Un’idea brillante o una soluzione semplice ma efficace per risolvere un problema in ufficio: ecco molto spesso se provengono da una donna vengono ascoltate in modo distratto, se non addirittura ignorate. Salvo poi essere ripetute cinque minuti dopo dal collega (uomo) della scrivania accanto, nell’approvazione e nel compiacimento generale.

Sentirsi chiedere se si ha intenzione di avere figli

Soprattutto nel corso di un colloquio di lavoro, troppo spesso anche l’età è un requisito fondamentale e può giocare un ruolo decisivo: una trentenne che si propone per un posto all’interno dell’azienda rappresenta un rischio maternità troppo alto.

Una donna che ha un figlio non rende più come prima sul lavoro

Una situazione che accomuna molte donne che rientrano al lavoro dopo il congedo maternità è quella di ritrovarsi “dequalificata” nella propria posizione lavorativa. Il motivo addotto quasi sempre è che una donna in queste “speciali circostanze” non può più concentrarsi sul proprio lavoro in modo esclusivo e quindi darle meno responsabilità non potrà che agevolarla in questo compito.

Una donna in pausa caffè non parla di lavoro

Incrociare il collega in corridoio e chiedergli gli ultimi aggiornamenti sulla prossima riunione aziendale, fermarsi a parlare con la collega al distributore di caffè riguardo all’ultimo progetto preso in carico: no, questo non è possibile. Perché la donna o sta flirtando (soprattutto se single) o sta spettegolando.

Evitare le mani lunghe

Altra situazione dedicata in esclusiva alle donne sul posto di lavoro: apprezzamenti non graditi e avance indesiderate. Circostanze sgradevoli da dribblare abilmente giorno dopo giorno, nella speranza che il mancato consenso non scateni la frustrazione e la vendetta del corteggiatore, soprattutto nel caso in cui si tratti del proprio superiore.

E voi (uomini e donne) cosa ne pensate? Tutto vero?



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