Detenuti trattati come aziende. Fiera milanese accoglie 4 progetti di lavoro

Al Matching 2013 che si è concluso il 27 novembre a Milano c’è stato spazio anche per  tanti detenuti, che dopo aver scontato la pena, tentano di reinserirsi nella vita della società. La fiera è stata organizzata dalla CdO, ed ha ospitato quattro progetti di lavoro provenienti dai penitenziari lombardi. Aprire le porte del carcere al lavoro non è solo un’occasione importante per i detenuti, ma rappresenta anche un buon business per i datori di lavoro, e non solo per i notevoli sgravi fiscali. Con uno stand che ha ospitato quattro realtà di questo settore, le associazioni presenti erano tutte legate ad Articoloventisette, nota Agenzia che promuove il lavoro nei penitenziari lombardi. Per l’occasione sono accorse numerose persone, tra cui molti imprenditori.


Alla fiera sono stati presentati 4 progetti: Il primo è una falegnameria “Legnamèe”, che offre lavoro ad alcuni detenuti del carcere di Monza. Era poi presente la realtà della lavanderia industriale proveniente dalla stessa casa circondariale brianzola. Oltre a questi anche un servizio di archiviazione ottica legato al carcere di Opera, e infine “Il Sigillo”, un progetto di alta sartoria che la Cooperativa Alice sta costruendo presso la struttura penitenziaria di San Vittore. (fonte: Tempi) L’organizzazione ha scelto gli espositori non per caso, selezionando quattro imprese diverse che tra gli altri espositori presenti al Matching potessero trovare sbocchi relazionali e di conseguenza lavorativi.

Essere trattati come vere aziende in cerca di partner, clienti e contatti è stato senza dubbio una conquista per ogni uno di loro. L’incontro tra due ambienti completamente diversi, uno quello del carcere e l’altro degli imprenditori ha risvegliato un mondo che fino ad ora ha dimostrato scarso interesse ma che lentamente si avvicina. Per chi fa impresa, quella del Matching 2013 è stata senza dubbio un occasione per conoscere più da vicino anche chi per la società non ha mai contato nulla, e che ora più che mai cerca di vendere la propria immagine e le proprie capacità, cercando un riscatto sociale che altrimenti non sarebbe mai arrivato.



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