Destinazione Londra: cosa c’è da sapere su lavoro, alloggio, corsi di inglese

Vivere a un passo da Trafalgar Square e Piccadilly Circus, respirare l’atmosfera concitata e ipermoderna di una delle capitali europee più ricettive, in un melting pot culturale e sociale difficile da incontrare anche nella più europea delle città italiane. In una parola, trasferirsi a Londra è il sogno di molti, magari cominciando da progetti di work&study e poi, chissà, fermandosi per soggiorni più lunghi.


Spesso chi parte per Londra si appoggia ad agenzie che trovano un alloggio (in genere un appartamento in condivisione con altri ragazzi provenienti da ogni parte del mondo), un lavoro (spesso come cameriere o addetto alle pulizie in hotel) e un corso di inglese con un pacchetto che dura minimo 2-3 mesi, ma ovviamente per entrare nella cultura britannica e praticare davvero la lingua è meglio fermarsi qualche tempo in più. Oppure ci si può affidare a un’agenzia solo per il corso di lingue, decidendo di cercare da sè casa e impiego. Difficile, dite? A sentire il parere di alcuni che hanno fatto questa esperienza, lo è meno di quel che si creda.

Sopravvivere a Londra: come si cerca un lavoro

Innanzitutto, la vostra conoscenza dell’inglese determinerà il lavoro che andrete a svolgere, ma bisogna anche riconoscere che a Londra trovare un impiego – uno qualsiasi tra quelli meno specializzati, ma fondamentale per potersi permettere una stanza in affitto – è piuttosto semplice e generalmente chi approda nella capitale britannica lo trova nel giro di 2-3 settimane. Come? Armandosi di tante copie del curriculum vitae e consegnandole a mano a bar, ristoranti e negozi proponendosi come camerieri, commessi, lavapiatti. E poi attraverso siti web come www.gumtree.com, uno dei più gettonati e utile anche per spulciare tra gli annunci di case e stanze in affitto, ma anche tramite i Job Centre, che sono i centri per l’impiego pubblici e gratuiti.

Altro canale, inoltre, sono le agenzie per il lavoro alle quali bisogna registrarsi online o di persona, indicare le esperienze passate e le proprie aspettative e, per i lavori d’ufficio, anche la conoscenza dei principali software informatici. Tramite queste agenzie è possibile puntare anche a professioni di profilo medio, a patto che la vostra conoscenza dell’inglese sia sufficientemente buona. Alcuni nomi? www.totaljobs.com, www.readypeople.eu, www.grocerjobs.co.uk, www.pertemps.co.uk, www.jobs.telegraph.co.uk, oltre alle stra-note e internazionali Adecco, Manpower, Monster.

Altro mezzo da non sottovalutare è quello dei motori di ricerca specializzati nel lavoro, ad esempio: Wickedin Jobs. Qui è anche possibile (grazie alla parola chiave “italian”) cercare lavoro a Londra per madrelingua italiani.

Se potessi avere…(almeno) 400 pound al mese

Ma affittare una stanza a Londra, quanto costa? Ovviamente dipende dalla zona, che sia più o meno vicina al centro e alla metropolitana: una stanza singola in un appartamento condiviso con altri nelle zone 2 e 3 (la 1 è il cuore della città) costa sui 400 pound al mese, e per una doppia si va dai 300 ai 600 pound. Esistono anche monolocali, chiamati flat, che costano sui 1000 pound al mese. Allontanandosi dal centro verso le zone 4 e 5 si trovano stanze anche a 200 pound al mese, ma poi bisogna sommare il costo dei mezzi pubblici, per almeno 20 pound a settimana.

Per quel che riguarda gli stipendi, ovviamente variano in base al lavoro. Si parla di 150/160 pound a settimana per lavorare in un fast food, 160/250 pound per un cameriere, e 180/200 per un commesso. Un cassiere arriva a guadagnare anche 280 pound a settimana, e un cuoco fino a 300.

Esperienze di italiani a Londra

«Sono partita dall’Italia nel luglio 2008 dopo la laurea», racconta Marina Monitillo, 27enne di Milano, «con 1500 euro in tasca e un biglietto di sola andata per Londra, giusto per sopravvivere le prime settimane. Dopo 10 giorni avevo già trovato lavoro in un bar: prendevo 900 pound al mese e lavoravo 7 ore al giorno. Dopo 5 settimane sono andata via dal’ostello e ho trovato posto in una doppia».

Adesso, a distanza di 3 anni, Marina è ancora a Londra ma lavora part time in un’erboristeria dove è diventata capo commessa e ha appena terminato un master in Art Management presso la London Metropolitan University. «A Londra ti fanno subito contratti a tempo indeterminato e le ore in più sono pagate sempre come straordinario. Il mio contratto ad esempio prevede un mese di ferie all’anno, mentre per quel che riguarda la malattia, presentando il certificato medico danno 80 pound come copertura della prima settimana, che non è molto ma è meglio di niente», prosegue Marina. «Inoltre è molto facile cambiare lavoro se vuoi. C’è un enorme ricambio e passare da un settore all’altro è semplice, anche se meno di qualche anno fa. Di certo, comunque, è molto più facile che in Italia».

Emanuele Coss, invece, è un 23enne della provincia di Lecco rientrato da poco dopo 5 mesi di lavoro e studio a Londra. «La città è carissima», racconta, «ma lavorando in un ristorante come cameriere e in cucina riuscivo a guadagnare 6,20 pound all’ora, sufficienti per mantenermi».

Non di solo lavoro si vive a Londra…ma anche di studio!

Chi va a Londra, infatti, spesso lo fa per approfondire la lingua anche frequentando corsi d’inglese per stranieri. Chi parte tramite un’agenzia in genere ha incluso nel pacchetto che ha acquistato e che gli consentirà di stare all’estero per alcuni mesi anche il corso di lingua: indicativamente si può ipotizzare una spesa di circa 1000 euro per un corso di 3 mesi comprese spese di iscrizione all’agenzia e di gestione delle pratiche. «È importante già prima della partenza», spiega Laura Fantinello, Education Advisor di Kaplan, agenzia che organizza pacchetti con corso di lingua e alloggio in tutto il mondo, «avere una discreta conoscenza della lingua. È utile avere un livello almeno B1 per poter mettere a frutto l’esperienza, relazionarsi con chi è del posto e per trovare un lavoro che non sia solo quello del lavapiatti, e anzi per poter crescere professionalmente».

Emanuele Coss a Londra ha frequentato, tramite l’agenzia Kaplan, un corso generale d’inglese e un corso specifico per l’esame IELTS, ma le scuole, come racconta, si possono trovare anche una volta arrivati sul posto. «In generale», dice, «i college sono più cari delle scuole: un mese di corso generale può costare dai 200 ai 1000 pounds».

Anche Marina Monitillo ha approfondito la lingua mentre lavorava: «Non avevo idea di come si facesse per trovare un corso d’inglese», spiega, «ma una ragazza italiana conosciuta per lavoro mi ha consigliato una scuola, ho fatto una lezione di prova e mi sono iscritta per 3 mesi pagando 100 pound al mese, circa 115 euro, e frequentando tutti i giorni per 3 ore al giorno».

National Insurance Number e conto in banca

Ci sono alcuni piccoli passi che sono fondamentali per potersi stabilire nella capitale britannica. Uno su tutti, e da fare subito, è procurarsi il National Insurance Number, una sorta di codice fiscale inglese. Per ottenerlo basta rivolgersi a un Job Centre presente in ogni quartiere: il NIN è fondamentale per lavorare, infatti va comunicato al datore di lavoro che può così versare i contributi (altrimenti si può avere solamente un lavoro in nero), ma anche per poter andare dal medico e per richiedere il sussidio di disoccupazione, se si resta senza impiego per oltre sei mesi.

Altro passo fondamentale è il conto in banca. «Aprirne uno a Londra», racconta Marina, «è semplice: non serve un lavoro per averlo né tantomeno soldi, è sufficiente anche un solo pound e chiunque può aprirlo, senza dover sostenere alcun costo». Conto in banca e National Insurance Number sono le prime cose che un datore di lavoro chiede per offrire un lavoro.

Infine, occhi bene aperti e attenti ai bluff: chi è stato a Londra e chi quella realtà l’ha toccata con mano, si raccomanda di tenere gli occhi aperti sulle agenzie (spesso italiane con sede a Londra) che chiedono soldi per trovare un impiego o che fanno fare 1-2 giornate di prova magari all’interno di ristoranti e poi non assumono, prendendo un altro ragazzo in prova e così via. Importante prendere referenze, informarsi ed affidarsi solo ad agenzie serie… Insomma, fidarsi è bene, non fidarsi è meglio…

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