Deluso dal lavoro dei sogni? Ecco come ripartire

cartello lavoro dei sogniAnni e anni di formazione, studi, gavetta, tutto per agguantare il lavoro giusto, quello dei tuoi sogni. Poi, quando finalmente arrivi a raggiungere l’agognato obiettivo, scopri che quel lavoro che tanto hai desiderato non è quel che ti aspettavi ed anzi, ti ha proprio deluso, non lo vuoi più fare. Bene, e ora? Ripartire da zero? Anche no. O meglio, ripartire sì, ma dal punto più utile dell’intero percorso fatto, un punto da usare come trampolino di lancio per una nuova vita lavorativa. Il Wall Street  Journal racconta la storia di Caroline Kelso Winegeart, un’importante parte di vita spesa per formarsi nel miglior modo possibile, con il preciso scopo di lavorare in un’agenzia pubblicitaria, o comunque nel campo della pubblicità. Va tutto come deve andare e l’approdo ad un’agenzia pubblicitaria di livello nazionale è quanto di meglio potesse capitare alla Winegeart, o almeno così credeva.

Già perché fare l’advertising executive non è proprio uno scherzo, bisogna avere il carattere adatto, oltre alle già acquisite competenze. La difficile gestione di un importante budget, le stressanti relazioni con i media e mille altre difficoltà provocano nella giovane donna una forte delusione, che a sua volta porta ad una riflessione piuttosto profonda, riassumibile nella domanda: “se non voglio più fare questo lavoro, cos’altro posso fare? Il segreto è “oltrepassare” la delusione di cui sopra, trovando una via alternativa, partendo dalle proprie abilità migliori e, perché no, dai propri gusti. La Winegeart  si rende così conto che una cosa che sa fare bene e che le piace molto è lavorare con i social media. Si focalizza sullo sviluppare competenze ancora maggiori nel campo, cambia posto di lavoro, finendo prima in un’agenzia più piccola e poi ad aiutare il suo ragazzo nel campo del marketing. Attualmente è invece impegnata nel lancio di un marchio tutto suo.

Qualche riflessione sul tema; in Italia è attualmente già piuttosto difficile trovare un lavoro qualsiasi, figuriamoci quello dei sogni. Il concetto però, vale comunque. E’ noto come negli ultimi anni migliaia di persone si siano tuffate in un’attività in proprio dopo aver perso il lavoro a causa della crisi. Soprattutto se si decide d’intraprendere una simile esperienza, è molto importante avere la piena conoscenza dei propri mezzi. Fare una valutazione approfondita delle competenze acquisite negli anni e provare a reimpiegarle in modo differente in una nuova avventura dal carattere autonomo, può fare la differenza tra il successo e il fallimento. Ovviamente non è detto che giocando una carta un po’ più rischiosa, come quella di buttarsi in un settore ancora inesplorato, il destino sia per forza quello di non farcela.

Mille e più fattori influiscono infatti sulla riuscita o meno di un progetto lavorativo. Certo è però, che meno conoscenze si hanno in un certo campo, più si rischia di fare errori e, parallelamente, sarà maggiore anche l’impegno richiesto per sopperire alle endemiche mancanze, in termini di tempo, soldi, lavoro. Insomma, (ri) partire da un punto di arrivo, anche se parziale, è più facile che compiere  una “totale inversione a U”. Il suddetto punto d’arrivo, va però ben identificato prima e coltivato poi, in modo che il trampolino di lancio di cui sopra sia il più performante possibile. In questo senso poco importa se il motivo del cambiamento sia una delusione dovuta al fatto che il lavoro dei sogni non era quel che ci si aspettava, o molto più semplicemente la perdita dell’impiego di tutti i giorni. L’importante infatti, è riuscire a ricominciare nel migliore dei modi.

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