Dell’Aringa (Pd) sul lavoro: Riforma Fornero va bene al 90%


Un orientamento parzialmente simile a quello espresso da Mario Monti ieri a Bergamo. La riforma del lavoro messa in atto da Elsa Fornero, va completata, “sperimentata”, magari integrata, ma sostanzialmente “per me va bene all’80-90%”. E’ questa, in soldoni, l’opinione dell’economista Carlo dell’Aringa, capolista PD per la Camera in Lombardia, che in un’intervista ad Avvenire ha spiegato che “Le riforme degli ultimi 15 anni hanno introdotto la flessibilità che mancava al nostro sistema”. Ora, ha aggiunto, è necessario verificare la bontà dei “cambiamenti parziali”.

Le parole di Dell’Aringa sono importanti non solo perché vengono da uno studioso autorevole del mercato del lavoro, ma anche perché potrebbero racchiudere l’orientamento delle mosse del Partito Democratico in caso di vittoria alle elezioni del 24-25 febbraio prossimi in materia di rilancio dell’occupazione e della crescita. Dell’Aringa potrebbe, almeno in teoria, essere il futuro titolare del dicastero del Lavoro e delle Politiche Sociali, quindi il primo responsabile e fautore delle politiche stesse. Nel caso, il suo sarà un lavoro non certo facile, anzi: le previsioni per il 2013 stimano una disoccupazione ancora in crescita, che potrebbe raggiungere un tremendamente preoccupante 12%.

Il modo per ridurla, secondo il docente della Cattolica di Milano c’è, ma metterlo in pratica non è uno scherzo. “La via maestra – ha detto Dell’Aringa all’Avvenire – sarebbe ridurre il cuneo fiscale” e, in aggiunta prevedere degli incentivi alle assunzioni. Il problema, come sempre in questi casi, è però quello della copertura. Gli incentivi, ad esempio “costano parecchio” e sul ridurre le tasse vanno prima verificate “le risorse a disposizione” . Fin troppo scontato dire che, in questo periodo, tali risorse non siano certo rilevanti. Dell’Aringa ha poi accennato anche alla possibilità di introdurre un sussidio per i senza lavoro e la necessità, fondamentale, di migliorare il funzionamento dei molti servizi già presenti, spesso forniti direttamente da istituzioni locali come Regioni e Province. ”Vanno integrati i servizi e le risorse disperse come voucher, doti, incentivi vari – ha spiegato ancora l'esponente del Pd – le persone devono essere "prese in carico" per accompagnarle ad avere un’occupazione, se necessario sostenendole con un sussidio”.




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