Decreto lavoro Letta: i dettagli della micro-riforma

Si è tenuto a Bruxelles la scorsa settimana il vertice europeo che ha visto al centro dell’attenzione generale l’elaborazione di un pacchetto lavoro, fortemente voluto dal Presidente del Consiglio Letta per aumentare e migliorare il funzionamento del mercato del lavoro. Misure e provvedimenti per contrastare la disoccupazione giovanile, favorire l’occupazione degli over 50 e aiutare le famiglie in difficoltà, con una carta anti-povertà per i più bisognosi, soprattutto nel sud Italia. Ecco i dettagli.Tutte le imprese che decideranno di assumere un giovane disoccupato e non specializzato potranno usufruire di sgravi fiscali equivalenti, nella fattispecie, a 650 euro mensili (vale a dire un terzo della retribuzione lorda mensile). La decontribuzione si protrae per 18 mesi per tutti i nuovi assunti a tempo indeterminato, per 12 mesi se il contratto già in essere viene trasformato in modo definitivo e stabile in uno indeterminato.


Condizioni indispensabili sono che il giovane di età compresa tra i 18 e i 29 anni, sia disoccupato da almeno sei mesi e privo di un diploma, che viva solo o con persone a suo carico. La ratio del provvedimento è quella di favorire, in un momento così delicato e di elevato tasso di disoccupazione giovanile, una delle categorie di lavoratori più svantaggiate. Ma anche gli over 50 saranno protagonisti di un programma di formazione specializzata e avranno l’occasione di sfruttare tutte le opportunità lavorative derivanti dalla grande Expo di Milano prevista per il 2015. In particolare, i cinquantenni disoccupati da almeno un anno. Altre misure atte a favorire l’occupazione riguardano la lotta alle cosiddette dimissioni in bianco e la riduzione dell’intervallo previsto tra un contratto a termine e l’altro, a 10 e 20 giorni. Ulteriori sgravi sono previsti per l’assunzione di lavoratori Aspi e disabili. E una vera e propria carta anti-povertà, soprattutto per il Sud dell’Italia.

Dal fronte tasse, la novità riguarda la decisione di slittare l’aumento dell’Iva (previsto di un punto percentuale a partire dal 1 luglio) di tre mesi: fino al 30 settembre, quindi, rimarrà al 21 per cento, con la possibilità ventilata dal governo di prorogare questo termine fino alla fine dell’anno.



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