Decreto Lavoro incassa la fiducia: al via i nuovi contratti di lavoro

Ragazza che lavora in fabbricaLa Camera ha approvato in via definitiva il decreto firmato dal ministro Giuliano Poletti, e inerente le nuove misure sulle regolamentazioni dei contratti di lavoro. I voti favorevoli sono stati 333, mentre quelli contrari si sono fermati a 159: in prima lettura i voti favorevoli erano invece stati 344, con 184 voti contrari. A pesare tra la prima lettura e quella definitiva potrebbe essere stata la campagna elettorale in corso per le europee e le amministrative. Vediamo dunque quali sono le principali novità del decreto.

 

Contratti a termine. Il contratto a termine non potrà avere durata superiore a 36 mesi, comprensiva di eventuali proroghe, per lo svolgimento di qualunque tipo di mansione (sia nella forma del contratto a tempo determinato, e che nell’ambito della somministrazione). Complessivamente il numero dei contratti a tempo determinato stipulati dal datore di lavoro non può eccedere il 20% del numero dei lavoratori a tempo indeterminato. Per i datori che occupano fino a 5 dipendenti è comunque sempre possibile stipulare un contratto di lavoro a tempo determinato.

Maternità. Il congedo di maternità che è intervenuto nell’esecuzione di un contratto a termine concorrerà a determinare il periodo di attività lavorativa utile a conseguire il diritto all’assunzione. A tali lavoratrici è altresì riconosciuto il diritto di precedenza anche nelle assunzioni a tempo determinato effettuate dal datore di lavoro entro i successivi 12 mesi.

Apprendistato. Il contratto di apprendistato contiene il piano formato individuale. Al lavoratore è riconosciuta una retribuzione che dovrà tenere conto delle ore di lavoro effettivamente prestate, e delle ore di formazione, almeno nella misura del 35% del monte ore complessivo.

Contratti di solidarietà. I datori di lavoro che stipulano il contratto di solidarietà hanno diritto a una riduzione dell’ammontare della contribuzione previdenziale e assistenziale ad essi dovuta per i lavoratori interessati dalla riduzione dell’orario di lavoro in misura superiore al 20 per cento.

Enti di ricerca. Gli enti che attivano contratti a termine potranno protrarre il rapporto di lavoro anche oltre 36 mesi e non oltre il periodo in cui è prevista l’attuazione del progetto di ricerca, con esenzione per gli enti di ricerca pubblici e privati, al rispetto dei tetti fissati per i contratti a termine.

Sanzioni. Il decreto introduce sanzioni amministrative per coloro i quali violano il limite del 20% dei contratti a termine sul complesso dei dipendenti. La sanzione è pari al 2% della retribuzione se il numero dei lavoratori assunti in violazione del limite percentuale non è superiore a un solo lavoratore, e sale al 50% in caso di violazione per numero superiore a uno.

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COMMENTS

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  • Sabry 4 anni

    Vorrei sapere se le P.iva sono menzionate

  • Carmela 4 anni

    Per i disoccupati e per coloro che hanno perso il lavoro che hanno un’età da 40 in poi, cosa faranno? Spero qualcosa!

    • Riccardo 4 anni

      purtroppo devo correggerti: attualmente già a 30 anni per i “recruiter” sei da scartare senza alcuna possibilità, a priori. Tendenza già in atto e che il Governo anziché combattere ha incentivato e applaudito, condannando alla disperazione un’intera generazione.

    • Barbara 4 anni

      vero per noi niente………..!!!!

  • antonia 4 anni

    Sono una cinquantenne senza lavoro e senza nessun sussidio arrivare a fine mese e stringere la cinghia su tutto, grazie alla mia famiglia che qualche volta fanno la spesa. Grazie al governo per noi non da niente.

  • alfio 4 anni

    per chi come me apprtiene alle categorie protette cos’è cambiato ?

  • Riccardo 4 anni

    Prima del compimento dei 30 anni c’è l’apprendistato, la garanzia giovani, eccetera, che si vanno a sommare alla propensione dei recruiter (e lo so per testimonianze dirette) a cestinare già da diversi anni tutti i CV che presentassero età superiore ai 26/27 max 29 anni.
    Appena si compie 30 anni si può anche crepare. Grazie, Italia.

    • Isabella Abate 4 anni

      E noi 30enni viviamo alle spalle dei nostri genitori e nonni (x chi può) senza la possibilità di una vita nostra perché manca la parte solida che è il lavoro…a 30, soprattutto noi donne siamo scartate perché noi rimaniamo incinte…oltre che non rientriamo in nessuna legge…2 sono le soluzioni: o si va all’estero (sempre che hai 2 soldi da parte se no non fai niente) o aspettiamo la rivoluzione!!!io mi sono stancata di vivere da parassita sulle spalle dei miei…a 30anni dovrei essere autonoma…!!!!!

    • Barbara 4 anni

      si Riccardo noi crepiamo!!!!!

  • riccardo 4 anni

    si condivido quello che dice Paola per i cinquantenni ??????

  • paola 4 anni

    Scusate ma per i cinquantenni disoccupati non ho capito cosa vogliono fare