De Rita: Pmi creano coesione sociale, no alla borsa

E’ un intervento duro e a tutto campo quello del sociologo Giuseppe De Rita, a capo della Fondazione Rete Imprese Italia, che raggruppa la piccola e media impresa degli artigiani e dei commercianti.

De Rita chiede che la burocrazia elefantiaca che affligge l’impresa italiana sia snellita, perché induce alla furbizia, a sottrarsi dagli adempimenti, quando, in realtà, spiega, in Italia l’imprenditore deve essere anzitutto responsabile verso sé stesso.

Poi attacca quanti denunciano le piccole dimensioni delle imprese italiane, quale ostacolo per la crescita e per migliori rapporti economici internazionali.

E’ una colpa, si chiede De Rita, essere piccoli? O forse bisogna per forza essere quotati in borsa e grandi, come le public company americane?

De Rita si dice disposto a discutere sul modo migliore per crescere, ma senza togliere la proprietà all’imprenditore, come avviene quando ci si quota in borsa, dove peraltro, aggiunge, peggiorano le condizioni finanziarie.

E mentre le pmi vengono colpevolizzate per essere un ostacolo alla crescita dell’Italia, il presidente della Fondazione spiega come, al contrario, esse siano un fattore di coesione sociale sul territorio, grazie al rapporto di stima tra colleghi, di vicinanza tra l’impresa e le banche, quando ancora esistono sul territorio.

Parola d’ordine, dunque, è crescere, ma restando proprietari.

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