Curriculum vitae: il periodo migliore per inviarlo non esiste

Il periodo migliore per mandare il curriculum alle aziende? Non esiste, se si escludono casi specifici.

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Quando si è alla ricerca di un lavoro  spesso ci si chiede quale sia il periodo migliore dell’anno per mandare il curriculum. Beh, non esiste. O meglio, possiamo a ragione sostenere che non c’è in linea generale un mese migliore di un altro, o una stagione migliore di un’altra per mandare il curriculum alle aziende. E’ anche vero però che un momento più utile può esistere, ad esempio se si cerca un lavoro stagionale di qualsiasi tipo. Ma se tralasciamo i casi specifici, è buona norma considerare almeno 11 mesi dell’anno (escludiamo per ora agosto che merita un discorso a parte) ugualmente buoni per mandare il curriculum alle aziende con posizioni aperte al loro interno, senza tra l’altro trascurare eventuali candidature spontanee.


Mandare il curriculum: ci vuole costanza e determinazione

Costanza e determinazione: è sempre meglio distribuire le candidature nell’arco di un anno intero. E per farlo ci vogliono costanza e determinazione. Agire solamente cercando di prevedere che, ad esempio, un’azienda assumerà a settembre perché il lavoro “riparte” e quindi avrà una maggiore necessità, limita le possibilità. Certo, una simile circostanza non è per niente falsa, tutt’altro; ma un’impresa, di qualsiasi dimensione sia, può aver strutturato il suo lavoro in modo che il mese più produttivo di tutti sia agosto (sì, proprio quando la maggior del mondo lavorativo chiude per ferie, in media per un paio di settimane). Oppure non direttamente l’impresa in esempio, ma un’altra, sua cliente. E insomma, i clienti sono il pane, mica li si può far aspettare.

Ci sarà quindi bisogno di personale a vario titolo. Potrebbe trattarsi di un semplice contratto a chiamata (e qui pure agosto va benissimo per mandare il curriculum) o, meglio ancora, un posto più stabile. In quest’ultimo caso la nostra impresa dell’esempio assumerà probabilmente verso marzo, o anche prima, dipende dalla lunghezza del periodo di formazione ritenuto necessario. Ma, pensateci, senza costanza e senza determinazione, col piffero che quell’azienda potrà mai prendervi in considerazione. Mica è colpa sua, voi il vostro curriculum ve lo siete tenuto a casa, non glielo avete spedito, precludendovi una buona possibilità.

Mandare il curriculum: informarsi è bene, insistere è meglio

Avete individuato alcune aziende per le quali vorreste lavorare, ma non sapete quando mandare il curriculum. Riflettete bene, forse potete scoprirlo. Magari vi state candidando per un lavoro che avete già fatto in precedenza e in quell’ambiente sapete “come gira”. Magari invece un vostro amico lavora all’interno di una realtà imprenditoriale che a voi interessa molto ed avete quindi occasione di chiedere lumi. Perfetto, tanto meglio, non fatevi scrupoli e chiedete. A prescindere da questi ed altri casi però, per i quali è obbligatorio informarsi a dovere, la parola d’ordine è insistere. Costanza e determinazione, lo abbiamo già detto.

Facciamo un piccolo passo in avanti. Il fatto che abbiate la possibilità di mandare il curriculum per una candidatura mirata anche per quanto riguarda il periodo dell’anno non è che un vantaggio per voi. Ciò però non esclude tutti il resto dell’attività. Quando si dice che “cercare un lavoro è diventato un lavoro”, ecco, potremmo aggiungere un “purtroppo”, ma l’espressione è corretta. Non è solo il lavoro a richiedere delle competenze e del tempo da dedicargli, la stessa cosa ormai vale per la sua ricerca, sia quando un impiego lo si ha già e lo si vuole cambiare, sia quando il tentativo è quello di uscire dallo stato di disoccupazione. Quando si lavora, lo si fa tutti i giorni; quindi, anche quando un lavoro lo si cerca bisogna agire nello stesso identico modo. Certo è stancante, snervante; non ricevere risposte magari per mesi fa arrabbiare e quasi mai si riesce a comprenderne la motivazione, ma se mandare il curriculum crea una possibilità su un numero x di essere chiamati per un colloquio, non farlo preclude anche quella possibilità. Inoltre, non è  detto che spedendo un cv ad un’azienda nel “periodo migliore” per quest’ultima essa vi chiami. Puntare sulla qualità va benissimo, ma non disdegnate assolutamente la quantità. Appunto, informarsi è bene, insistere è meglio.

Agosto: curriculum mio non ti conosco, o sì?

Sebbene il fenomeno si sia ridotto nel tempo, resiste nel mondo delle imprese la chiusura agostana di massa. Non è però un buon motivo arrestare completamente la ricerca di lavoro e tutto ciò che la riguarda. Almeno due cose potete tranquillamente farle. Numero uno: visto che il numero di cv da mandare in agosto è sicuramente minore, potete approfittarne per rivedere struttura e dati di quanto avete inserito all’interno dei vostri due “bigliettini da visita”, Il cv appunto e la lettera di presentazione (ancor meglio se redatta anche in inglese). Nella tensione della ricerca potreste non esservi resi conto che:

1) I dati contenuti non sono più aggiornati. Avete fatto qualche lavoretto qui e là negli ultimi mesi, ma vi siete scordati di inserirlo oppure non avete ritenuto opportuno farlo. In quest’ultimo caso potreste avere ragione (l’esperienza di lavoro deve essere significativa), ma anche no. Ripensateci bene, forse avete valutato inizialmente con un po’ di fretta. Che si sa, è cattiva consigliera.

2) Rivedete la grammatica, l’ortografia soprattutto e gli errori di battitura. Scrivere in un cv “o lavorato all’estero per cinque anni”, è una pessima presentazione. Probabilmente anche il recruiter capirà che il problema non è quello di non conoscere l’italiano, ma trattasi invece di “semplice” distrazione. Alla fine manca sono una lettera, la “H” si potrebbe pensare. Vero, però, è appunto una distrazione, ed è sul documento più importante che avete per quanto riguarda la ricerca di lavoro. Un pugno in un occhio insomma. L’occhio è quello di chi deve valutare il vostro cv. Fate una revisione approfondita e fatela quando siete riposati. Dovete evitare gli errori di grammatica e di battitura come evitereste la peste.

Numero due: avanti con le candidature spontanee. Le aziende sono chiuse? Sì, ma mica tutte. Cercate quelle aperte e proponetevi. Quasi sempre sui siti è indicato il periodo di chiusura. Quando tale indicazione non c’è, si può provare a mandare il curriculum spontaneamente (cosa che a dire il vero andrebbe anch’essa fatta sempre) . Un’azienda può volutamente non cercare personale in maniera dichiarata, ma prendere assolutamente in considerazione candidature con un profilo adeguato. E dato che in agosto le persone che decidono di mandare il curriculum sono solitamente molte di meno, beh, provateci, non costa nulla e non avete nulla da perdere. La stessa cosa potete fare con quelle imprese che sicuramente rimangono aperte ad agosto (ad esempio quelle del settore turistico).

Magari stanno avendo un picco di lavoro, o un’emergenza dovuta ad un’improvvisa mancanza di personale. Non otterrete forse di un lavoro stabile (ma non è detto), però se siete disoccupati è sempre una possibilità in più. Porterete a casa qualche soldo, e soprattutto avrete l’opportunità di dimostrare il vostro valore. Non è detto infatti che quando l’emergenza finisce, o il picco di lavoro rientra, termini anche la vostra esperienza di lavoro. Se siete riusciti a far capire ai responsabili che ci tenete, vi siete dati da fare, ci avete messo la testa e l’impegno, la probabilità che vi tenga anche dopo esiste e può essere molto concreta.

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