Curriculum vitae: 5 trucchi per renderlo efficace

Tutto deve partire dall'ordine e dalla precisione. E da un'ottima capacità di sintesi che deve portarci a inserire solo quello che interessa al reclutatore

Diciamolo chiaramente: partire col piede giusto è di fondamentale importanza. Senza un curriculum vitae efficace, nessun candidato – per quanto preparato, qualificato e capace possa essere – può infatti sperare di ottenere un colloquio di lavoro. Scrivere un cv non è un’operazione di poco conto. Anzi: quando lo compiliamo, dobbiamo sempre ricordare a noi stessi che stiamo dando forma al nostro personale “biglietto da visita”. Consegnarne uno sciatto, incompleto o confusionario al selezionatore di turno sarebbe un vero peccato. Accanto agli accorgimenti (di puro buon senso) da cui bisogna prendere le mosse, ce ne sono altri che possono aiutarci a rendere il nostro curriculum vitae più interessante di molti altri. E convincere il reclutatore a convocarci per l’atteso colloquio. Nel corso del quale, dovremo tentare di dimostrargli che quello che abbiamo diligentemente indicato corrisponde alla verità.


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Partiamo col dire che ogni curriculum vitae che si rispetti deve essere chiaro e ben scritto. E sufficientemente sintetico: alcuni esperti suggeriscono di concentrare tutto in una solo pagina, altri (la maggior parte) concedono di spingersi fino a un massimo di tre. I reclutatori che s’imbattono in curricula eccessivamente lunghi – nei quali si ha l’ardire di elencare tutti gli esami superati all’università – non impiegano (comprensibilmente) più di dieci secondi a trasferirli nel cestino. Condannandoli alla stessa sorte che spetta a quelli che presentano errori grammaticali o fanno un uso disinvolto dei tempi verbali. La sintesi, a cui bisogna puntare, non autorizza ad essere approssimativi. Anzi: la capacità sta nel selezionare le informazioni più rilevanti (a partire da quelle personali, che il recruiter deve individuare immediatamente) e nel trasferirle al destinatario in maniera corretta e precisa. Ma quali sono i 5 trucchi che possono rendere il nostro curriculum vitae particolarmente efficace?

5 consigli per scrivere un buon curriculum vitae

#1. Occhio alla grafica. Quando compiliamo il nostro cv, non dobbiamo prestare attenzione solo alla sostanza ma anche alla forma. E accertarci che abbia una veste grafica gradevole. Si tratta, in pratica, di puntare su una buona formattazione e sul perfetto allineamento dei testi e dei margini. L’idea è quella di attirare, da subito, l’attenzione del selezionatore che preferirà intrattenersi sulla lettura di un curriculum ordinato e facilmente leggibile. Usiamo tutti i mezzi a nostra disposizione per rendergli il lavoro più agevole. A fare la differenza può essere anche la scelta del font (o carattere): gli esperti consigliano di puntare su Helvetica o Garamond che danno – a loro avviso – un senso di ordine all’intero documento.

#2. La sintesi è tutto. Dilungarsi troppo è un errore da penna blu. Quando lo compiliamo, dobbiamo ricordarci di considerare il curriculum vitae un report sintetico del nostro percorso formativo e professionale. Ed evitare di confonderlo con una pagina di diario in cui è lecito annotare pensieri e argomentazioni di ogni tipo. Ancor prima di metterci al computer, dobbiamo avere le idee chiare e individuare le informazioni che meritano di essere inserite. Tenendo sempre a mente che l’obiettivo è quello di farsi leggere dal selezionatore. Per farlo, non possiamo dimenticare di ricorrere ad elenchi puntati, formati da paragrafi snelli. Alcuni esperti invitano a scommettere su una breve presentazione iniziale (da inserire subito dopo le informazioni personali) per dare prova della propria capacità di sintesi. Un’auto-promozione brillante e ben confezionata può, infatti, fare la differenza.

#3. Ad ogni offerta il suo curriculum. Alcuni curricula non arrivano mai sulla scrivania dei selezionatori: a “farli fuori” prima ci pensa, infatti, un sistema automatico che scarta quelli sprovvisti di alcune keyword. Cosa vuol dire? Che quando ci candidiamo a un’offerta di lavoro, dobbiamo proporci col curriculum giusto. Puntando su alcune parole chiave che aumentano la probabilità di superare indenni la prima fase di selezione. Il che non vuol dire, ovviamente, che bisogna ripetere ossessivamente determinati termini. A vincere sono i curricula che sembrano soddisfare le esigenze dei datori di lavoro e marcare l’accento sulle abilità specificamente richieste. Senza per questo risultare ripetitivi. Il consiglio degli esperti è quello di tenere più curricula sul desktop e di adattarli all’offerta di lavoro di turno, apportando le giuste modifiche.

#4. Selezionare con criterio. Sul curriculum vitae, non possiamo inserire tutto; il rischio è quello di dare corpo un documento elefantiaco, che sfiancherebbe chiunque. Quando ci candidiamo a un’offerta di lavoro, dobbiamo tener conto del fatto che il selezionatore è alla ricerca di ben specifiche abilità. Diamo enfasi alle caratteristiche che potrebbero “ingolosirlo” e scartiamo quelle che non gli interessano affatto. Un esempio? Se aspiriamo a diventare store manager di un negozio di telefonia mobile, menzionare il corso di sommelier frequentato nel fine settimana potrebbe rivelarsi un boomerang. Non solo perché al reclutatore non interessa minimamente sapere quanto ce ne intendiamo di vini, ma anche (e soprattutto) perché l’inserimento di questa “competenza” potrebbe aver tolto spazio a un’altra più in linea con l’offerta di lavoro. Le informazioni da inserire sul cv vanno selezionate con cura e criterio.

# 5. Diciamolo coi numeri. Forse non tutti sanno che poche cifre possono convincere più di mille parole. E’ una regola di cui dovremmo fare tesoro anche quando ci sediamo al computer per scrivere il nostro curriculum vitae. L’inserimento di numeri, statistiche e percentuali – che documentano i nostri successi trascorsi e danno una prova concreta (e inconfutabile) delle nostre capacità – può spianare la strada all’assunzione. Non dimentichiamolo e puntiamo il più possibile su di essi.

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