Curriculum al buio: ecco la novità introdotta a Bologna

No al nome, al sesso e all’età del candidato. Il curriculum sarà al buio, almeno per la selezione del Comitato dei garanti che verrà effettuata al Comune di Bologna.

Per la selezione del Comitato dei garanti, un comitato che vigilerà sull’ammissibilità dei referendum consultivi, la commissione dovrà scegliere le persone idonee vagliando quello che è stato definito in vero e proprio curriculum al buio di ciascun candidato. Questo succede a Bologna, o meglio a Palazzo d’Accursio. In Comune, infatti, Emily Clancy, volto di Coalizione civica, ha voluto fortemente che i curricula dei candidati non contenessero informazioni né sul nome, né e il sesso, affinché la scelta delle persone più idonee potesse avvenire solo per gli effettivi meriti e non fosse condizionata da  eventuali stereotipi e discriminazioni. La proposta fatta dalla Clancy, poi, è stata messa ai voti dalla presidente della commissione Affari istituzionali Lucia Borgonzoni e approvata all’unanimità, con una  sola astensione.


curriculumIl curriculum al buio, quindi, è stata una vera e propria mossa anti-discriminazione. Ora, nella presentazione dei vari candidati per il posto di lavoro all’interno del comitato dei garanti, avranno sempre maggior risalto la lista degli studi effettuati, la lista dei precedenti incarichi, quella delle esperienze maturate e magari anche le motivazioni che hanno spinto quella determinata persona a presentarsi per quel posto di lavoro. Con questa nuova modalità, quindi, a Bologna verranno scelti fra i gruppi consiliari cinque persone, fra i trentuno curricula arrivati in risposta al bando pubblico indetto per il rinnovo dell’organismo del comitato dei garanti, in base esclusivamente ai loro meriti, alle esperienze fatte e agli obiettivi raggiunti.

Emily Clancy, presentando questa importante novità, ha ricordato che scegliere i candidati con un curriculum al buio è una prassi normale in Inghilterra. Un curriculum “genderless, senza foto, nome ed età” aiuta nella valutazione oggettiva del candidato e permette la riduzione delle discriminazioni nelle scelte compiute nell’affidate l’incarico ad uno piuttosto che ad un altro candidato. La scelta di chi si deve occupare di selezionare le persone per il posto o i posti vacanti, poi, appare subito più libera da pressioni e più facile da prendere. All’agenzia Dire Emily Clancy ha poi spiegato come tale novità sia stata introdotta anche per rispondere ad uno studio recente pronto a dimostrare che, anche inconsciamente, i selezionatori sono portati a preferire un curriculum rispetto ad un altro vedendo, magari, che, anche a parità di studi ed esperienze, il primo appartiene ad un uomo e l’altro ad una donna.

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