Crowdfunding: come funziona il sistema che aiuta le startup a trovare i soldi

Il crowdfunding è quel sistema a volte apparentemente un po’ aleatorio che, contrariamente alla suddetta impressione, permette molto spesso alle startup di trovare significativi finanziamenti e di conseguenza creare lavoro. Il tutto avviene quando le banche, per un motivo o per l’altro, in un dato momento (più o meno lungo), non rappresentano una valida chance. Cercare investitori “alla pari” può, nel dato momento di cui sopra, essere una soluzione efficace per gli aspiranti imprenditori che vogliono lanciare una nuova idea sul mercato. Le famigerate difficoltà economiche e lavorative e le sempre più restrittive condizioni bancarie per l’accesso al credito stanno guidando i giovani imprenditori nelle braccia delle comunità d’ investimento online, al punto che il crowfounding sta diventando il mezzo principale per accedere al denaro per chiunque abbia una grande idea.


Di sicuro non è facile come sembra, ma paragonato agli altri modi “tradizionali” di accedere a risorse finanziarie, il crowdfunding si sta rivelando un modello efficace e attuabile. In parole semplici, si tratta di cercare e trovare finanziamenti per la propria idea imprenditoriale “tra pari”, vale a dire tra “investitori” privati pronti a mettere a disposizione un po’ del loro denaro, puntando su un’idea vincente. Il sistema è online, su piattaforme dove ognuno può fornire il proprio contributo in denaro (anche piccole somme, come una decina d’euro) per aiutare a realizzare il sogno di un imprenditore. Se un candidato non riesce a trovare il 100% della somma necessaria entro il lasso di tempo prestabilito, deve lasciare la piattaforma senza nulla pretendere. Pur non essendoci garanzie per coloro che cercano di accedere ai finanziamenti, questo sistema rappresenta comunque un primo passo per coloro che cercano di testare la propria idea innovativa. E nel caso in cui il denaro arrivi, di poterla far partire.

La più grande piattaforma internazionale di crowdfunding, Kickstarter, ha già raccolto e messo a disposizione miliardi di euro da quando è stata fondata, cinque anni fa. Uno dei più recenti casi di successo riguarda il marchio Flavourly, azienda che consegna a domicilio cibi gourmet in apposite confezioni (le flavour boxes) e birra “di nicchia”. Il suo ideatore Ryan O’Rorke è riuscito a raccogliere quasi 190mila euro sulla piattaforma di crowdfounding Angel’s Den, in sole 24 ore. Un gruppo di 6000 investitori (business angels) che l’imprenditore scozzese ha deciso di interpellare per sviluppare la propria idea, partendo da una base di 600 euro messe di tasca propria. Flavourly, alla fine del 2013 e dopo soli sei mesi di attività, ha visto impennare le vendite e superare la cifra di 200mila euro. Ryan O’Rorke ha solo 25 anni quando comincia quest’ avventura imprenditoriale e non ha mai preso in considerazione l’idea di andare in banca per cercare i finanziamenti. 

Un’altra idea che ha visto la luce grazie a questo sistema è la società Bike System, pur con maggiori difficoltà rispetto alla Flavourly. L’ideatore della Bike System, Dave Vout, registra la sua azienda a luglio del 2012 ma rimane fermo per un anno intero, mentre cerca di trovare mezzi per finanziarla. Vuole lanciare un casco per motociclisti con un particolare display sulla testa che proietta a livello degli occhi tutte le informazioni riguardanti ad esempio la velocità, i giri del motore, le spie di mal funzionamento e via di seguito. Vout trascorre un anno e mezzo tra procedimenti burocratici da espletare e studi di fattibilità, attingendo in modo consistente alle proprie risorse economiche.

Quando comincia a chiedere fondi alle piattaforme di crowdfunding, la prima volta richiede 100mila euro. Ma tra chi ne offre 10 e chi 20 non riesce a racimolare la somma necessaria e  lascia la piattaforma a mani vuote. Riprova una seconda volta chiedendone solo 35mila e ottiene questo primo importante finanziamento grazie al coinvolgimento di 180 investitori. Non è una strada facile, il processo di valutazione da parte degli investitori può durare mesi, al termine dei quali possono rifiutare di fornire il proprio aiuto. Ma è una strada che vale la pena di percorrere.



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