Crisi: fiducia ai minimi. Stipendi aumentano la metà dell’inflazione

La fiducia dei consumatori non è mai scesa così in basso dal 1996, vale a dire dall’inizio delle serie storiche. Nonostante un aumento della retribuzione oraria dell’1,5% nel 2012, tale aumento è il più basso su base annua dal 1983 ad oggi. Inoltre, l’inflazione è aumentata del doppio, con conseguente perdita di potere di spesa dei consumatori. A tutto questo si aggiunge la disoccupazione vicina al 12% , gli aumenti delle tasse, che nel 2012 porteranno la pressione fiscale al 45%, un record, e gli aumenti delle tariffe. Secondo Adusbef e Federconsumatori,  nel 2012  acqua, luce, gas e rifiuti hanno inciso per circa 2400 euro su ogni famiglia.


Tutto questo ha fatto sì che i risultati delle rilevazioni Istat a Gennaio 2013, indichino una fiducia dei consumatori ai minimi storici, passata a 84,6 da 85,7 di dicembre.  Stesso discorso per quanto riguarda il clima di fiducia personale, che cala di mezzo punto da 91,4 a 90,9. In aggiunta aumento le attese riguardanti la disoccupazione (da 104 a 106 il saldo). Disoccupazione che  prevede in aumento fino al 12%  nel 2014, secondo le stime di Bankitalia e Cgia di Mestre. La contrazione dei consumi, dovuta alla forbice tra l’aumento dell’inflazione e quello degli stipendi, e l’incremento delle spese “involontarie” tra tasse e tariffe,contribuisce in modo determinante al peggioramento delle attese anche sulla  generale situazione economica italiana da -74 a -79. In calo anche le attese sull’andamento del bilancio familiare da -29 a -33. Migliora di poco il parere sull’opportunità di acquisto di beni durevoli.




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