Crisi aziendale: 3 semplici consigli per affrontarla al meglio

Nagare l'evidenza non serve a niente così come farsi prendere dal panico. Se le cose non vanno per il verso giusto, rimboccatevi le maniche ed iniziate a reagire

Chi si assume la responsabilità di guidare un’impresa, deve essere pronto a (quasi) tutto. E deve mettersi l’anima in pace perché, prima o poi, capiterà anche a lui (o a lei) di affrontare una crisi aziendale. Non fatevi prendere dal panico: quando le cose vanno male, chi perde lucidità finisce fatalmente per peggiorarle. Il risultato? Un problema di piccole dimensioni, che si sarebbe potuto risolvere con un modesto dispendio di risorse, diventa un macigno impossibile da sostenere. Può succedere a tutti: a dirigenti attenti e disattenti, ad investitori cauti ed incauti, a manager capaci ed incapaci. Alcune crisi sono imprevedibili e certi danni non possono proprio essere calcolati: ecco perché è importante intervenire per tempo ed imparare a gestire le cose con raziocinio. Come si fa? Cerchiamo di capirlo insieme.


Tre consigli per gestire al meglio una crisi aziendale

Inutile farsi illusioni: anche se siete a capo di una piccola impresa a conduzione familiare, potreste ritrovarvi nella sgradevole posizione di dover affrontare una crisi aziendale. Qualunque attività può finire nell’occhio del ciclone e quando succede, è meglio farsi trovare preparati. Che sia la BBC o la piccola emittente locale a chiedervi conto di quanto accaduto nella vostra azienda, poco importa. Perché il danno che può derivare da una cattiva informazione è comunque proporzionale al vostro giro di affari. Mettetevelo bene in testa: quando le cose filano lisce, nessuno ne parla; ma quando prendono il verso sbagliato, finiscono sulla bocca di tutti. E’ una regola che vale sempre (non solo al lavoro) e che può causare problemi serissimi. Se il passaparola si aziona e non viene controllato, può dare adito a pettegolezzi e dicerie inarrestabili, capaci di mettere in ginocchio la vostra impresa. Fate di tutto per scongiurare il rischio. Come? Evitando, innanzitutto, di chiudervi nel silenzio. Quando c’è una crisi aziendale da gestire, l’errore più grossolano che potete commettere è non commentarla perché così facendo, date a tutti la possibilità di sproloquiare su quanto è successo. E allora come è opportuno muoversi? Noi vi forniamo tre semplici consigli:

Scegliete la persona che deve parlare

Quando il problema interno all’azienda diventa di dominio pubblico, bisogna gestire la comunicazione. A chi affidare questo delicato compito? Dovete individuare un portavoce capace di disinnescare la mina, sgonfiare la bolla e di trasmettere poche e precise informazioni. E’ essenziale che a parlare sia una sola persona (i casi di dirigenti e manager poco coordinati che hanno fornito versioni contrastati dei fatti, moltiplicando i sospetti sulla loro cattiva condotta, non mancano) e che si limiti a dichiarare solo ciò che è strettamente necessario. A farlo potrebbe essere il capoazienda – soprattutto se è una persona conosciuta e stimata – o l’addetto alle Pubbliche Relazioni, che dovrebbe conoscere le strategie comunicative volte a limitare i danni in situazioni di difficoltà come questa. L’importante è che la questione non venga elusa e che si usino parole chiare e precise perché un minimo fraintendimento potrebbe causare sfaceli incalcolabili. Tutti possono partecipare alla ricostruzione dei fatti (un buon dirigente sa coinvolgere i suoi dipendenti anche nei momenti di crisi), ma all’esterno deve essere trasmesso un solo, univoco messaggio. Preferibilmente da chi gode già di una buona reputazione.

Ammettete le vostre colpe

Se avete commesso un errore o qualcosa non è andato per il verso giusto, è meglio ammetterlo. Nascondersi dietro deboli scuse o parziali omissioni di responsabilità è faticoso e controproducente. Non prendete nemmeno in considerazione la possibilità di mettere la polvere sotto il tappeto perché, prima o poi, la verità verrà a galla. Riportate la vostra versione dei fatti, confessate la vostra “colpa” ed affrettatevi ad aggiungere che sono state prese tutte le contromisure del caso per evitare che il problema si ripresenti. Negare l’evidenza non serve a niente e vi renderà anzi più colpevoli. Quando si scoprirà che avete mentito, la vostra credibilità ne uscirà distrutta e finirete per perdere la fiducia dei consumatori e dei clienti che vi hanno premiato fino a questo momento. Meglio fare mea culpa e mostrarsi sinceramente intenzionati ad aggiustare il tiro. Dopo la caduta, scegliete il modo migliore per rimettervi in piedi. I dirigenti imperfetti ma sinceri hanno qualche chance di farcela, quelli bugiardi e spregiudicati no.

Fermate un po’ le bocce

Ricordate: con una crisi aziendale in corso, siete sotto la lente di ingrandimento. O se preferite, sotto i riflettori. Cosa significa? Che la notizia della vostra momentanea (ci si augura) difficoltà ha calamitato l’attenzione di tutti e che, mai come in questo momento, dovete fare attenzione a quello che fate o che dite. Il consiglio non è quello di paralizzarvi e di restare in stand-by (quando c’è una crisi, bisogna anzi affrontarla di petto e darsi da fare), ma di evitare di prendere decisioni importanti che potrebbero avere conseguenze serie. In pratica: dovete concentrarvi su quanto sta accadendo e confidare sul supporto di tutte le risorse di cui disponete. Non è il tempo per pensare a cessioni, acquisizioni o investimenti impegnativi; ma per recuperare il terreno perso e riprendere la corsa. Dedicatevi esclusivamente alla risoluzione del problema o all’esterno penseranno che non state affrontando la crisi in maniera sufficientemente seria. Fermate un po’ le bocce e pazientate: se riuscirete ad uscirne indenni, tornerete presto a fare grandi progetti.

Una crisi aziendale non è faccenda di poco conto: per superarla, occorre essere capaci e volitivi (e, a volte, anche un po’ fortunati). Ma sforzatevi di vedere il lato positivo: il problema che ha minacciato di farvi chiudere i battenti ha snudato le vostre fragilità ed evidenziato i punti su cui è opportuno intervenire. Fatelo in tempi stretti e sfruttate la situazione a vostro vantaggio. Non solo: durante la crisi, avete avuto la possibilità di osservare con attenzione il vostro personale. Come ha reagito? Chi ha mostrato spirito di intraprendenza e dedizione e chi ha, invece, manifestato la volontà di abbandonare la nave che rischiava di andare a fondo? Analizzate tutto e ringraziate chi non vi ha mai fatto mancare il suo supporto. E’ nei momenti come questi che le persone vengono fuori per quello che sono ed è dopo una crisi aziendale superata – che ha lasciato strascichi ed insegnamenti importanti – che è giusto gratificarle per quello che hanno fatto. Non dimenticatelo.




CATEGORIES
Share This

COMMENTS