Crescono i contributi da lavoro dipendente

E senza gli sgravi previsti dalla Legge di Stabilità, l'Inps avrebbe potuto incassare di più

Vede rosa la direttrice Entrate dell’Inps, Gabriella Di Michele, che ieri, durante un’audizione alla commissione bicamerale Enti gestori, ha confermato ciò che molti osservatori hanno già certificato: la ripresa economica c’è e, nel caso specifico, passa attraverso il lavoro dipendente. Di Michele ha, infatti, rilevato che, nei primi 9 mesi del 2015, i versamenti contributivi da lavoro dipendente hanno fatto incassare all’Inps 76,5 miliardi di euro, l’1,36% in più rispetto all’anno precedente. “L’aumento è eclatante – ha commentato – la ripresa economica si vede soprattutto nel lavoro dipendente”.


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E come ha sottolineato la direttrice, l’incasso sarebbe potuto essere più rotondo, se non ci fossero stati gli sgravi contributivi previsti dalla Legge di Stabilità. In tal caso, infatti, l’Inps avrebbe potuto mettere in cassa 1,4 miliardi di euro in più, facendo incrementare il “gruzzoletto” del 2,5%. Ma la situazione è apparsa comunque più che positiva alla Di Michele che ha precisato come, nei primi 9 mesi dell’anno, la contribuzione sulla prosecuzione volontaria abbia fatto registrare un aumento del 10%. Una crescita importante, legata sia alla scelta di quelle persone che non sono andate in pensione pur uscendo dal mercato del lavoro sia a quella di chi ha, invece, optato per un’uscita anticipata sostenuta dai contributi versati dal datore di lavoro. Ancora: in diminuzione è risultata la contribuzione del lavoro domestico (passata da 740 a 720 milioni di euro), mentre i contributi versati dai lavoratori parasubordinati sono aumentati passando da 5,2 a 5,5 miliardi di euro. E nel complesso, le entrate contributive di tutti i lavoratori (dipendenti, autonomi e domestici) sono cresciute dell’1,33%, per merito soprattutto (come già messo in evidenza) del lavoro dipendente.



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