I redditi non vanno più giù, ma il gap tra ricchi e poveri resta

Il 5% degli italiani più facoltosi vanta un patrimonio di 1,3 milioni di euro mentre il 30% dei più poveri deve accontentarsi di 7 mila euro. A certificarlo Bankitalia che ha evidenziato come sia cresciuta anche la distanza tra i giovani (più squattrinati) e gli anziani (più benestanti)

I dati raccolti nei supplementi al Bollettino statistico della Banca d’Italia si sono concentrati sui bilanci delle famiglie italiane. E hanno rilevato che, nel 2014, il calo del reddito si è finalmente arrestato. Secondo i tecnici, infatti, il reddito medio di una famiglia italiana si è attestato sui 30.500 euro annui (corrispondenti a 2.500 euro al mese). Per quanto vada precisato che si tratta di una stima generale, visto che affinando il calcolo il reddito della famiglia tipo non è andato oltre i 25.700 euro all’anno (2.100 euro al mese).


Si tratta comunque di una sostanziale buona notizia, che segna una frenata del calo dei redditi che si prolungava da troppo tempo. Ma com’è distribuita la ricchezza nel Bel Paese? Si direbbe in modo non troppo omogeneo. Le stime di Bankitalia hanno infatti certificato che il 10% delle famiglie italiane, nel 2014, poteva contare su un reddito alto che superava i 55 mila euro annui (circa 4.600 euro al mese), mentre il 22,3% degli italiani disponeva di un reddito basso, al di sotto dei 9.600 euro. Di contro, la percentuale di nuclei indebitati è fortunatamente scesa passando dal 27,7% del 2010 al 23% del 2014.

E veniamo ai patrimoni che evidenziano ancora di più il gap tra chi sta bene e chi sta male. I dati dei supplementi hanno rilevato che il 10% delle famiglie ricche disponeva di un patrimonio medio di 950 mila euro corrispondente al 44% della ricchezza complessiva. E che il 5% dei ricchissimi – coloro che possono fare affidamento su un “tesoretto” personale di 1,3 milioni di euro – deteneva più del 30% della ricchezza totale. Tutt’altri numeri per il 30% delle famiglie più modeste che, con un patrimonio medio di 7 mila euro, ha rappresentato meno dell’1% della ricchezza complessiva.

Ancora: il bonus di 80 euro sarebbe stato intascato da poco più di un quinto delle famiglie italiane che hanno dichiarato di averlo speso quasi interamente (per il 90%). E ad aumentare, secondo i tecnici di Bankitalia, sarebbe stata anche la distanza tra le diverse generazioni. Gli anziani sono risultati, infatti, tre volte più facoltosi dei giovani, tanto che la ricchezza di una famiglia retta da un under 35 si è praticamente dimezzata dal 1995 ad oggi, mentre quella di un nucleo con un capofamiglia over 65 è aumentata del 60%.



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