Credito, Cgia: meno 100 miliardi in due anni. Rischio usura

Meno credito dalle banche a famiglie imprese e disoccupazione crescente aumentano il rischio di usura. Lo studio della Cgia di Mestre.

credito-banche-usura-cgiaSecondo l’ultimo rapporto della Cgia di Mestre, il forte calo di prestiti da parte delle banche a famiglie e imprese, meno 100 miliardi in due anni, aumenterebbe il rischio legato allo sviluppo di fenomeni di usura. L’ufficio studi ha infatti messo in luce come da fine 2011 a fine 2013 le famiglie abbiano subito un calo di credito erogato da parte delle banche pari a 9,6 miliardi, per le imprese l’ammontare complessivo della diminuzione di credito è stato di 87,6 miliardi. La minore disponibilità di soldi, se unita alla disoccupazione crescente e ad un innegabile stato di difficoltà generale, farebbe incrementare il rischio del verificarsi di fenomeni di usura, soprattutto in alcune regioni del Mezzogiorno.


Ad essere potenzialmente più soggette sarebbero Campania, Calabria , Abruzzo e Sicilia. La regione meno a rischio sarebbe invece la Val d’Aosta, al di sotto della media nazionale di oltre 23 punti se si calcola quest’ultima su base 100. Un indice quello utilizzato dalla Cgia che ha preso in considerazione non solo la stretta del credito, ma diversi fattori di rischio, come i protesti, il fallimenti, il tasso di disoccupazione, le denunce per estorsione ed usura e molti altri e che viene ormai realizzato da oltre 15 anni. Lo studio dell’associazione degli artigiani ha preso spunto da dati Istat, Infocamere e Banca d’Italia.

Sul tema il segretario Giuseppe Bortolussi ha spiegato che “a seguito della forte contrazione dei prestiti praticata dalle banche alle famiglie e alle imprese, c’è il pericolo che l’usura, soprattutto nel Mezzogiorno, assuma dimensioni preoccupanti”. L’occhio però è rivolto anche alle stesse banche: infatti “oltre agli effetti della crisi economica e al calo della domanda di credito – ha aggiunto Bortolussi -questa forte riduzione dell’erogato è stata dovuta anche al deciso aumento delle sofferenze bancarie che a giugno di quest’anno ha toccato la cifra record di 168 miliardi di euro”.



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