Creare ed inserire una buona offerta di lavoro nel web

(contenuto integralmente tratto dal libro “Il Reclutamento ai tempi del web” – di Marco Fattizzo – edito da Lulu)

L’annuncio perfetto



Cosa è e che valore ha

Probabilmente il titolo di questo capitolo (ndr: L’annuncio perfetto) è ad effetto, ma anche leggermente fuorviante e provocatorio, non esiste infatti un “annuncio perfetto”, ma esistono certamente delle modalità per creare e pubblicare un’offerta di lavoro corretta e coerente.

Pubblicare un’offerta ben stilata e secondo canoni “europei” significa qualificarsi come “professionisti” delle Risorse Umane ed ottenere il maggior risultato possibile in termini di candidature in linea con il profilo ricercato.

Se si pubblicano pessimi annunci non ci si possono che aspettare pessime candidature.

Scrivere un annuncio perfetto vuol dire presentare un’offerta completa, dettagliata ed in grado di attrarre le migliori candidature.

Per un selezionatore, scrivere un’offerta corretta e completa equivale a quello che per il candidato significa scrivere una buona lettera di presentazione ed un CV efficace.

L’obiettivo dell’annuncio è infatti quello di ottenere candidature in linea con la ricerca e con la posizione offerta.

Pubblicando un’offerta di lavoro, il selezionatore “mette in vendita” qualcosa: una posizione lavorativa. Per “venderla” al meglio non si deve quindi limitare a fare delle richieste, a dettagliare cioè quelli che sono i requisiti per potersi candidare, ma è anche necessario “invogliare” i candidati migliori a proporsi. Come? Descrivendo per bene cosa si offre in termini economici (anche senza entrare troppo nel dettaglio), di contatto, di ambiente lavorativo e benefit.

Mantenendo un alto livello qualitativo nella pubblicazione delle offerte inoltre, si migliora l’immagine aziendale, e non solo dal punto di vista del recruiting ma anche di sviluppo del brand.

Recruiting online comparato: Italia vs resto del mondo

[…omissis…]


Struttura dell’annuncio perfetto


Analizziamo ora quelli che devono essere gli elementi di un annuncio ben costruito per un’offerta di lavoro

 

  • Ragione sociale

  • logo aziendale

  • presentazione aziendale

  • titolo dell’annuncio

  • descrizione della posizione offerta

  • requisiti richiesti

  • cosa si offre (inquadramento, tipologia contrattuale e range di stipendio)

  • sede di lavoro (indicare anche disponibilità a trasferte, trasferimenti, etc..)

  • contatti e modalità di candidatura

  • riferimenti legali e privacy

Ragione sociale

il nome completo dell’azienda, compresa la forma giuridica

Titolo

Il titolo dell’offerta è importantissimo per un annuncio su web, questo per una molteplicità di fattori, primo fra tutti perché l’annuncio stesso sarà schedato, catalogato ed indicizzato proprio in base al suo titolo; questo non solo da parte del sito stesso sul quale si pubblica, ma anche (come approfondiremo in seguito) dai motori di ricerca.

Un altro carattere di importanza del titolo è dato dal fatto che (a differenza dell’annuncio su carta stampata) solitamente il jobseeker leggerà in lista solo i titoli degli annunci, andando poi ad aprire nel dettaglio, cliccando quello che gli interessa.

In un successivo capitolo dedicato (indicizzazione) parleremo dell’importanza del titolo dal punto di vista tecnico ed indicizzazione.

Logo aziendale

Importante sia per dare “colore” e grafica gradevole al proprio annuncio, sia per promuovere il brand aziendale.

Nei portali generalisti è necessario inserirlo tutte le volte che si pubblica un annuncio, sarà tuttavia sufficiente prepararlo sul desktop del proprio PC ed inserirlo di volta in volta con l’apposito pulsante “sfoglia”, un lavoro da meno di 10 secondi ma molto utile.

In quasi tutti i siti lavoro invece è normalmente sufficiente inserirlo una sola volta, in automatico verrà poi ripresentato in tutti i vostri annunci.

L’ideale è comunque avere a disposizione almeno due o tre formati di logo, in modo da non incorrere in problemi di oversize o di ridimensionamento con sgranatura.

Presentazione aziendale

Deve essere sintetica e significativa, poche righe per presentare e qualificare l’azienda inserzionista senza scendere troppo nei dettagli (per i quali sarà magari previsto un link al sito aziendale).

Se pubblichiamo su siti generalisti dobbiamo inserire di volta in volta la presentazione, sarà quindi il caso di tenere a portata di click un foglio notepad per farci velocemente un copia/incolla.

I siti lavoro invece permettono sempre di inserire la presentazione all’interno del proprio spazio e di non doverla ripetere tutte le volte.

Dettaglio dell’offerta

E’ ovviamente il cuore del nostro annuncio, la famosa job description; qui dettaglieremo in maniera chiara ed esaustiva in cosa consisterà il lavoro (se opportuno possiamo aggiungere le motivazioni: ampliamento, apertura nuove filiali)

Requisiti

Dettagliamo, meglio se sotto forma di elenco, i requisiti richiesti:

  • titolo di studio

  • esperienza richiesta

  • capacità informatiche

  • conoscenza linguistiche

  • attitudini

ed ogni altro requisito utile. Possiamo anche, per perfezionare la ricerca, inserire i requisiti preferenziali (una lingua in più, esperienza nel settore specifico, etc…)

Cosa offriamo

Qui si può indicare il tipo di contratto previsto, gli eventuali benefit, l’ambiente di lavoro, la RAL


Sede di lavoro

E’ possibile anche inserirla nel dettaglio dell’offerta, specificare anche se sono previste trasferte e con che frequenza, se è richiesto il possesso dell’auto o della patente.

Modalità di candidatura

Nella parte finale dell’annuncio è necessario esporre le modalità di candidatura accettata in maniera chiara. Alcuni siti permettono di ricevere candidature attraverso propri moduli (il vostro indirizzo mail resterà quindi anonimo), altrimenti potete indicare la mail o altro mezzo di invio.

Riferimenti legali

– Privacy: la legge obbliga ad inserire il riferimento alla privacy in ogni annuncio, facciamolo. Su alcuni siti possiamo inserirlo una sola volta, altrimenti la legge consente di inserire il link alla pagina web in cui è presente l’informativa (esempio: www.sitoazienda.com/privacy).

– Pari opportunità: Inserire sempre la frase “Annuncio rivolto a candidati ambosessi (D.Lgs 198/2006)”.

– Le agenzie per il lavoro hanno inoltre l’obbligo di indicare gli estremi dell’autorizzazione ministeriale.

Rispettare i termini di legge non vuol dire solo essere tranquilli in caso di ispezione, ma anche presentarsi come azienda professionalmente competente ed accorta nell’aspetto reclutamento del personale.


Attenzione alle discriminazioni


Ci sono alcuni tipi di discriminazione molto evidenti che, chiaramente, non bisogna fare; altre discriminazioni, delle quali invece non ci si rende conto facilmente, si possono trovare negli annunci pubblicati anche da parte di realtà molto importanti.

In particolare segnaliamo le due discriminazioni più frequenti:

  • Ogni annuncio deve essere rivolto a uomini e donne. Possono tuttavia esserci dei motivi oggettivi per i quali ad un’offerta possono partecipare solo uomini o solo donne, in questo caso sarebbe opportuno indicarlo.

  • Sono vietate le discriminazioni in base all’età. Non è possibile quindi indicare una età minima o massima se non nei casi previsti dalla legge (ad esempio per offrire contratti di apprendistato) oppure per motivi oggettivi per i quali la mansione non possa essere intrapresa se non entro una determinata età, in questi casi è bene indicare tali motivi.

Bisogna precisare che l’attività ispettiva in Italia sulle discriminazioni negli annunci è praticamente assente (le priorità sono date a “reati” ritenuti ben più gravi, come ad esempio il lavoro nero e lo sfruttamento del lavoro minorile), tuttavia fare estrema attenzione a questi fattori è un elemento imprescindibile (indipendentemente da eventuali sanzioni) per qualificarsi come reali “professionisti delle Risorse Umane”.


Divieto di inserire annunci anonimi

Il Decreto Legislativo 10 settembre 2003, n. 276 ha di fatto posto il divieto di inserire annunci anonimi, quegli annunci cioè in cui non è presente il nome dell’azienda inserzionista.

Molte aziende nelle loro ricerche preferiscono tuttavia rimanere anonime, questo per svariati motivi: non rivelare le proprie politiche di assunzione alla concorrenza, evitare ai dipendenti di “porsi domande” sulle nuove assunzioni, etc…

Il pericolo degli annunci anonimi però è che affianco alle legittime esigenze delle aziende, si affianchino (sfruttando appunto l’anonimato) sedicenti datori di lavoro, che “spammano” per la rete (e spesso sui giornali) migliaia di “annunci truffa” o ambigui, non rendendo di fatto possibile verificare la veridicità dell’annuncio e dell’inserzionista.

Ben venga quindi una legge per evitare tutto ciò.

Ma, per le aziende serie che vogliono usare l’anonimato in maniera corretta? La soluzione c’è: rivolgersi ad una agenzia specializzata (società di selezione o di somministrazione) sarà questa a spendere il proprio nome, l’importante è che sia iscritta all’albo delle agenzie per il lavoro (consultabile sul portale del ministero del lavoro).

Alcuni considerano questo un escamotage per eludere il decreto, qualcosa del tipo “fatta la legge trovato l’inganno”. In realtà non è così, lo scopo del decreto è stato raggiunto, difficilmente infatti un truffatore si rivolgerà ad una società autorizzata dal ministero (e se lo facesse avrebbe sicuramente risposta negativa), d’altro canto le aziende serie che legittimamente vogliono condurre le proprie selezioni nel massimo della privacy, possono (con un piccolo investimento, la società va infatti pagata) usufruire dell’apporto delle agenzie che utilizzeranno il proprio nome.


Parole e terminologie non italiane di uso comune

Quando si inserisce un annuncio è bene ricordare che la regola della lingua italiana prevede che una parola straniera mutuata in italiano, sia invariabile, mantenga cioè il plurale identico al singolare.

Così il plurale di skill, job, hobby, sport, etc… resterà invariato e non verrà trasformato nei terribili: skills, jobs, hobbies, sports…

Ciò vale anche per la parola latina “curriculum”, che per regola e per tutti i più prestigiosi dizionari della lingua italiana resta invariata al plurale, anche se sempre più spesso viene trasformata nel plurale neutro latino “curricula”. In realtà il plurale di curriculum dovrebbe restare invariato, così come tutte le altre parole latine di uso comune cui mai ci permetteremmo di utilizzare il plurale originale (virus, referendum, lapsus, vademecum, forum, etc…). Tuttavia il plurale “curricula” oggi è talmente di uso comune al plurale che pur essendo grammaticalmente errato è comunque tollerato.

Un’altra parola di uso comune nel mondo delle risorse umane mutuata da lingua straniera è “stage”. È una parola francese ed ha il significato di “tirocinio”, per cui è errato pronunciarla come se fosse inglese, ma va pronunciata alla francese, la “a” insomma” resta “a”: staʒ. In realtà anche in inglese esiste la parola “stage”, ma significa tutt’altro (palcoscenico) e non va quindi fatta confusione.

Marco Fattizzo: direttore di Bianco Lavoro

(contenuto integralmente tratto dal libro “Il Reclutamento ai tempi del web” – di Marco Fattizzo – edito da Lulu)

Il libro completo è venduto in versione e-book (download immediato) a soli 4,99 euro:

Support independent publishing: Buy this e-book on Lulu.

oppure in versione libro tradizionale a 9,75 euro (più spese di spedizione):





Support independent publishing: Buy this book on Lulu.

CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS

Wordpress (0)