Coworking: i manager delle grandi aziende lo promuovono

In Italia se ne contano quasi 350 di cui 88 solo a Milano. GIi spazi di coworking piacciono quasi a tutti, ma in pochi (alla fine) suggeriscono ai loro dipendenti di frequentarli

Agli spazi di coworking in cui è possibile trovare professionisti di ogni tipo che scelgono di appoggiarsi a postazioni esterne alle loro aziende, magari perché più facilmente raggiungibili, abbiamo dedicato parecchi articoli. Soffermandoci anche sui vantaggi e sugli svantaggi che la “coabitazione” lavorativa può comportare. A occuparsi del fenomeno è stata anche la School of Management del Politecnico di Milano che, in una recente ricerca sullo smart working, ha (tra le altre cose) interpellato i manager sull’argomento.


Secondo la mappatura fornita dai ricercatori del Politecnico di Milano, gli spazi di coworking attualmente attivi in Italia sono 349 di cui 88 nella sola città di Milano. Ma cosa pensano i dirigenti di azienda della possibilità di far lavorare i loro dipendenti in spazi del genere? Occorre innanzitutto precisare che esiste una distanza marcata tra i manager delle grandi aziende (che hanno dimostrato di avere un’alta conoscenza del fenomeno) e quelli delle piccole e medie imprese (che, in molti casi, non ne hanno mai sentito parlare).

Tra i primi, il 71% crede che il coworking sia un’opportunità, il 32% ritiene che si diffonderà come alternativa al lavoro da casa mentre il 40%, pur riconoscendone la validità, pensa che non avrà troppa fortuna. E non manca il 16% dei grandi manager che pensa invece che il coworking sia una modalità da riservare esclusivamente agli startupper e a certe figure professionali (come i freelance, ad esempio). I dirigenti delle grandi aziende sembrano mostrare, insomma, un certo interesse per questa modalità di lavoro, ma le resistenze non mancano. Solo il 36% delle aziende che permettono ai loro dipendenti di lavorare fuori postazione, infatti, indica il coworking come valida soluzione.

Una percentuale abbastanza bassa che deve tener conto del timore, espresso dal 58% degli intervistati, legato alla sicurezza dei dati aziendali. In pratica, i manager temono che i loro sottoposti possano lasciare incustodite informazioni più o meno strategiche che, in spazi di questo tipo, potrebbero entrare nella disponibilità di risorse impiegate in aziende rivali. Ma non mancano i dirigenti “illuminati”, più orientati a sottolineare, invece, gli aspetti positivi del coworking. La maggior parte di loro (il 59%) pensa che vada incoraggiato perché favorisce la conoscenza e lo scambio con altri professionisti. Mentre molti altri lo promuovono perché consente di ridurre i tempi e i costi di spostamento casa-ufficio e perché rappresenta un valido “antidoto” all’isolamento a cui sono costrette le persone che lavorano da casa.



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