Counselor: chi è, cosa fa, formazione e opportunità di lavoro

Il counselor è una figura professionale che negli ultimi anni è divenuta sempre più conosciuta e apprezzata anche in Italia, ma già diffusa soprattutto all’estero. Di cosa si occupa e qual è la formazione del counselor? Vediamolo insieme

Il counselor è una figura professionale che negli ultimi anni è divenuta sempre più conosciuta e apprezzata anche in Italia, ma già diffusa soprattutto all’estero. Nello specifico il counselor è un professionista che offre il suo tempo per cercare di aiutare chi si trova in un grande stato di difficoltà, per trovare nuovi spunti sulla ricerca di se stessi e dell’ambiente che li circonda. Una sorta di guida per chi sta attraversando un particolare periodo della propria vita ricco di incertezze e difficoltà, guidando il paziente verso una consapevolezza del proprio stato di coscienza verso se stessi e chi li circonda, per favorire un miglioramento del rapporto con se stessi e con l’ambiente. Ma chi è e di cosa si occupa il counselor?


counselor

Counselor: chi è e cosa fa

Numerosi sono i dubbi riguardo la professione del counselor, un professionista della relazione di aiuto, che risulta essere totalmente differente da chi si occupa di salute mentale, tanto che il counseling psicologico è riferito esclusivamente a professionisti impegnati nel sociale, come ad esempio l’assistente sociale. Specificatamente il counselor è un esperto di comunicazione  e soprattutto di ascolto che cerca di supportare l’utente in difficoltà tramite un percorso di autoconsapevolezza di se stessi e un accrescimento della propria autostima.

Competenze e differenze tra Counselor e psicoterapeuta

Sia  il counseling che la psicoterapia presentano delle radici comuni che riguardano principalmente il processo di aiuto effettuato tramite la relazione tra un utente e un professionista. Pur avendo diversi punti in comune però esistono delle sostanziali differenze tra la psicoterapia e il counseling, primo tra tutti è il processo di definizione della figura dello psicoterapeuta che risulta già essere conclusa e definita, mentre la figura del counselor è ancora in itinere.

Mentre lo psicoterapeuta cura il paziente, valutando la psicopatologia, curando i disturbi, risanando eventuali deficit e soprattutto ristrutturando la personalità dell’utente, il counselor si prende cura dell’utente, lavorando sulle parti sane verso la riconquista del benessere perduto, agendo sull’intero sistema socio-sanitario. Il principale scopo del counseling è di offrire l’opportunità all’utente di esplorare i propri schemi d’azione per aumentare il livello di consapevolezza, contribuendo a potenziare i punti forza, per un maggiore sviluppo dell’autonomia decisionale e potenziare così la propria area del benessere.

Il counselor è una figura professionale che opera nel campo della prevenzione della malattia e nella promozione della salute, ma non esercita alcuna attività sanitaria, ecco perché non deve essere confusa con altre figure professionali. Il counselor non può somministrare  e prescrivere farmaci, e nemmeno utilizzare test della personalità al fine di ottenere una diagnosi, ma solo fornire supporto e orientamento alla persona per perseguire uno stato di benessere. Ulteriore dettaglio che presenta differenze tra le due professioni è la durata del trattamento, che per la psicoterapia è decisamente medio lungo, mentre per il counseling è piuttosto breve. Oltre al focus temporale che nello psicoterapeuta è incentrato sul passato, mentre per il counselor è fissato sul presente dell’utente

In Italia non esiste una vera è propria regolamentazione per la professione di counselor, ma l’ISCO ovvero la classificazione internazionale delle professioni, inserisce la figura di counselor tra le professioni che si racchiudono intorno al social working, e in particolar modo nel sottogruppo degli specialisti nell’assistenza sociale e nell’orientamento. Il counseling è una professione riconosciuta ufficialmente anche negli Stati Uniti, ma non tutti i counselor hanno seguito lo stesso percorso scolastico, alcuni hanno conseguito una specializzazione post laurea in psicologia, mentre altri hanno frequentato un master dopo la scuola secondaria. In Italia il primo master in counseling è stato organizzato dall’ASPIC.

Come diventare counselor professionista

Per molti versi la professione del counselor potrebbe somigliare a professioni analoghe come lo psicologo, psichiatra o psicoterapeuta che si occuperebbero principalmente alla cura della salute mentale. Ma come abbiamo già accennato non è assolutamente così dato che seppur simili sono professioni che presentano innumerevoli differenze, anche  per la tipologia di formazione da conseguire per diventare counselor. Per svolgere counseling è necessaria una solida base formativa in campo delle scienze psicosociali, ovvero è fondamentale conseguire una laurea in psicologia, sociologia, pedagogia, o seguire un corso di laurea per diventare assistente sociale, al quale deve far seguito un master di specializzazione post laurea, che dovrà essere erogato esclusivamente da strutture riconosciute.

Oltre al bagaglio formativo però il counselor deve partire da una propria attitudine personale verso l’empatia, l’ascolto e un buon grado di auto consapevolezza. Sicuramente il tirocinio formativo consente  di mettere in pratica un rapporto diretto con l’utenza, e di affinare e approfondire tutti i concetti appresi durante la formazione. Con la formazione giusta un counselor sarà in grado di diventare un esperto di comunicazione, in grado di accompagnare l’utente in un dettagliato percorso di auto-aiuto, per affinare le strategie personali utili a superare un momento di difficoltà. Non essendoci ancora una normativa che regolamenta la professione di counseling, ma solo associazioni di categoria, come Assocunseling e Federcounseling. Attualmente è possibile frequentare un corso di counseling, presso una scuola di counseling purchè sia assolutamente riconosciuta in Italia, per imparare ad affrontare la relazione d’aiuto.

Quanto guadagna un counselor

Il counselor è una delle attività sempre più in via di sviluppo, lo stipendio che rientra nella categoria dei liberi professionisti si aggira intorno ai 3.000 euro al mese. Ma può variare a seconda di diversi fattori quali la propria reputazione professionale e la formazione. Chi vuole intraprendere una carriera da professionista in counseling dovrà concentrarsi principalmente sulla propria formazione, oltre che farsi conoscere dalla clientela dimostrando la propria bravura e le proprie competenze.

Counseling: offerte di lavoro

Iniziare a muovere i primi passi nel mondo del lavoro come counselor professionista significa cercare di intercettare ogni tipologia di opportunità lavorativa particolarmente vantaggiosa, come ad esempio l’orientamento scolastico o anche professionale, la formazione di adulti, la mediazione interculturale.

Non essendoci ancora una regolazione sulla professione di counselor è facile trovare lavori che non hanno una connotazione duratura e stabile nel tempo. Ecco perché per riuscire ad avere una certa stabilità economica sarà necessario lavorare su diversi fronti, dalle sessioni con clienti privati, a progetti socio- assistenziali, al supporto offerto ai professionisti del settore come consulenti del lavoro. La possibilità di riunire in un’unica professione del counselor diverse attività lavorative è possibile proprio perché rientra nella categoria delle libere professioni.

È possibile allargare le opportunità lavorative come counselor promuovendo una specifica offerta, magari strutturando dei servizi mirati ad una fetta di utenza, cercando di promuoversi mettendo in luce tutte le proprie competenze e non solo quella circoscritta alla professione del counselor.

Per crescere in campo professionale è fondamentale costruirsi una propria reputazione personale, possibile solo tramite molta esperienza acquisita negli anni. Uno dei canali preferenziali per riuscire a trovare un impiego in qualsiasi settore, anche per la professione di counselor è l’utilizzo dei social network, tramite i quali è possibile pubblicizzare il proprio lavoro magari con un blog personale, scrivendo un libro o offrendo l’opportunità ai propri clienti di poter leggere un e-book disponibile sul proprio sito personale. Sicuramente le offerte di lavoro come counselor sono veramente tante, e soprattutto partono dalla libertà di iniziativa del counselor per proporsi a nicchie di clienti.  Non è facile riuscire a lavorare in autonomia ma basta proporsi ai clienti con idee innovative e validi progetti per riuscire a concretizzare i propri obiettivi.

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