Costituire una nuova impresa: Bianco Lavoro presenta la miniguida ragionata alla scelta della forma giuridica con vantaggi e svantaggi

Prima ancora di creare un’impresa è importante stabilire quale dovrà essere la forma giuridica che l’azienda dovrà avere. La scelta della forma giuridica deve sicuramente tener conto di alcuni elementi: il numero dei soggetti; il volume di affari che si prevede di realizzare nel medio periodo; gli obiettivi dell’impresa; il capitale necessario per far partire l’impresa; il grado di responsabilità giuridica dell’imprenditore.


E’ indispensabile fare alcune riflessioni sulla figura del possibile socio. Il rapporto societario è diverso dal rapporto di amicizia, infatti si può essere molto amici ma avere modi diversi di gestire le attività e i ritmi di lavoro. Il rapporto societario è difatti regolato dalla”testa”, quello di amicizia“dal cuore”.

E’ fondamentale tener presente di questa distinzione nel momento della scelta dei soci dell’impresa che intendiamo costituire. Occorre considerare soprattutto elementi come: competenza, senso di responsabilità e professionalità.

Tipologie di Società

Il codice civile prevede varie forme giuridiche d’impresa che possono essere divise in due gruppi:

1. Le imprese individuali, ossia quelle costituite da un’unica persona fisica che è illimitatamente responsabile delle obbligazioni dell’impresa con tutto il patrimonio personale. Fanno parte di questo gruppo anche le imprese familiari.

2. Le imprese collettive, cioè quelle costituite da due o più persone fisiche, che a loro volta si dividono in società di persone (società semplice, s.n.c., s.a.s.) e società di capitale (srl, spa, sapa), a seconda che prevalgano i soci o il capitale conferito. Di questo ultimo gruppo fanno parte anche le cooperative, che seguono però una specifica disciplina giuridica.

Nelle società di persone il capitale ha un’importanza relativa poiché i soci rispondono personalmente e illimitatamente dei debiti della società. Nelle società di capitale, invece, i soci rispondono alle obbligazioni assunte dalla società esclusivamente con la parte del capitale da essi sottoscritta.

Quali sono le principali caratteristiche che le differenziano? Quali vantaggi e svantaggi evidenziano?

L’impresa familiare

L’impresa familiare è una ditta individuale che si avvale della collaborazione dei familiari del titolare e rappresenta una forma a metà strada tra la ditta individuale e la società. Uno solo dei soggetti è considerato imprenditore ma il reddito prodotto è suddiviso tra i soggetti che svolgono l’attività. I vincoli a questo tipo d’impresa sono due: i collaboratori devono essere legati da un rapporto di parentela (fino al terzo grado) oppure devono essere affini (fino al secondo grado) dell’imprenditore. Possono, quindi, partecipare all’impresa familiare il coniuge, il genitore, i nonni, i figli, i nipoti di nonno o di zio, gli zii, i suoceri e le nuore, i fratelli e le sorelle, i bisnonni, i pronipoti e i cognati; ai collaboratori può essere assegnato al massimo il 49% degli utili realizzati in rapporto al lavoro prestato. I collaboratori hanno diritto di partecipare alle decisioni sull’amministrazione e sull’investimento degli utili ed è esclusa la loro partecipazione alle perdite.In particolare, i collaboratori “familiari”, sono obbligati all’iscrizione nelle gestioni di appartenenza (salvo non si sia in presenza di rapporto societario o di lavoro subordinato), con il conseguente versamento dei relativi contributi. Per costituirla è necessaria una scrittura privata dal notaio; una denuncia all’Ufficio delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio dell’attività e l’iscrizione nel registro delle Imprese presso la Camera di Commercio della Provincia in cui ha sede legale l’impresa.

Il vantaggio più rilevante che offre la forma dell’impresa familiare consiste nella possibilità di ripartire il reddito, seppure entro i limiti definiti, tra più persone. Questo significa che, a parità di condizioni, i vari soggetti si trovano con ammontare d’imponibile più bassi: dato il meccanismo progressivo con cui opera l’IRPEF (aliquota che cresce all’aumentare del reddito) questo consente complessivamente un minore peso delle imposte. Nell’impresa familiare lo svantaggio è che l’intera responsabilità ricade, come nel caso dell’impresa individuale, sul titolare d’impresa mentre i collaboratori familiari non rispondono delle perdite. A questo elemento negativo si aggiunge la necessità della stipulazione dell’atto costitutivo presso un notaio.

L’impresa individuale

Il titolare è il responsabile dell’impresa. Il fallimento dell’impresa coincide con il suo stesso fallimento. Il carattere della professionalità implica che l’attività deve essere svolta abitualmente o periodicamente, non occasionalmente e saltuariamente; mentre il requisito dell’organizzazione identifica la gestione e il coordinamento dei beni e delle risorse. L’imprenditore assume la responsabilità e i rischi connessi alla gestione dell’attività economica rispondendone con il proprio patrimonio personale. Il reddito derivante dall’attività d’impresa è una delle componenti che costituiscono la base imponibile ai fine IRPEF nella dichiarazione dei redditi dell’imprenditore. L’attività d’impresa è soggetta all’IRAP. Gli atti costitutivi dell’impresa individuale sono: denuncia all’Ufficio Unico delle Entrate entro 30 giorni dall’inizio dell’attività e iscrizione nel registro delle imprese presso la Camera di Commercio della Provincia in cui ha sede legale l’azienda. Tra i principali vantaggi vi sono la semplicità di costituzione e la snellezza decisionale derivante dall’assenza di corresponsabili: un solo imprenditore è, infatti, nelle condizioni migliori per decidere rapidamente e liberamente le strategie dell’impresa. Altri aspetti positivi riguardano i vincoli minimi sia per quanto riguarda le formalità da espletare in fase di avvio che per gli oneri amministrativi da compiere. Non è obbligatoria la tenuta dei libri sociali, ma solamente quelli prescritti dalla normativa fiscale. Per liquidare l’attività, è sufficiente chiudere la partita IVA e comunicare la cessazione alla Camera di Commercio, all’INPS e all’INAIL. Gli svantaggi riguardano prevalentemente il fatto che l’imprenditore è illimitatamente responsabile delle obbligazioni dell’impresa, per le quali risponde con il proprio patrimonio personale.

Società Semplice

E’ caratterizzata dalla responsabilità illimitata e solidale dei soci per i debiti contratti e gli impegni assunti dalla società nei confronti dei terzi. I creditori della società, in caso d’insolvenza, devono prima di tutto rivalersi sul patrimonio sociale e solo successivamente sul patrimonio dei singoli soci. Per la sua costituzione non sono richieste forme speciali, a meno che non vengano conferiti nella società beni immobili che richiedono particolari formalità. In tal caso è richiesto l’atto pubblico o la scrittura privata autenticata. L’amministrazione della società spetta, di regola, a ciascuno dei soci disgiuntamente dagli altri; può tuttavia essere convenuta l’amministrazione congiunta di più soci. Nel caso di amministrazione disgiunta, ciascun socio amministratore ha diritto di opporsi all’operazione che un altro voglia compiere prima che essa sia compiuta. Nel caso, invece, di amministrazione congiunta di più soci, è necessario il consenso di tutti i soci amministratori per il compimento delle operazioni sociali; nessuno di loro può pertanto compiere da solo alcun atto, salvo che ci sia urgenza di evitare un danno alla società. Per disposizione legislativa non può avere per oggetto sociale l’esercizio di un’attività commerciale e trova applicazione pressoché esclusiva nel settore agricolo e professionale. Le società semplici sono soggette sotto il profilo fiscale alle stesse regole previste per le società di persone (snc) o associazioni tra professionisti, mentre non devono essere registrate nel registro delle società delle Camere di Commercio. Tra i vantaggi: semplicità nella gestione. Tra gli svantaggi vi sono: risposta alle obbligazioni con il patrimonio personale dei soci e limitata affidabilità creditizia.

Società a nome collettivo (SNC)

In questo tipo di società la responsabilità di tutti i soci è illimitata e solidale. Il fallimento della società si estende a tutti i soci perché rispondono con il loro patrimonio personale. I creditori sociali devono preventivamente far valere i loro diritti sul patrimonio sociale. I creditori particolari del socio non possono agire sui beni sociali, possono rivalersi solo sugli utili spettanti al loro debitore. Finché dura, la società non può richiedere la liquidazione della quota del socio loro debitore. Non è prevista una quota di un capitale sociale minimo. L’atto costitutivo della società deve essere stipulato per atto pubblico o per scrittura privata autenticata. Vi è il divieto per i soci di esercitare un’attività in concorrenza con quella della società, salvo il consenso degli altri soci. I soci che non partecipano all’amministrazione hanno diritto ad avere notizie dello svolgimento degli affari, consultare i documenti concernenti, l’amministrazione e ottenerne il rendiconto. Per costituire la società è necessario effettuare la denuncia all’Agenzia delle Entrate entro 30 gg dall’inizio dell’attività; iscriversi nel registro delle Imprese presso la Camera di Commercio della provincia in cui l’impresa ha sede legale; inviare copia dell’atto costitutivo all’Agenzia delle Entrate entro 3 mesi dall’iscrizione dell’atto alla C.C.I.A.A. Il carico fiscale viene ripartito tra i soci: gli utili prodotti, anche se non distribuiti, vengono suddivisi in base alle percentuali stabilite nell’atto costituivo, percentuali che possono essere diverse rispetto alle quote di capitale sociale. Ciascun socio contribuente verserà l’IRPEF calcolata sulla base imponibile individuata nella dichiarazione dei redditi personale. Tra i principali vantaggi:la costituzione e la tenuta della contabilità sono relativamente semplici e poco costose. Tra gli svantaggi vi è che il fallimento della società comporta il fallimento dei singoli soci che rispondono solidalmente ed illimitatamente con i propri beni personali;infine i costi più significativi sono quelli notarili.

Società in accomandita semplice (S.A.S.)

In questa forma di società sono presenti due tipologie di soci:

– I soci accomandatari che si occupano dell’amministrazione e sono responsabili in modo solidale ed illimitato. Il fallimento della società produce anche il loro fallimento.

– I soci accomandanti che conferiscono il capitale e sono responsabili solo per le quote sociali conferite. Non possono agire per conto della società e svolgere attività di gestione degli affari societari: solo in forza di una procura speciale per singoli affari possono trattare o concludere detti affari in nome della società. Se non rispettano queste limitazioni, agendo in nome e per conto della società senza alcuna procura, diventano automaticamente soci accomandatari. Possono tuttavia prestare la loro opera sotto la direzione degli amministratori. Partecipano alla nomina e alla revoca degli amministratori, hanno il diritto ad avere comunicazione annuale del bilancio e di controllarne l’esattezza, consultando i libri e gli altri documenti della società. Non è prevista una soglia di capitale minimo per la sua costituzione. L’atto costitutivo deve essere stipulato per atto pubblico o per scrittura privata autenticata. L’atto deve necessariamente riportare i dati anagrafici dei soci, la ragione sociale contenente il nome e cognome di almeno uno dei soci accomandatari seguita dall’indicazione di S.A.S., l’individuazione dei soci accomandanti e dei soci accomandatari, i nominativi dei soci rappresentanti, l’indicazione della sede sociale, l’oggetto sociale, i conferimenti apportati da ogni socio, le prestazioni a cui si obbligano i soci, i criteri di ripartizione utile/perdita e la durata prevista della società. E’ necessaria inoltre la denuncia all’Agenzia delle Entrate entro 30 gg dall’inizio dell’attività; iscrizione nel registro delle Imprese presso la Camera di Commercio della provincia in cui l’impresa ha sede legale; invio copia dell’atto costitutivo all’Agenzia delle Entrate entro 3 mesi dall’iscrizione dell’atto alla C.C.I.A.A. Il carico fiscale viene ripartito tra i soci: gli utili prodotti, anche se non distribuiti, vengono suddivisi in base alle percentuali stabilite nell’atto costituivo, percentuali che possono essere diverse rispetto alle quote di capitale sociale. Ciascun socio contribuente verserà l’IRPEF calcolata sulla base imponibile individuata nella dichiarazione dei redditi personale. La società paga l’IRAP (Imposta Regionale sull’Attività Produttive), conteggiata sull’imponibile indicato nella dichiarazione dei redditi societaria. Tra i vantaggi vi è la possibilità di differenziare nettamente i ruoli e le responsabilità: chi apporta il capitale (socio accomandante), come finanziatore, risponde solo del capitale apportato; il socio accomandatario risponde invece illimitatamente e solidalmente con i propri beni. La costituzione e la tenuta della contabilità sono relativamente semplici e poco costose.

Tra gli svantaggi vi è che il fallimento della società comporta il fallimento dei singoli soci accomandatari i quali rispondono solidalmente ed illimitatamente delle obbligazioni assunte dalla società.

Società di fatto

Si tratta di una forma di società che sorge non in forza di un atto costitutivo formale, ma in virtù di un comportamento concludente non formalizzato. La società di fatto, non prevista dal Codice Civile, è formulata dalla dottrina e dalla giurisprudenza per mezzo dell’analisi dei principi generali in materia di società ed, in particolar modo, per mezzo di uno studio differenziale rispetto all’istituto della comunione d’azienda . La società di fatto come ogni altra società -deve avere uno scopo lucrativo, trovare la sua causa nello svolgimento di un’attività economica e caratterizzarsi per la disponibilità di risorse economiche materiali ed immateriali apportate dai soci in forza di un contratto di società, che seppure non scritto si concretizza sull’estrinsecazione verso i soggetti terzi dell’esistenza di un vincolo societario tra i soggetti . Il contratto di società di fatto può avere come oggetto sociale lo svolgimento di attività non commerciali o commerciali (nel senso precisato dall’art. 2195 c.c.). In quest’ultimo caso può atteggiarsi come società in nome collettivo irregolare o in accomandita semplice irregolare. La mancanza della redazione del contratto di società in una forma scritta richiesta ai fini dell’iscrizione nel Registro delle Imprese (atto pubblico o scrittura privata autenticata), impedisce appunto detta iscrizione, la quale, non avendo efficacia costitutiva, permette solamente di rendere conoscibile ed opponibile ai terzi il contratto di società. La mancata registrazione rende ovviamente inapplicabili le norme di legge che si fondano sull’esistenza di un contratto registrato e rende applicabili, nei rapporti tra società di fatto e terzi, le norme sulla società semplice, sebbene la società di fatto svolga attività commerciale.

Società a responsabilità limitata (SRL)

La Società a Responsabilità Limitata è la forma di società di capitale più semplice, strutture più complesse, come la società per azioni (S.p.A.), appaiono sproporzionate per chi avvia una semplice attività. Dal 1993 è possibile costituire una società SRL” uni personale”, cioè composta da un unico socio. Questa forma di società è stata riformata dalla legge delega 366/2001 e dal conseguente decreto legislativo n. 6/2003, c. d. “Riforma delle società”, entrata in vigore il 1° gennaio 2004.

Questa forma di società di capitali si caratterizza per alcuni requisiti. Per quanto riguarda le obbligazioni sociali risponde la società con il patrimonio sociale, è esclusa la responsabilità diretta dei soci che hanno agito in nome e per conto della società stessa. Nel caso la società debba ricorrere a prestiti di terzi, quali le banche, frequentemente accade che, qualora non abbia nel proprio patrimonio beni sufficienti a garantire l’affidamento, l’erogazione del prestito venga subordinata alla firma di fideiussioni personali dei soci, che diventano responsabili della restituzione del prestito anche con il proprio patrimonio personale ( deve essere versato in banca almeno il 25% dei conferimenti non inferiore a € 10.000,0 che può essere sostituito da una fideiussione bancaria o da una polizza di assicurazione). La società deve costituirsi per atto pubblico; è necessario rivolgersi a uno studio notarile che predispone la redazione e la sottoscrizione dell’atto costitutivo e dello statuto. L’atto costitutivo deve riportare: i dati anagrafici dei soci, la denominazione recante, l’indicazione S.r.l., l’indicazione della sede sociale, l’ammontare del capitale sottoscritto e versato, la quota di conferimento di ogni socio, le norme per la ripartizione degli utili, i dati identificativi degli amministratori e, dove previsto, dei componenti del collegio sindacale, la durata della società e l’importo globale delle spese di costituzione a carico della società. E’ rimesso all’atto costitutivo di determinare “le norme relative al funzionamento della società”, e con esso si può: concentrare tutti i poteri in capo ai soci ed attribuire ad essi anche l’amministrazione della società, in modo disgiunto o congiunto, come è nella società di persone; dissociare il potere di amministrazione dalla qualità di socio o attribuire l’amministrazione ad uno o più soci soltanto, nominati con decisione della collettività dei soci; è possibile affidare l’amministrazione della società ad un terzo estraneo.

Sono riservate alla competenza della collettività dei soci, mediante una delibera assembleare o con la raccolta di adesioni scritte: l’approvazione del bilancio e la distribuzione degli utili, le modificazioni dell’atto costitutivo e le decisioni che comportano una sostanziale modificazione dell’oggetto sociale o una rilevante modificazione dei diritti dei soci.

La società è soggetta al pagamento dell’IRAP e il reddito d’impresa è sottoposto all’IRPEG; gli utili netti che sono dopo il pagamento delle imposte possono essere distribuiti ai soci. La quota di utile che spetta al socio rientra nella sua dichiarazione personale, alla voce “reddito di capitale”, ed è assoggettata a IRPEF. Per evitare la doppia tassazione sullo stesso reddito subentra un meccanismo per cui l’IRPEG pagata dalla società diventa un credito utilizzabile dal socio per diminuire la sua IRPEF. E’ possibile attribuire un compenso agli amministratori e accantonare una per il trattamento di fine rapporto (TFR). Su tale compenso si deve versare un contributo previdenziale all’INPS. Tra i principali vantaggi abbiamo: limitazione della responsabilità al capitale sottoscritto; il fallimento non si estende ai soci, i quali non sono chiamati a rispondere dei debiti della società con il loro patrimonio personale. Tra gli svantaggi invece troviamo: in fase costitutiva è obbligatorio il versamento, presso un istituto bancario, del 25% del capitale iniziale; infine bisogna tener conto che le società di capitali devono tenere obbligatoriamente la contabilità ordinaria, questo comporta maggiori costi e maggiori sforzi organizzativi.

Società per azioni (SPA)

Questa forma di società di capitali si caratterizza dal fatto che la responsabilità del socio per le obbligazioni sociali è limitata al valore delle azioni sottoscritte. Il capitale sociale è fissato a una soglia minima di € 120.000 Euro, di cui il 25% deve essere obbligatoriamente versato all’atto della costituzione. Le quote attribuite ai soci sono rappresentate da azioni, frazione del capitale sociale. La società deve essere costituita per atto pubblico; se è redatto uno statuto sociale, questo deve essere allegato all’atto costitutivo. L’atto costitutivo deve necessariamente contenere: dati anagrafici dei soci e numero azioni sottoscritte, sede sociale, denominazione con l’indicazione di SPA, oggetto sociale, valore del capitale sottoscritto e versato, valore nominale e numero delle azioni, norme per la ripartizione degli utili, numero degli amministratori e loro poteri, numero dei componenti il collegio sindacale, durata della società. Gli organi della SPA sono: assemblea dei soci, consiglio di amministrazione, collegio sindacale. Il vantaggio è l’autonomia patrimoniale perfetta, cioè la separazione tra il patrimonio dei soci e quello della società. Tra gli svantaggi troviamo: assoggettamento ad IRAP ed IRPEG; i soci sono sottoposti a tassazione IRPEF, che colpisce solo per gli utili effettivamente percepiti. Esiste un meccanismo di credito d’imposta per evitare la doppia tassazione in capo alla società e al socio.

Società in accomandita per azioni (SAPA)

In questa forma di società di capitali sono presenti due categorie di soci: i soci accomandatari, responsabili solidamente ed illimitatamente e i soci accomandanti che hanno responsabilità limitata alla quota conferita. Il fallimento della società si estende ai soci accomandatari. Il capitale sociale dell’impresa è fissato ad una soglia minima di 100.000 Euro, di cui il 25% deve essere obbligatoriamente versati all’atto della costituzione. Le quote attribuite ai soci sono rappresentate da azioni, frazione del capitale sociale. La società deve essere costituita per atto pubblico. L’atto costitutivo deve necessariamente contenere: i dati dei soci accomandatari. gli organi della SAPA sono: assemblea dei soci, consiglio di amministrazione, collegio sindacale. I soci accomandatari sono di diritto amministratori. Il vantaggio è l’autonomia patrimoniale perfetta, cioè la separazione tra il patrimonio dei soci e quello della società. Tra gli svantaggi: le SAPA sono soggette ad IRAP ed IRPEG; i soci sono sottoposti a tassazione IRPEF, che colpisce solo per gli utili effettivamente percepiti. Esiste un meccanismo di credito d’imposta per evitare la doppia tassazione in capo alla società e al socio.

Società Cooperative

Le società cooperative sono imprese collettive che si differenziano dalle altre società per lo scopo mutualistico che perseguono: prestazioni a condizioni più favorevoli a favore dei soci. Non ha scopo di lucro, il fine immediato non è la divisione degli utili, ma è quello di svolgere un’attività diretta a offrire ai soci, attraverso la loro reciproca cooperazione, beni o servizi o occasioni di lavoro, a condizioni più vantaggiose di quelle di mercato.

Le società cooperative possono essere:

– a responsabilità illimitata: per le obbligazioni sociali risponde la società con il suo patrimonio e, in caso di liquidazione coatta amministrativa o fallimento, rispondono i soci solidamente e illimitatamente in proporzione della parte di ciascuno nelle perdite secondo un piano di riparto stabilito dai liquidatori o dal curatore.

– a responsabilità limitata: per le obbligazioni sociali risponde esclusivamente la società con il suo patrimonio. Le quote possono essere rappresentate da azioni.

Nessun socio può detenere una quota superiore a 500 Euro. Il valore nominale di ciascuna quota o azione non più essere inferiore a 25 Euro. Il capitale è variabile, non è quantificato in un ammontare prestabilito, in modo da consentire il libero ingresso e la libera uscita dei soci: le sue variazioni non comportano modificazioni dell’atto costitutivo. la cooperativa deve costituirsi con un numero minimo di 9 soci, nel caso sia inferiore, ma non meno di tre soci, è possibile creare una piccola cooperativa. I soci possono essere soci “cooperatori”, titolari di quote di capitale sociale, che offrono la propria attività lavorativa all’interno della cooperativa o soci “sovventori” che apportano solo capitale. Ogni socio ha diritto a un voto indipendentemente dal valore della sua partecipazione. Gli amministratori devono essere soci. Gli organi della cooperativa sono: l’assemblea dei soci, il consiglio di amministrazione, il collegio sindacale e il collegio dei probiviri (non obbligatorio).

Lo statuto specifica la presenza di eventuali altri organi. La quinta parte degli utili annuali deve essere destinata al fondo di riserva legale e un’ulteriore quota, stabilita dalla legge, deve essere corrisposta ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione. E’ fissata normativamente una percentuale massima di utili distribuibili. Eventuali utili residui devono essere destinati al perseguimento dei fini mutualistici. Dagli utili vanno distinti i ristorni che non costituiscono remunerazione di capitale, ma sono strumenti tecnici per l’attribuzione ai soci dei vantaggi mutualistici. Nella relazione con i soci s’instaurano due diversi tipi di rapporto: rapporto di società, oggetto del quale è l’esercizio in comune mediante i conferimenti dei soci di un’attività d’impresa; rapporti contrattuali ulteriori dei singoli soci con la cooperativa per usufruire dei relativi servizi (o prestazioni di lavoro) la cooperativa è soggetta al pagamento dell’IRAP e il reddito di impresa è sottoposto all’IRPEG, usufruendo però di agevolazioni fiscali rispetto alle altre società di capitali. Gli utili che sono percepiti rientrano nella dichiarazione personale del socio, alla voce “reddito di capitale”, e sono assoggettati a IRPEF. Per evitare la doppia tassazione sullo stesso reddito subentra un meccanismo per cui l’IRPEG pagata dalla società diventa un credito utilizzabile dal socio per diminuire la sua IRPEF.

Per la costituzione di una società Cooperativa sono necessari: denuncia all’Agenzia delle Entrate entro 30 gg dall’inizio dell’attività; iscrizione nel Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio della provincia in cui l’impresa ha sede legale; invio copia dell’atto costitutivo all’ufficio delle imposte dirette entro 3 mesi dall’iscrizione dell’atto alla CCIAA; iscrizione nel Registro Prefettizio.

I vantaggi delle Società Cooperative sono: le agevolazioni fiscali (es. sono esenti dall’IRPEG sugli utili accantonati a riserva); il numero dei soci può variare senza dover modificare lo statuto (principio della porta aperta). Tra i principali svantaggi: distribuzione limitata degli utili, non superabili percentuali massime legalmente stabilite, perché sono obbligatori i reinvestiti; periodicamente sono soggette a controlli da parte del ministero del lavoro (o da associazione di categoria di appartenenza) per verificare la sussistenza dello scopo mutualistico; infine i costi più significativi sono rappresentati da quelli notarili.



CATEGORIES
TAGS
Share This

COMMENTS