Cosa serve ai più giovani per cercare lavoro (e trovarlo)

Essere umili e seri, avere molta resistenza e saper cercare. Tre cose che i più giovani devono assolutamente tenere presenti se vogliono avere successo nella ricerca di lavoro.

Per chi per la prima volta deve inserirsi nel mondo del lavoro, e quindi di lavoro deve e vuole trovarne uno, la vita in Italia non è certo tra le più facili. In una nazione in perenne crisi economica, i posti disponibili non sono poi molti. Spesso non sono nemmeno cosi desiderabili, ma dato che in qualche modo bisogna pur mangiare e quasi sicuramente si è studiato tanto per farsi una posizione decente, diventa fondamentale buttarsi nella ricerca, sperando di ottenere un risultato perlomeno decente. Ma come fare a cercare lavoro efficacemente quando si ha un’età compresa a grandi linee tra i 18 e i 25 anni?


cercare lavoro

Come cercare lavoro

Praticamente ogni giorno sentiamo la frase “cercare un lavoro è diventato un lavoro”, ma cosa dovrebbe imparare chi è appena uscito dal liceo o dall’università per potersi applicare efficacemente nella ricerca di un lavoro che, spesso o quasi sempre, corrisponde al primo impiego? Sul tema, in rete ci sono milioni di articoli che spiegano, qualcuno meglio, qualcuno peggio, cosa fare esattamente, ma per chi si affaccia concretamente per la prima volta al mondo del lavoro, ci sono delle specifiche che è bene sapere, vediamole:

La prima, manco a dirlo, è saper cercare lavoro. Non tutti i metodi vanno bene, tantomeno si possono raggiungere buoni risultati non avendolo, un metodo. Avendo studiato per anni in un determinato campo, è ad esempio assurdo cercare un lavoro qualsiasi, che magari non c’entri nulla con ciò che si è imparato fino ad ora. Essendo molto giovani si ha uno strutturale deficit di esperienza lavorativa e candidarsi per mestieri per i quali non si ha nessuna conoscenza, magari spedendo cv un po’improvvisati, non ha molto senso. È, sostanzialmente, più una perdita di tempo che altro. Nessuno assumerà mai un giovane senza esperienza in un campo a lui del tutto estraneo anche a livello didattico, quindi perché sbattersi in quel senso ed in quel modo? Meglio scegliere oculatamente le candidature e, una volta scelte, a quel punto e solo a quel punto, impegnarsi a fondo per rendere la propria proposta irresistibile agli occhi del recruiter.

Conoscere i propri “polli”

Il mondo del lavoro, per certi versi non è molto differente da quello del liceo o dell’università: c’è chi decide e chi ha l’obbligo di seguire le decisioni altrui. C’è chi decide cosa fare e chi deve fare. I secondi dipendono dai primi. L’attività di uno studente dipende in gran parte (e con gradi diversi) da ciò che dice “il prof”. L’attività di un lavoratore da ciò che dice il suo responsabile. Ma professori e responsabili non sono degli oggetti. Non sono tutti uguali, stampati n serie, non hanno le stesse idee, gli stessi gusti, lo stesso carattere. Come esiste il prof con il quale scambiare battute e la prof con la quale stare sempre e comunque zitti, esistono manager più o meno disposti a scherzare, più o meno disponibili a dare confidenza, più o meno esigenti nel richiedere comportamenti formali.

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Ecco, imparare a conoscere i propri datori di lavoro o responsabili, è fondamentale per potersi gestire adeguatamente. Una battuta o un commento di troppo possono compromettere una carriera, figuriamoci la conquista di un posto di lavoro. Quindi, in una telefonata esplorativa è bene tenere sempre un tono cordiale ma formale, ufficiale se lo si vuole chiamare cosi. Cose tipo “oh raga, so che cercate, quando vengo?” è decisamente meglio evitarle. Essere brillanti non vuol dire rendersi ridicoli. Ad un colloquio, l’importanza di essere seri è molto, ma molto maggiore. Vestirsi sobri, parlare con un tono di voce deciso  ma non alto, in modo da dare sicurezza e non fastidio, sono tutte cose che riguardano molto la forma, ma anche il contenuto, perché, da quel comportamento, chi dovrà (forse) assumervi deciderà (appunto) se farlo o meno.

Resistere sempre e comunque

Al liceo magari no, ma all’università, può capitare di dover ridare un esame varie volte, anche se magari lo si è studiato per settimane. Succede quindi di deprimersi e restare bloccati, di lasciarlo lì per mesi, rinunciando ad un buon numero di opportunità. Almeno in questo senso, la ricerca di lavoro non è molto diversa. Capita infatti di spedire decine e decine di curriculum perfetti, per posti altrettanto perfetti, senza però ricevere alcuna risposta. Può capitare decine, centinaia di volte. Bisogna quindi imporsi di avere una certa resistenza, non arrendersi alle prime difficoltà, e nemmeno alle seconde e alle terze. D’altra parte la vita è fatta di lotte quotidiane. Cercare lavoro è una di queste, ed a volte è tra le più estenuanti. Esserne coscienti e non pensare che il solo fatto di avere un diploma o una laurea in mano faccia cadere il mondo ai propri piedi, sono due modi di pensare assolutamente fondamentali per conquistarsi un posto in prima fila nel mondo del lavoro.




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