Cosa fare quando un amico sbaglia al lavoro

Essere amici vuol dire darsi una mano, ma certe volte occorre negarla per evitare che le cose prendano una brutta china. Vediamo alcuni consigli su come comportarsi

Chi è circondato da amici sinceri sa che, qualunque cosa accada, non sarà mai solo. Vale anche al lavoro dove certe frequentazioni nate tra scartoffie, riunioni e progetti possono trasformarsi in rapporti di profonda amicizia, fatti di stima e considerazione umana e professionale. Ma attenzione: nel caso in cui l’amico del cuore iniziasse a sbagliare in maniera sistematica, creando problemi all’intero team di lavoro, la situazione andrebbe affrontata e analizzata con obiettività. Essere amici vuol dire certamente darsi una mano, ma coprire gli sbagli dell’altro non è sempre la cosa migliore da fare. Scopriamo allora come è meglio comportarsi quando un amico sbaglia al lavoro.


 

Se lavori a stretto gomito con una persona a cui vuoi bene, la sorte ti ha già concesso tanto. La vicinanza di un amico può confortare moltissimo, specie nei giorni più duri in cui il capo e gli altri colleghi sembrano attentare intenzionalmente alla tua autostima. Ma non è sempre così. Secondo alcuni osservatori, gli amici che si ritrovano a collaborare sono più esposti al rischio di distrarsi ed impiegano più tempo a portare a termine gli incarichi che vengono loro assegnati. Secondo altri, invece, la sintonia che li lega permette di lavorare nella massima serenità e di vincere anche le sfide più impegnative. Di certo, quando si è in ufficio, occorre dare la priorità al lavoro ed evitare che la confidenza, la complicità o l’intesa ostacolino o rallentino il conseguimento degli obiettivi. L’amicizia è un valore che va preservato gelosamente, ma quando inficia la qualità delle prestazioni professionali, bisogna correre ai ripari.

Come comportarsi quando un amico sbaglia al lavoro

E passiamo al nocciolo della questione: come dobbiamo comportarci, se ci rendiamo conto che il nostro amico continua a sbagliare con una certa regolarità? E’ meglio indirizzargli qualche rimbrotto (rischiando di ferirlo o di farlo arrabbiare) o lasciar correre e sperare che le cose si rimettano al loro posto da sole? Ci sono almeno tre considerazioni da fare che ti proponiamo sotto forma di consigli.

Cerca di capire se c’è qualcosa che non va

Una svista o un ritardo possono capitare a tutti, ma se gli errori del tuo amico iniziano a farsi sistematici, forse è il caso di indagare per comprendere se c’è qualcosa che non va, se qualcosa lo turba o lo preoccupa impedendogli di lavorare serenamente. E’ il momento di dare prova della tua amicizia e di metterti in ascolto della persona a cui vuoi bene e che, con ogni probabilità, sta attraversando un periodo di crisi personale. Ma fai attenzione: se ti rendi conto che la faccenda è seria, suggeriscigli di rivolgersi ad un esperto e di avvisare il suo superiore. Quando gli errori iniziano a farsi tanti, il capo può comprensibilmente pensare che stiamo battendo la fiacca e che non dedichiamo più la giusta attenzione al nostro lavoro. Sgombriamo il campo da fraintendimenti o maldicenze e consigliamo al nostro amico di parlare apertamente dei suoi problemi con chi deve giudicare il suo operato.

Prova a responsabilizzarlo

Nel caso in cui ravvisassi, invece, che non c’è alcun problema che assilla il tuo amico, che ha semplicemente deciso di prendersi una pausa e di allentare il ritmo di lavoro, la faccenda va affrontata in maniera del tutto differente. Soprattutto se le sue mancanze iniziano a gravare sulle tue spalle. Il punto è questo: se l’amico ti chiede occasionalmente di coprirlo al lavoro, puoi anche scegliere di aiutarlo; ma se lo fa con una certa frequenza, causandoti problemi oggettivi (devi trascurare le tue mansioni per dare una mano a lui), allora è necessario che tu ponga dei paletti. Inizia a dire “no” e a richiamarlo ai suoi doveri: l’amicizia che vi lega non può essere sfruttata a vantaggio della sua accidia o del suo lassismo. Prova a responsabilizzarlo e spronalo a fare il suo lavoro: se ti vuole bene, capirà che lo stai solo aiutando.

Pensa prima all’azienda

Quale che sia la causa alla base dei ripetuti errori commessi dal tuo amico, devi valutare con attenzione l’entità delle conseguenze delle sue azioni. Per essere più chiari: se le sue inadempienze o i suoi sbagli dovessero causare problemi finanziari, legali o reputazionali seri all’azienda, devi anteporre l’interesse dell’impresa al senso di lealtà che ti lega a lui. Non si tratta di tradirlo o di metterlo alle strette, ma di ragionare in un’ottica che va al di là dell’affetto che nutri nei suoi confronti per tutelare un gruppo di persone che rischiano di pagare il conto per la negligenza di uno solo. Parlagli in maniera esplicita e rendilo consapevole del disagio che sta creando a te e agli altri colleghi. Se hai riposto bene la tua fiducia, non faticherà a  comprendere che deve rimettersi in carreggiata. E sforzarsi di concentrarsi di più per evitare svarioni che potrebbero creare problemi all’intero team.

I veri amici non sono quelli che ti assecondano sempre, ma quelli che scelgono di sostenerti anche attraverso le critiche ed i rimproveri che servono a farti crescere. “Sbagliare è umano, perseverare è diabolico” è un detto che vale anche per l’eccessiva indulgenza di un amico che, pur ravvisando un problema o un errore, sceglie di non intervenire o di lasciare correre.

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