Cosa fare dopo la laurea: il lavoro nell’area della formazione

La formazione e la figura del formatore, come è cambiata negli ultimi anni e le opportunità di lavoro nel campo.

Il concetto di formazione professionale ha subito un cambiamento profondo negli ultimi anni; mentre prima era considerata come una spesa a carico del datore di lavoro, oggi la formazione rappresenta un vero investimento da parte delle aziende, un investimento volto a favorire lo sviluppo della produzione e il raggiungimento degli obiettivi aziendali. Il concetto di formazione è stato inoltre sdoganato dall’essere considerato uno strumento esclusivamente a favore dei giovani; oggi la formazione interessa molto anche i professionisti, i manager esperti e tutti i lavoratori adulti che provano il desiderio di arricchire le proprie competenze.


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Il mercato del lavoro offre sempre meno opportunità di assunzione e proprio per questo non si deve sottovalutare l’ipotesi di rimettersi sui libri per approfondire le proprie conoscenze e renderle maggiormente spendibili nel mondo del lavoro. A prescindere dai desideri personali e dalle ambizioni di carriera, oggi la formazione può essere di due tipi: specialistica oppure finalizzata allo sviluppo della personalità. Vediamo nello specifico di cosa si tratta.

Formazione specialistica

La formazione specialistica deriva dalla frequentazione di corsi specifici, che forniscono una preparazione operativa e tecnica ai corsisti. Questo metodo formativo è finalizzato a trasmettere tutte le competenze pratiche e settoriali necessarie per lo svolgimento di determinate attività.
L’esempio di formazione specialistica è quella che proviene dal master, un corso specializzato che fornisce una preparazione tecnica elevata. La formazione specialistica è prevista sia per i lavoratori già in possesso di un regolare impiego, sia per i neoassunti e per coloro che desiderano cambiare settore o mestiere.

Formazione della personalità

La formazione di questo tipo è finalizzata allo sviluppo e al miglioramento del comportamento e degli atteggiamenti delle persone all’interno delle organizzazioni. Serve anche a favorire il miglioramento degli skill individuali, ovvero lo sviluppo di tutte quelle abilità e attitudini che non sono propriamente tecniche ma comportamentali, ed interessano il modo di porsi nei confronti degli altri, la fiducia in sé stessi, ma anche la gestione delle ansie, dello stress e delle situazioni difficili.

La figura del formatore

 

Per poter svolgere il mestiere del formatore è necessario acquisire competenze approfondite in materia di risorse umane, attraverso l’esperienza diretta in azienda o la frequentazione propedeutica di un master in risorse umane e gestione del personale, come questo.
Oltre a dover conoscere alla perfezione le metodologie di sviluppo e gestione HR, il formatore ha anche abilità specifiche proprie del suo mestiere: la personalizzazione dei processi formativi, la progettazione, le capacità comunicative, le capacità valutative, la padronanza delle tecniche di insegnamento, la predisposizione al lavoro di squadra e le metodologie finalizzate alla valorizzazione del potenziale di ogni persona. Possiamo considerare il formatore come una sorta di educatore che guida le persone verso lo sviluppo e il miglioramento delle loro capacità mentali e delle attitudini interiori.



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