Ritenuta d’acconto: cosa è, come calcolarla e modello ricevuta

Un approfondimento sulla ritenuta d'acconto: cosa è, quando si applica, quali sono le misure della R.A. per le varie categorie di compenso.

La ritenuta d’acconto è una trattenuta che viene effettuata su diverse somme di denaro percepite a vario titolo. Si tratta di un argomento invero piuttosto complesso, che sarebbe bene cercare di ricondurre e semplificare in qualche linea interpretativa. Cerchiamo allora di capire che cosa sia questa particolare trattenuta, quando vada applicata e quali sono le sue misure applicative.


Che cosa è la ritenuta d’acconto (r.a.)?

La ritenuta d’acconto (o “r.a.”) è una trattenuta che viene applicata a diverse somme di denaro, a titolo di acconto o a titolo di imposta. Come intuibile, nel primo caso si tratterà dell’applicazione di un’anticipazione delle imposte che si andranno poi a pagare successivamente. Nel secondo caso, invece, le ritenute andranno applicate a titolo di effettiva imposta. Ipotizzando un esempio chiarificatore per la prima fattispecie, ben nota a chi ottiene compensi come libero professionista, si tratta di sottrarre dall’importo della fattura o della ricevuta una ritenuta (nella misura del 20%) a titolo di acconto sulle imposte, con conseguente ricezione del netto tra il lordo (quanto fatturato) e la trattenuta suddetta.

Tipologie di ritenuta d’acconto

Nel nostro ordinamento non esiste una sola ritenuta, bensì diverse tipologie che potranno essere di volta in volta incontrate nel corso della propria vita personale o professionale. In primo luogo – già accennate – ricordiamo la presenza delle ritenute d’acconto per i liberi professionisti: quando si svolge una prestazione di natura occasionale, o una prestazione fatturata con partita IVA, il beneficiario dei compensi indicherà nel documento una trattenuta del 20%, relativa a una somma ricondotta a un acconto delle imposte, che il committente andrà a versare con modello F24 (codice tributo 1040): si tratta, come sopra intuibile, di un anticipo delle imposte Irpef che si andranno poi a pagare con la dichiarazione dei redditi. Da parte del committente, l’anno successivo, entro la fine del mese di febbraio (anche se i tempi raramente vengono rispettati…) verrà inviata una certificazione che dimostra l’importo delle imposte versate, con il dettaglio dell’ammontare delle ritenute.

Oltre alle ritenute sui compensi dei liberi professionisti, esistono anche le ritenute sui redditi di capitale, ovvero un’applicazione della ritenuta a titolo di acconto o di imposta sui proventi che derivano da un investimento finanziario. Ed esistono altresì le ritenute sui redditi da lavoro dipendente, ben più conosciute, considerando che riguardano tutti i lavoratori dipendenti che nella busta paga avranno il piacere (o meno) di verificare le ritenute a titolo di Irpef, e che ogni mese contribuiscono a diminuire il compenso lordo mensile.

Quale è la aliquota della ritenuta d’acconto ed il codice tributo

Per comprendere quali siano le misure della ritenuta d’acconto sulla base dei diversi compensi ricevuti, abbiamo riepilogato le principali casistiche nella tabella che segue:

Tipologia di reddito Criterio di tassazione Aliquota % Rid. base imp. Codice tributo
Prestazioni di lavoro autonomo e
prestazioni occasionali
Ritenuta a titolo d’acconto 20   1040
Compensi erogati ad amministratori
di condominio
Ritenuta a titolo d’acconto 20   1040
Redditi derivanti dall’utilizzazione delle opere
dell’ingegno, di brevetti industriali e di processi,
formule, etc…
Ritenuta a titolo d’acconto 20 25 1040
Partecipazioni agli utili per contratti di
associazione in partecipazione (solo lavoro)
Ritenuta a titolo d’acconto 20   1040
Compensi per levata protesti esercitata dai
segretari comunali
Ritenuta a titolo d’acconto 20 15 1040
Prestazioni di lavoro autonomo di soggetti non
residenti (anche occasionale o sotto forma di
partecipazione agli utili)
Ritenuta a titolo d’imposta 30   1040
Compensi erogati ad amministratori di
condominio non residenti
Ritenuta a titolo d’imposta 30   1040
Redditi derivanti dall’utilizzazione delle opere
dell’ingegno, di brevetti industriali e di processi,
formule, etc… prodotti da soggetti non residenti
Ritenuta a titolo d’imposta 30 25 1040
Partecipazioni agli utili per contratti di
associazione in partecipazione percepiti da
soggetti non residenti (solo lavoro)
Ritenuta a titolo d’imposta 30   1040
Compensi per levata protesti esercitata dai
segretari comunali non residenti
Ritenuta a titolo d’imposta 30 15 1040
Compensi corrisposti dallo Stato, da soggetti
residenti nel territorio dello Stato o da stabili
organizzazioni nel territorio dello Stato di
soggetti non residenti per l’utilizzazione di
marchi di fabbrica e di commercio, di opere
dell’ingegno, di invenzioni industriali e simili,
nonché per l’uso di veicoli, macchine ed altri
beni mobili a soggetti non residenti
Ritenuta a titolo d’imposta 30   1040
Rapporti di commissione, di agenzia, di
mediazione, di rappresentanza di commercio e
di procacciamento di affari
Ritenuta a titolo d’acconto 20 50 1038
Rapporti di commissione, di agenzia, di
mediazione, di rappresentanza di commercio e
di procacciamento di affari (con dipendenti o
terzi)
Ritenuta a titolo d’acconto 20 80 1038
Incaricati alle vendite a domicilio Ritenuta a titolo d’imposta 23 22 1038

Su cosa si applica la ritenuta d’acconto

Come stabilito dal nostro ordinamento fiscale, la ritenuta d’acconto deve essere applicata “sulla parte imponibile delle somme e dei valori, di cui all’articolo 48 del Tuir (…) corrisposti in ciascun periodo di paga, con le aliquote dell’imposta sul reddito delle persone fisiche, ragguagliando al periodo di paga i corrispondenti scaglioni annui di reddito, ed effettuando le detrazioni previste negli articoli 12 e 13 del citato testo unico, rapportate al periodo stesso”.

Modello ricevuta compenso con ritenuta d’acconto

Se ne hai svolto un lavoro e devi inviare la ricevuta per richiedere un compenso con ricevuta d’acconto, ecco un modello che puoi utilizzare, scaricalo ed adattalo alle tue esigenze, usando le istruzioni del paragrafo successivo per il calcolo della ritenuta d’acconto:

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Come si calcola la ritenuta d’acconto

Fortunatamente, calcolare la ritenuta d’acconto è davvero molto semplice.

Non bisogna far altro che calcolare la ritenuta conteggiando il 20% dell’importo lordo. Se ad esempio la prestazione è di 125 euro lordi, dovrete calcolare il 20% su tale cifra (25 euro), con conseguente importo netto di 100 euro.

Di contro, se disponete del netto e volete sapere a quanto ammonta il lordo è necessario aggiungere il 25%, per cui se il netto è di 100 euro il lordo sarà 125 euro, se il netto è 500 euro il lordo sarà 625 euro (125 il valore della ritenuta).




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