Cosa di intende per “diritto al lavoro”? E quanto è oggi garantito in Italia?

L'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro, e su questo non ci piove, è il primo articolo della Costituzione e tutti lo conoscono. Ma il concetto di “lavoro” è espresso in maniera diretta ed indiretta nella Costituzione decine di volte. In particolare l'articolo 4 recita:

La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.

Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un'attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

Pochi mesi fa è nato il mio primo figlio e come tutti i neo-papà mi sono sbizzarrito nel fargli centinaia di fotografie. In particolare un giorno è capitato (casualmente, lo giuro…) che fosse sdraiato di fronte ad una copia della “Costituzione Italiana” che avevo stampato ed avevo in casa, ho scattato una foto e poi mi è balzato in mente un testo, ne è venuto fuori questo risultato:

 

Ho unito due argomenti “sensibili” trattati dalla Costituzione: lavoro e guerra… nessuna presunzione di fare del facile moralismo, ma semplicemente la voglia di porre una domanda forse banale ma che tuttavia non ha (per molti di noi) una risposta precisa.

La “vignetta” ha iniziato dapprima a circolare tra i profili personali di amici e parenti su Facebook, per poi approdare sulle “pagine” (tra cui la pagina di Bianco Lavoro su Facebook) e mi sono molto divertito a leggere ed ascoltare opinioni, commenti, critiche ed analisi… quella che più mi ha colpito è stata una discussione tra due ragazzi su Facebook, il primo ha “condiviso” la foto e dato un “mi piace” ed il suo amico la ha invece duramente criticata, scrivendo:

il diritto al lavoro è garantito… DIRITTO al lavoro non significa che devo averlo per forza. Significa che lo stato mi deve mettere in condizione di trovarlo, e questo diritto ce l'ho ancora. Due, ripudiare la guerra come strumento di offesa non esclude missioni militari per preservare la pace in paesi instabili. Quello che c'è scritto in questa foto è pura demagogia..

e poi in un commento successivo:

finora non ho partecipato a nessun concorso. Questo perchè non conosco nessuno, e per superarli, i concorsi, devo studiare. Tuttavia, se volessi andare a fare un concorso, nessuno mi impedirebbe di farlo. Semmai la corruzione mi impedirà di superarlo, perchè dovrò dare spazio a quelli con la spintarella. Ad ogni modo, se posso fare una domanda e partecipare, il diritto al lavoro, lo stato, me lo ha garantito. Il resto poi lo fanno i politici. Che dovremmo imparare a cambiare…senza scegliere sempre tra PDL e PD.”

Nonostante Facebook sia ancora oggi considerato uno strumento di “svago” e “cazzeggio” e da molti “snobbato” ed addirittura considerato “poco serio”, rappresenta in molte occasioni un eccezionale strumento di comunicazione e condivisione democratica di idee e pensieri, dove ognuno può esprimere liberamente la propria posizione, dando modo agli altri di “ragionare” e “riflettere”.

Ecco, pur non condividendoli appieno, sono consapevole che i pensieri esposti da questo utente di Facebook fanno “ragionare” e “riflettere”: che cosa diavolo è il diritto al lavoro? Che vuol dire? Che se voglio lavorare le istituzioni sono obbligate a darmi un lavoro? Che se voglio partecipare ad un concorso sono obbligate a farmi partecipare anche se poi non mi permettono di vincerlo? che se trovo un lavoro nessuno mi può toglierle il diritto di tenermelo?

Lascio da parte l'aspetto “guerra”, poiché meno pertinente su Bianco Lavoro, ma per completezza riporto la mia risposta data in quella discussione:

Per quanto riguarda i “paesi instabili”… sarebbe vero nella teoria, peccato però che nella pratica gli interessati sono sempre “paesi instabili” con petrolio o interessi economici di vario tipo… (non le pare strano che i super-amici libici da un momento all'altro siano diventati “instabili”? O che ci si interessi tanto di Iraq ed Afganistan ma non di paesi sudamericani o africani molto più “instabili” ma meno appetibili dal punto di vista finanziario…?)…”

e la chiudo quì poiché ammetto di essere più preparato sull'argomento “lavoro” che su quello “guerra”.

Tutto ciò (creazione e pubblicazione della foto con testo e discussione su Facebook) è avvenuto verso la fine di maggio… dopo circa un mese (fine giugno) il concetto di “diritto al lavoro” è balzato prepotentemente all'attenzione dei media e delle cronache a causa di una frase data al Wall Street Journal dal nostro Ministro del Lavoro, Elsa Fornero, che parlando della situazione italiana ha dichiarato: “Work isn't a right; it has to be earned, including through sacrifice” – che tradotto letteralmente sarebbe: “Il lavoro non è un diritto; deve essere guadaganto, anche attraverso il sacrificio”.

A parte le sterili critiche degli immancabili “avversari” che hanno subito colto la palla al balzo con “non conosce la costituzione…” etc… ciò ha aperto il dibattito su cosa voglia realmente significare “diritto al lavoro”.

La nota del ministero ha specificato che la traduzione in inglese non era corretta, il ministro avrebbe parlato del “posto di lavoro” come un “non diritto”.

Quindi “Sì” a tutela e garanzia del lavoro “in generale” ma nessun diritto per il cittadino di avere il “posto fisso” o comunque la “garanzia di lavorare”. Questa sembra l'interpretazione (condivisibile o meno) del ministero circa il diritto al lavoro.

Fatto questo escursus che spazia da Facebook al Wall Street Journal e dal pensiero dei cittadini a quello dei ministri… voglio dare una mia interpretazione di “diritto al lavoro” e chiedere poi a chi frequenta “Bianco Lavoro” la sua opinione ed interpretazione.

  • Diritto al lavoro (e qui sono daccordo con il ministro Fornero) non vuol dire che lo Stato debba procurarmi “direttamente” un lavoro, ma che ci siano le condizioni perfette affinchè chi voglia lavorare non trovi ostacoli e trovi la “strada spianata” dalle istituzioni.

  • Diritto al lavoro vuol dire che il costo del lavoro deve essere proporzionale (e non sproporzionato a causa di contributi esagerati e tasse elevatissime) al “salario” del lavoratore, di modo da non scoraggiare l'imprenditore all'assunzione.

  • Diritto al lavoro vuol dire che per qualsiasi opportunità lavorativa le istituzioni devono mettere in pista attività di informazione e cultura del lavoro affinchè siano rispettate al 100% le pari oppurtunità e nessuno debba mai avere la percezione di avere meno possibilità perchè donna, perchè straniero, perchè in età matura, perchè meridionale, perchè mamma, perchè non proviene da “giusta famiglia”, etc…

  • diritto al lavoro vuol dire (considerando anche il primo articolo della costituzione che pone il lavoro come “base” della Repubblica) che governo, parlamento ed istituzioni devono destinare fondi e risorse in primis alle politiche di welfare e lavoro e poi a tutto il resto, partendo da duri e seri “tagli” ai privilegi ed agli “sprechi”.

  • Diritto al lavoro vuol dire che chi vuole accedere al pubblico impiego, deve avere la assoluta certezza che saranno i più capaci e meritevoli a farcela, e questo non solo per il “lavoro del dipendente pubblico” ma anche per tutti i cittadini il cui lavoro è spesso facilitato o rallentato da impiegati e dirigenti pubblici, a seconda che siano più o meno competenti.

  • Diritto al lavoro non deve però essere visto solo come “diritto al lavoro dipendente”. Per questo il diritto al lavoro si concretizza anche quando il cittadino decide di lavorare in proprio (come professionista, artigiano, commerciante ed imprenditore) ed ha assoluta certezza che in cambio delle tasse pagate avrà lo Stato come “socio”, e verrà supportato, apprezzato per il suo lavoro ed incentivato. E mai sarà portato a vedere le istituzioni come “nemiche” o semplici “controllori”.

  • Diritto al lavoro vuol dire che la scuola, le università e la “formazione” in generale, siano strettamente legate al “mondo del lavoro” per evitare di formare “disoccupati” e contribuire invece allo sviluppo tecnico, culturare e professionale dei cittadini.

Potrei andare avanti, ma sono convinto di aver espresso il concetto.

La parola ora ai commenti (che a mio parere sono spesso più importanti e significativi degli articoli) ed alle opinioni dei lettori di Bianco Lavoro.

Alcuni spunti: Cosa si intende a vostro parere per “diritto al lavoro”? Il diritto al lavoro è oggi garantito? In che misura? Cosa si può fare per migliorare la situazione?

Marco Fattizzo – direttore di Bianco Lavoro

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  • Demagogia Cosa Significa | Newsintern 2 anni

    […] Cosa di intende per “diritto al lavoro”? E quanto è oggi garantito in Italia? […]

  • L’Italia riconosce il diritto al lavoro.
    Gli Italiani riconoscono il dovere al lavoro.
    Il lavoro e le capacità individuali non vengono riconosciute.
    Perchè ?
    Roberto

  • questo mondo nn ha + 1 futuro
    nn ha le basi ossia i principi che corrispondono ai valori
    presto comunque vi sara’un ripristino universale
    ovviamente legato assolutamentee oltre le possibilità umane
    semplicemente un giusta sostituzione ai limiti nostri, le cose che nn ci competono,un vero governo x la terra che deve essere x forza celeste…come funzionerebbe altrimenti?

  • La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto.    Purtroppo non è vero il tasso di disoccupazione aumenta sempre di più…

  • monster 6 anni

    in Italia per trovare lavoro molto spesso si va avanti tramite raccomandazioni e favori di amici,Marcello ha fatto tutto da solo non dando bustarelle a nessuno forse è questo che dà fastidio?

  • Cutimagic 6 anni

    rispondo all’email ricevuta sul diritto del lavoro,purtroppo oggi non è più un diritto ma è un impresa trovare del lavoro.io personalmente non credo ai siti di offerte di lavoro ma è un modo di espandere di publicità e spam.Ho 36 anni sposato con una bambina,da 13 anni che lavoro di cui 7 a tempo indeterminato (motivo cessazione chiusura dell’azienda ) e 6 con agenzie interinali.Come voi sapete questo e sfruttamento perchè dopo un paio di proroghe ti fanno fare lo stacco e in alcuni casi sarei richiamato,perchè altrimenti dovrebbero assumerti.detto ciò ho perso il lavoro dal 30 giugno 2012 e fino ad oggi non riesco a trovare nulla e sto rischiando lo sfratto.ho consultato centinaia di siti ma senza esito;quindi chiedo a voi che significa DIRITTO DI LAVORO?

  • Giuseppe Scimone56 6 anni

    Salve a tutti, commento alcune interpretazioni del diritto al lavoro. Come
    ogni cosa, a secondo del punto di vista ”IL DIRIITTO AL LAVORO” viene
    manipolato a piacere. E’ comodo scaricare responsabilità sui politici, datori
    di lavoro, pseudo imprenditori, lavoratori o altro. La verità è che
    inevitabilmente la globalizzazione senza regole ha determinato in tutti i
    settori una competitività impari ed esasperata, determinando un progressivo
    dissesto generale. Infatti, a 360° si tenta di contenere le spese e, ancor
    peggio di neutralizzare e  privatizzare il patrimonio dello stato. In
    questa ottica inevitabilmente e progressivamente torneremo indietro nel tempo,
    torneremo a lavorare per un piatto di minestra.

    Il
    diritto al lavoro si deve meritare e ancor più mantenere, perché di
    beneficienza non si vive ma si sopravvive.

    Si parla di meritocrazia ma purtroppo
    spesso  eludiamo questa nobile parola adducendo ad altri ogni
    responsabilità degli andamenti negativi. 

    Penso che in piccolo ognuno di noi
    dovrebbe far qualcosa per migliorare l’efficienza di quanto ci circonda.

    Per farla breve il diritto al lavoro si
    deve conquistare, ma è pur vero che le opportunità di lavoro diventano sempre
    più difficile e purtroppo si, i nostri politici non ci aiutano anche perché non
    sono in grado di farlo. In passato prossimo hanno addirittura fatto scelte a
    dir poco scellerate, hanno  effettuato
    privatizzazioni nei settori vitali per il paese adottando modelli funzionali sperimentati
    in passato dagli inglesi e americani con risultati negativi. Per lo sviluppo
    energetico hanno incentivato settori appendibili a speculatori e non a organizzazioni ad indirizzo famigliare.

     I
    governi in deficit varano ‘’la revisione di spesa’’ è quello che in piccolo
    effettua ogni famiglia per contenere la spesa, ma contenere la spesa senza
    entrate è utopia assoluta, e vender casa è ancora peggio, svendere il patrimonio statale come qualcuno ipotizza e di fatto realizza è impensabile. 
    E’ più impesabile che il nostro sistema politico poco efficiente per ITALIA  sia efficientissimo per i partiti tanto da chiudere i bilanci positivamente e investe i proventi illecitamente all’estero, un  esempio  di virtù, di etica istituzionale.

    Pensate se gli incentivi fiscali o ancora meglio le detrazioni
    fiscali venissero distribuite in maniera oculata. 
     Insomma vado fuori tema, non ho la soluzione e non sono una
    persona che può incidere nelle scelte, ma invito a riflettere.

    Ai nostri politici e istituzioni rivolgo delle parole, è ora di pensare a
    come risolvere la crisi e, non è certo la soluzione migliore screditandosi a
    vicenda o addirittura additando i poveri cristi (non giustificabili) che
    ricorrono a illeciti varie per sopravvivere, non è questo che ha determinato il collasso lavorativo.

    Giuseppe

  • Yvan Rettore 6 anni

    Il diritto al lavoro in Italia esiste soltanto nella Costituzione, in quanto dal famigerato “Pacchetto Treu” in poi, il precariato è diventato dominante in un paese che comunque non ha mai brillato nel fornire opportunità di lavoro interessanti e costruttive ai propri cittadini.
    D’altro canto, come si fa a parlare di diritto al lavoro in un paese che taglia in modo costante e crescente tutte le spese legate alla formazione, condizione indispensabile perché una persona possa crescere ed affermarsi professionalmente?!
    Se fossimo in un paese in cui le istituzioni avessero a cuore il destino dei cittadini, tali spese risulterebbero prioritarie e vi sarebbe un preciso impegno nel permettere ad ogni persona di poter accedere ad un lavoro dignitoso e in grado di garantirle un futuro degno di questo nome.
    Invece, si preferisce mantenere una situazione di sfacelo come quella attuale, in cui 6 milioni di statali si trovano con un lavoro garantito (seppure a fronte spesso di stipendi piuttosto bassi), 500.000 parassiti del mondo politico e un esercito da operetta continuano a gravare in modo spaventoo sulle casse dello Stato e l’evasione fiscale pari ad oltre il 30% del PIL continua ad aumentare e a pesare sul futuro del nostro paese.
    Col risultato che alla fine della fiera, il settore realmente produttivo del paese è rappresentato da solo 15 milioni di persone. Come è possibile che circa un quarto della popolazione possa continuare a garantire la ricchezza del “Sistema Italia” e quindi come si può pensare in simili condizioni di poter effettivamente garantire loro un diritto al lavoro che non sia soltanto “carta straccia” ma effettivo???
    Lascio alla risposta agli affermati accademici che tanto spopolano nelle sedi istituzionali e che finora sono soltanto stati capaci di creare danni anziché fornire soluzioni realmente applicabili e convincenti!
    Dubito seriamente che ci riusciranno.

    Yvan Rettore

  • Barbaravecchi 6 anni

    mi fa ridere un po parlare di diritto al lavoro quando sappiamo benissimo che nemmeno abbiamo il diritto a sopravvivere.
    abbiamo pero una sfilza infinita di doveri
    abbiamo il dovere di stare zitti mentre facciamo lavori da schiavi senza contratto o ancora peggio con finti contratti a chiamata per esempio.a 48 ore a settimana tutte le settimane senza ferie senza permessi e con il padrone che si intasca tredicesima quattordicesima perchè “é così” e basta e chi osa parlare a casa tanto la fila di chi cerca lavoro è lunga
    ringrazio i miei genitori (ho 36 anni sono sposata ho una figlia) che mi prestano la casa e mi pagano tutte le bollette e l’assicurazione della macchina 
    ringrazio le mamme della scuola di mia figlia che mi regalano i vestiti e le scarpe per la bimba, ringrazio me e mio marito per l’orto che abbiamo fatto e che ci permette di mangiare.
    abbiamo sempre lavorato e duro anche, abbiamo aiutato i nostri padroni a tirare avanti
    sempre, sgobbando come animali 10 12 13 ore al giorno, 2,3,4 lavori
    non credo potremmo resistere ancora  molti anni 
    e come noi tanti
    cosa dite? 
    abbiamo sempre dato tutto al nostro paese ,non abbiamo mai evaso le tasse e nemmeno comprato un cd pirata,abbiamo fatto la denuncia dei redditi e abbiamo strinto ola cinghia e continueremo a stringerla
    ora ci chiediamo non è ora che il nostro paese faccia qualcosa per noi?
    perchè dovrebbero ricordarsi i nostri politici là a Roma che se ci fermiamo noi tutti insieme se incrociamo tutti le braccia ………..

    •  se incrociamo tutti le braccia …. IL NOSTRO paese chiude i battenti compresi i signori a Roma e forse bisognerebbe davero farlo fermare l’intero paese per far vedere che siamo stanchi di non poter comprare manco un gelato ai propri figli…
      Purtroppo per tanto che stanno male ce ne sono ancora troppi che stanno bene e non gli e ne può fregare di meno …

  • Palmira 6 anni

    Diritto al lavoro vuol dire che devono sussistere le condizioni affinchcè persone “normali” abbiano accesso ad un lavoro. Magari quello specifico per gli studi fatti! Idealista. Io mi sono laureata in scienze della comunicazione e non contenta ho anche frequentato con successo un master in marketing e comunicazione. Dal 200o – salvo una piccola parentesi – sono sempre stata una precaria: Co.co.co, P.Iva, e l’ultimo nato il Contratto a Progetto! A dicembre 2011 sono entrata in maternità ho usufruito di 5 mesi coperti dall’INPS (costo per l’azienda zero) e 67gg di congedo parentale per coprire il 4 mese di vita del bambino. Avrei dovuto rientrare il 3 agosto ma l’azienda ha pensato bene di lasciarmi a casa, senza neanche prendersi la briga di comunicarmelo ho dovuto scoprirlo da sola. Dov’è garantito il diritto al lavoro ad una neo-mamma? Non è garantito neanche ai giovani! che stato è questo che ti costringe ai salti mortali per poi rimanere sempre con un pugno di mosche?? Io spero in questo mio nuovo percorso di incontrare selezionatori del personale e aziende che non si frenino di fronte ai luoghi comuni e che abbiano l’apertura mentale di capire che Mamma e Carriera si può!

  • Benedetta 6 anni

    A me sembra che lo Stato non garantisca il diritto al lavoro,o meglio non impieghi  nel modo giusto  le risorse che a disposizione per garantire un lavoro duraturo ai giovani,ma  tagliano i fondi in istuzioni culturali come ad esempio musei cosicchè un giovane disoccupato per impiegare il tempo dovrebbe fare un tirocinio gratuito…Sto cercando di ribellarmi a questa logica ma è veramente difficile…quando vai a cercare lavoro ti dicono che non hanno soldi per assumerti e che soprattutto non hai esperienza,le aziende dovrebbero puntare molto più sull’insegnamento di un qualcosa  a noi giovani  o per lo meno darci la possibilità di provare ad imparare e non di scartarci a priori perchè nessuno ha voglia di insegnarci….anche perchè imparare un lavoro ti dà da vivere…..

  • Fernando Tortora 6 anni

    Diritto al lavoro….Diritto=Utopia – Lavoro=Miracolo
    Io personalmente credo che sia arrivato il momento di invertire la tendenza, parlerei di DOVERE anzichè di DIRITTO. Proviamo a vederla in questo modo, io devo lavorare per pagare la mia casa, devo lavorare per permettere alle mie figlie di studiare ed avere una vita dignitosa, devo lavorare per contribuire alla crescita del nostro Paese, devo lavorare per pagare le tasse, devo lavorare per poter garantire a milioni di pensionati la loro sopravvivenza. La mia non vuole essere una provocazione ma sono, e ne rimango fermamente convinto, che solo in questo modo la parola “DIRITTO AL LAVORO” non rimarrebbe fine a se stessa…..
    Personalmente mi ritengo fortunato visto che sono disoccupato soltanto da quattro mesi, dopo venti anni di duro lavoro però, non riesco ad abituarmi a questa condizione. Comincio ad avere le prime difficoltà economiche, comincio ad avere paura e a non dormire più la notte, comincio a realizzare che qualche cosa attorno a me sia cambiata e sinceramente comincio a sentirmi un EMARGINATO.
    Fernando Tortora

  • Diritto al lavoro…. non so più cosa  significhi.
    Da quando ho lasciato il mio lavoro “fisso”, ormai 6 anni fa, sono stata solo una precaria; brava, svelta, attenta, precisa,   rispettata e stimata  etc etc,,,, ma precaria. Mano a mano che i miei contratti di lavoro scadevano ed casa avevo dei figli da mantenere eroi sola a farlo, versavo lacrime amare e maledicevo chi si PERMETTE DI DIRE che fare tutta la vita lo stesso lavoro è noioso, meglio cambiare e rimettersi continuamente in gioco.
    Ma queste persone si rendono conto che le esperienze lavorative vengono sempre meno considerate da chi deve assumere, anche temporaneamente dei lavoratori?  Lo sanno che dopo i 40 anni diventa ogni giorno più difficile ottenere anche e solo un degno colloquio?  Lo sanno che in genere chi ha da mantenere dei figli non ha 20 anni, ma circa 35/40, e che invece le aziende percepiscono agevolazioni per assumere lavoratori in mobilità e giovani con meno di 35 anni? 
    Chi perde il lavoro per vari motivi e si trova a non essere più giovanissimo difficilmente ritrova un lavoro che possa considerare
     “il suo lavoro”, diventa un precario e comincia il calvario dei contratti a scadenza continua e dei continui cambi di lavoro.
    SNERVANTE!!!!
    Non sorprendiamoci poi quando in televisione sentiamo che dei poveretti, ormai disperati e umiliati, disoccupati da mesi o anni che hanno tirato a campare per un po’ con una disoccupazione da fame, alla fine cedono, sotto la pressione dell’incertezza del futuro, la paura di non farcela e di venire dimenticati e decidono di buttarsi dal balcone o sotto un treno, si impiccano o si sparano un  colpo in testa.
    Perdere il lavoro logora, degrada il corpo e la mente, avvelena l’anima, ti porta a fare cose che mai avresti pensato di fare.
    La notte non riesci più a dormire e piano piano ti spegni e vedi come unica soluzione FARLA FINITA, per fare spazio ai giovani.
    TUTELIAMO IL LAVORO, e smettiamola di mettere in giro la convinzione che sia facile rimettersi in gioco con una nuova esperienza lavorativa.
     NON E’ COSI’. è utopia.  
    Seguendo questa politica facciamo solo il loro gioco, sembra che si creino nuovi posti di lavoro, ma in realtà si creano anche nuovi disoccupati, che resteranno disoccupati perchè over 40/50 enni. Età in cui in genere si crescono e si fanno studiare i figli e si pagano i mutui, età in cui il lavoro serve davvero tutti i mesi, non stagionalmente o per poche settimane, inoltre creare disoccupazione in certi ceti di età, ingrassa le casse dell’INPS, perchè il nuovo disoccupato non raggiungerà MAI la pensione, oppure ci arriverà più in la nel tempo, molto più in la…..
    Questa è solo strategia politica per risparmiare soldi, a costo della nostra vita.
    Silvia

  • Camifla 6 anni

    il diritto al lavoro oggi è una barzelletta.
    Attualmente NON E’ AFFATTO GARANTITO. Sono garantiti solo gli imprenditori che possonon licenziaare come e quando gli pare.
    Tanto la giustizia poi (NON) fa il suo corso. Altro che rivolgersi al tribunale!…..

  • concetta 6 anni

    Ho 47 anni e dopo anni di lavoro in nero ho deciso di qualificarmi nel mio lavoro sono tornata a scuola: Premetto sono mamma di due figli  e separata da un marito che nn mi passa nemmeno un centesimo anzi li pretende. ma dopo questa breve premessa ritorno al punto. Ho studiato per un intero anno con notevoli difficoltà anche perchè purtroppo recepire nozioni scolastiche alla mia età diventata   leggermente più duro. Alla fine del percorso sono diventata un Operatrice Sanitaria la cosidetta OSS con buoni risultati e con grande mia soddisfazione.
    Il risultato ho lavorato per due cooperative di cui preferisco nn fare il nome, con contratti a termine paga misera si può dire quasi niente tfr ferie non godute nn pagate e ora sono qui a consegnare Cv a mezzo mondo senza alcun risultato a pochi interessa il mio attestato mi viene chiesto di lavorare a 5 euro l’ora. Sentir parlare di diritto al lavoro mi disgusta io per portare la famosa pagnotta a casa devo sottostare a regole che migliaia di donne comprese mia nonna e mia hanno combattuto perchè ciò nn accaddesse più. scusate lo sfogo ma credo di essere proprio delusa.

  • G.Bnd. 6 anni

    Nei miei 30 anni e gli ultimi 7-8 passati a lavorare qua e là nel mio settore e non , ci sono dei punti che sono comuni a tutti i posti di lavoro (dal tecnico informatico al magazziniere, al grafico):

    – Lavoro TEMPORANEO,PRECARIO E DETERMINATO
    – Paghe degli anni 70.
    – Lavori se sei figlio di… o hai conoscenze in DITTA …
    – Lavori se sei simpatico e abbassi la cresta. (ma si puo’  ???!!!!!)
    – Lavori se ti sminuisci e fai il lavoro che i giovani italiani non vogliono fare : operaio operaio magazziniere  gelataio e pescivendolo .. e in ogni caso sono sottopagati.
    – Non si studia in Italia per lavorare o per il diritto al lavoro NO. Si studia per OPTIONAL e per se stessi. Poi il lavoro sono CAVOLI  degli italiani figli di nessuno.Cosi alla fine si arriva a pensare ” CAVOLO SONO UN GRANDE SO FARE TUTTO”, ma non lavoro !!!!! 

    – Meritocrazia sul lavoro ? MA Noooo,assolutamente . Io direi RACCOMANDAZIA . 
    Bisogna aggiustare un po’ di cosette..

    Finito
    Non ho piu’ niente da aggiungere

  • Galiziad 6 anni

    Gentili Signori, colgo l’occasione per esprimere alcune mie oppinioni dopo aver vissuto tante stran  cose in Italia, per cominciare lavoro c’è ne tanto, putroppo è come viene sfruttato da parte dello stato che non funziona e cioè oltree il 50 x 100 di tasse sulle buste paghe! e poi non capisco la giustizia civile che per un indenizzo ad un lavoratore ci mette 10 anni come minimo a dare una sentenza!!!!!!!!!!!!! Poi le politiche sul lavoro: non riesco proprio a capire che si pretende che una persona che nha ciminciato a lavorare a 14 ann come mè anche se spesso in Italia in nero purtroppo sempre precario, all’estero meno male per me adesso 60enne fà fatica a trovare un lavoro decente soprattutto per mancanza di incentivi aklle imprese, basti pensare che passata la 40inna finiscono tutti gli aiuti possibili!!!!!!!!!!! poi mettersi in proprio è un vero Calvario, basta pensare che dopo acquistato un’agenzia viaggi nel 2009 ancora non riesco ad avere la soddisfaziobe della licenza perchè i proprietari dell’immobile non avevano fatto un condono edilizio e questo ha comportato anche il licenziamento degli impegati che lì lavoravano, scustate lo sfogo se qusta  nstra Italia è la patria dell DIRITTO è quella di chi deve fare il proprio dovere dove stà?
    Domenico Galizia

  • Nevioconti 6 anni

    Le sue sono belle parole, ma in pratica a volte si attua il buon senso dell’onestà. Io lo sperimentato sulla mia pelle ed oggi mi ritrovo bugerato e senza lavoro, ho avuto delusione nel mio campo, ero pronto a dimenticare, quando avendo avuto occasione di fare un lavoro presso un negozio questo mi ha buttato a terra, le ho chiesto una somma,avendo messo anche il materiale fornito da mio padre, mi ha lasciato in bianco per la crisi, così la crisi ha bugerato moltissimi, ed io ho perso la fiducia nelle istituzioni, nelle leggi: ho inviato tanti CV nessuna risposta, anche nei job, è come a scuola:  – quello è figlio del dottore e quell’altro è figlio del contadino – io credo che lei mi intende siamo tutti lì: se uno rimane simpatico, passa, se uno ha una spinta, passa, se uno ha soldi passa, se uno ha solo l’onestà passa? no rimane ultimo, quindi difronte ai diritti e a quant’altro si vuole devi sempre dare…!! persino per cercare lavoro in Svizzera devi dare e metterti in fila…la ringrazio e mi scusi ho solo bisogno di sfogarmi sono circa due anni che non lavoro sono elettricista ho 24 anni a casa non si parla, spesso si litiga ma non  c’è niente da fare. Gli estracomunitari hanno preso i lavori più umili (che noi italiani allora non volevamo fare) ed ora  in tempo di crisi non ci sono neppure quelli……mi scusi e cordiali saluti Marco Conti

  • NICCOLO 6 anni

    il diritto al lavoro…certo ho 19 anni mi cercano con esperienza, ma se nn inizio come ad averla…nel mio settore ossia cuoco, sulle navi da crociera sono troppo giovane servono 21 anni minimo..e nel frattempo una che fa? aquando abbiamo egiziani, tunisini ecc che lavorano al posto nostro in nero per soli 5 euro…direi che il mondo del lavoro attualmente e’ un po una schifezza….insisto a fare colloqui e inviare cv ma il risultato e sempre lo stesso…nn haI ESPERIENZE….FANTASTICO VERO????

  • Anonimo:) 6 anni

    il diritto al lavoro..se veramente esistesse e dovesse essere lo stato a tutelarlo..non sarebbe neanche difficile attuarlo..perchè basterrebbe che al termine delle superiori si chiedesse ad ogni studente cosa vuole fare se continuare a studiare o lavorare..se risponde che vuole lavorare la scuola lo indirizza verso uno stage o tirocinio o apprendistato per inserirlo nel mondo del lavoro..per chi va all’università idem al termine degli studi viene indirizzato dalla scuola stessa verso il lavoro..
    non sarebbe difficile attuare qst idea ma forse per il mondo di oggi le soluzioni piu semplici sono solo utopie..e cosi è meglio dire che il diritto al lavoro cè perchè è scritto sulla costituzione ma non cè nessuno a garantirlo o a tutelarlo!! 

  • Roberto Caforio 6 anni

    Ci sono dei fondamentali diritti
    che vengono continuamente calpestati. L’Italia, un tempo, era la
    patria dell’arte e della cultura, la regina in Europa e, quindi, nel
    mondo, ma oggi a chi intende perseguire tale strada si oppongono
    numerosi ostacoli, spesso insormontabili a cominciare dai ministri (
    ex e non ) ostili ( in fondo la cultura non si mangia !!! ) ( ipse
    dixit !!! ) …

    Dalle mie parti si dice: puezzi
    buttà u vilenu !!! … avrete capito più o meno …

    Non c’è spazio nei teatri o in
    altri luoghi di cultura e di arte per i nuovi compositori ( di opere
    liriche ad esempio ) o per gli artisti, cantanti ecc. che non
    abbiano dei più che solidi appoggi o che non rientrino nei giuochi
    massonici il cui giogo si fa sentire in tutti gli ambienti (
    compresa la politica e le gerarchie ecclesiastiche ). Pensate, oggi
    sono famosissimi autori come Verdi e Puccini, ma poco o nulla si sa
    dei nuovi autori contemporanei, al contrario di quanto non accadesse
    ai tempi di quegli illustri compositori: è possibile che non ci
    siano, oggigiorno, compositori dello stesso calibro ? Provate a
    consegnare la partitura completa di un’opera lirica a un direttore
    artistico ( ammesso che riusciate a parlargli, impresa titanica: io
    ci sono riuscito solo con uno grazie all’aiuto di una persona ), non
    avrete nessuna risposta, dico nessuna neanche a piangere in
    ginocchio. Se poi chiedete a un responsabile di un teatro di
    rappresentare la vostra opera vi si dice che non hanno i fondi
    necessari, senza che abbiano dato nemmeno un’occhiata alla tua opera
    vi dicono di rivolgersi a case di produzione ( che a loro volta sono
    quasi introvabili o che comunque non ti degnano di una risposta, sia
    pure negativa, in quanto esistono numerosi filtri che non ti
    permettono di parlare direttamente come accadeva una volta…).

    Per chi intende frequentare dei
    conservatori, magari non giovanissimo, spesso si è scoraggiati per
    lasciare spazio agli allievi ( privati ) dei maestri dei
    conservatori o si è ricattati per fare carriera con prestazioni
    sessuali o si è sfruttati con lunghe e costosissime lezioni private
    ( in nero, naturalmente ), per poi magari non approdare a nulla;
    figurarsi se poi si ha una certa età ( il che non vuol dire nulla,
    poiché per un cantante lirico ad es. con ottime potenzialità
    vocali e un’eccellente tecnica la voce rimane buona anche a 80 anni
    tanto più se non la si è potuta sfruttare per tanti anni ) o se
    non si hanno disponibilità economiche si può dire addio a sogni di
    gloria ( ma anche a sogni più modesti ) e si parla di merito…
    Invece di pensare che più bravi si è, più si è e meglio è… si
    fa una concorrenza spietata, dicendo largo ai giovani e poi quali
    giovani ? Si vede anche in tv fare delle gare fra cantanti, ma che
    cosa frulla nella mente degli addetti ai lavori ? Non si tratta
    certo di gare olimpiche in cui si debba scegliere il migliore, si
    tende a spettacolarizzare il tutto, e ,se un cantante non vince per
    un nonnulla, grazie a dei giudizi che rimangono soggettivi e non
    assoluti, che cosa deve fare costui mordersi la coda ? Non parliamo
    di sanremo, per carità, uso la minuscola, vedrete perché… Nel
    mio caso, è stato riconosciuto da addetti ai lavori che ho
    un’estensione vocale pari a quella del pianoforte, con dei picchi
    nella parte più alta, da soprano acuto quindi o quarta voce o
    sopravobiano ( come amo definire tale voce, ossia voce bianca
    adulta, pur cantando anche da tenore baritonale, quindi soprabbasso
    vobiano ), e per fare ciò non si può dire che non vi sia tecnica
    vocale alcuna, potrò migliorare anche molto, ma evidentemente se a
    50 anni non ho avuto l’opportunità di mettere a frutto il tutto ci
    saranno pure stati degli impedimenti… oggigiorno, in Italia c’è
    ancora il pregiudizio che un uomo non possa cantare con voce
    femminile, mentre un tempo, c’era il pregiudizio opposto, cioè le
    donne non erano ammesse in teatro, tanto meno come cantanti ed erano
    i castrati a cantare al posto delle donne, mah… ogni epoca ha i
    suoi martiri…
    Certo, alcuni grandi fenomeni
    artistici riescono a superare tanti ostacoli ma non tutti possono
    fare altrettanto. Lo stesso dicasi per l’insegnamento: io rammento
    che ai tempi del liceo ( negli anni settanta ), gli insegnanti di
    lingua, soprattutto in certe zone d’Italia, erano alquanto ridicoli
    e non avevano grandi titoli di studio, oggi non bastano le lauree e
    controlauree, non basta conoscere molto bene le lingue per poter
    insegnare. Spesso si richiede da parte di società e ditte una
    conoscenza a livello di madrelingua o quasi delle lingue straniere
    ma in cambio si offrono stipendi bassi o bassissimi con contratti
    più che ridicoli con mansioni faticosissime, se sei italiano in
    patria non va bene, se sei italiano all’estero meno che bene… Poi,
    per quel che riguarda le lauree e i titoli, non sono per niente
    convinto che chi abbia la laurea meriti di insegnare e ne sappia di
    più di chi non è laureato e ha magari imparato molto di più sul
    campo e grazie allo studio personale ( che spesso conta molto di più
    di quello imposto e estremamente dispersivo degli ambienti
    universitari ), ci vorrebbero delle commissioni apposite giudicanti
    le abilità di ciascun candidato per qualsivoglia potenzialità
    lavorativa che ne attestasse il valore e semmai bisognerebbe
    istituire dei corsi di aggiornamento, specializzazione,
    perfezionamento ecc. full-immersion, ma nel vero senso della parola,
    non costosi e, soprattutto, personalizzati, cioè che non facciano
    perdere inutilmente tempo e danaro in modo da consegnare alla
    società del lavoro gente veramente preparata . Chi non è
    supportato poi psicologicamente dalla famiglia e dal parentado ( o
    parentume ! ), la cui azione sia paragonabile a chi mette i bastoni
    fra le ruote di un carro letteralmente parlando, come nel mio caso
    personale, ecco che tutto diventa impossibile. ( Se i tuoi stessi
    parenti ti dicono: ma che canti, ma che componi a fare ? e cose di
    questo genere, a che serve campare, dico io in questa società,
    converrebbe tornare all’età della pietra… ). Se poi si compongono
    canti poetici, in endecasillabi o settenari, utilizzando un
    linguaggio aulico come Leopardi o Dante, sembra di essere
    considerati delle mummie viventi, zombie ( o zombi se preferite,
    visto che conosco le lingue, si può scrivere in tutti e due i modi
    ) culturali, anche se io preferisco interpretare tale parola non nel
    senso di morto resuscitato per magia, ma nel senso di potere
    soprannaturale che ridà la vita ( o se preferite considerarmi un
    pitone magico come fossi un dio, che è un altro significato di tale
    termine, fate un po’ voi … ). Se a tutto questo si aggiunga il
    fatto che gente incompetente e superraccomandata gestisce molti
    posti di potere, ecco che la frittata è fatta ( il caso più
    emblematico è rappresentato dalle ex ministre galline o oche ( per
    non usare altri termini più appropriati ma soggetti a querele ) o
    da altri esponenti politici più che corrotti corruttori, se non
    altro di anime pure … ).
    Ma pensate, a pochi chilometri da
    noi, in Francia, un certo Sig. Hollande col suo governo ha stipulato
    un contratto con la Renault che prevedesse notevoli incentivi per la
    produzione di auto a energia pulita, ed essendoci dei problemi nella
    costruzione delle batterie, egli ha stipulato un altro accordo con
    la Corea del Sud per la produzione delle batterie per tali auto con
    l’obbligo di produrle in Francia, e, del resto, la stessa Renault ha
    l’obbligo di procedere alla produzione delle auto ecologiche nel
    territorio francese con buone condizioni di lavoro e di paga per gli
    operai ( io lo so non grazie alla rai, uso le minuscole poi capirete
    perché, ma grazie a FRANCE 24 , l’emittente francese delle notizie
    che ne ha a lungo parlato nei giorni scorsi ) ; da noi, invece, un
    certo sig. ( mi sembra appropriato l’uso della minuscola) marchionne
    ( visto che ci ho fatto l’abitudine scrivo anche il cognome con la
    minuscola, mi sembra proprio azzeccato… ) ha fatto scempio delle
    forze lavoro, costringendole ad un umiliante referendum per
    abbassare e diminuire diritti e paghe senza presentare un piano
    industriale, per poi spostare la forza lavoro all’estero … c’è da
    sganasciarsi dalle risate se non ci fosse da piangere. Quel signore
    con le minuscole aveva fatto altrettanto in Germania, ma lì non
    sono polli da spennare come noi, poiché hanno gentilmente declinato
    l’invito. Qui, invece, ho sentito negli scorsi mesi qualcuno ( di
    presunto importante ed esperto del settore, era una donna, non
    faccio nomi, ma lei lo sa di averlo detto ) dire ad un operaio: ma
    lei lavorerebbe a 500 euro al mese ? E costui, tra la più grande
    indignazione, rispose: e lei lavorerebbe a 500 euro ? Strano… non
    s’udì risposta alcuna … io sono qui ancora a sganasciarmi dalle
    risate…
    La verità è che, in particolare,
    coll’avvento delle politiche liberaliste dei tempi della thatcher (
    minuscola ) e di reagan ( altro minuscolo ), si è andati sempre più
    peggiorando… Io mi ricordo che all’epoca, studente, conoscevo dei
    militari americani di una base nato ( uso sempre le minuscole, odio
    le guerre e chi le rappresenta ) che dicevano che con tali politiche
    ci sarebbe stata sempre più ricchezza per i ricchi che poi
    avrebbero provveduto a foraggiare i più poveri con le nuove forze
    acquisite e le rinnovate capacità di lavoro, io dicevo che non
    sarebbe assolutamente stato così; inoltre avevo pronosticato o
    previsto, se volete, l’avvento di un presidente USA nero, ma uno di
    tali militari, di origine messicana, mi disse che ero fuori di
    testa, ciò non si sarebbe mai avverato … Adesso non so che fine
    abbia fatto lui, dato che hanno pure chiuso quella ed altre basi
    nato… ( minuscole per carità ). Il capitalismo porta a tali
    obbrobri, bisognerebbe riconoscere la validità del lavoro di
    qualunque tipo: manuale, intellettuale, artistico ecc. senza
    disparità di trattamento in modo che tutti seguano le proprie
    inclinazioni e passioni senza essere costretti a fare lavori più o
    meno leciti contro la propria volontà e predisposizione, mal
    riuscendo, fra l’altro, in tali obiettivi. Ma, benedetto Iddio, se
    in una azienda non si mettono le persone giuste al posto giusto,
    tutto prima o poi va a rotoli, lo stesso dicasi a livello mondiale:
    se gli stati si indebitano sempre di più, se gli uni vanno contro
    gli altri, se si fa la gara al consumismo e alla produzione
    esasperata, a dispetto delle condizioni ambientali e del lavoro
    sempre più precarie, se si dà sempre più spazio e potere alle
    multinazionali ( delle armi, della droga, a quelle farmaceutiche
    ecc. e a tutti coloro che poi riciclano denaro sporco, mafie e
    massonerie d’ogni tipo ), se si accresce il potere delle finanze e
    delle società che le gestiscono, come del resto avviene per le
    banche, e si deprezza e non si riconosce il valore del lavoro, dello
    studio, del merito ( vero e non spacciato come tale ), dell’onestà
    e delle pari opportunità ( che è un’espressione che è sempre più
    amara da mandare giù ), e soprattutto se non si dà la stessa
    importanza ad ogni tipo di lavoro, remunerandolo adeguatamente e a
    pari livello alla stessa maniera, se non la si smette di fare a
    guardie e ladri ma se si coopera tutti assieme non si andrà da
    nessuna parte.
    Dalle mie parti, negli scorsi
    decenni, molti agricoltori abbandonarono progressivamente le
    coltivazioni per andare a lavorare in fabbrica col mito del denaro
    facile. Adesso, molte di quelle aziende sono fallite o sono state
    chiuse per questioni ambientali, ed è inutile arrabbiarsi per
    proteggere tali posti di lavoro se non si pretendono, facendole
    rispettare, le norme di sicurezza ambientale, soprattutto per la
    nostra stessa salute: a che serve lavorare per poi morire a causa
    del lavoro stesso? Non c’è ilva che tenga ( mi affeziono alle
    minuscole ). Si abolisca il danaro, per carità, chi è cristiano
    non può essere schiavo del danaro ( o si segue Dio o mammona, non
    lo dico io ), chi è comunista non ha bisogno del danaro se vuole
    spartire il tutto equamente … Allora rimangono solo i criminali a
    volere il danaro: senza danaro non ci sarebbero più rapine,
    estorsioni, ricatti ( almeno di questo tipo ), e tutta una serie di
    cattive azioni finalizzate all’illecito. Se si istituissero vere
    agenzie di collocamento dove, secondo la propria residenza o
    domicilio, si avesse la possibilità di scegliere le attività da
    svolgere con vari corsi di aggiornamento ecc. come suddetto, non
    sarebbe nemmeno concepibile il concetto di disoccupazione: tutti
    avrebbero la possibilità di scegliere cosa fare ( anche più di
    un’attività ), non esisterebbe il concetto di lavoratore
    dipendente, poiché ciascuno sarebbe dipendente solo da se stesso e
    dalla voglia di mettersi in gioco. Così facendo, ognuno, nello
    svolgere le proprie attività, avrebbe i diritti fondamentali, e
    anche secondari, riconosciuti, come il diritto alla casa ( quello al
    lavoro sarebbe di per sé ovvio ), a crearsi una famiglia, ecc.
    senza preoccupazioni di perdere la casa, il lavoro ecc.
    Pensate, se ognuno potesse
    veramente e sempre realmente scegliere le attività da farsi,
    tenendo conto del fatto che le condizioni di lavoro e di vita
    dovessero essere parimenti adeguate, tutti renderemmo molto di più
    e saremmo molto più contenti, forse anche felici, ma così …
    Ricapitolo il mio caso: sarei stato contento ( forse felice ) se
    avessi potuto portare avanti una carriera ( non dico brillante ma
    normale ) di cantante lirico, di compositore di opere liriche, di
    poeta ( se mi consentite il termine nel senso di colui che scrive
    componimenti poetici senza autocelebrazioni ), di insegnante di
    lingue ecc., tutte attività che non ho mai potuto svolgere
    effettivamente o che non mi hanno portato alcun risultato economico,
    non dico certo la ricchezza… che non m’interessa. Guardate che non
    a tutti importa del denaro, spesso sarebbe sufficiente portare
    avanti con passione e cuore le proprie attività e essere affiancato
    da chi ti ama formandosi una famiglia: tutte cose che sembrano ovvie
    e scontate ma che non lo sono: ne ho visti tanti che come me hanno
    avuto questi problemi… Per cui chiedo a tutti di riflettere e di
    unirsi in una rivoluzione, non armata alla CHE GUEVARA, pur
    maiuscolo, non nel senso del protofemminismo o del comunismo
    decrepito, non nel senso del fanatismo religioso, ma in una concreta
    e valida valorizzazione culturale della dimensione spirituale con la
    formazione di un comunismo religioso-sociale-spirituale
    all’avanguardia nel rispetto degli altri, del lavoro e della natura,
    di pasoliniana e non soltanto memoria.

  • Gieffebi 6 anni

    Penso che il diritto al lavoro sancito nella costituzione sia da ritenere l’indirizzo generale dello stato, indirizzo che la classe dirigente e politica italiana (in gran parte corrotta e parassita) non sta rispettando oramai da decenni. Tuttavia l’Italia non può è se non all’interno della globalizzazione in un mondo ove i popoli vengono spinti gli uni contro gli altri per accaparrarsi fette di mercato o meglio fette di quella torta che  si crede inesauribile e non basta mai in nome di un progresso folle che rischia di travolgere anche coloro che oggi concentrano su se stessi le risorse mondiali.
    Lo sviluppo delle regioni asiatiche ha creato nuovi ricchi e ancor più poveri.
    I bimbi che muoiono di fame sono in continuo aumento a livello mondiale con buona pace dei governanti.
    La crisi indebolirà ancora la nostra vecchia e stanca società.
    E la risposta che il ministro Fornero ci da con lacrime di gioia è che il lavoro ce lo dobbiamo guadagnare? Certo come, lavorando per 3 l’ora euro senza contributi sperando non ci crolli la palazzina sulla testa? Dobbiamo far concorrenza agli stranieri nella raccolta nei campi perchè gli italiani questi lavori non li vogliono fare? O fare stage formativi e pressoche gratuiti, od ancora serve essere aggressivi sperando non ci giunga un malanno altrimenti si scivola tra i non potenti – ma possiamo sempre far ricorso alle armi  (manco le bestie hanno una civiltà come la nostra e quando muoiono lo fanno con dignita)
    E abbiamo uno stato padrone che ci spinge a far concorrenza alle mondine cinesi perchè non capisce NIENTE di quello che è crescita delle persone, quindi sviluppo , quindi lavoro sostenibile.
    Sulla guerra? Il suo colore è davanti a tutti quelli che vogliono vedere, per gli altri non serve spiegare se non vogliono accendere la luce e quando si avvicinerà ne sentiranno solo l’odore. L’economia governa la politica che ha come braccio l’esercito per risolvere le sue crisi.
    Io ho 55 anni, 33 anni di lavoro dipendente, 3 di artigiano ora disoccupato. Ho una figlia di 18 anni che studia e “spero con fiducia nel futuro”.

  • Bacci Caterina 6 anni

    Purtroppo come tanti che sono iscritti a BiancoLavoro provo sulla mia pelle l’ingiustizia che lo Stato non mi garantisca la dignità di vivere lavorando. Età matura e sesso femminile mi discriminano, nonostante abbia sempre lavorato sino a 5 anni fa.
    Il diritto al lavoro secondo me è un diritto primario, come quello di mangiare o di respirare. Non posso vivere se non ho un lavoro. E questa organizzazione che sta sopra di noi per proteggere e aiutare i cittadini DEVE darmi l’opportunità di portare a casa i soldi per vivere con dignità.
    La Fornero parla bene, e con lei tutti i ministri, ma loro non sanno cosa vuol dire fare i salti mortali perchè non ti stacchino la luce o perchè non hai i soldi per comprare i LIBRI PER TUO FIGLIO CHE FREQUENTA SEMPRE LA SCUOLA DELL’OBBLIGO. La Fornero non deve negare al suo figlio la gita scolastica perchè non ha neanche i soldi per comprare un pò di carne.
    Credo che al Governo dovrebbero starci persone che SANNO COSA VUOL DIRE AVERE I PROPRI DIRITTI NEGATI.
    Mi scuso per essere andata fuori tema, ma mi sento tradita e umiliata da questa massa di gente che sta al Governo per fare i nostri interessi e che invece pensa soltanto ALLA SUA PANCIA.
    Caterina Bacci

  • Andreasoriani1974 6 anni

    Complesso ma non impossibile commentare, anche se dalla lettura sull’interpretazione fornita dal Direttore di Bianco Lavoro, sembra resti poco da dire, tuttavia, proponendo l’esperienza personale, risulta difficile non aggiungere che diritto al lavoro significa anche esercitare la propria attività in forma continuativa, così da progettare cosa si farà domani, accedere ad un mutuo per l’acquisto di una casa o pagare un affitto per vivere in maniera indipendente dai genitori (almeno a 38 anni), pensare di poter vivere in una famiglia tua (e magari avere dei figli). Tutto questo non è possibile in un paese dove (dopo aver esercitato per vent’anni come elettricista civile e industriale, capocantiere, manutentore, ecc.), si è costretti subire lo sfruttamento di agenzie (tutte uguali), che non considerano minimamente il curriculum, (e non mi si dica che dipende da come è redatto), e non si sa in base a quale logica ti ritrovi a fare l’operaio (acefalo,) che collega il cavo A al cavo B, alle dipendenze di persone che conoscono solo l’Abecedario dell’elettricista ma ti guardano come un “paria” perchè “loro” hanno il posto fisso.

  • Bambinamammi 6 anni

    Sono pienamente daccordo con Lei. In famiglia siamo in tre. Mio marito disoccupato ormai da sempre (soffe di depressione dopo un licenziamento senza giusta causa quando aveva quarant’anni e da allora non si è più ripreso), mi figlio il piccolo (20 anni ha appena terminato gli studi) e spero possa quanto prima trovare lavoro. Io ho un partime da 12 h settimanali. A fine aprile ho perso l’altro partime da 28 h. E’ da allora che rispondo ad annunci ed invio curriculum ma nulla e mi creda è veramente dura. Sono convinta che il diritto al lavoro enunciato nella Costituzione sia riferito maggiormente all’aspetto umano delle persone e non come diritto acquisito per forza in quanto sancito dalla stessa. Ognuno ha diritto al lavoro e trovo discriminante che spesso negli annunci di offerte di lavoro si trovi come prerogativa “appartemente alle categorie protette” e in questo caso io non mi sento tutelata dal mio Stato che incentiva l’assunzione di alcune categorie a scapito di molte altre. Per quanto riguarda la guerra, ritengo che a volte, un atteggiamento di dialogo e di pazienza, sia decisamente più disarmante di un’offensiva… whit love and pacience, all is possible

  • Tiziana Trani 6 anni

    Ho fatto per anni selezione del personale
    Ho smesso di lavorare per i figli e ripreso dopo parecchio stacco e tanta fatica; seguo vicende politiche e sono interessata a iniziative politiche che cantino fuori dal coro
    Non mi ritengo quindi proprio profana e avulsa dalla realtà
    Ritengo quindi di non dire uno sproposito affermando che la Costituzione è stata completamente bypassata dalla realta’ politica ed economica che stiamo vivendo ormai da diversi anni e i paesi instabili, instabili non sarebbero proprio se non ci fossero in ballo enormi interessi finanziari ed economici da parte dei grossi blocchi politici extraeuropei e non
    Per favore quindi non prendiamoci e non prendeteci in giro più
    SIAMO CRESCIUTI E SE ARRIVEREMO A FAR SENTIRE SERIAMENTE LA NS VOCE QUESTO STATO DI COSE DOVRA’ NECESSARIAMENTE CAMBIARE!

  • Virginiar 6 anni

    VIRGINIA R.
    E’ vero, è sancito dalla Costituzione, ma nella realtà la situazione è che se non si hanno raccomandazioni oppure  chi come me ha cinquant’anni il lavoro è un’illusione; nelle inserzioni moltissime volte vi sono i limiti di età, che non dovevano più comparire (salvo determinati contratti di lavoro) anzi, a volte si viene quasi derisi.

  • Gattist 6 anni

    Diritto si sà che và a braccetto con dovere.Oggi purtroppo lavoratori e datori di lavoro accampano solo diritti e nessuno sembra più memore del  concetto di dovere che hanno reciprocamente gli uni nei confronti degli altri.
    Padrone=squalo : Lavoratore=parassita. Ecco, questo è quello che una categoria pensa dell’altra, ignorando deliberatamente che si parla, o meglio si dovrebbe, essere tra persone che, come tali hanno, anzi avrebbero, il diritto di poter soddisfare i loro bisogni principalmente in un’ottica  umana comprendendo anche tutti  quegli aspetti materiali e pratici che concorrono, proporzionalmente, al benessere delle famiglie (anche gli imprenditori hanno famiglia) e dell’intero paese. Paradossalmente tutti non hanno più obiettivi quindi nessun traguardo da raggiungere, quindi voglia zero.Se vogliamo parlare di costi non dimentichiamo che il mondo ha cominciato a progredire quando fu stata abolita la schiavitù.Incredibile vero? Il mondo è  come oggi lo conosciamo da quando hanno cominciato a pagare la gente anzichè sfruttarla.Sempre oggi tuttavia siamo agli albori di una fase regressiva causata, quando si dice il caso, delle innumerevoli forme di nuove schiavitù che fiaccano tutte indistintamente le nostre famiglie senza dimenticare,come dicevo prima, che anche gli imprenditori hanno famiglia.In conclusione non c’e’ più posto per i veri squali e per i veri parassiti che hanno concorso alla reputazione negativa di due grandi categorie che mi auguro essere ancora complessivamente sane e con tanti problemi in comune da risolvere insieme.Via subito dal mercato del lavoro squali, parassiti, governo e sindacati.Autogestione tra imprenditori e lavoratori degni del nome.

  • tania 6 anni

    Per quanto mi riguarda ritengo che avere un lavoro significa essere autonomi, liberi! E’ difficile sentirsi liberi se non si ha neanche la possibilità di poter scegliere cosa comprare da mangiare quando vai a far la spesa e devi per forza prendere ciò che costa meno ritenendosi fortunati che ‘puoi andare a far la spesa’ !!!! Quindi sì ogni essere umano ha il diritto ad avere un lavoro, peccato che molte persone abbiano abusato di questo diritto occupando un posto senza poi lavorare veramente approfittando di tutte le agevolazioni del caso per avere soldi e privilegi a spese di molti altri!! Non è lo stato che ci deve il lavoro, siamo noi lo stato, siamo noi che dobbiamo lavorare ed avere a disposizioni metodi validi per eliminare chi un posto ce l’ha ma non lavora non produce, timbra il cartellino e se ne va al bar, o in vacanza salvo poi incassare/rubare lo stipendio e affamare gli altri.

  • Cattapansimonetta 6 anni

    Anche perchè una persona in grado di produrre e dare un contributo alla società, si sente inutile…anche se non ci fosse il bisogno economico, una occupazione ci da la forza di vivere, soprattutto a chi ama il lavoro…

  • floor 6 anni

    penso che il diritto al lavoro proprio non esiste. esiste solo l’interesse.

  • Monifld69 6 anni

    Complimenti per il Suo articolo . Per quanto mi riguarda , considerando la situazione attuale , economicamente e politicamente parlando , ritengo che la soluzione piu’ logica sarebbe emendare la Costituzione . saluti

  • Salvoronzi 6 anni

    Salve! Voglio dire solo un paio di cose perché non sono poi così preparato in materia di costituzione, sarà perché ho solo la terza media che ormai non vale più a niente per ciò che concerne ottenere un lavoro, da piccolo son dovuto andare a lavorare per sostenere la mia famiglia e non ho potuto continuare gli studi.
    Adesso sono marito e padre di due bambini, ho provato a crearmi una piccola attività lavorativa di pulizie per conto mio ma erano più le tasse che pagavo che i soldi che guadagnavo, per cui ho dovuto chiuderla e fino a ieri dopo aver pagato 5000,00€ trovo una raccomandata da pagare, altre 750,00€. maledetto il momento in cui ho scelto di aprire una partita iva! credo che l’Italia sia il paese più tassato al mondo. sono almeno sei mesi che sono disoccupato e dopo aver visitato qualsiasi ufficio al servizio del cittadino e aver ricevuto come risposta: “mi spiace, purtroppo non c’è lavoro!” ho inviato il mio curriculum in tutta Italia ma nessuna risposta. quindi mi chiedo: “cosa Diritto al lavoro? che anch’io ho diritto a un lavoro?” booooooooooo

  • az123bcd 6 anni

    in ITALIA IL DIRITTO AL LAVORO NON ESISTE.A PARTE LA MAREA DI PERSONE INCAPACI CHE PRETENDONO DI LAUREARSI E DI DIVENTARE DOTTORI SENZA SAPER NE LEGGERE NE SCRIVERE,LO STATO ITALIANO SE NE FREGA DEI GIOVANI BRILLANTI E CAPACI,BASTI PENSARE A TUTTA QUELLA GENTE CHE è EMIGRATA PER LA DISPERAZIONE.I CONCORSI SONO DIVENTATI IMPOSSIBILI PER UN GUADAGNO POI MISERABILE CONSIDERANDO POI GLI AFFITTI DI CITTà COME ROMA E MILANO.
    POI C’è LA SCUOLA CHE NON è PIù COME UNA VOLTA.OTTO MAESTRE PER OGNI INSEGNAMENTO DITEMI VOI SE I BAMBINI NON SI DISPERDONO,QUANDO IN PASSATO UNA SOLA MAESTRA COMPIVA IL PROPRIO RUOLO SENZA TROPPI FASTIDI E SENZA TROPPE SPESE.E POI CI SONO I FIGLI DI PAPà CHE VANNO ALLA BOCCONI E CHE SENZA ALCUN MERITO RIVESTONO POSTI DI PRESTIGIO AD ONORE DELLE TASSE ALTISSIME CHE PAGANO E NON PERCHè SONO MIGLIORI DELGLI ALTRI.
    QUI VIGE LA REGOLA DEL COMPRARE IL POSTO,E NON DEL MERITARLO.
    E ALLORA IN TUTTA ONESTà LODE ALLE NAZIONI CHE ACCOLGONO I RICERCATORI ITALIANI E I LAVORATORI ITALIANI.SE LA CLASSE POLITICA è RAPPRESENTATA DA MUMMIE DI 100 ANNI E PASSA è MOLTO DIFFICILE CHE I GIOVANI ABBIANO IL LORO MOMENTO DI GLORIA!!!!

  • Rocco 6 anni

    diceva uno dei padri fondatori che la costituzione per renderla efficace ha bisogno di carburante . ora sembra che di carburante sia finito .il carburante della costituzione è la partecipazione della popolazione .
    spero di cuore che da questa crisi rinasca quella partecipazione popolare di un tempo .
    L’italia ha sempre sbalordito il mondo per la sua creativita ,perseveranza e fratellanza.
    ma per una rinascita abbiamo bisogno di nuove idee  è  di una classe dirigente giovane e piena di entusiasmo per la nazione .

  • Furaa2009 6 anni

    la teoria e’ una cosa e sappiamo bene che la realta’ e’ un altra .
    anche la ns costituzione recita tante bei concetti ….si solo concetti xke poi nessuno di noi li fa rispettare.
    si nemmeno noi cittadini che come tante pecore non reagiamo a tutta una serie di soprusi documentati e documentabili che ogni giorno i ns politici e politicanti perpretrano a ns danno.dovremmo essere noi che dovremmo farci rispettare invece di farci a ffamare combattere per una ns italia piu pulita….piu libera da affabulatori e affamatori….ditemi cosa e’ stato fatto x noi cittadini da anni????—-nulla oggi si muore negli ospedali…hanno aperto le frontiere ad una massa di gente sporca e senza professione che viene qui ad inquinare la ns vita le ns strade e le ns potenzialita come popolo …siamo derisi nel mondo xke siamo solo buoni x pasta e pizza e nulla piu?????????????e poi i ns politic!!!!!!!!!ahahahahahahahahah…siamo una barzelletta ci dicono iun  faccia che ci rubano i soldi e noi qui a votarli ancora?????????????????????????????????????????????quindi non siamo nulla piu che delle pecore che questo meritiamo….non siamo scesi una volta in piazza…in grecia in spagna in germania in francia si…….non siamo buoni a nulla e x questo ce lo metteranno sempre a quel servizio e ciprendereanno tutto sono solo alla meta dell’opera prenderanno anke quello ke con grossi sacrifici noi tutti abbiamo fatto in una intera vita …loro lo bruceranno in un attimo e stiamo qui a guardare???????parliamo di costituzione????del lavoro?ma xke credete ke a questi importa qualcosa di noi???? illusi simao solo degli skiavi ke lavorano x loro banda di ricottari…simao solo skiavi…altro che costituzione…svegliamoci…..noi non siamo cosi…ci toglieranno tutto ed a quel punto non potremmo fare nulla piu….

  • Piero 6 anni

    Penso che mi trasferirò in Sicilia dove il “diritto” al “lavoro” è pienamente riconosciuto

  • stefano 6 anni

    Sono d’accordo con tutti voi… comunque finchè avremo dei co****ni del genere al governo e finchè la gente piuttosto che andare a fare le verifiche a scuola non manifesterà per salvaguardare i propri diritti qui non si risolverà mai nulla. Sono le solite frasette da ventenne ingorante però sta di fatto che è così. Ci si lamenta tanto per quello che succede e poi non si ha nemmeno il coraggio di saltare una verifica o una lezione a scuola per difendere il diritto. Non mi riferisco solo a studenti ma anche ad adulti lavoratori. Se le cose vanno così non è solo per colpa dei politici… il punto è che qui in pochi fanno veramente qualcosa per cambiare il le sorti dell’italia e finchè non si mobiliteranno tutti qui continueranno a investire per le guerre e a tagliare per scuola e lavoro… saluti a tutti da Stefano 

  • Caesar111 6 anni

    La mia ex ditta dove ho lavorato per 35anni, ha dovuto fallire e lasciare a casa 25 operai solo perchè lo stato (o le banche) non a voluto darle la possibilità di poter provare a rissollevarsi,quindi io, a cinquantanni,sono senza lavoro,e per di più per alcune aziende sono troppo vecchio.Le nuove regole di assunzione dicono: un’azienda che assume un disoccupato fino a 35anni a diritto a sgravi fiscali,e potrebbe andare anche bene,ma il punto è questo:”cosa sono gli operai oltre i quarantanni per lo stato?Una volta erano mano d’opera specializzata,ora sono un peso.Secondo Voi,io,come devo interpretarlo il diritto al lavoro?o, come dice il ministro Fornero,”me lo devo guadagnare”.Non credo che qualcuno di quelli che si permettono di parlare sul diritto dei lavoratori,abbianola facoltà di farlo,pechè loro non sanno nemmeno cosa vuol dire la parola “operaio”,e con questo mi scuso per lo sfogo,ma sono un operaio a casa dal febbraio 2012,e ascoltare tante storie(per no dire parolacce)da persone (da me ritenute incompetenti)mi fà molto innervosire,senza contare che quelli assunti fino a trentacinque anni d’età, poi anche loro arriveranno a cinquatanni e quindi la storia si ripete.

  • Giuseppe555 6 anni

    Gli articoli della costituzione Italiana  1, 2,3,4 e35. Parlano esplicitamete del dirittoal lavoro, nella maggior parte delle sue forme, senza ambiguità. Ritengo che le istituzioni devono far valere tutto questo nel modo più appropriato.

  • vincenzo 6 anni

    A quelli che sono responsabili,con le loro incapacità decisionali,di far perdere il posto di lavoro a centinaia di famiglie,cosa gli riserva la costituzione a questi personaggi?Nulla.
    Sono sdraiati sulle sedie a sdraio a godersi probabilmente i soldi guadagnati senza averne il diritto.La loro sola capacità è stata di essere un bravo servo di una proprietà che la costituzione italiana tutela nei confronti degli ex dipendenti e dei creditori.
    Siamo la repubblica delle banane .
       

  • concordo in toto nel pensiero espresso dal direttore di Bianco lavoro; aggiungo che sarebbe necessario ed indispensabile attuare legislazioni che permettano a tutti i cittadini in attesa di lavoro, di ricevere un adeguato sostegno economico.

  • Facchini Mauro Giuseppe 6 anni

    Diritto al lavoro? Io lo chiamerei dovere al lavoro e poi diritto. Mi spiego meglio, ad un ammalato non bisogna dare antidolorifici per farlo stare meglio, ma andare alla radice della patologia e curarla,solo cosi veramente il paziente riesce a stare meglio.
    Tenendo conto ovviamente che non sia già troppo tardi. cosa intendo con questo, io sono un meridionale e ho sempre sostenuto che non siamo da meno del settentrione.
    Il problema chè sta a monte del lavoro e della crisi a livello mondiale è l’ignoranza.
    Allora bisogna partire da questo punto, investire nella cultura della persona per fargli aprire gli occhi, per dare luce nel proprio cammino. Tempo fa quando ho fatto una scuola superiore come tecnico elettronico, sapete che è successo, ho avuto il massimo dei voti, soddisfatissimo di sapere cosa era l’elettronica, finito gli studi non sapevo come aprire una mia attività,cosa era adirittura la partita iva, un commercialista a cosa serviva,cosa sono gli aiuti della comunità Europea,il prestito d’onore,un contratto di locazione ecc.ecc.
    Tutti meccanismi che ti fanno capire cosa devi fare, come lo vuoi fare, con chi,e dove.Quello che voglio segnalare è il bisogno di riformare la scuola in modo proporzionale alla complessità della società.
    — D. Società più complessa?      R. Istruzione più efficace e meno lunga–.
    Passare una vita a studiare cose che non servono, fa diminuire la possibilità di crescita.
    Nel 1989,ho studiato come agente immobiliare, bastava per accedere ai corsi la scuola media inferiore, lo stesso anno è uscita la nuova legge di riforma del settore che obbligava gli interesati all’iscrizione al possesso del  diploma di  scuola media superiore e poco manca che tra non molto servirà la laurea per diventare agente immobiliare,ma che scherziamo?
    Quando svolgevo la mia attività avevo le stesse informazioni di ragazzi diplomati.
    Poi per la crisi economica, la risposta non è complicata

    D– Non c’è lavoro? R. Perchè non c’è bisogno di mano d’opera
    D– Ma perchè?       R. Perchè non c’è richiesta sul mercato di prodotti e servizi
    D– Ma perchè?       R. Perche  Mancano i soldi

    A chi mancano i soldi?
    Non certamente alla persona che si è gia comprato una casa, che non ha bisogno di un vestito che ne a da buttare, che ha gia una macchina e con quella può andare avanti, che si è gia sposato i e che sta bene, che non ha bisogno di scarpe nuove,che i soldi che gli avanzano li va ad investire in titoli di stato?
    Attenzione non è uno stereotipo!   

    Signori aprite gli occhi, questa persona non farà mai crescere il mercato del lavoro 

    Allora bisogna investire sui giovani, dare la possibilità di maturare in tempi brevi su materie specifiche in base alla professione,fare degli molti Stage , avere una cultura aggiornata  in base ai servizi e agevolazioni esistenti.
     Ovviamente anche lo stato deve fare la sua parte.
    Fare dei corsi di aggiornamento obbligatori anche agli insegnanti e offrire un servizio più efficace,strutture che diano la possibilità di apprendere nozioni di base a persone più adulte.
    Diritto al lavoro Si.
     Ma bisogna guardare avanti, nel 1923 l’America è uscita dalla crisi perchè
    ha investito nelle infrastrutture, oggi le infrastrutture ci sono bisogna investire sui giovani.
    La persona una volta che ha raggiunto i suoi 65 anni, per gli uomini e 60 anni, per le donne
    devono necessariamente lasciare il posto fisso, avere la pensione, se vogliono continuare a fare qualcosa ci sono sempre le attività commerciali autonome, i centri sociali.
    Il tempo corre velocemente, se non si divertono a quell’età quando lo faranno?
    Quando non possono neanche camminare, io ci credo poco, allora è troppo tardi.

    La formula è questa

    Facciamo lavorare i giovani.
    E gli anziani andassero a divertirsi con i nipotini

                                                                               Mauro Giuseppe Facchini

    • Brunella Canovi 6 anni

      Salve sig.Facchini io sono donna, di 45 anni e mi sono rotta  della storia “investiamo sui giovani”…giovani quanto? ritengo le persone della mia eta’ che devono lavorare e sopratutto ritrovare il lavoro molto piu’ responsabili ed affidabili di tanti cosiddetti giovani che non hanno ancora capito il valore che ha essere attivi per la dignita’ della persona…saro’ felicissima di andare in pensione all eta’ consentita ma ritengo di avere un sacco di energie da investire in un ruolo attivo e non marginale nel mondo del lavoro..
      Brunella Canovi

    • Catttapansimonetta 6 anni

      si facciamo lavorare i giovani…ma io che ho 42 anni che debbo fare? non sono giovane ne vecchiia…e non è che solo al sud vada male io sto a Venezia e non è diverso…

  • BUTACU VASILE 6 anni

    HA HA HA…….. SALVE sono vasile,rumeno chi lo sa costituzione?E CHI O PRATICA?IO ho lavorato,in 5 aziende e tuti mi ano fregato,con contrato,10,81 al ora,loro mi dava 6,28,LA COSTITUZIONE E SCRITA POI REMENE LI,CHI O PRATICA? butacuv@yahoo.it SALVE.

  • Maria Giovanna 6 anni

    Gentile Dr. Fatizzo, innanzitutto La ringrazio per questo editoriale perchè ha saputo sintetizzare e rappresentare a pieno il pensiero di molti, troppi, disoccupati. E non disoccupati per scelta o per pigrizia. Sono una donna di 43 anni, senza lavoro da alcuni mesi. Prendo la cassa integrazione (ogni 7 mesi e anche su questo si potrebbe aprire un dibattito doloroso) e la cosa che più mi deprime è sentirmi “mantenuta”. L’azienda per cui ho lavorato negli ultimi 11 anni ha attraversato enormi difficoltà, tanto da fallire una prima volta e poi, dopo aver rimesso insieme i pezzi e averla rilevata noi dipendenti, aver subito un nuovo fallimento dovuto alla portata enorme delle tasse e dei costi da sostenere. Abbiamo lavorato alcuni mesi senza stipendio, per il desiderio profondo di farcela. Abbiamo perso tutto. Quando la Fornero parla di guadagnarsi il lavoro attraverso il sacrificio si riferisce a questo? Io cittadino pago regolarmente le tasse, questo mi dovrebbe dare il diritto ad un lavoro… o forse è il contrario? Diritto al lavoro è diritto alla dignità, quella che ci hanno tolto, insieme alla speranza. Non so cosa si potrebbe fare per migliorare la situazione, forse impiegare i disoccupati nel portare a termine innumerevoli opere pubbliche rimaste inutilizzate perchè non complete (chissà come mai…), o forse aiutando concretamente gli imprenditori perchè possano assumere nuove persone senza rischiare il collasso. In questi mesi di forzato riposo ho avuto molto tempo per cercare una nuova soluzione per me, lo faccio ogni giorno, regolarmente, come un mantra mi ripeto che qualcosa ci sarà. Ma non è così. Stipendi da favola contrapposti alla fame del popolo non è democrazia, non è civiltà. Ci si sente dire che bisogna essere pronti ad andare a lavorare all’estero. Non mi pare che si parli di diritto al lavoro nel proprio paese. Un concetto che mi risuona spesso è che, forse, per migliorare veramente bisognerebbe che le coscienze fossero diverse. Troppi e per troppi anni hanno percepito uno stipendio senza produrre nella stessa misura in cui venivano remunerati; in questo senso la Fornero può avere ragione quando dice che il lavoro bisogna guadagnarselo. Ma c’è anche chi ha lavorato tanto, molto più di quello che era in suo dovere fare e adesso non ha più il lavoro. Cara Fornero, la Sua affermazione vacilla da ogni punto di vista. L’Italia è sempre più divisa in due sole classi sociali: i poverissimi e gli straricchi. Alla mia età sono troppo giovane per la pensione e spessissimo troppo vecchia per un lavoro. Il mio Paese straziato da cattivi governi e gente senza scrupoli è sull’orlo del collasso. Il diritto al lavoro sancito dalla Costituzione è pura utopia, soggetta ad interpretazioni personali di gente che puzza di danaro spesso estorto velatamente alla gente onesta. Siamo pieni di doveri ma pochi diritti. Un paese civile, uno Stato civile, dovrebbe agire come un buon padre di famiglia chiedendo si dei sacrifici ai suoi figli (insieme ai suoi, non dimentichiamocelo!), ma garantendogli anche il suo pieno impegno perchè ogni membro di questa famiglia abbia la possibilità dignitosa di partecipare alla rinascita.

  • Elchid 6 anni

    C’è ben poco da girare la frittata: non abbiamo più alcuna garanzia. Io ho lavorato 12 anni,da quando ho perso il lavoro non c’è più stato verso di firmare un contratto. Ovunque vai ti dicono che ormai assumono tramite agenzia interinale,ed ecco che mi sono fatto tutte le agenzie della mia città. Risultato?? 2 colloqui e nemmeno 1 giornata di lavoro. A questi signori che da senatori a  vita dicono che  il posto fisso è noioso,a questi ministri del walfare che dicono che il lavoro non è un diritto io gli taglierei la testa con la ghigliottina!! Altro che protestare! Manganellate ne ho già prese abbastanza,per quel che mi riguarda passerei direttamente al piombo!!  Ho degli amici che sono appena diventati genitori ed hanno perso il lavoro!! Grazie a questi contratti che possiamo benissimo usare come carta igienica!! Altri miei amici che avevano un contratto a tempo indeterminato che hanno preso una bella pedata nel fondoschiena!! Gente con famiglia!! Provate voi ad andare in banca a  chedere un mutuo o un prestito con un contratto di un anno!! Altro che casa!! Altro che famiglia!! Qui se non sei un raccomandato o “figlio di qualcuno” non hai alcuna speranza!! Che vadino a  spigolare tutti quelli che ancora cercano di ammortizzare questa ***** che sta cadendo giù per i “servizi igienici”!! Ci stanno levando tutto e i responsabili dovranno pagarla cara!! Che vengano i figli della Fornero a  fare la vita che faccio io!! Ormai ho ben poco da perdere e vi giuro che quando non avrò più niente inizio a  sparare!!! Mi chiamo Matteo Francesco Casagrande e questo è quanto!! F.UCK!

  • Rosario Brandi 6 anni

    Diritto al lavoro, lavoro, questo sconosciuto, ma che cosa e, non lo vedo dal 2009, come mai? E si ma chi te lo dà ? Appena ti vedono si mettono a ridere, direte, come mai e si mi presento con le auricolari alle orecchie (sono sordo) con il bastone nelle mani per rachide lombosacrale e il cartellino degli invalidi attaccato al parabrezza della macchina, vai a passare la visita medica per cercare di avere la pensione d’invalidità e i medici ti rispondono con una lettera raccomandata vai a lavorare, lavoro? questo sconosciuto ma chi te lo dà? Che cosa e? Ma cosa vuoi? Vai via morto di fame, mi vuoi rovinare? Vallo a chiedere a i DOTTORI, che si fanno le ville con le disgrazie degli altri. Lavoro? e da 3 anni che non si fa vedere, l’IMPS le studia tutte per non pagare la pensione a i malati, ma io non voglio la pensione, ma un lavoro, un lavoro adatto alle mie possibilità, ma non ce, non esiste, non ce ne per i giovani figurati per un uomo di 62 anni, mi tocca guardare al centesimo, si al centesimo avete capito bene, se spendo l’euro ci sta che me ne pento, domani forse non potrò mangiare io e mia moglie, per fortuna non ce il padrone di casa a domandarmi l’affitto se no sarei il primo debitore del mondo. Questo e l’italiano, perennemente in cerca di lavoro, con il governo che non passa giorno e inventa una nuova tassa, già ora abbiamo anche l’IMU. me toccato pagare anche questa senza lavorare e senza pensione come mi andrà a finire non lo so.  

  • Myriam Angiolillo 6 anni

    sono agente di commercio, dal 1992  iscritta regolarmente al ruolo di agente presso la camera di commercio di POTENZA . Nel mese di marzo sono stata mandata via dall’azienda revocandomi il mandato di agenzia, perchè frequentavo un corso di formazione come O.S.S. (operatore socio-sanitario ), secondo la legge sul diritto al lavoro è giusto? Premetto che non ricevo un centesimo di euro se non solo la provvigione sui propri procacciamenti di eventuali clienti. Cosa posso fare visto che adesso sono completamente in mezzo ad una strada avendo famiglia da mantenere?

  • Il diritto al lavoro è il diritto di ogni individuo alla propria dignità. Dignità che purtroppo non può essere garantita se, a qualsivoglia titolo, siano negate le opportunità economiche e sociali. Sono stati trattati nello stesso contesto due temi (diritto al lavoro e guerra) che a loro modo si intersecano piuttosto bene. Tralasciando le opinioni personali sul secondo, l’industria bellica muove l’economia e quindi crea occupazione…a suo modo, “garantisce” un diritto al lavoro. Il problema se esita un diritto al lavoro, oggi come oggi, è comune a tutto il mondo, indipendentemente dal fatto che esistano documenti ufficiali che lo sanciscano. E’ un diritto per l’imprenditore, è un diritto per il dipendente. E’ il diritto di scegliere cosa essere per garantirsi il proprio benessere (sia psicofisico, sia economico). Oggi, purtroppo, è difficile essere imprenditore, è difficile essere lavoratore, poichè il contesto non avvantaggia nessuna delle parti e le mette in conflitto con norme e regolamenti che vanno a discapito dei molti. Se potessi scegliere, io opterei per il diritto al lavoro come politico…

  • Pino 6 anni

    mi sembra la più congrua e la condivido chi interpreta il diritto al lavoro come diritto per il cittadino e dovere per lo stato di garantire a tutti noi  le opportunità e gli stumenti ( cioè la miglior formazione possibile in base alle capacità di ognuno di noi) per permettere ad ogni cittadino di realizzarsi.
    Il diritto al lavoro in questa accezzione non è per niente garantito…le opportunità non sono uguali per tutti ma notoriamente chi ha alle spalle una famiglia influente trova la strada in discesa.
    per cambiare la situazione bisogna cambiare la cultura ….ci vuole più concorrenza fra le scuole e le università per accaparrarsi gli studenti migliori, strumenti di valutazione del personale che guardino al merito,

  • Crysbort 6 anni

    ciao sono cristina è vero che con la nuova legge fornero non si può più avire il contratto ha chiamata?? ho 45 anni

  • Francesco 6 anni

    Il tema è di quelli che fanno tremare perchè esiste una evidente discrasia tra il diritto ( L’Italia è una repubblica fondata sul lavoro ” , e la realtà quotidiana di chi il lavoro lo cerca in qualsiasi forma. Pensiamo ai vari tipi di contratto che esistevano sino alla riforma, oppure ai contratti a tempo determinato. Nella realtà il vulnus del diritto è che tutti, chi più chi meno, si considerano dei puntellati. Anche qui che enorme disparità esiste nei contratti di lavoro del pubblico impiego, in cui il licenziamento è una mera ipotesi di studio, e i contratti privati, dove per entrare spesso devi aver firmato la lettera di dimissione in bianco.

  • Ezeigbo 6 anni

    Ho 47 anni, Secondo me “DIRRITO AL LAVORO” può essere giustamente quando chi cerca Lavoro trova. Ma oggi in Italia e tutto mondo il caso è diverso. IL problema è diventato in puì per essempio in Italia iL Governo cambia la legge molti volte a chi dare Lavoro, a chi aiuta per trovare Lavoro, e finalmente a chi cerca Lavoro. Per questo motivo è diventato rasisimi per Agenzia di Lavoro e Dattore di Lavoro. dell’Azienda al dare Lavoro solo per Italiani. DIRRITO AL LAVORO non è anchora praticabile.    

  • Francesco 6 anni

    il lavoro e un diritto per tutte le persone perche ti da la dignità di vivere una vita decente.
    non ti dico di fare la dolce vita ma almeno di guadagnare i soldi per una corretta alimentazione almeno ci guadagniamo la salute.

  • filippo 6 anni

    ciao mi chiamo filippo sono un papà disoccupato a un anno che non lavoro  mando curriculum di qua e di la ma nessuno ti chiamo  primo perchè dicono che ha 45 anni e difficile e poi avendo una famiglia a carico  scelgono i sigol allora mi chiedo  se la vita di una persona vale cosi poco  perchè non avendo un lavoro un uomo si sente finito  allora a questo punto chi a diritto a lavoro          cio da filippo

  • Gionny 6 anni

    e vero l italia fa veramente schifo in tutti i sensi come fa schifo il governo e chi lo comanda il lavoro in italia non e piu un diritto come tutto in italia .Percè in italia la popolazione lavorativa non a più diritti ma solo doveri ,doveri di pagare ,pagare e bastsa .Questo e il nostro governo di merda che abbiamo.poi ci sono troppe persone che non portano entrate tipo carabinieri ,militari ,vigili urbani ,finanza a cosa serve tutte queste persone che non prendono nulla nemmeno per un bicchier d’acqua .questi sono i diritti .no per noi poveri operai che appena tiriamo avanti contando i centesimi per arrivare a fine mese io saprei come fare per migliorare la situazione altro che diritti ,solo che doveri con un governio di merda che abbiamo .non parlate piu di diritti che non sapete nemmeno voi di che porta sia.firmato uno che odia il tutto dell’italia

  • Al di la del diritto al lavoro io penso molto semplicemente che orami asi è perso da tempo cosa è il concetto più generale di stato di diritto:
    ogni cittadino sente la sua nazione quando è consapevole che deve rispettare delle leggi per far andare avanti il paese, l’ordine pubblico.
    Vivendo in un paese democratico il cittadino ha diritto an pacchetto di benefici che lo stato lo da tramite serzizi al cittadino o condizioni tali per muovere l’economia  e di conseguenza il mondo del lavoro.
    Per ripristinare questo stato di diritto bisognerebbe recuperare la sensibiltà ad apllicare la legge per tutti allo stesso modo.
    Questa è la caus aprincipale del fallimento del nostrom paese e di paesi come il nostro che hanno alla base la corruzione.
    Usano la politica per fare dello stato di diritto un abuso personale e per raggiungere i loro avidi e corrotti bisogni di ricchezza infinità perchè per loro lavorare onestamente non esiste nel loro dizionario perchè troppo faticoso.
    La complicità della politica a creare questi giochi di potere ha fatto si che l’italia come anche altri paesi in cui la corruzione è un costume istituzionale che diventa legge ed impunibile da parte della giustizia.
    Io credo nella teoria dei corsi e ricorsi storici del filosofo Vigo:
    Un uomo per quanto sia consapevole di aver raggiunto uno stato civile della società strutturata in maniera tale da garantire uguali diritti e doveri per tutti ( che bella parola la vera democrazia!!!!!!!! persa ormai da tempo) c’è sempre una parte di avidità dominate che vuole sfuttare il potere per raggiungere loschi e facili guadagni che nessuno potrebbe avere in poco tempo lavorando onestamente.
    Questo se diventa un fenomeno diffuso porta uno squilibrio economico all’interno dell’assetto di un paese perchè richhezze pulite destinate al progresso vengono sottratte alla colettività, ai servizi che lo stato deve erogare fino a collassare un’intera economia di uno stato.
    Quando si rggiunge il fondo si ricomcia da capo a costruire.
    Nei secoli precedenti si sono avute guerre sanguinose per ragioni economiche che hanno portato alla distruzione della civiltà nel secolo odierno la fredda guerra economica della speculazione dello spread ha portato in maniera vigliacca a impoverire l diritti della collettività e ad arricchire i poteri forti che controllano questa speculazione economica di massa mondiale. Risuktato?
    Le guerre combattute sul campo mietevano un gran quantità di vittime tra la popolazione e soprattuto tra la povera gente che rera la meno protetta.
    Questa guerra fredda è peggio di una guerra combattute con armi perchè protegge in modo indegno chi ha fatto abuso delle istituzioni per vantaggi di un piccola oligarchia che controlla le vite innocenti di persone che sono ancora l’esempio di uno stato di chi crede nel diritto di poter emergere con metodi previsti dalla costituzione anche se le convinzioni si sono indebolite e scoraggiate.
    Il Vigo aveva ragione; bisogna toccare il fondo per risalire. E’ nella natura dell’essere umano.
    Chi più chi meno, a seconda della cultura del paese, c’è uantendeza egocentrica ad attirare le energie del paese su se stessi portano kla parola fine ad un ciclo storico di un paese.
    Per quanto un paese possa essere edificato su una costutuzione democratica solida poi sono gli uomini che agendo rafforzano quei valori condivisi dagli elttori in maniera universale o li frantumano dal momento in cui trascurano la collettività per soddisfare il proprio ego.
    Bisogna avere la fortuna di vivere in un ciclo storico di crescita dove tutto va a gonfie vele e la corruzione è solo un aspetto marginale per arginare il Boom economico della collettività
    Così i nostri genitori avrebbero scritto in quel periodo degli anni 60 che si sono trovati a vivere un momento florido del nostro paese dove le disuguaglianze sociali non erano così evidenti come ai giorni nostri.
    RISORGEREMO come ci insegna la storia a discapito delle generazioni attuali e prossime che subiranno il contraccolpo più grosso a livello di vivibilità base della soprravvivenza.
    Se il popolo continuerà a credere in questi valori istituzionali puri potremo regalare col sacrificio alle nuove generazioni che ci seguirannoun futuro migliore rimanendo dell’idea che la vita va senmpre vissuta anche quando diventa insostenibile il quotidiano

  • Lopolitogiuseppe 6 anni

    Dovrebbe essere un diritto riservato a tutti anche a chi non ha esperienza no che cercano persone che ce l’hanno senza la possibilità di una formazione aziendale io risulto inoccupato lavoro da anni e mai con tante domande ad avere la possibilità di un contratto faccio volantinaggio e ho 37 anni ora nemmeno quello che mi sono operato senza potermi mettere nemmeno in malattia non penso che siamo tutti tutelati per quanto riguarda il discorso lavoro.

  • Joeak73 6 anni

    Non avete ancora capito che a quelle brave persone che stanno al governo, non gliene frega niente della classe operaia ??? 
    Io ho 39 anni sposato con 2 figli e dal 14 Maggio sono disoccupato, dopo (nel mio piccolo) 24 anni di lavoro.
    E’ cosa ricevo in cambio dal “mio governo” ? Otto mesi di disoccupazione retribuita al 60% per i primi sei mesi e al 40% i restanti 2 mesi…e poi ??? Cosa faccio ??? Come mantengo i miei Figli ??? Dove il mio diritto al lavoro ???????

  • Giucristallo 6 anni

    Il diritto al lavoro vuol dire permettere di accrescere la propria persona e la societa’ circostante. Se lavoreranno pochi non ci sara’ nessun progresso.

  • Niggurath 6 anni

    Egregio direttore, sono Luigi e Le scrivo dalla provincia di Napoli.
    La ringrazio da subito per aver condiviso con noi la sua riflessione con la quale, in linea generale, sono daccordo.
    Credo che la difficoltà di inquadrare il concetto di diritto al lavoro, o forse dovrei dire meglio “centrare”, sia insita nella semplicità del concetto stesso e ritengo che Lei  lo abbia molto ben riassunto, presentando punti storicamente e sociologicamente notevoli.
    Credo che un sistema sociale, una società per essere chiaro, per assicurarsi un equilibrio o quantomeno un percorso efficiente che tenda ad esso, debba considerare imprescindibile il lavoro e come tale definirlo sia diritto che dovere.
    C’è poco da fare: se in un sistema costituito da numerose parti, ciascuna parte non contribuisce significativamente al mantenimento e al miglioramento collettivo, l’intero organismo si contrae alla ricerca di un nuovo equilibrio finché, a mano a mano che le parti efficaci sono sempre di meno, collassa.
    Deve essere interesse di tutti che il lavoro sia un diritto e in egual misura un dovere, proprio per questa ragione.
    Come moltissimi, anche io ho subito e ancora sto subendo la cassa integrazione in deroga e all’orizzonte c’è la mobilità; questo elimina di fatto nuove opportunità, poiché da anni sto cercando una nuova sistemazione in vista di questa meta, ma purtroppo non ne trovo. Un’analisi storica dei fatti che ci hanno condotto a questo stato è stata fatta e rifatta migliaia di volte, ma il prodotto non cambia, perché non viene creata la consapevolezza delle cose, e ho tutta la sensazione che questo sia assolutamente intenzionale, voluto.
    Il nostro Paese, visto dall’estero figura poco meno di una barzelletta; dall’interno è assai affine ad una tragedia. Ciascuno teme la rovina e cerca di rimediare come può.
    Sembra che abbiano tutti ragione e naturalmente senza un torto, un fallimento, un errore obiettivamente e unanimemente riconosciuto, non c’è possibilità di capire in che direzione andare.
    E’ mia convinzione, non dissimile da quella di moltissimi, che il problema sia sostanzialmente legato alla nostra etica, al nostro modo di essere cittadini, italiani, esseri umani.
    Mi spiego: i sistemi abusano continuamente del potere che viene loro conferito e ovunque si viola la legge regolarmente. Per sistema io intendo qualsiasi organismo che a vario titolo ricopre un ruolo sociale e organizzativo: politico, economico, sanitario, culturale, finanziario e così via.
    La distorsione dei meccanismi di funzionamento e dei principi originari in base ai quali questi organismi furono costituiti, genera per diretta conseguenza una distorsione del tessuto sociale che essi stessi furono deputati a sostenere e a proteggere, il quale a sua volta produce nuovi organismi “modificati” in maniera distorta e così via….
    Quale fosse lo scopo di questo intento deviante è stato chiaro da subito, tuttavia nulla è stato fatto per porvi rimedio; perché? Perché la logica di potere è finalizzata solo all’acquisizione di nuovo potere e nulla piu’. Ecco quindi che il concetto di “diritto al lavoro” come quello di diritto allo studio, vengono messi in crisi creando opportunamente fratture polticamente legittimate in tutti modi possibili. E non solo politicamente, purtroppo…
    E’ molto facile gettare un sistema nel caos, specialmente quando non è un vero è proprio sistema ma piuttosto un insieme aggregato e non una società.
    Così, dalla crisi piu’ nera, si cerca di risalire alle responsabilità e in ultima analisi, alle fonti, alla definizione di diritto al lavoro, perché si ha bisogno di capire, di far chiarezza. Curiosamente non ci si riesce e ci si dibatte per anni nel tentativo di trovare una qualche defiizione che calzi. Ma non c’è.
    Non c’è perché diritto e dovere vanno a braccetto, come figli della responsabilità. Ed è qui che c’è il problema.
    Abbiamo il governo che ci meritiamo, i politici che ci meritiamo, le istituzioni che ci meritiamo. Non c’è di che commentare, è semplice logica.
    Piangiamo e ci lamentiamo ma abbiamo la memoria corta e peggio ancora la vista. Poi troviamo assai piu’ facile accusare il raccomandato, il mafioso, il bullo, l’omertoso. La verità è che ci piace pensare agli affari nostri in santa pace e coltivarci l’orticello, come scriveva qualcuno degli amici prima di me, senza che nessuno ci dia fastidio.
    Non abbiamo ancora capito che il senso di responsabilità individuale genera quello collettivo e non sempre è il contrario. Poi ci troviamo davanti chi fa il proprio dovere ogni giorno, e ce ne sono di persone, ed è l’imbarazzo piu’ totale.
    Non c’è alcuna granzia, in un’ottica di obiettiva correttezza e legalità, del diritto al lavoro. Ed è una contraddizione evidente. C’è garanzia del diritto all’umiliazione, perché quello che noi abbiamo scelto con la nostra voluta inconsapevolezza, ora ci schiaccia e ci mortifica incurante della dignità e del bisogno primario dell’individuo.
    Il lavoro è dignità, perciò è diritto. Il lavoro è dignità, perciò è dovere.
    Non si può scindere una cosa dall’altra ed entrambe sono mutuamente funzionali e dipendenti.
    Chiedo scusa, per la lungaggine e grazie a chi avrà voluto leggermi fin qui. Saluti.

  • Rubin L 6 anni

    Il diritto al lavoro va ricercato ed identificato non nella costituzione italiana, ma purtroppo è il risultato di tutto ciò che l’essere umano ha voluto e creato, fortemente. Se c’è disoccupazione è perché l’uomo è avido, e come tale deve raggiungere il suo grado di appagamento facendo soldi e popolarità a discapito delle regole e di chi meno può, a discapito della natura e del futuro, tutto però contornato dai servizi, dalla tecnologia avanzata e dall’INNOVAZIONE!!! Quindi troveremo, chi ha la fortuna di lavorare(senza sapere nemmeno come), chi se lo suda e chi nonostante sacrifici e volontà rimane a casa, a soffrire nel vedere gente che si fa una vita, che ha una certa sicurezza economica.
    Il risultato di tutto ciò non si chiama diritto al lavoro, si chiama discriminazione sociale, alla faccia della COSTITUZIONE.

  • R Facchetti 6 anni

    Ne ho 55 da decenni verifico …….. la Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro > >>>>>ma oggi più che mai >>>> NON permette di >>>>> promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto, NON tutela questo diritto per la classe OPERAIA, la GIUSTIZIA NON ha tempi e modi per tutelare i Diritti dei CITTADINI figuriamoci dei deboli, NON riesce a limitare l’evasione fiscale, si continua a vivere DISTRUGGENDO l’AMBIENTE, per promuovere il diritto al LAVORO abbiamo anche l’opportunità EUROPA, da Italiano dico AIUTO da Europeo HELP, ci si stupisce dei GRILLINI 5 stelle, chi ci governa NON ha più ambizioni riproduttive ma neanche aiuta la generazione antecedente, in questi punti si ritrovano un poco tutti i commenti.      Le SOLUZIONI a questa drammatica situazione ci sono, auguro a tutti di trovare ed agire per l’interesse personale ma con vere  azioni nell’interesse di TUTTI, questo è il modo che porta a trasformare il dramma in futuro.          

  • Benetticarla 6 anni

    Il diritto dovere al lavoro lo vedo come un obbligo dello stato di dare a tutti i disoccupati un assegno di mantenimento. Ciò lo indurrebbe, automaticamente, a creare le condizioni di lavoro per tutti. Toglierebbe manodopera alla mafia, costringerebbe a salari piu equi . Il non lavoro non deve ricadere sul disoccupato ma su tutta la societa in automatico.

  • Vienescalzo 6 anni

    Un mio commento è molto gradito….
    Credo che lo possa essere per voi, ma non per chi ci governa!
    Abbiamo calpestato e stiamo calpestando la Costituzione Italiana!
    Per come sono impostate le cose dal nostro, ma direi dai nostri governi, credo sinceramente che dei diritti dei cittadini se ne fregano altamente!
    Il lavoro è un diritto?! Allora perchè ho inviato più di 100 Curriculum ed ho fatto una trentina di colloqui con agenzie di lavoro interinale, con aziende e sono riuscito a cavarne 12 giorni di lavoro!?
    Il lavoro è un diritto, come la sopravvivenza, come l’amore che il nostro Paese ci dovrebbe dare, solo che negli articoli costituenti esiste il diritto al lavoro e non all’amore!
    Eppure non ci sono scritti dei grandissimi doveri che invece siamo tenuti a mantenere!
    Anch’io tornerei negli USA, me ne andrei da un’altra parte, se non fosse che devo accudire una persona in Struttura al piccolo costo di 105€uro al giorno per più di 3000€uro al mese! Ma il diritto al lavoro non ce l’ho! Non mi è riconosciuto!
    Allora faccio quello che posso per vivere, a testa alta, per dare un non-futuro ai miei figli, per fare in modo che un qualsiasi Agente delle Forze del (dis) ordine si renda conto che anche loro sono cittadini di questo Paese come noi, ed in questo momento esiste solo la disobbedienza alle istituzioni che non ci ascoltano, che pensano alla BCE, che continuano ad aumentarsi lo stipendio, che non rinunciano e ci fanno rinunciare!
    Il diritto al lavoro è un diritto: mi appello alla Costituzione!
    Questo è un regime dittatoriale, occulto, ma dittatoriale!

    E’ questo un tema, come ce ne sono altri, su cui non si dovrebbe neppure discutere!
    Ognuno dovrebbe avere la possibilità di VIVERE, di pagare e di vivere!
    In Italia si paga e non si vive più. Cos’altro c’è ancora da dire!?
    Amen! 

  • lavoriamo 6 anni

    Secondo me siamo ormai sottopagati e poco tutelati. Papale papale

  • guido 6 anni

    quando ci si organizza per uno sciopero importante volto a difendere i propri diritti e invece si nota che la maggior parte delle persone è interessata alla farfallina di Belen, al dio calcio al gossip ecc…(basta vedere le scalette dei tg),in più il popolo italiano non legge,non si informa,pende letteralmente da ciò che dice la TV,passa oggi che viene domani……e allora ! si parla di diritti? Mi meraviglio che ancora non reistituiscano il jus primae noctis

  • Francesco 6 anni

    Argomento complesso che coinvolge  la sfera personale di tutti noi e sul quale non sempre siamo disponibili ad accettare mediazioni o interpretazioni. Dopo l’entrata in crisi dell’azienda in cui lavoravo anch’io ho vissuto 10 mesi di Cig straordinaria. Periodo in cui ti senti messo alla prova, senti di non far parte del mondo che ti circonda, e sembra che tutto ciò che credevi di essere e valere non abbia alcun valore. Poi un giorno mi sono fermato davanti ad un’azienda che conoscevo, ho chiesto di parlare con il titolare, ed ho offerto la mia disponibilità a lavorare per loro ad uno stipendio quasi da cassa integrato, pur di far parte di questo mondo che è il lavoro. Ora sono assunto in prova per 6 mesi e poi si vedrà. A volte il peso della famiglia, i figli che crescono con i loro sogni e necessità, ti spingono a rivedere le tue priorità, a mettere nel cassetto dei ricordi l’orgoglio, ad abbassare la fronte e a rimetterti in gioco a qualsiasi costo. Ma credetemi, mai ho preteso il diritto al lavoro. Mai ho pensato che qualcuno, lo stato, o chicchessia fosse colpevole per il fatto che fossi disoccupato. E cosi ho ridotto le spese di casa, ho smesso di andare in auto, ho preparato da mangiare, accudito i figli, pulito casa, ed ho scoperto che con qualche sacrificio si può vivere con poco. Forse la stessa scoperta fatta da molti visto il calo dei consumi. Unica frase nella mente ricorrente. Voglio farmi trovare vivo, quando questa crisi finirà. Il diritto al lavoro viene dopo al diritto alla vita, all’assistenza medica, al cibo, alla libertà di espressione e di religione, all’istruzione e molto altro ancora. Tutti diritti fondamentali che abbiamo dato per molto tempo scontati e dovuti, come se non fossero costati nulla a nessuno. Molto spesso non li abbiamo neppure difesi. Ed ora che la crisi mondiale ha messo in ginocchio l’economia globale, dove  tante industrie hanno fallito, tanti operai hanno perso il lavoro, tanti disperati si sono uccisi, l’unica cosa che sappiamo fare è esigere il diritto al lavoro. Forse perché null’altro sappiamo fare. Quando ho costruito con le mie mani la casa dove vivo, ho apprezzato ogni angolo, ogni mattone, ogni finitura e colore, per farla ho sofferto, lottato, lavorato tanto, e se la perdessi ne potrei morire. I miei figli invece l’anno trovata già fatta, non ne apprezzano le caratteristiche, non ne hanno cura, anzi….. come se fosse cosa dovuta scontata. Ma un giorno usciranno da quella casa e dovranno costruirne una propria. Solo allora capiranno il vero valore del possedere una casa. Così è stato per il lavoro. E se la crisi proseguirà lo sarà per l’istruzione, le cure mediche, i servizi e quant’altro. Non abbiamo lottato per averli. Li abbiamo trovati già belli e confezionati per noi. I nostri genitori e nonni hanno dato la loro vita per ottenerli. Noi no. Ed adesso che stiamo perdendo questi previlegio, non sappiamo fare altro che…… stupirci del fatto che lo stato non riesca a garantirci questo diritto al lavoro. Il lavoro va creato, inventato, cresciuto, sofferto e desiderato. Mai come in un periodo di crisi come questa possono nascere nuove idee e cose nuove da fare. Basta solo chinare il capo, chiudere nel cassetto dei ricordi, orgoglio, pretese, diritti e sogni, e rimettersi in gioco e ricominciare…….. Non serve altro. Scusate le mie parole. Abbiate coraggio e fiducia.

    • Maria Giovanna 6 anni

      hai ragione, ci vuole coraggio e fiducia, ma come puoi reinventarti se trovi muri altissimi chiamati BUROCRAZIA? Anche io ho comprato la mia casa con enormi sacrifici, da sola, investendo in essa il frutto del mio lavoro (quando lo avevo) e so quanto è stato ed è difficile tuttora. Sai suggerirmi come reinventarmi, come riuscire a partorire delle idee imprenditoriali (nel senso del lavoro in proprio) senza scontrarmi con la burocrazia, macchina infernale, pronta a trovare mille cavilli per far tornare la tua idea nel cassetto ? Forse non ho capito nulla.

  • Daniele 6 anni

    Oggi il diritto al lavoro non è rispettato come qualche decina di anni fa. Ma questa è solo la punta di un iceberg! Il diritto al lavoro è infatti qualcosa che può realizzarsi solo quando i diritti primari vengano soddisfacemente rispettati: in particolare mi riferisco all’uguaglianza dei diritti, al rispetto effettivo delle leggi da parte di tutti, ed alla libertà che il cittadino deve avere per svolgere un’attività lavorativa e professionale. Diritti che in Italia non sono propriamente rispettati a pieno. Il motivo di fondo credo sia la scarsa concezione in senso collettivistico da parte di molti cittadini della società in cui viviamo: il modello più seguito è l’intraprendente manager di se stessi che pensa solo a quanti soldi può mettere nelle tasche durante la giornata, senza dare peso agli effetti in prospettiva che tale comportamento può realizzare, in termini generali, e senza tener debitamente conto dei diritti altrui. In una società dove soprattutto coloro che non hanno un peso politico rilevante intraprendono controproducenti guerre con chi è nella loro stessa barca solo “per qualche euro in più”, chi ha le redini dell’economia, anche in termini minori, non deve fare altro che godersi lo spettacolo!  ….E non c’è diritto che tenga…..
     Vi è poi da tener conto che la società odierna è in fase di profondo sviluppo tecnologico. Vi sono sempre minori esigenze di utilizzo dei lavoratori in un numero sempre crescente di professioni: questo fattore induce qualche imprenditore a ritenere di poter fare a meno di personale.  E’ in questo caso necessario chiarire una questione fondamentale: se la tecnologia utilizzata debba servire a creare nuovi posti di lavoro, limitandosi solo ad affiancare il lavoro umano (e non a sostituirlo), ….o meno;   in quest’ultimo caso sarebbe necessario intervenire istituzionalmente per agevolare la nascita di nuove figure professionali, e l’inserimento dei lavoratori nei nuovi posti di lavoro.
    Si ricordino, comunque, gli imprenditori che non sono le macchine che fanno la spesa al mercato, e se i cittadini non hanno soldi da spendere, non si vende e non si guadagna. 

  • emiliano 6 anni

    Diritto al Lavoro!! solo una frase inserita nella nostra Costituzione,da persone che hanno dato la vita per ottenere dei diritti, ora questo diritto sembra non esistere più(vedere l’aumento eclatante dei disoccupati).
    Chi ci dovrebbe tutelare non fa nulla di tutto ciò, anzi mangia alla faccia nostra su quelle poltrone piene di soldi.
    Mi fate schifo,siete la vergogna di chi a dato l’anima per avere un paese Libero e DEMOCRATICO.
    BASTA!! LE PERSONE HANNO UNA DIGNITA’ E TUTTE DEVONO ESSERE ALLO STESSO MODO IN GRADO DI AVERE UN TENORE DI VITA VIVIBILE.  

  • DOCUP 6 anni

    CREDO CHE NON CI SAI NULLA DA DIRE PER NON SENTIRSI DIRE DI NON ESSERE POLEMICO. I FATTI SONO SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI. I RICCHI FATTI DIVENATRE RICCHI DA QUEI BURATTINI DEI “POLITICI” MESSI LI’ SOLO PER LE TASCHE LORO E DI QUELLI CHE AVEVANO TANTI SOLDI E CHE ADESSO HANNO ANCH QUELLI DEL CETO MEDIO SPARITO. CHI DEVE FARE IL PROPRIO DOVERE ISTITUZIONALE NON LO FA’ DALL APRIMA CARICA DELLO STATO FINO ALL’ ULTIMO UFFICIO PERFIERICO. I SINDACATI VENDUTI ALLA LOGICA DEGLI IMPRENDITORI. VOLETE ALTRO? SIAMO ITALIANI ED ITALIANI RIMANIAMO. NON CI MERAVIGLIAMO POI SE ALL’ ESTERO CI DICONO MAFIA E SPAGHETTI E NON CI VOGLIONO. HANNO PROPRIO RAGIONE!

  • Raffaella 6 anni

    prima di dire la mia su “diritto al lavoro vorrei  fare un commento a Paola di 49 ANNI TORNATA DELLA CALIFORNIA….SO CHE ANCHE NEGLI STATES LA SITUAZIONE ECONOMICA NON E’ BUONA, TUTTAVIA, SE FOSSI IN LEI IO ME NE RITORNEREI NEGLI STATI UNITI…. HO VISSUTO ALL’ESTERO PER ANNI MA HO SVILUPPATO LA GRAN PARTE DELLA MIA ESPERIENZA LAVORATIVA IN ITALIA,  PARLO CORRENTEMENTE TRE LINGUE,  HO 47 ANNI,  MOLTE ESPERIENZE DI LAVORO E TUTTAVIA , PUR MANDANDO CURRICULA A DESTRA E A MANCA, NON VENGO NEPPURE CONVOCATA PER UN COLLOQUIO DA CIRCA DUE ANNI ….MI PARE EVIDENTE CHE….A MENO CHE NON SI FACCIA UNA VERA E PROPRIA RIVOLUZIONE, POCHE SONO PER NOI  LE CHANCES!!!!

    ED ORA VORREI DIRE LA MIA SUL DIRITTO AL LAVORO……..SE E’ UN DIRITTO, E’ UN DIRITTO…C’E’ POCO DA GIRARCI IN TORNO. TUTTO DEVE ESSERE FATTO PERCHE’ VENGA TUTELATO, OVVIO CHE POI PER ESERCITARE QUESTO DIRITTO, COLORO CHE LO HANNO DEVONO IMPEGNARSI. SE POI, COME NEL NOSTRO CASO (ITALIA) TAle diritto e’ sancito dalla costituzione, allora vuol dire che tutte le istituzioni devono impegnarsi affinche’ tale diritto venga riconosciuto a tutti i cittadini IN EGUAL MISURA.  IL MINISTRO FORNERO NON SI PUO’ PERMETTERE DI GIOCARE SULL’AMBIGUITA’ DI UNA LINGUA CHE NON CONOSCE, SE IN TALE LINGUA RILASCIA DELLE DIUCHIARAZIONI  DI TANTA IMPORTANZA DOVRA’ AVVALERSI DI UNA VALIDA INTERPRETE E COMINCIARE CON ASSUMERLA VISTO CHE HA BISOGNO DI FARE QUALCHE COSA CHE LEI NON SA FARE.

    • Monicafabbro 6 anni

      Hai proprio ragione! Io ho la tua eta’ e conosco tre lingue, sto spedendo vari Cv da sei mesi perche’ ho perso il lavoro dopo un periodo di Cig ma solo due aziende mi hanno colloquiato … Una come me costa troppo specialmente ora che hanno tolto gli incentivi all’assunzione di donne over 45.
      Sono arrivata alla tua conclusione di andarmene all’estero, anzi mi sto gia’ organizzando per farlo.
      Ciao, Monica

  • Paola 6 anni

    A proposito di diritto al lavoro…! Ho 49 anni appena tornata in Italia dalla California dove ho vissuto per 34 anni e non riesco a trovare lavoro perche’ nessuno vuole darmi una possibilita’ data la mia eta’! Gli annunci nei siti internet sono molto spesso di carattere discriminativo, cosa che negli Stati Uniti non succederebbe mai. Non devi avere piu’ di 35 anni e devi essere bella per trovare lavoro e il fatto che parlo l’inglese benissimo e che ho esperienza in tanti campi non conta proprio niente. Ho mandato Curriculum a destra e sinistra e non ho neanche ricevuto una richiesta per un colloquio. Cosa sono tornata a fare in Italia, la mia terra che mi mancava tanto? Non lo so, infatti mi sono molto pentita di essere tornata per essere trattata in questo modo. Sono molto delusa del mio paese!!

  • Agatino 6 anni

    quello che mi fa rabbia e che da settembre che cerco lavoro e non lo trovo io faccio il falegname montatore di mobili e laccatore ,il paese dove vivo e tutta zone industriale la notte devo dormire con le porte chiuse per gli odori  e puzze che si sentono sono sposato e ho due bambini,la gente che lavora li sono di tultaltra zona,per lavorare li ci vuole solo conoscenza e li ce gente che non sa neanche stare 8 ore impiedi,io voglio respirarmi pure le puzze ma fatemi lavorare.il paese e pascarola provincia di napoli.ditemi se non ho diritto e se non e un diritto.

  • Fernandobruno 6 anni

    in Italia il lavoro ora piu’ che mai è diventato un privilegio per pochi io un pò di esperienza lavorativa in questi anni l’ho fatta però quello che mi manca a me come tanti altri giovani è la raccomandazione senza di essa non vai da nessuna parte 

    • Miyukishundo 6 anni

      Hai perfettamente ragione, e nn c’è possibilità di lavoro soprattutto per gli italiani. Se sei extracomunitario invece ti si aprono un sacco di porte e hai anche un sussidio giornaliero!!!! E poi si chiedono come mai gli italiani diventano razzisti!!”!!!!

  • caro  Marco sono pienamente daccordo su quanto hai scritto riguardo al diritto sul lavoro.Ma mi pare proprio un utopia che tutto possa andare come tu hai giustamente detto,indipendentemente da chi ci governi,sono tutti uguali .

  • Roberta 6 anni

    Non esiste il diritto al lavoro e vi diro’ di piu’ non e’ mai esistito, e’ pura utopia.come utopica e’ la nostra Costituzione , bellissima per carita’ ma solo sulla carta, quasi del tutto irrealizzata… Amo l’Italia ma non amo gli italiani e infatti sto per andarmene…..

    • Gerardo Trimarco 6 anni

       Anch’io nutro questa amarezza verso il sistema Italia, anche se purtroppo a 53 anni è per me ormai è impossibile emigrare. A mia figlia di 12 anni però tutti i giorni cerco di farle capire che la cosa migliore che può fare è studiare tutto quello che le serve per cercarsi un futuro in nazioni dove la società risulti più scalabile e le classi sociali sono dinamiche, dove i ladri e corrotti rimangono tali e non diventano solo furbetti. In Italia purtroppo e più facile avere successo ad un idiota con la famiglia con le conoscenze giuste o i capitali giusti  piuttosto che ad un genio con le competenze di un ingegnere della NASA. In questo paese vai bene solo se sei già ricco o immanicato con qualche pezzo grosso. Il mio più grosso rimpianto è quello di non essere rimasto in Australia a lavorare 20 anni fà. A chi è giovane mi viene da dire che forse questo paese cambierà, ma io non ci scommetterie quindi meglio per chi può andare via.

  • Nicola Dinatale 6 anni

    Mi chiamo Nicola ed ho 58 anni, quindi sono il ‘classico’ over 50 che, essendo stato posto ‘malgré lui’ in Mobilità, stenta da ben due anni a trovare una riallocazione.

    Penso che il diritto al lavoro sia sacrosanto e deve prendere piede anche in Italia il cosiddetto ‘reddito di cittadinanza’,  già operante nelle nazioni europee dove funziona da tempo un decente Welfare State, soprattutto nel Nord Europa.

    E’ altrettanto chiaro che trovare un lavoro pressupone una preparazione ed una competenza specifiche : vorrei però sapere se chi, come me, faceva un lavoro ‘base’ di fattorino autista, quindi senza una specifica specializzazione, riuscirà a essere reinserito nel mondo produttivo, come e con quali reali possibilità di riuscita!

    Purtroppo, dopo una Cassa Integrazione normale e straordinaria, sono scivolato nella Mobilità e devo amaramente constatare come l’accordo preso fra azienda e sindacati non abbia minimamente considerato che un lavoratore anziano come me avrebbe trovato enormi difficoltà di ricollocamento, al di là della fallace e scellerata considerazione che una persona in Mobilità sarebbe stata facilmente assorbita, vista la defiscalizzazione di cui un nuovo datore di lavoro si sarebbe giovato : tutte panzane belle e buone !!!!!!!!!

    Io sono la prova vivente di tale falsità e ne sto pagando le conseguenze, pur percependo dall’INPS un esiguo assegno mensile, finito il quale….. mi recherò mestamente alla Caritas, mio fatale approdo esistenziale ( e meno male che c’è !!!! )

    Perdonatemi lo sfogo e se qualcuno che legge queste righe ha dei consigli pragmatici da darmi, non esiti a rispondere, o qui o alla mia e-mail : nicola.dinatale@yahoo.it  

    Grazie mille, Nicola da Milano

     

  • RR 6 anni

    se un economista come il nostro premier con il suo passato di “successi” come consulente ai ns governi degli anni 80
    la prima cosa che fa chiede di diventare senatore a vita e glielo si concede ancora prima di avere fatto,la sua collega professoressa che chiede a noi sacrifici e spende 6500 euro e la scorta per andare da Roma a Torino per comprarsi le scarpe hanno insegnato per anni a tanti discenti mi domando che generazioni di manager abbiamo a guidarci per i prossimi anni! quando i neolaureati si devono prostituire a colpi stage prove e gli vendono proposti uno dei 44 contratti di lavoro possibili e viene detto che bisogna diventare ancora più flessibili….
    che gli italiani certi lavori non li fanno! ma quali che vengono dati a stranieri per essere sfruttati
    io ho fatto un patto gon lo stato ormai più di 30 anni fa: vai a lavorare tutte le mattine, fai il “bravo” paga le tasse e i contributi e dopo 35 anni andrai con la minima equivalente all’80% o a 40 con il 100% poi di volta in volta i vari governi hanno cambiato ora io mi ritrovo a dovene lavorare 47 per avere il 60% NON CREDO SIA SERIO!!!!!
    ammesso che li lavorerò perchè esistono solo gli statali gli esodati i laureati, ma gli over 50 che fanno???pagano solo!
    e attorno al governo lavorano circa 200.000 persone
    forse la carta dei diritti e dei doveri andtrebbe letta bene di chi la vuole cambiare!

  • Massimop605 6 anni

    Ma per quale motivo il lavoro deve essere un diritto ? Se l’ italia sta andando a puttane è proprio per quello.
    Il lavoro e ripeto il lavoro è prima di tutto un dovere ,te lo devi conquistare giorno per giorno. troppa gente in italia
    non lavora, basta entrare in qualsiasi ufficio pubblico….
    Il lavoro non è un diritto è un dovere verso se stessi, verso la società..

  • armando 6 anni

    condivido pienamente l’interpretazione sul concetto di diritto al lavoro espressa nell’articolo, ma questo dovrebbe significare un nuovo modo di fare politica e soprattutto nuovi personaggi a gestire tale diritto.
    è ovvio allora che per un breve periodo, in presenza di crisi così profonde, dove ciascuno di noi, specialmente quelli che potrebbero investire per creare occupazione, si preoccupa del proprio orticello, lo stato dovrebbe riprendere in mano le redini dell’economia, a mò di tutor, per stimolare, garantire, coordinare e controllare (nel senso di equità e giustezza) la ripresa che inevitabilmente porterebbe ad un nuovo incremento di lavoro e posti di lavoro.
    certo tale controlo non può essere a lungo, altrimenti tornerebbero le ” partecipazioni statali”, ma nel breve tale impostazione la ritengo fondamentale per dare sviluppo; e quindi nello spicciolo in questo potrebbe configurarsi il diritto al lavoro sancito dalla costituzione.  
     

  • A338lm 6 anni

    Intanto occorre ricordare cosa sia diritto, non è diritto prassi burocratica, non è diritto coercizione, non è diritto obbligo, non è diritto proscrizione, non è diritto sopratutto dipendenza: se io dipendo dal lavoro per poter, non già vivere poiché lavoro e vita si escludo vicendevolmente come la morte e la vita in via esclusiva appunto, ma sopravvivere, di che diritto si sta parlando. E’ diritto ciò che in sé contempla l’eventualità di non essere esercitato, pena la derubricazione a prassi, poi a consuetudine avente forza di legge e poi statuto, magari dei lavoratori. Occorre uscire dall’equivoco detto diritto al lavoro. Non esiste alcun diritto ma solo condanna al lavoro. Bisogna liberarsi dal lavoro e sopratutto dal posto di lavoro. Occorre fare non lavorare, se ne si è capaci.

  • Ospite 6 anni

    L’italia,  almeno per gli italiani, non è una repubblica fondata sul lavoro, da parte del nostro governo, è una repubblica fondata sulla ladroneria, ricatti, estorsioni e, chi più ne ha, più ne metta. Al popolo italiano, rimangono le tasse e le menzogne che, i nostri politici e monti, hanno saputo ben amministrare, ed ora?! basta solo che cambino la costituzione per dar ragione alla fornero e monti che, messe le mani sull’Art. 18, hanno rovinato anche quel poco che era rimasto di buono.Dicevo prima, gli italiani, non hanno più il diritto di essere italiani, come vedete, a parte i ricchi che hanno rubato per essere ricchi, i lavoratori hanno sempre ingrassato gli stessi ed i ladri governatori che, non salvano il nostro paese ma, accatastano soldi a metri cubi perchè, anche la loro settima generazione che verrà, abbia un’avvenire da ricchi.Il diritto al lavoro, ora lo hanno solamente gli extracomunitari, che siano clandestini o meno, il diritto alle case popolari, dopo che, i nostri avi e noi,abbiamo  pagato  tante società fantasma come la gescal,  iacp e quant’altre per avere un abitazione che,  hanno solamente gli stessi. Posso capire che, bisogna lavorare per vivere ma, prima gli italiani poi, se ne avvanza, agli altri, inutile dire: Gli italiani non si adattano, gli italiani debbono essere pagati e, ai padroni questo non va. Scusatemi se sono uscito dal seminato ma, va bene così, a buon intenditore, poche parole. Non ho scritto nomi personali con la maiuscola perchè, i nomi che ho menzonato, non lo meritano.
    Ciao a tutti, un tecnico altamente disoccupato

  • Spadini Roberto 6 anni

    Ho dato una letta ad alcuni articoli ,pensavo di essere (solo) invece vedo che come me ce ne sono tanti.Allora mi chiedo che cosa dobbiamo fare noi 50 enni.Dopo 35 anni di contributi versati allo stato, mi trovo in mobilità perchè la società nella quale ero responsabile vendite x la Toscana dopo 11 anni mi ha licenziato x:ristrutturazione commerciale e,non x cessata attività o carenza di lavoro ma solo x RISTRUTTURAZIONE COMMERCIALE,praticamente è un modo per mandarti a casa elegantemente,dopo avergli portato oltre 800 clieti e oltre 1.000.000 di fatturato,e prendendomi le mie responsabilità  vi dico anche il nome della società: (….. nome azienda oscurato dai moderatori, non siamo in un’aula di tribunale e non è questo il posto giusto per fare accuse dirette) con sede a Napoli.Questo è successo a Luglio 2011 e,da quella data non faccio altro che inviare curriculum o domande di lavoro ma, il risultato non cambia,cioè non è che oltre a non trovare un impiego ma proprio non risponde nessuno.MI chiedo,ma le inserzioni sono vere o no?Ti arriva un ‘mail dove di dicono che il tuo curriculum è stato recapitato nel computer di chi lo hai inviato,e che me frega a me io voglio sapere se va bene o no,almeno una risposta x educazione dovrebbero inviarla,invece sembra che non freghi un c..o a nessuno.Io sono del parere che appunto se il Ns.paese è una repubblica fondata sulla libertà e il diritto al lavoro,lo stato o chi x lui dovrebbe verificare se effettivamente quella azienda ha problemi oppure no e comportarsi di conseguenza e no alzarsi una mattina e dire:da domani c’è la ristrutturazione comerciale con tutto quello che comporta e tutti a casa.Dopo 11 anni che una società di da 2000 euro al mese,auto e sim aziendale.Ti trovi spiazzato,hai fatto il mutuo,hai figli la moglie,che cosa gli dici,senza considerare le giustificazioni che devi dare a chi conosci,perchè loro non sanno perchè e gli devi specificare il motivo se no sembra che hai rubato!!!!!!!!!!!!!
    Poi,uno come me che ho 51 anni ha,36 mesi di mobilità,ora io dico:quanto costiamo allo stato?ci devono pagare senza fare niente,ma chi è questo scienziato che fa certe riforme sarebbe più utile se indagassero effettivamente perchè siamo a casa?.
    E concludo col dire che, sono veramente amareggiato di tutta questa situazione e forse sarebbe meglio che stessere un po più accorti questi politici perchè veramente la gente è stanca di questo sistema corrotto.Non credo ci sia bisogno di un ingegnere x capire che siamo noi piccoli a far girare i soldi,così facendo non è proprio possibile,stanno fermando il mondo.C’è un detto che dice:il mondo gira e prima o poi passa anche da voi.

  • Cristiano 6 anni

    La più geniale delle menti anticipò in tempi non remoti il principio delle leggi; Ad oggi questi principi se così li dobbiamo nominare, vengono sostituiti nella retroattività di un sistema poco vicino da quel regolamento istituzionale che è oggi  la legge. Il diritto per tanto non viene acquisito nel vero senso della parola ma interpretato e distribuito in più forme interpretativea seconda la convenienza e non in base alla sua applicabilità, dove ad ogni condizione ne determina uno status. Dunque oggi il lavoro è uno status..di una società che ne priva a priori le scelte e ne determina  implicitamente la causa.

  • Gianni Ragazzi 6 anni

    Ovvio: “diritto” al lavoro, alla casa e ad altro ancora NON significa che qualcuno (lo Stato, o altri) mi deve qualcosa, solo che nessuno può togliermelo, salvo i casi previsti dalla legge (uguale per tutti). Detto questo, se gli italiani si intendessero di economia anche solo un 3% di quello che sanno di football e campionati di calcio, saremmo quasi alla pari con i tedeschi. 
    Siamo il Paese che ancora considera indispensabile una Laurea (valore legale), un “posto fisso”, la pensione. Esistono due mondi: il libero mercato (tipo USA) e quello statale (ex Russia) con i loro pro e contro. Ricordate l’ “equo canone” ? Bene: a chi aveva i soldi NON conveniva finanziare nuove costruzioni perché il canone era meno redditizio dei BOT – in compenso lo Stato non costruiva. Altro esempio: n USA licenziano facilissimamente, e PERCIO’ assumono anche velocemente. Altro fattore negativo: vi ricordate il motto del ’68 (Capanna e altri): “abbasso la meritocrazia !” e nessuno che gli rimproverasse la cretinata!Idem i sindacati: il posto di lavoro non si tocca ! (cavolata n°1 – fabbrichiamo candele e quindi, se viene la luce elettrica NON si deve licenziare nessun candelaio !) E poi, per loro, quel che conta é l’anzianità (NON il merito – cavolata n° 2).Le nostre Università sono ancora buone, PER ORA. Ma chi fa ricerca DEVE andare all’estero, quindi perdiamo giovani talenti e INOLTRE perdiamo futuri professori universitari in grado di formare nuove generazioni grazie alle loro ricerche. Chi saranno i nuovi professori, tra 5 -15 anni ? Il sindacato ha la risposta: i più anziani, quelli che non sapranno niente di ricerche sul DNA, sulle nano-tecnologie, sugli sviluppi dei nuovi supercomputer tascabili. In sud-Italia i politici di turno hanno silurato un Medico molto meritevole del posto di primario, ma non amico degli amici, perché “troppo qualificato” !!!
    Vedo male l’avvenire dell’Italia !
    Auguri a tutti
    Gianni Ragazzi

  • Lenti-marco 6 anni

     Il fatto che ci siano diversi modi di intendere le parole dell’articolo della costituzione che parla di garanzie dello stato in difesa del diritto al lavoro, significa che ci sono diversi punti di vista che secondo me nascono da diverse sensibilità politiche. Allora sempre secondo me, ci si dovrebbe un po allontanare da questo modo di vedere le cose e fare un analisi, a partire da concetti un po più ampi come la libertà e la giustizia. Per quanto riguarda la prima, direi che la considerazione su di essa più usata. è quella che recita che “la libertà di ognuno finisce, dove inizia quella dell’altro”, e allora direi che nella società in cui viviamo, questo principio non è minimamente rispettato. Hai voglia a mettere leggi e ad esprimere altri principi, quando esiste sempre la possibilità per pochi, di raggiungere posizioni di “potere” con “diritto” di poter decidere sulla vita degli altri. Sono del parere che finchè ci sarà la possibilità di accumulare in modo illimitato risorse economiche a scapito di maggioranze umane trattate alla stregua di animali da macello se non anche peggio, parlare di altri diritti è davvero di scarsa importanza. La giustizia poi è quell’altro concetto sul quale molti si dividono a proposito del fatto che sia vero o no che sia veramente garantita a tutti gli uomini. Penso che, se pur si debba riconoscere la obbiettiva difficoltà a concepirne una senza diffetti, ci siano macroscopici sbilanciamenti a favore della forza del dio denaro per quanto riguarda quella legale, e che siamo ancora ben lontani dall’averne una equa e solidale per quanto riguarda quella sociale.Insomma, sono del parere che si potrà parlare di diritti veri solo in presenza di principi realmente applicati, cosa che al momento non credo si possa affermare essere una realtà.     

  • Giusybit 6 anni

    L’articolo 1 della costituzione va riscritta in nome della trasparenza che in Italia non c’è, L’articolo vero recita “L’articolo 1 della costituzione italiana è fondata sul debito pubblico inventato dai politici fin dai tempi delle caverne” Trovo inutile mandare curriculum di qualsiasi tipo, lavora sempre il raccomandato, vedi articolo 2. L’articolo 3 recita che devono andare avanti le cooperative. L’articolo 4 le agenzie sparse in tutto il mondo in cerca di persone solo iscritte, qui mi chiedo chi le paga. Si può denunciare lo stato che non rispetta la costituzione?

  • Zwingo79 6 anni

    e un diritto lavorare in italia le cose non funzionano cosi abbiamo dei colocamenti che non servono a nulla i dipendenti al colocamento stampano solo stati occupazionali e questo e uno spreco di danaro dovrebbe essere il colocamento a chimare gente a lavorare ma cio non funziona io sono di taranto e in questo momento la tensione e molto alta stanno cercando di chiudere lilva dove lavorano 200000 persone la situazione qua giu e veramente critica concludo che lo stato deve dare un lavoro ho  almeno dargli la possibilita di lavorare poi se uno e un fannullone allora che sia fatto fuori lavoro per tutti lavorare in sicurezza rispettando lambiente si puo fare dopo 52 anni si sono accorti che lilva di taranto inquina 
    che a taranto ce un alto tasso di morti per tumore dove le nostre case sono sempre sporche di minerale dico dopo 52 anni signori miei qua non parliamo piu di diritti del lavoratore qua si parla di diritti del cittadino che non e piu libero di campare solo perche una grande azienda non a preso i giusti provvedimenti per inquinare di meno e gli organi competenti non sono stati neanche in grado di monitorare questa situazione e uno scandalo io spero (anche se da parecchio) che le cose cambino ma non per quanto riguarda il mio territorio ma per tutta la nazione che  diano piu possibilita ai piu giovani e ai meno giovani il lavoro e una cosa seria lavorando si sta piu sereni si vive meglio concludo signori miei con la speranza che i nostri politici si diano una svegliata e che trovino una soluzione il piu presto possibile ripeto LAVORARE IN SICUREZZA RISPETTANDO L’AMBIENTE 

  • Dario 6 anni

    Dal mio personale punto di vista,siamo in questa situazione perché la costituzione è sbagliata,si parla solo di diritto al lavoro ma non vi è niente che menzioni i doveri sul lavoro, gli ambienti,che posso portare come esempio,che siano a conduzione familiare o delle società per azioni,sono colme di nepotismo e favoritismi,parassiti che si appellano a sindacati ed iniquità dovute proprio al sistema legislativo,dove è stata spazzata via la meritocrazia grazie al famoso diritto al lavoro.
    Sono un libero professionista che ha avuto esperienza come lavoratore dipendente,e lavoro molto con l’estero, e purtroppo ciò che solo a pochi è palese è che la qualità del lavoro in Italia è scesa così in basso che,vista la strada che si sta percorrendo non potrà essere altrimenti,avremo aziende piene di persone incapaci e completamente inglobate nel sistema,grandi giocatori di briscola ma con una passione per il lavoro pari a 0,dedita a l’unica cosa che bisognerebbe guadagnarsi con il duro lavoro,che è proprio il diritto a quest’ultimo.

  • A Piol 6 anni

    Buongiorno
    il mio nome e’ Andrea Piol,riguardo a ciò che ho letto condivido pienamente i vari concetti,sopra citati,sul diritto del lavoro,ma purtroppo al giorno d’ oggi con la situazione che si e’ venuta a creare,non solo in Italia,questo diritto e’ praticamente sparito,e’ vero che nessuno mi impedisce di cercare lavoro ma ormai e’ come cercare un ago nel pagliaio,se siamo arrivati ai punti che le agenzie ti chiamano a lavorare per uno,due,quattro giorni,una persona chiaramente si demoralizza perché non vede prospettive per il futuro,chiaro che visti i tempi in cui ci troviamo va bene tutto basta lavorare,ma di questo passo non credo che riusciremo andare avanti per tanto…
    Sul fatto di trovare una soluzione,visto che il problema del lavoro riguarda un po’ tutta l’Europa,dovrebbero unirsi tutti quanti i vari Capi dello Stato e affrontare questo problema in primis,di sicuro,per quanto mi riguarda visto che sono quasi due anni che non lavoro e con una bambina piccola da mantenere,la soluzione non e’ quella di continuare ad aumentare qualsiasi cosa ( IVA,benzina,tasse,etc….) e togliere soldi dalle tasche a quelli che già non ne hanno,i vari Potenti industriali dovrebbero essere loro a riunirsi e ragiungere un accordo con lo Stato di avere delle agevolazioni per poter assumere nuovo personale,ma come già detto prima,nella situazione in cui ci troviamo anche questo la vedo molto dura,ci voranno tanti anni prima che la situazione si sblocchi ma nel frattempo credo che di questo passo moltissime famiglie saranno già andate in rovina,di sicuro già si cerca ma non si trova lavoro,in più continuano a toglierci dalle nostre tasche sempre più soldi,di questo passo il risultato non può essere che uno solo,immagino che Voi lo sappiate quale sia…!
    Dovrebbere proporzionare le varie tasse ( senza esagerare ) e fare una bella distinzione tra chi non riesce neanche più a fare la spesa e tra chi si lamenta che il bollo della Ferrari costa troppo,per carità con questo non voglio dire che uno che se la può permettere non se la deve comprare,ma chiaramente si potrebbe ridurre le tasse ai tanti operai in modo di avere qualcosa in più a fine mese e aumentarle a chi ha un tenore di vita completamente diverso dalla norma,credo che sia giunto il momento che tutti nella giusta proporzione,quindi chi non arriva a fine mese paghi una percentuale più bassa di tasse di uno che ha un tenore di vita decisamente più alto,devono pagare le tasse,come sempre fatto,ma senza continuare a togliere sempre più soldi a chi ormai non ne ha più…!
    Cordiali saluti a tutti…!

  • franco giovinazzo 6 anni

    ho 58 anni sono disoccupato. ho fatto la colonna vertebrale ho avuto un ictus celebrale è un anno. ho fatto domanda di invalidità ancora sto aspettando. come fanno gli invalidi civili falsi? chi gli da questo? me lo dicono ci adrei pure io. e lo stato dove? non abbiamo diritto i nostri governanti si arricchiscono a nostra faccia.per loro abbiamo un solo diritto MORIRE e ci fanno morire   franco

  • Daniele 6 anni

    Ma di cosa parliamo? In questo paese?
    1) Si va avanti per conoscenze.
    2) Gli statali si lamentano per gli stipendi bassi però timbrano il cartellino per poi uscire a fare i comodi loro….e lo stipendio lo paga anche l’onesto lavoratore.
    Diritto al lavoro? Certo, bisognerebbe cambiare la mentalità italiana, dove tutto è dovuto e non meritato, ed eliminare la corruzione ed il corrotto, ad ogni livello, di chi opera nei posti strategici.

  • Linda Messina1970 6 anni

    Si sono d’acordo con voi, Il Lavoro è un diritto, e lo stato deve mettere nelle condizioni le persone di ottenerlo per vivere una vita serena e dignitosa.
    Ognuno secondo quello che con amore e passione ha studiato.
    invece non esistono più concorsi o corsi abilitanti, penso alla scuola settore che mi piaceva e dove ho fatto esperienza.
    ho un diploma specifico, Magistrale, ed una laurea in legge vecchio ordinamento.
    ma tutto è sbarrato, esistono solo lavori privati e di due tre mesi.
    Le libere professoni sono chiuse.
    è avilente un paese così, ho fatto la colf, ma ha tutto vi è la propria epoca.
    Il lavoro è rertibuzione e speranza di atecchimento dei propri studi vivficandoli in una mansione che piace.Ma nella vita bisogna essere in due, invece poch rispondono e non fanno neppure gli screening dei curiculum.
    oppure ad una lettera d’accmpagnamento, penso alle persone fisiche veda avvocati.
    Ecco che poi a 42 anni chiamano vecchi e si parla solo di giovani. Tutto a causa di quela legge 30 la cui anticamera era il pacchetto treu.
    che ha introdotto il lavoro come oggetto e le agenzie interinali a loro fucina etc.
    Sono tante le cose che vorrei dire è un tema che mi tocca da vicino.
    Linda .

  • Cperetti1 6 anni

    Purtroppo è solo un (diritto) scritto ma non applicato,specialmente per chi ha problemi di salute ( ci chiamano categorie protette ) che barzelletta,dal 1998 sono iscritto ma non ho mai ricevuto un offerta da un ufficio di collocamento,cosa si puo mai pensare del Diritto al lavoro ?

  • Bruno 6 anni

    Ma il diritto al lavoro in Italia é per caso che a 50 anni non trovi più da lavorare e a 20 non lo trovi perché non hai esperienza e comunque ci sono pensionati chr continuano a lavorare più o meno in regola.
    Le alternative sono 2. La prima è andarsene da questo paese e la seconda fare una rivoluzione in stile Francese di tutta la nostra classe politica.

  • Sarò breve: il fatto che lo Stato non mi impedisca di cercare lavoro o di partecipare ad un concorso, non significa affatto che garantisca il “diritto al lavoro”: anche nel Medioevo uno poteva cercarsi un lavoro e nessuno lo impediva! Non credo sia mai esistita sulla faccia della Terra una forma di potere che negasse la libertà di cercare lavoro.

    Garantire il “diritto al lavoro” significa ben altro:

    1-Che ci sia una qualche legge che lo regoli seriamente: oggi ci sono lavori che non sono pagati, o pagati neanche il minimo per sopravvivere: si fa pieno affidamento sul fatto che tanti, per adesso, hanno ancora alle spalle una famiglia. Ma se ci si pensa bene: senza una famiglia alle spalle (cioè senza i soldi delle vacche grasse di una volta), molti ora starebbero letteralmente sotto i ponti! E ciò è solo rimandato. In futuro questo sarà un problema di dimensioni immani e la situazione attuale verrà ricordata come i “tempi d’oro”.

    2-Che i nostri 1000 amici in Parlamento trovassero una buona volta qualcosa di più intelligente da fare che non parlare dei matrimoni gay e del sesso degli angeli, con tutte le cose MOLTO più importanti che ci sono.

  • Kaliel 6 anni

    Ho 54 anni e da tre anni praticamente disoccupato. Creod do aver inviato C.V. in tutta Europa e oltre, ho acquisito 30 anni di professionalità nel mio settore e ricevo i complimenti per il C;V. ma nessuno richiede le mia prestazioni. Troppo grande? Eppure ho lavorato con persone molto più giovani di me che, a loro detto, non erano capaci di stare al mio passo. Comunque in riferimento al diritto al lavoro oggi possiamo affermare che si sta verificando il diritto al licenziamento e senza tanti scrupoli. Ci siamo venduti l’Italia con tutto il comparto delle nostre professionalià sopratutto artigianali: confezioni, calzature, eccc annietando quel tessuto di piccole e medie aziende che oggi non possono competere con altre nazioni( Cina e company)  che operano per soddisfare a basso prezzo le esigenze e richieste dei grossi gruppi. Nessuna accusa per i manager o le società … il merito è dei nostri politici corrotti che volutamente per soddisfare pochi hanno lapidato e soffocato tutto il comparto delle piccole e medie imprese.Auguri a tutti

  • Costantini Carmine 6 anni

    Volevo soffermarmi sulla frase nessuno debba mai avere la percezione di avere meno possibilità perchè in età matura, questo mi è capitato molte volte nei colloqui effettuati di recente e negli anni passati, ti dicono si tutto bene hai delle buone referenze lavorative ma sei troppo vecchio. A mio parere questo è discriminatorio e neanche lo puoi far presente a chi ti fa il colloquio perchè saresti ancor più penalizzato.

  • Ilaria 6 anni

    I vari punti espressi dal direttore Fattizzo sono tutti in egual misura assai importanti. Purtroppo quanti in Italia trovano riscontro ?? Di concorsi se ne fanno sempre meno….guardiamo il caso degli insegnanti, e quando si fanno si presentano migliaia di persone per i pochi posti a disposizione, senza contare i famosi raccomandati, della serie uno su 10000 ce la fa, se questo è degno di un paese civile….Le pari opportunità bene si sulla carta ci sono, ma nella vita di tutti i giorni sappiamo bene quali sacrifici fanno le donne che lavorano, in questo l’Italia ha molto da imparare. La formazione è indietro rispetto a tutti gli altri paesi europei, hanno sistemi molto più efficienti e addirittura in determinate realtà le aziende vanno a scegliersi negli istituti i loro futuri lavoratori, qui va bene se l’ufficio di job placement della tua facoltà ti trovi un buono stage post laurea….Le politiche per i giovani imprenditori per i supporti per i crediti dove sono ? ora puoi aprire 1 azienda con 1 euro e poi ? sappiamo tutti come il difficile sia farla durare la tua azienda ! Siamo indietro e concludo per dare uno spunto propositivo a tutta questa serie di critiche, se ognuno di noi avesse davvero la possibilità di fare con passione il lavoro per cui ha studiato, se chi merita fosse davvero premiato e gratificato (gli aumenti di 30 euro lordi fanno ridere! ), sarebbe già un grosso stimolo per tutti a tirarsi su le maniche e lavorare sempre meglio per questo nostro Paese.

  • Igortkd 6 anni

    il lavoro è un diritto????? ….a quanto si puo veder in questi anni non mi sembra proprio….io come ,penso,migliaia di persone ,son esattamente 5 anni che non trovo uno straccio di lavoro….sono diplomato, ho 42 anni ,ho un figlio, ho una ex moglie che mi continua a denunciare perche non riesco a mantenere le cifre pattuite al momento della  separazione ( 12 anni fa) ,e la costituzione dice che il lavoro è un DIRITTO……il lavoro qui lo trovano ,attualmente solo gli extracomunitari  ,,,,,per un italiano per di piu superati i 40 nemmeno l’ombra….bisogna arrangiarsi con quello che si sa fare finche la fantasia ti aiuta e le forze anche …..bisogna sapersi arrangiare…..

  • Claudio De Nardi 6 anni

    Molto sinteticamente, il diritto al lavoro viene garantito se esistono le condizioni economiche favorevoli alla creazione di posti di lavoro e se le persone che vengono assunte danno il proprio contributo alla prosperità dell’azienda che le ha assunte. Al giorno d’oggi chi fa impresa viene penalizzato al punto che non assume più nessuno e alcuni (non tutti) di quelli che vengono assunti ritengono di avere il diritto ad essere pagati ma non altrettanto il dovere di contribuire. Il diritto al lavoro nasce da un patto di reciproca fiducia tra chi assume e chi viene assunto.

  • Gerardo Trimarco 6 anni

    La costituzione Italiana definisce un diritto il lavoro. A mio avviso è sbagliato e poco lungimirante, in quanto non tiene conto delle dinamiche evolutive economiche. Uno scrittore di fantascienza degli anni 70 immaginava una società totalmente consumistica dove le classi sociali erano rbaltate, il ricco poteva permettersi di consumare meno e lavorare di più il povero lavorava solo mezza giornata al mese e doveva passare tutto il tempo a consumare, a erodere i pneumatici dell’automobile, asciugamani , penne, scrivanie, case, ecc. Il lavoro era un privilegio in quanto i robots producevano tutti i beni di consumo. Oggi questo racconto fa quasi ridere ma molti negli anni 60 – 70 pensavano che il consumismo potesse arrivare a livelli paradossali. Oggi il lavoro manca (io sono disoccupato da più di un anno), non certo per i motivi sopracitati, semmai opposti. Ma quello che a mio avviso manca veramente non è il lavoro ma il reddito che ne deriva. Trovo più giusto ‘il diritto alla ricerca della felicità’ scritto nella costituzione americana, che il nostro. Dopo 32 colloqui come programmatore e sviluppatore web, devo prendere atto che i miei 53 anni sono una grossa discriminante per le aziende, nonostante le mie competenze erano fondamentali nell’ultima azienda ove ho lavorato. Quindi una società moderna ed equa dovrebbe garantire un reddito a tutti i lavoratori (come per altro succedi in alcuni paesi), sono sicuro che così salterebbe fuori anche il lavoro di conseguenza.

  • mario cucciniello 6 anni

    Sono un 59enne, dall’1/02/2012 DISOCCUPATO. Lasciate ogni speranza o voi che entrate (1° passo… inferno… DANTE). Disposto a qualsiasi lavoro.”Diritto” al Lavoro: Lo Stato deve mettere il cittadino in condizioni di poter mantenere con il lavoro se e la famiglia, privilegiando politiche socio/economiche. Il cittadino(chimera) scegli poi secondo le sue attitudini la professione/ lavoro da svolgere. Oggi è tutto stravolto… ok… pero… non aumentateci gli anni di pensione, ma… lasciateci andare dopo 40 anni di lavoro. Largo… ai giovani.     

  • doccc 6 anni

    ho letto l’articolo e tutti i post, posso confermare che la discriminazione esiste, eccome se esiste , per età, sesso, etnia… ho 56 anni e a seguito della cessione aziendale a spasso da un giorno all’altro senza nemmeno guardare i risultati (bilanci) frutto anche del mio lavoro direzionale….

    per un anno ho fatto il venditore , ….di me stesso, un agente a provvigione …senza provvigione, 35.000 km in auto , treno, aereo….disponibilità geografica totale (italia ed estero)…da qualche parte sono arrivato …..e adesso dico che ho subito tante , troppe,  discriminazioni ….  ho seguito i mercati esteri per 8 anni, in un colloquio mi sono sentito dire che non sapevo bene l’inglese senza che mi sia stato chiesto di pronunciare 1 sola parola, quando il vero problema era l’età … purtroppo è la legge della domanda e dell’offerta…con tanta gente in cerca di lavoro…non tutte le aziende anno un atteggiamento etico ….

    quanto alla classe politica …non aggiungo altro ai commenti espressi e che condivido pienamente

  • Salve sono un quasi cnquantenne che dopo trenta anni di lavoro e di contratti a tempo indeterminato nel settore metalmeccanico inquadrato come 6°livello ad un tratto si ritrova precario, dipendente di una famosa agenzia interinale e nel lavoro inquadrato al secondo livello apprendista,pur non svolgendo mansioni da 2° livello, perchè se vuoi lavorare oggi è così.30 anni di esperienza buttati al secchio,prospettive di miglioramento pressochè nulle,le agenzie interinali nn tutelano x niente i lavoratori e spesso nn sanno distinguere le differenze che passano tra un tipo di contratto ed un altro,faccio un esempio,dopo la lunga parentesi come metalmeccanico ho lavorato come capoturno in un’azienda tessile inquadramento 5 livello,allo scadere del contratto rispondo ad un’annuncio dove cercavano appunto operatori su macchine a controllo numerico(punzonatrici e laser)essendo programmmatore di queste macchine e nn avendo un lavoro mi hanno preso.al colloquio preliminare con l’agenzia interinale quando mi hanno chiesto il livello ho risposto ,documentando con buste paga,6°livello metalmeccanici oppure 5°livello tessile,l’incaricata mi ha risposto che 2 livello metalmeccanici era lo stesso!

  • Macridomenico 6 anni

    il diritto al lavoro oggi non esiste più esiste il bordello del lavoro con milioni di contratti capestro

  • alberto giovanni peschiera 6 anni

    Diritto al lavoro come favorire chi ha voglia di lavorare, non solo come dipendente ma anche come impresa. io sono considerato troppo vecchio per lavorare, però il mio fisico è ancora in grado di permettermi di fare più di 30 km a settimana in bicicletta, un centinaio di addominali due volte a settimana ecc..ecc.. . Ora non so se sono le aziende o lo stato ad avere la colpa di questa mia situazione, condivisa con altri concittadini della mia età.
    Ritengo che iniziando a fare un lavoro mai fatto, di fatto sono un apprendista, pur avendo superato l’età per tale posizione come stabilito dalla legge.
    Chi mi assume deve spendere su di me del tempo per insegnarmi quel lavoro,poi se io imparo in breve tempo meglio, l’apprendistato così come è regolamentato oggi non risponde alle esigenze di chi cerca lavoro.
    Io per la mia esperinza personale non sento il Diritto al lavoro garantito, e trovo inutili i centri per l’impiego provinciali. Mi convinco sempre più che per trovare lavoro occorrono le conoscenze, e ciò lo confermano anche le statistiche.

  • Ayari Mohamed karim 6 anni

    il lavoro e un diritto per tutti cloro con dovere e diritto,che sioa un rispetto reciproco tra dattore e operai su tutti i fronti,compreso anche tra operai che no sia un mobing nei confronti dei piu deboli,soprattuto tra l’ambiente operai oa,alla quale se n’e approfitano i furbetti e i cattivi con l’appogio sia dello capo cantiere in compromessi di pizzo nei confronti dei disadattati o nei confronti dei deboli di carattere con abuso ecessivo e pure verita,questyo succede pure nelle scuole,ha sempre esistito,i poverini psicologicamente vengono emarginati con attegiamento no adeguato alla societa in piu vengono umiliati sia dai cattivi anche da personne per bene,in tutto il mondo,in ternìmine figurativo si vive e si convive con la mafia alla quale i furbetti e i cattivi vengono piu sollecitati da tutti per la loro sapere fare in tutti modi e in tutti metodi,e per paura di loro vengono appogiati,il male risiede sia nella classe operaia e tramite idattori,ovvio le tasse sono alte dovuto alla mallaorganisatione politica economica internazionale gestita parzialmente dalle associazione mafiose internazionale

  • marco 2922 6 anni

    HO 48 ANNI INVALIDO INAIL 50 PER CENTO PRATICAMENTE IMPOSSIBILE TROVARE LAVORO ANCHE A CAUSA DELL’INFORTUNIO SUBITO CHE HO UN’ACCENTUATA ZOPPIA ALL’ARTO INERIORE SX IN PIU’ CI METTE L’ETA’ PER CUI TROVARE UN LAVORO E’ QUASI IMPOSSIBILE GRAZIE E ARRIVEDERCI.

  • Paoloddanto 6 anni

    il problema è che: si cerca un lavoro,ma non il lavoro,….credere e amare il lavoro che svogli , questo è il diritto più grande..che fa’ si che la tua autostima sia appagata, il problema vero è..che pochissimi hanno voglia di lavorare, in pochi lo sanno svolgere,in piu’ si lamentano e pretendono…ma’ i miei diritti???? fai …e avrai.
    Saluti.
    Paolo

  • Renzo Belicchi 6 anni

    con la modifica fatta sul’art 18 che non interessava a nessuno interessava solo a quelle persone che non capiscono un cazzo di lavoro si è modificato il diritto al lavoro a parte questa discussione parlamentare che non a risolto niente anzi peggiorerà  quelli  che lavorano e quelli che andranno a lavorare.La domanda che dovreste fare sia sul web ma anche al popolo di facebook è? con quale garanzia il popolo italiano e rappresentato da un parlamento di inquisiti e condannati come possono fare o proporre leggi se loro sono ladri vuol dire che le leggi che loro fanno non sono leggi ma truffe al popolo io invito tutto il popolo di facebook a votare una legge che possiamo fare anche noi fuori i ladri e condannati dal parlamento queste sono le domande che dovete fare  e giusto che un parlamentare prende  una penzione di 34.000 euro al mese”D’alema” è una vergogna con quale diritto pretende una penzione così perchè le leggi li fanno loro è giusto che noi dobbiamo pagare anche i finanziamenti publici  ai quei bastardi ladri che stanno al governo è giusto che dobbiamo anche pagare i finanziamenti ai giornali che sono giornali di partito il popolo italiano è così addormentato da destra e sinistra sono tutti uguali spero che il popolo italiano si sveglia da questo incubo    

  • ho 50 anni e sembro deceduto per il mondo del lavoro, sono forte e dinamico, ma lo Stato totalmente assente in politiche che fommentino il lavoro. Una proposta per la situazione dell’ italia (terremoti, alluvione), se deve mettere in sicurezza il territorio, facciano un piano nazionale di lavoro per la sicurezza dando lavoro a tutti i dissocupati…..

  • M F Consolini 6 anni

    buona giornata

    personalemte vedo un “diritto” come una possibilità, che si può esercitare oppure no; non è un obbligo di qualcuno verso qualcun’altro; sta quindi a ciascuno la scelta di cercare le opportunità, coltivarle, accrescerle, svilupparle e mantenerle, senza “palleggiare” la questione a chissà chi

    la “garanzia” che dobbiamo sollecitare ed esigere (a chi ha doveri di direzione ……) è quella di poter esercitare il “diritto”, nient’altro

    grazie e saluti

    Maximo F

  • Rossanab79 6 anni

    Da pochi giorni la mia azienda ha deciso di lasciarmi a casa, non ha motivazioni valide, solo delle scaramucce, sono qui da 7 anni e ho sempre ricevuto premi e due aumenti di stipendio per l’impegno, ma d’improvviso mi sono ritrovato con un richiamo in mano il giorno prima di andare in ferie e al mio rientro (mi avevano assicurato che non sarebbe cambiato nulla) mi hanno offerto un cambio di mansione che non ha nulla a che fare con la mia o con una pedata nel sedere e via entro due mesi…..il motivo, ancora non lo so. La mia vita però è stravolta, i progetti che avevo per il mio futuro spariti…..

  • Prasstex 6 anni

    Buon giorno.
    Aggingerei due cosette:
    Diritto al lavoro significa anche diritto allo stipendio: peccato che gli stessi siti di ricerca lavoro siano pieni di annunci che, letti con esperienza (di tentativi inutili, soldi spesi e tempo perduto) promettono pressapoco un lavoro a pagamento, cioè il tentare di vendere qualcosa con la prospettiva, forse, di una provvigione (intanto l’auto, i mezzi pubblici, il vitto,… ce lo mettono coloro che dovrebbero essere pagati, poi si vedrà).
    Seconda cosa: perchè quasi nessuno parla dello scandalo delle società interinali che quasi monopolizzano le offerte, spesso senza neppure sapere di cosa si parla, spessissimo ricevono soldi pubblici (cioè nostri, anche di coloro che sono disoccupati ma le tasse bene o male cercano di pagarle) per corsi di riavviamento al lavoro senza nessuno sbocco finale?
    Ci sarebbero anche altre cose da dire, ma mi pare che per il momento siano sufficienti queste, aggiungendo solo che se per caso la tua età supera i 35/40 anni trovare qualcuno che ti assuma diviene quasi impossibile (anche se dai punti in tutto, anche fisicamente a molti giovani vecchi, molli e svogliati), nonostante il diritto al lavoro.

    Saluti,

    Claudio Enrico Prassino   

    • biancolavoro 6 anni

      Gen.le
      sig. Prassino,

      pubblichiamo
      volentieri la sua opinione, tuttavia vorremmo fare delle
      precisazioni: lei parla di..


      gli stessi siti di ricerca lavoro siano pieni di annunci che, letti
      con esperienza (di tentativi inutili, soldi spesi e tempo perduto)
      promettono pressapoco un lavoro a pagamento.. etc..”, ok a volte
      può essere vero, ma attenzione a generalizzare. Bianco Lavoro pone
      ad esempio estrema attenzione alle offerte pubblicate ed alle aziende
      inserzioniste, per cui stia assolutamente tranquillo che mai troverà
      offerte o proposte per “un lavoro a pagamento” o altro tipo di
      offerte poco serie (nel tal caso per favore ce le segnali… ma
      dubitiamo ve ne siano).

      Altra
      cosa riguarda lo “ scandalo delle società interinali” … ci
      pare faccia accuse senza avere delle prove concrete… nel senso:
      magari ha ragione lei, non lo sappiamo, ma senza dei riscontri
      oggettivi, delle prove, dei casi concreti, etc… ciò che dice
      lascia il tempo che trova e non ha un gran valore. Non voglia
      sembrare un’accusa nei suoi confronti, ma semplicemente un invito a
      ragionare in maniera imparziale sulle situazioni e soprattutto a non
      accusare quando non si hanno fatti certi e provati ma solo
      “sensazioni” e “sentito dire”….
       

  • maria luisa 6 anni

    Salve, sono Maria Luisa Bollati, non ho molto da dire, dico solo che le leggi italiane son sbagliate, io ho 39 anni e vedo chiudermi molte porte, per via dell’età! Oltre al fatto che alcuni lavori si potrebbero imparare anche a 39 anni tipo la commessa, nessuno vuole insegnarti e tutti vogliono solo apprendiste, così una della mia età si suiciderà….??? Mà io dico che il diritto non lo vedo…addirittura alcune aziende ti scartano anche se hai fatto un lavoro molto simile…una vergogna e basta! Ma mai nessuna risposta ricevuta!!!

  • Alessandro Vanin 6 anni

    Ger. Sig Fattizzo

    L’articolo 1 della costituzione dice che l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro perché senza lavoro non ci sono soldi, senza soldi c’è povertà e con povertà ci sono criminalità, dimostrazioni e instabilità politica (es: i tanti paesi africani poveri e in guerra, mentre avete mai visto la Svizzera politicamente instabile?) Nessun italiano pretende che lo stato gli trovi il lavoro perché sa benissimo che rimarrebbe disoccupato a vita (neanche nei regimi comunisti dell’europa dell’est lo stato ti trovava automaticamente un lavoro), ma tutti abbiamo il diritto che lo stato faccia tutto il possibile per creare le condizioni economiche e sociali perché tutti posiamotrovare un lavoro. Purtroppo in Italia (a differenza di Austria, Germania, Francia e altri) questo non vale nella realtà..Infatti: 1-Il costo del lavoro in Italia è tra i più alti al mondo 2- In Italia non c’è quasi mai meritocrazia, ma spesso  raccomandazioni e bustarelle 3-Mentre in Germania scuola e università sono collegate al mondo del lavoro (con stage nelle aziende) in Italia è già tanto se non crollano le pareti degli edifici scolastici. Basterebbero alcune leggi di buonsenso per investire nella formazione, nel turismo, nelle fonti rinnovabili ecc. Direte “colpa dei politici che non lo fanno” Vero, ma siamo noi a permettegli di farlo. In Germania se un politico sbaglia o governa male, non si presenta alle elezioni successive se lofa non viene rieletto, mentre in Italia … no comment ma infondo è colpa nostra siamo troppo individualisti

  • giovanni 6 anni

    nel 2009 l’azienda dove lavoravo con un contratto a tempo indeterminato a deciso di portare il lavoro in bangladesh e tunisia(azienda del gruppo benetton ) lasciando a casa circa 150 persone .ad oggi ho 49 anni nonostante tutto mi ritrovo senza un lavoro fisso senza altre prospettive in vista sono troppo vecchio x lavorare e troppo giovane x la pensione. mi devo arangiare macendo qualche lavoro in nero xche nessuno mi da una mano e nonostante le domande che invio non ho ancora ricevuto una risposta.io penso che  se i nostri governanti lascino andare via dal nosto paese le azienda con la facilità di oggi l’italia eè un paese che non ci offrirà più nulla .sono schifato da tutto ciò

  • Ludovicovico 6 anni

    Il mio nome è Ludovico Coronati e dalla eta di 16 anni che lavoro, oggi tra qualche giorno ho 50 anni e dopo aver lavorato come professionista in diversi settori e in 15 aziende con contratti a tempo determinato dal 2009 al 2011 oggi  a causa della mia età non trovo da più di sei mesi un qualsiasi lavoro.  Il lavoro non è un diritto ma un dovere che ogni essere umano porta avanti per permettere la crescita di questo mondo.  Ma mi accorgo che non esiste più questo stato di fatto e che forse l’unica artenativa che ci rimane e quella di dare un reset. a chi dirige questo nuovo gioco.  Quindi mi rendo disponibile come volontario ad operare per cambiare questo contesto……………

  • Lo_spartano52 6 anni

    Leggendo questo articolo, vorrei provare a rispondere alle domande postate dal direttor Fattizzo.
    Cosa si intende per diritto al lavoro? Ebbene, secondo le mie esperienze (ho 34 anni e sto disoccupato dal 2008) il diritto al lavoro è garantito a coloro che sono raccomandati, che leccano i piedi (per non dire altro…) e che fanno le spie e gli arrivisti con i superiori. Ho da poco terminato un corso di “Avviamento alla Professione Giornalistica” in un ente regionale nella mia città. Molto interessante e per di più, noi allievi abbiamo fatto anche lo Stage in una redazione. Abbiamo studiato argomenti interessanti: etica professionale del giornalista, l’INPGI e l’INPGI2, la regolamentazione del CODACONS, il contratto di lavoro, le videoriprese e il giornalismo on-line. Tutti i docenti erano giornalisti professionisti sia della RAI regionale che di altre testate giornalistiche o emittenti locali. Abbiamo sostenuto l’esame finale ed io sono stato anche scelto come “Secondo miglior allievo del corso tra i non professionisti”. Risultato: sto disoccupato e non riesco nemmeo a farmi ricevere da qualche “direttoruccio” di redazioni piccole, locali e con scarsa considerazione. Questo lo dico perché, a differenza di altri assai poco meritevoli rispetto a me, quando mi presento al colloquio sto con le spalle scoperte e non posso certo dire la celeberrima frase: “Mi manda Picone”. E intanto il tempo passa… Questo per dire che il diritto al lavoro c’è (lo prevede la Costituzione con tanto di articolo e comma) ma è una Legge che si applica? Evidentemente, non è un diritto per chi non ha la raccomandazione, non paga la tangente al politico e chi non ci sta ai soliti favoritismi.
    Mi scuso se eventualmente sono stato prolisso e poco sintentico, ma era necessaria questa mia disamina sull’argomento. Spero non v’abbia tediato. Buona giornata e grazie.

  • De Vivo 6 anni

    Quando i Padri della COSTITUZIONE ITALIANA hanno scritto questi passi sublimi ed immensi avevano intuito che la base della libertà sta nella tutela del LAVORO (dipendente , indipendente, professionale, manuale intellettuale etc..) il problema piu grave del lavoro non è il costo eccessivo, non è la manacata produttività ,non è la vendita del posto fisso, non è la flessibilità in entrata ed in uscita , ma è nelle politiche di incontro tra lavoro studio ed imprese.I centri per l’impiego che mestiere fanno (riescono ad occupare solo il 3% degli iscritti mentre le altre società ne occupano il 10%)le agenzie del ministero degli interni per le politiuche sociali o meglio le cosiddette politiche del lavoro e della formazione , spendono milionate di euro in corsi di formazione che non formano e rubano spartendosi altre piccole torte a livello provinciale. Le regioni che non aderiscono alle politiche sociali nazionali sprecano corsi inutili sui territori internazionali. BASTA se gli italiani amano la COSTITUZIONE ed il loro territorio devono , anzi dobbiamo lottare per ottenere una scuola che in ogni anno accademico prevedono almeno duecento ore di stage in alternanza scuola lavoro
    e portare i giovani al lavoro

  • Alemarluc 6 anni

    A scuola ci insegnano a conoscere la costituzione e gli articoli correlati, purtroppo molti di questi non sono mai stati rispettati da chi sta in alto, cosa vuole che pensi… è una bufala!!!
    E mi dispiace dirlo, anche voi avete preso lo stesso andi, prendendo in giro le persone in cerca di lavoro. Spesso su internet un’agenzia del lavoro scrive che in Italia ci sono 45.000 posti di lavoro vacanti, come mai non vengono occupati?? non mi venite a raccontare che chi ha sempre lavorato non sa lavorare o non è in grado di sostenere un colloquio oppure non sa scrivere un curriculum!!!!

    Saluti.

  • Alessandro 6 anni

    un uomo diSono  quarantadue anni invalido del 75% con
    la 104( legge 3 comma3) nato a Torino nel 1970 nell’ospedale Reggina
    Margherita un parto con il forcipe procurandomi una lesione cerebellare
    diagnosi tetra paresi spastica,  Io ho perso il lavoro  il 15/10/2007 per un giorno di permesso legge
    104 che ho usufruito per il rinnovo patente ,l’azienda mi ha licenziato dicendo
    che il permesso non era attinente alla 104; dopo due anni il giudice ha
    dichiarato il licenziamento nullo dato che la mia patente si è un B ma
    rinnovabile presso le patenti speciali, a condannato alla azienda il pagamento
    di sette mensilità, pero non sono potuto rientrare al mio posto di lavoro
    perche l’azienda ha meno di 15 unità lavorative,poi
    si parla di GIUSTIZIA

  • Donato_dagnese 6 anni

    Il diritto al lavoro non esiste perchè se ci fosse, il problema sarebbe: la gente è senza lavoro, cosa facciamo per crearlo?
    Invece oggi la domanda è: le aziende stanno benissimo ma cosa possiamo fare perchè stiano ancora meglio?
    Tutto questo ha generato una spaventevole assimetria giuridica sul mercato del lavoro per cui si registra una totale e completa sopraffazione della azienda sull’uomo.
    Ricordo che la azienda NON E’ UN FINE MA UN MEZZO PER POTER PERMETTERE ALLE PERSONE DI VIVERE ONESTAMENTE A SECONDA DELLE PROPRIE ATTITUDINI E ASPETTATIVE.
    Se non avete capito questo, allora cari signori vi dico che è meglio tornare al pezzo di terra, al contadino, all’economia di corte…….

  • Egr. Marco, mi pare abbastanza superfluo aggiungere altro: ha enucleato alla grande tutti gli spunti possibili in un articolo molto sagace. Io, mi permetto di aggiungere un pò di amaro lucano e chioso dicendo: ma in una specie di repubblica come quella italiota, dove un governo geronto-plutocrate ha approvato – senza alcun consenso popolare, quindi incostituzionalmente!! – l’inserimento in COSTITUZIONE DEL PAREGGIO DI BILANCIO STATALE, ma come vogliamo ancora solo poter pensare al diritto al lavoro?? La mia provocazione, che può apparire fin troppo generalista, si fonda sul fatto che in nome di quell’assurdità di pareggio di bilancio, lo Stato Italiota – o quel che ne rimane – è alla pari della gestione ordinaria aziendale…ergo, il lavoro (autonomo e dipendente) sarà trattato alla stessa stregua, ancora ergo: iniquamente, pedantemente, insolentemente, ingiustamente, e tutti gli avverbi del dizionario che facciano rima con presa in giro….QUALUNQUEMENTE???!!

  • MA CHE DIRITTO E DIRITTO IL LAVORO VIENE MA SE NON VIENE RISPETATA NEMMENO UNA PERSONA ISCRITTA ALLE CATEGORIE PROTETTE LAVORA COME TUTTI GLI ALTRI PUR DI LAVORARE PEGGIORA LE SUE CONDIZIONI DI SALUTE E NON HA NEMMENO LA POSSIBILITA ECONOMICA PER CURARSI LO CHIAMATE DIRITTO QUESTO

  • Elio De bon 6 anni

    Il diritto al lavoro,  dovrebbe essere seguito immediatamente dal diritto di licenziare, da parte dell’imprenditori, la motitudine di fannulloni, furbi e natistanchi che pullunano nelle nostre fabbriche e nei nostri uffici…
    Quando lo stato capira’ che, affogando imprese e imprenditori, sta affogando tutta la classe operaia , assieme al potere di acquisto,  forse allora si potra’ tornare a parlare di diritto al lavoro:  per ora, queste parole sono solo aria fritta.

  • Non sono in vena di molti commenti….e`per me un momento difficilissimo….ma una piccola considerazione la voglio lasciare…anche se banale…..soltanto una persona con il suo lavoro,puo`considerarsi una persona libera….il lavoro e`la vera chiave per sentirsi vivi e liberi…per questo uno stato civile deve fare il massimo per garantire ai suoi cittadini questa liberta`…auguri a tutti quelli senza liberta`…..

  • Delfino Lucio 6 anni

    il diritto di lavoro o al lavoro é un diritto che comprende tutti gli italiani ma il governo e le istituzioni lo hanno modificato con diritto verso gli extracomunitari che vengono in italia e in un certo senso la comandano perché un’italiano non viene assunto perché viene dichiarato troppo costoso invece l’extracomunitario viene assunto perché il governo lo aiuta passando alla ditta che assume oltre che nn facendo pagare tutto il costo di un’italiano passa alcune sovvenzioni in denaro sonante e in + gli extracomunitari vengono riveriti e serviti tipo loro fossero i veri governanti del paese, invece gli italiani come me vengono lasciati in disparte perché gli vien detto tu hai già la cittadinanza e allora arrangiati!
    Loro invece poverini, voi venite da paesi in cui c’é la guerra o c’é la peste quindi venite che il governo italiano vi protegge e vi da tutto il possibile e ancor di più!
    Ad un certo punto mi vien da dire ma se rinuncio alla cittadinanza italiana ricevo lo stesso trattamento loro? 

    • G Gennelli 6 anni

       purtroppo ti devo dare ragione a me è successo molti anni fa quanto lavoravo per una coop mi anno lasciato a casa perche l’ extracomunitario gli costava molto meno.Adesso si sono inventati il lavoro a chiamata,balle c’è gente nelle cooperative che lavorano per anni tutti i giorni e li pagano 5,40 euro all’ora tutto compreso e le marchette sono messe giu a forfe.Questa e l’Italia onesta

  • Cinzia Tibaldi 6 anni

    Per quanto riguarda il sacrosanto diritto al Lavoro sancito dalla nostra Costituzione Italiana credo che ognuno di noi lo debba ricercare giorno per giorno, in maniera tale da trovare l’attività lavorativa che più assomiglia alle proprie capacità ed esigenze personali per poterla svolgere al meglio e in tal modo poter contribuire in prima persona ad una Società migliore, con meno egoismi ed un eccessivo individualismo. 

  • Nash 6 anni

    Personalmente credo che i padri della costituzione avessero visto giusto allora,nel senso che ogni persona ha diritto a realizzarsi nel lavoro e di conseguenza esprime tutte le potenzialità di creatività che c’è in ognuno di noi;
    semmai dovessi chiedere allo stato qualcosa, chiederei di creare tutti i presupposti affinchè una persona lo possa fare sia come dipendente che come imprenditore,fornendo collegamenti con le  imprese, la domanda di bisogni e il mercato;
    agevolando fiscalmente per alcuni anni coloro che per esempio intendono intrapprendere l’attività di imprenditore,fornendo strumenti di accesso al mercato come banche dati per sviluppare la clientela arrivando poi ad avere una “reale concorrenza” che allo stato attuale non esiste;
    oggi c’è bisogno di un nuovo progetto industriale coinvolgendo tutta la forza lavoro,così facendo si creano i presupposti per il benessere di tutti ed anche per i cittadini stranieri dei paesi limitrofi che contribuiscono oggi più che mai all’equilibrio delle generazioni future , come del resto lo è stato fino all’avvento “delle cosidette multinazionali”
    dove in nome del profitto sempre più elevato mettono l’essere umano al secondo posto.
    non ci può essere futuro dove ci sia la persona umana relegata passivamente ad una unità di misura.