Cosa devi sapere per affrontare al meglio il colloquio di lavoro

Ci hanno insegnato che non bisogna fermarsi alle apparenze, ma in circostanze come questa, occorre prestare la massima attenzione al modo in cui ci si presenta. Vediamo come affrontare in maniera adeguata un colloquio di lavoro.

Quante volte ti sei rimproverato di non esserti informato per tempo su qualcosa che ti stava particolarmente a cuore. Sottovalutare alcuni dettagli può rivelarsi un errore capitale, destinato a fare sfumare progetti importanti. Prendi il lavoro: arrivare preparato al fatidico colloquio è quanto di più banale si possa sottolineare, ma sei davvero sicuro di essere al corrente di tutto? Per ottenere l’ambito posto, non basta elencare le esperienze professionali e i risultati che sei riuscito a centrare fin qui, ma occorre convincere pienamente l’interlocutore cercando di non deludere le sue aspettative. Ecco cosa devi sapere prima di affrontare il colloquio di lavoro.


Cosa è bene sapere quando ci si prepara ad un colloquio di lavoro

I reclutatori pagati per assumere la persona giusta studiano molto. E quando decidono di convocarti per un colloquio di lavoro sanno già tanto di te. Limitarti a ripassare la parte che riguarda le tue competenze tecniche potrebbe rivelarsi insufficiente perché quello che hai fatto durante il tuo percorso lavorativo compare già sul curriculum che gli intervistatori hanno esaminato a fondo e verificato con i mezzi a loro disposizione. Meglio allargare lo spettro e prepararsi ad affrontare anche altri aspetti che riguardano il tuo stile di vita, i tuoi modi di fare e la tua personalità.

Nessuno ti chiede di metterti a nudo al cospetto del reclutatore che incontri per la prima volta, ma di arrivare preparato all’appuntamento che potrebbe segnare una svolta importante nella tua vita. In che modo? Gli esperti suggeriscono di puntare sulla veridicità: meglio provare ad essere te stesso che sforzarti di dire e fare quello che pensi possa compiacere l’intervistatore. Che, tra l’altro, non impiegherà molto tempo a capire se ti stai spacciando per quello che non sei. Preparati con zelo e non fingere, facendo perno su alcune indicazioni – messe in fila da Live Recruitment in questa infografica che abbiamo letto e rielaborato di seguito – che potrebbero tornarti molto utili.

Stando a quanto riportato dagli estensori dell’infografica, più di 3 reclutatori su 10 capiscono se la persona che hanno di fronte ha buone chance di essere assunta dopo appena 90 secondi. Il che equivale a dire che, durante il colloquio di lavoro, prestano grande attenzione alla comunicazione non verbale ed ai particolari che possono veicolare informazioni nodali sull’intervistato. Ecco perché risulta quanto mai importante arrivare preparato all’appuntamento, evitando di inciampare in errori gratuiti e grossolani che potrebbero compromettere il buon esito dell’incontro. Quando arrivi al cospetto del reclutatore, ricordati di:

  • stabilire un corretto contatto visivo: sfuggire allo sguardo equivale a dire che non ti senti a tuo agio e che non sei sufficientemente sicuro di te;
  • non gesticolare troppo con le mani: i continui movimenti possono distrarre o infastidire chi ti sta davanti e tradiscono un nervosismo eccessivo;
  • stringere la mano in maniera ferma: una stretta di mano fiacca non ti farà guadagnare punti perché ti farà apparire insicuro, demotivato o svogliato;
  • non muovere troppo le gambe: esattamente come con le mani, agitarsi troppo con gli arti inferiori potrebbe rivelarsi deleterio;
  • non giocare coi capelli: non è per niente igienico e ti farà sembrare un Narciso più preoccupato al ciuffo che alle cose da dire;
  • ridere (o sorridere) di tanto in tanto: chi vorrebbe avere a che fare con un musone che rende l’aria più pesante di quella che è già in ufficio;
  • assumere una postura corretta: cerca di mantenere la schiena dritta, ma non esagerare perché l’eccessiva rigidità potrebbe farti apparire un pezzo di legno;
  • non incrociare le braccia: ormai lo sanno anche i bambini che equivale ad inviare un messaggio di chiusura o di protezione a chi ti sta di fronte.

Ci hanno insegnato che non bisogna fermarsi alle apparenze, ma in circostanze come questa, occorre prestare la massima attenzione a come ci si presenta. La prima impressione conta: ecco perché devi curare la qualità dell’eloquio (sbagliare un congiuntivo farà crollare le tue quotazioni, ma anche scomodare paroloni altisonanti potrebbe non deporre a tuo vantaggio), vestirti in maniera adeguata ed informarti sull’azienda nella quale speri di entrare. E infine, ricordati di formulare delle risposte convincenti alle quattro domande che – stando a quanto evidenziato nell’infografica – i reclutatori non mancheranno mai di rivolgerti: “Come è stata la tua esperienza come…?”, “Perché vorresti lavorare con noi?”, “Cosa sai della nostra azienda?”, “Quali sono i tuoi punti di forza?”. Adesso che disponi di tutte le informazioni del caso, datti da fare; il successo del tuo prossimo colloquio di lavoro dipende solo da te. E da un pizzico di fortuna.

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