Coronavirus e ristorazione: urgenti misure a sostegno delle imprese

Le conseguenze del Coronavirus sul settore turistico e della ristorazione. Il Fipe chiede urgenti misure a sostegno delle imprese

Il Coronavirus ha messo in ginocchio tanti settori dell’economia italiana, con la perdita di fatturato che avrà conseguenze anche nel corso dei prossimi anni. Il Fipe quantifica i danni arrecati dalla psicosi virus alla ristorazione italiana, chiedendo al Governo più attenzione verso un settore cardine nell’economia del nostro Paese.


I danni del Coronavirus all’economia italiana

Disposizioni ministero della salute luogo lavoro

Le conseguenze del Coronavirus si fanno sentire non solo sul versante sanitario ma anche su quello economico. Si tratta di perdite di fatturato di notevole portata, che hanno interessato non solo le zone italiane a maggior rischio di contagio, ma tutte le imprese operanti sul nostro territorio. Un problema che nel corso dei giorni si è fatto sempre più marcato e pesante, mettendo in ginocchio tanti imprenditori e lavoratori. Le città italiane, soprattutto quelle nelle zone rosse, sono deserte, la gente si è fatta prendere da una vera e propria psicosi assalendo i supermercati e decidendo di non spostarsi, cancellando viaggi, prenotazioni alberghiere, eventi e cene nei ristoranti. Sicuramente atteggiamenti troppo eccessivi, in quanto, come le stesse autorità competenti hanno più volte sottolineato, non bisogna farsi prendere dal panico.

La situazione è gestibile, bastano solo determinate accortezze e la collaborazione. Tuttavia, molte aziende sono state costrette a ridurre o fermare momentaneamente la produzione.

Le richieste del Fipe

Uno dei settori particolarmente colpito dalla crisi Coronavirus è quello della ristorazione e del turismo. Parliamo di una realtà particolarmente importante e di notevole peso sull’’intera economia italiana. Secondo la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, pizzerie, ristoranti, bar, pub, locali di intrattenimento e società di banqueting sono le realtà, che più di tutte hanno pagato le conseguenze del Coronavirus. Settore, come lo stesso Fipe sottolinea, che è stato abbandonato completamente dal Governo, il quale non si è attivato nel migliore dei modi per salvaguardare turismo e ristorazione.

Ed ancora, Roberto Calugi il Direttore Generale di Fipe sostiene: “I nostri imprenditori e i nostri lavoratori sono stanchi di essere invisibili per i politici e il legislatore. Non si stupiscano quindi se, entrando in un bar o in un ristorante, risulteranno invisibili a loro volta”. Una situazione davvero particolare a cui bisogna dare una soluzione, per evitare ulteriori danni a discapito di aziende, imprenditori e lavoratori.

I danni che il Coronavirus ha arrecato alla ristorazione italiana

La ristorazione italiana a seguito del Coronavirus, ha registrato danni pari a 2 miliardi di euro e 20 mila posti di lavoro a rischio, con una perdita di fatturato pari all’80%. Questi i dati quantificati dal Fipe. Calano di molto le presenze nei locali, così come il generale flusso turistico e la domanda di consumi alimentari fuori casa. In una situazione del genere, purtroppo non basta limitare le restrizioni di apertura dei vari servizi pubblici in Lombardia, per evitare il sovraffollamento di gente e dunque il rischio di contagio. C’è bisogno di maggior supporto e sostegno da parte del Governo, che non deve dimenticarsi di un settore importantissimo come quello del turismo e della ristorazione. Non è tutto, in quanto se la situazione non migliora nel corso dei prossimi giorni, si potrà parlare addirittura di 20 mila posto di lavoro a rischio. In questa maniera si mette seriamente a repentaglio un settore fondamentale per l’economia italiana, ed è proprio per questo che sono indispensabili strumenti in grado di sostenere tali realtà aiutandole a rimettersi in sesto il prima possibile.

Alcune misure a favore di imprese e lavoratori

In questo generale clima di preoccupazione per la salute e per il destino delle imprese italiane, sono state emanate delle misure a sostegno dei datori e lavoratori. Prima di tutto, il Governo ha reso più facile ed immediato l’avvio dello smart working alle aziende operanti nelle zone rosse. Una possibile soluzione al Coronavirus può essere il lavoro da remoto, senza doversi recare in azienda tutti i giorni. Ma non solo, in quanto sono state semplificate le procedure burocratiche e l’accesso ai vari ammortizzatori sociali, misure fiscali a favore delle imprese che hanno registrato notevoli perdite economiche, l’accesso alla Cassa integrazione ordinaria e tanto altro ancora. Tuttavia si spera che la situazione possa migliorare nei prossimi giorni, portando tutto alla normalità.



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