Coronavirus e le ripercussioni sul sistema economico: voci e reportage dalla Romagna

Qualche video ed un po' di riflessioni dalla Romagna in periodo di Coronavirus

L’emergenza Coronavirus ha assunto dimensioni mondiali, con dati in continua evoluzione che testimoniano la gravità della situazione sanitaria a livello internazionale: l’Italia è di gran lunga il Paese più colpito dal Covid-19 e da qualche giorno ha superato la stessa Cina, a livello di decessi. I numeri sono più che eloquenti: nel nostro Paese al 22 marzo complessivamente si registrano 59.138 persone positive (in Cina circa 81.000), di queste 7.024 sono guarite e purtroppo ben 5.476 sono decedute (in Cina 3.245), per cui si deduce che sono attualmente interessati dalla malattia 46.638 individui.


I Focolai sono al Nord ma a rischio è tutto il sistema sanitario

Le ripercussioni di questa emergenza, mai concretizzatasi in precedenza, sono innanzitutto di carattere sanitario, in quanto le aree più colpite quali la Lombardia (e in particolare le province di Bergamo e Brescia), l’Emilia Romagna e il Piemonte sono teatro di circa l’80% del fenomeno, con ingenti problemi nell’assistenza ospedaliera, nella disponibilità di posti letto nelle terapie intensive e nel reperimento di personale personalizzato, sul quale la stessa Protezione Civile italiana ha lanciato un appello per la ricerca di medici volontari.

Elisa Petroni – Presidente ASI – Associazioni Sportive e Sociali Italiane di Forlì- Cesena

L’arrivo del Lockdown e il soddisfacimento dei soli bisogni primari

Ma le ricadute, viste le giuste, ma rigorose disposizioni messe in campo dalla Presidenza del Consiglio, stanno mettendo in ginocchio l’economia italiana che di colpo si è fermata, con un progressivo azzeramento degli scambi commerciali, che assume, ogni giorno che passa, dimensioni sempre più preoccupanti. E’ una situazione in velocissimo divenire: se fino a una settimana fa il sistema economico aveva ancora accesi i propri motori  specie all’interno della piccola e media impresa, cuore pulsante italiano  come si evidenzia in questa intervista fatta a Gilberto Benassi,  titolare della CLIMAX materassi , storica azienda Forlivese a conduzione familiare,  con il procedere delle restrizioni, sono rimasti attivi i settori che soddisfano bisogni primari (food, farmaci, tabacchi e poco altro), buona parte dei servizi (tramite home working), mentre il grosso del settore manifatturiero sta chiudendo le proprie attività. Il video è stato girato il 16 marzo 2020.

Quello che è certo, visto che nessuno ha la sfera magica per comprendere lo sviluppo temporale di questa crisi, è che il sistema imprenditoriale italiano non potrà riprendersi da solo: servirà un corposo intervento pubblico, sul quale sono state fatte promesse solenni dal capo dell’esecutivo, per ora concretizzatesi in uno slittamento in avanti delle scadenze fiscali, la possibilità di sospendere i mutui  a carico delle imprese per 6/12 mesi e l’attivazione della cassa integrazione. Onestamente troppo poco.

La positività delle famiglie non abbandona città e campagne spettralmente vuote.

Non solo le maggiori città italiane, ma anche quelle di provincia, hanno subìto una trasformazione visiva irreale. Arterie stradali fino a qualche settimana fa trafficatissime, oggi sono spettralmente vuote, come sono svuotati i centri storici, questo il  video girato a Forlì solo qualche giorno fa.

E se lo spettacolo che si presenta agli occhi è decisamente desolante, consola il fatto che l’assenza di persone per le strade testimonia che gli italiani hanno preso sul serio le restrizioni e assunto un atteggiamento di responsabilità, standosene a casa, che tutela la propria e l’altrui salute. Sbirciando nelle case degli italiani emergono anche, nel dramma, alcune timide positività, come la riscoperta dei legami famigliari, la cura dei giardini e dei piccoli lavoretti fai da te e, fino a qualche giorno fa quando era consentito, la buona prassi di una passeggiata salutare, seppur in solitaria. Ecco il video girato a Forli il 19 marzo 2020:

Il Primo presidio sanitario? La farmacia

Ciò che invece non si è fermata, come si accennava, è l’attività dei supermercati, presi d’assalto,  pur seguendo le giuste precauzioni sanitarie, per gli approvvigionamenti alimentari  e delle farmacie, che, anche a fronte, del congestionamento dei Pronto Soccorso e alla limitata attività ambulatoriale dei medici di base (affollamento delle sale d’attesa non concesso), hanno assunto il ruolo di primo presidio sanitario per i cittadini, non solo per l’acquisto di medicine, bensì per consigli ed informazioni sul virus e sulle modalità igienico-sanitarie di affrontarlo.

La politica, terminata l’Emergenza COVID -19 dovrà rimboccarsi le maniche.

Come sarà l’Italia dopo l’emergenza Coronavirus è difficile ipotizzarlo ora, in piena emergenza e ancora in attesa del fatidico picco. Il sistema economico ne uscirà a pezzi senza dubbio, anche in considerazione del fatto che buona parte del sistema imprenditoriale ha già faticato non poco ad uscire dalla crisi economica che ha interessato il Paese per quasi un decennio. C’è da sperare innanzitutto in un’azione politica straordinaria a sostegno della ripresa e anche nel grande cuore italiano, che in queste settimane si è messo in moto in innumerevoli raccolte fondi (strutturate e spontanee) a sostegno del sistema sanitario: quello stesso cuore potrà, domani, indirizzare i propri consumi alla valorizzazione delle produzioni made in Italy, magari commercialmente sostenute da politiche ad hoc, attingendo a risorse europee. Resta, infine, l’innata operosità e la caparbietà tutta italiana di rialzare la testa, tirarsi su le maniche della camicia e riprendersi: tutto ciò è già accaduto circa 75 anni fa, quando dalla macerie dei bombardamenti, dalla miseria in cui viveva classe media italiana, forse anche grazie ad una classe dirigente illuminata, è maturato piano piano quello che tutti definirono il miracolo italiano.



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