Contributi silenti, la denuncia dei consulenti tributari

Riguardo alla manifestazione indetta a Roma dai Radicali sulla questione dei cosiddetti “contributi silenti”, l’associazione nazionale dei consulenti tributari ha voluto esprimere il suo parere, sostenendo l’iniziativa e spiegandone le ragioni.


Per contributi silenti s’intendono i contributi previdenziali, pagati da lavoratori para-subordinati e atipici, i quali li versano alla Gestione separata dell’Inps, ma non hanno diritto ad alcun assegno pensionistico, se non raggiungeranno almeno un livello minimo di contribuzione richiesto.

E anche qualora riuscissero a raggiungere i minimi contributivi, spiegano i tributaristi, non avranno che un assegno di qualche centinaio di euro.

L’associazione dei consulenti ha affermato che non intende restare in silenzio, di fronte a una situazione di così grave ingiustizia sociale, che può essere riassunta da queste cifre: ogni anno i lavoratori atipici pagano alla Gestione separata dell’Inps ben 8 miliardi di euro in contributi e le prestazioni erogate dall’Inps in loro favore sono appena 300 milioni di euro.

In sostanza, i contributi silenti pagano le pensioni degli altri, ma non danno quasi alcun diritto alla pensione a chi ha provveduto a sborsare tali denari.

Lo stato italiano, continua l’associazione, è un Robin Hood alla rovescia, in quanto toglie alle fasce meno protette della popolazione lavorativa, per dare ai soliti noti.



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