Contratto di lavoro: natura e principali tipologie

Il contratto di lavoro: tutto quello che c'è da sapere sull'accordo istitutivo di un rapporto di lavoro.

Il contratto di lavoro è un contratto che viene stipulato tra il datore di lavoro e il lavoratore, al fine di costituire una relazione di lavoro tra le parti: in seguito alla stipula del contratto, il lavoratore si obbliga a lavorare al servizio di un datore di lavoro per un tempo determinato o meno (indeterminato), in cambio di un salario (generalmente stabilito proporzionalmente al numero di ore lavorate) e del versamento dei contributi previdenziali e degli oneri assistenziali.


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Stabilito quanto precede, cerchiamo di comprendere quali sono gli elementi fondamentali di un contratto di lavoro, e quali tipologie siano maggiormente diffuse in Italia.

Principali elementi di un contratto di lavoro

Gli elementi fondamentali di un contratto di lavoro sono i seguenti:

  • parti: il contratto coinvolge principalmente due parti, il lavoratore (di almeno 16 anni di età) e il datore di lavoro;
  • causa: è lo scambio di prestazioni (lavoro in cambio di una retribuzione), dal quale dipendono diritti e obblighi di entrambe le parti;
  • forma: sebbene la forma scritta sia consigliata (ed in alcuni casi obbligatoria in sede di contrattazione collettiva, o per singoli casi disciplinati dalla legge), non esiste una forma specifica per il contratto di lavoro, che può dunque essere concluso anche oralmente;
  • oggetto: l’oggetto del contratto è rappresentato dalla prestazione lavorativa del lavoratore, e dalla retribuzione che il datore di lavoro ha l’obbligo di corrispondere;
  • durata: il contratto può essere stipulato a tempo determinato (cioè apponendo una data finale) o a tempo indeterminato.

Principali tipologie di contratti di lavoro

In attesa delle riforme preannunciate dall’attuale esecutivo, il panorama dei contratti di lavoro individuali presenti in Italia è piuttosto ampio ed eterogeneo (oltre che, in buona evidenza, contraddistinto da elevata complessità).

Sul fronte della durata si può ad esempio distinguere il contratto di lavoro a tempo determinato da quello indeterminato, mentre sull’impegno orario è possibile scindere quello a tempo parziale da quello a tempo pieno.

Esistono inoltre, schematicamente:

  • contratto di lavoro occasionale: è il tipo di contratto che disciplina un rapporto di lavoro della durata non superiore ai 30 giorni e non superiore ai 5.000 euro con il medesimo committente;
  • somministrazione di lavoro: è un tipo di contratto sostitutivo del rapporto interinale, che vede la partecipazione del lavoratore, dell’utilizzatore (azienda pubblica o privata) di un somministratore (l’agenzia per il lavoro, che stipula un contratto con il lavoratore;
  • contratto di solidarietà: è un contratto che prevede la riduzione del monte ore e della retribuzione, di norma al fine di poter salvaguardare i livelli occupazionali di un’azienda;
  • contratto di job sharing: conosciuto anche come contratto di lavoro ripartito, è una particolare tipologia contrattuale con la quale due lavoratori si impegnano solidalmente a un’unica obbligazione lavorativa;
  • apprendistato: è il rapporto di lavoro finalizzato alla formazione professionale e al successivo inserimento nel mondo del lavoro;
  • contratto a progetto: è un tipo di contratto di lavoro successivo al contratto di collaborazione coordinata e continuativa, che vede nella realizzazione di uno specifico progetto il suo oggetto fondamentale;
  • collaborazione coordinata e continuativa: è un contratto caratterizzato da autonomia del lavoratore, coordinamento da parte del committente e retribuzione simile a quella del lavoro subordinato;
  • contratto di lavoro intermittente: conosciuto come “contratto a chiamata”, è un contratto attraverso il quale il lavoratore si mette a disposizione di un datore di lavoro per lo svolgimento di una prestazione di lavoro su chiamata.


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